L’ONU avverte: la corsa all’intelligenza artificiale potrebbe consumare il 3% dell’elettricità mondiale ed enormi quantità d’acqua entro il 2030 

| 08/06/2026
L’ONU avverte: la corsa all’intelligenza artificiale potrebbe consumare il 3% dell’elettricità mondiale ed enormi quantità d’acqua entro il 2030 

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite avverte che l’aumento dell’efficienza dei modelli di intelligenza artificiale potrebbe non ridurne l’impatto ambientale. Al contrario, la crescente diffusione dell’IA rischia di far aumentare consumi energetici, uso di acqua ed emissioni globali.

La crescita dell’IA rischia di annullare i benefici dell’efficienza tecnologica

Uno degli argomenti spesso utilizzati per attenuare le preoccupazioni riguardo alla crescente domanda di energia e risorse da parte dei data center è che i modelli di intelligenza artificiale avranno bisogno di meno risorse in futuro, man mano che miglioreranno e diventeranno più efficienti.

Tuttavia, un recente rapporto delle Nazioni Unite, che quantifica l’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale, mostra come questo ragionamento, apparentemente logico, si riveli in realtà una trappola.

Il rapporto stima che entro il 2030 il consumo energetico dell’IA potrebbe raddoppiare fino a rappresentare il 3% dell’elettricità mondiale, generare emissioni pari a quelle del Regno Unito e consumare, per il raffreddamento dei sistemi, più acqua di quella necessaria ogni anno per soddisfare il fabbisogno di acqua potabile dell’intera popolazione mondiale.

Il documento prevede inoltre che l’uso dell’intelligenza artificiale seguirà un principio economico noto come “paradosso di Jevons”, secondo il quale i miglioramenti tecnologici che aumentano l’efficienza nell’utilizzo di una risorsa portano a un aumento, anziché a una diminuzione, del consumo complessivo di quella stessa risorsa.

Dal momento che i modelli di intelligenza artificiale stanno diventando sempre più economici e accessibili, il loro utilizzo è destinato a crescere rapidamente. Il rapporto UN prevede quindi che ciò incoraggerà nuove applicazioni e volumi di utilizzo più elevati, erodendo e potenzialmente annullando qualsiasi risparmio derivante dai progressi in termini di efficienza.

Per evitare di cadere in questa trappola, il documento propone una tabella di marcia per un uso responsabile dell’intelligenza artificiale basata su principi guida quali trasparenza, efficienza progettata fin dall’origine, equità e giustizia, responsabilità lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi, cooperazione globale e utilizzo sostenibile.

La portata del problema

Lo scorso anno i data center hanno già consumato una quantità di elettricità pari a quella dell’Arabia Saudita, che è l’undicesimo maggiore consumatore di energia elettrica al mondo.

Se il consumo di elettricità dovesse effettivamente raddoppiare entro il 2030, come previsto, l’impronta di carbonio associata richiederebbe la crescita di 6,7 miliardi di alberi per un periodo di dieci anni per compensare tali emissioni.

I data center avrebbero inoltre bisogno di 9.300 miliardi di litri d’acqua e di una superficie di terreno quasi dieci volte superiore a quella di Città del Messico.

Oltre al consumo di risorse, il rapporto evidenzia anche la disuguaglianza strutturale che si trova al centro del boom dell’intelligenza artificiale. Soltanto 32 Paesi ospitano infrastrutture cloud specificamente dedicate all’IA e il 90% di questa capacità è concentrato negli Stati Uniti e in Cina.

Il documento avverte che si sta ampliando il divario digitale tra le nazioni che sviluppano e controllano i sistemi di IA e quelle che li utilizzano. Queste ultime, spesso, sopportano una quota sproporzionata dell’impatto ambientale legato all’estrazione dei minerali e alla produzione di rifiuti elettronici.

Un utilizzo responsabile dell’IA

L’ambiente naturale costituisce il fondamento dell’economia, della cultura e del benessere collettivo. Per questo motivo dovrebbe occupare una posizione centrale nelle nostre riflessioni. È arrivato il momento di ripensare il modello di innovazione dell’intelligenza artificiale e orientare lo sviluppo tecnologico verso un futuro realmente sostenibile.

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