Xi Jinping ha partecipato per la prima volta di persona alla World Artificial Intelligence Conference (WAIC) di Shanghai, dove ha illustrato la visione cinese della diplomazia dell'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di contrastare il predominio degli Stati Uniti nel settore.
Il presidente cinese Xi Jinping ha invitato la comunità internazionale a rafforzare la cooperazione nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, affermando che nessun Paese dovrebbe esercitare un dominio esclusivo sull’industria dell’IA.
Nel discorso inaugurale alla World Artificial Intelligence Conference (WAIC) di Shanghai, alla quale ha preso parte di persona per la prima volta, Xi Jinping ha sottolineato la crescente importanza strategica dell’intelligenza artificiale per la Cina.
«Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non dovrebbe essere l’esibizione solitaria di un singolo Paese, ma una sinfonia di cooperazione internazionale», ha affermato Xi davanti ai partecipanti alla conferenza.
Per evitare la nascita di quelle che ha definito «nuove ingiustizie storiche» nell’ambito dell’IA, Xi ha ribadito il ruolo che Pechino intende svolgere nel garantire ai Paesi in via di sviluppo un accesso equo alle capacità e alle competenze legate all’intelligenza artificiale. A tal proposito, ha annunciato che la Cina collaborerà con diversi organismi internazionali, tra cui istituzioni dell’Asia, dell’Africa, dell’America Latina e dei Paesi BRICS, per offrire nuove opportunità nel settore dell’IA.
I rappresentanti di 29 Paesi hanno firmato un accordo per istituire la World AI Cooperation Organization, che avrà sede a Shanghai, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale cinese Xinhua. Tra i firmatari figurano Russia, Bielorussia, Serbia, Cuba, Brasile e Venezuela, oltre a dodici Paesi asiatici e dieci africani. Secondo Pechino, il nuovo organismo intergovernativo avrà il compito di promuovere la cooperazione internazionale e la governance globale dell’intelligenza artificiale.
Xi ha inoltre sottolineato la necessità di adottare un approccio «centrato sulle persone» nello sviluppo delle tecnologie di IA. «Dobbiamo predisporre leggi e regolamenti, sistemi di monitoraggio tecnologico, meccanismi di allerta precoce e di risposta alle emergenze, affinché l’intelligenza artificiale rimanga sempre sotto il controllo dell’uomo», ha dichiarato il leader cinese.
La competizione tra Cina e Stati Uniti sull’IA
La conferenza si svolge mentre Cina e Stati Uniti si preparano ai loro primi colloqui governativi sull’intelligenza artificiale dall’insediamento dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump.
I modelli di IA sviluppati in Cina stanno attirando un numero crescente di utenti a livello globale grazie ai costi inferiori, riducendo progressivamente il divario rispetto alle soluzioni statunitensi, generalmente più costose. Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno imposto restrizioni alle importazioni di tecnologie provenienti dalla Cina, motivandole con esigenze di sicurezza nazionale. Crescono inoltre le preoccupazioni riguardo l’impiego dell’intelligenza artificiale a scopi bellici e al suo possibile utilizzo da parte di hacker e organizzazioni terroristiche. «Dobbiamo opporci congiuntamente all’estensione eccessiva del concetto di sicurezza nazionale nel campo dell’IA e alla tendenza a porre la sicurezza di un singolo Paese al di sopra di quella degli altri», ha affermato Xi.
Che cos’è la World Artificial Intelligence Conference?
La WAIC si svolge nell’arco di quattro giorni e riunisce oltre 1.000 espositori, tra aziende tecnologiche cinesi, rappresentanti istituzionali e ricercatori. Tra i leader presenti figurano il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, il primo ministro della Cambogia Hun Manet e il vice primo ministro e ministro dell’Interno della Thailandia Anutin Charnvirakul.
Alla manifestazione sono esposti circa 3.000 prodotti che mostrano le più recenti innovazioni tecnologiche cinesi, tra cui uno smartphone capace di utilizzare autonomamente le applicazioni senza l’intervento dell’utente.