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	<title>satelliti Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>satelliti Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<item>
		<title>Spettro satellitare UE, Bruxelles riserva più frequenze agli operatori europei</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/spettro-satellitare-ue-bruxelles-riserva-piu-frequenze-agli-operatori-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Sandonnini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 13:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reti e infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[IRIS2]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/05/spettro-satellitare-ue-banda-2ghz.avif" type="image/jpeg" />Bruxelles ha proposto una nuova assegnazione della banda 2 GHz per i servizi mobili via satellite dopo la scadenza delle licenze nel maggio 2027. L’obiettivo è rafforzare operatori europei, sicurezza e autonomia industriale, lasciando agli attori extra-Ue solo una parte della capacità disponibile</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/spettro-satellitare-ue-bruxelles-riserva-piu-frequenze-agli-operatori-europei/">Spettro satellitare UE, Bruxelles riserva più frequenze agli operatori europei</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/05/spettro-satellitare-ue-banda-2ghz.avif" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Bruxelles ha aperto un nuovo fronte della <strong>sovranità tecnologica europea</strong>: lo spettro radio usato dai servizi mobili via satellite. Il 27 maggio 2026 la <strong>Commissione europea</strong> ha presentato una proposta di regolamento per ridefinire l’assegnazione della <strong>banda 2 GHz</strong> oltre la scadenza delle licenze attuali, prevista per <strong>maggio 2027</strong>, con l’obiettivo di riservare la parte più sensibile della capacità a operatori europei e a usi governativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta va oltre la gestione tecnica delle frequenze. La banda 2 GHz è considerata un asset chiave per i servizi <strong><em>direct-to-device</em></strong>, per la copertura in aree prive di rete terrestre, per le comunicazioni d’emergenza e per applicazioni di sicurezza e difesa. In altre parole, lo spettro entra a pieno titolo tra gli strumenti con cui l’Ue prova a ridurre la dipendenza da infrastrutture e operatori extraeuropei.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1-come-cambia-lo-spettro-satellitare-ue"><strong><em>Come cambia lo spettro satellitare Ue</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta della Commissione sostituisce il quadro introdotto nel <strong>2008</strong>, che aveva portato alla selezione paneuropea degli operatori nel <strong>2009</strong>. Oggi le autorizzazioni fanno capo ai soggetti che fanno riferimento a <strong>Viasat</strong> ed <strong>EchoStar</strong> e scadono nel maggio 2027. Bruxelles vuole ora passare a una nuova selezione a livello Ue, con regole uniformi in tutti gli Stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dettagli emersi dalla proposta e dalle ricostruzioni di stampa specializzata, la banda verrebbe divisa in <strong>tre segmenti</strong>: uno destinato alle comunicazioni governative e alla futura integrazione con <strong>IRIS²</strong>, uno riservato a operatori europei per usi commerciali e uno aperto anche a soggetti non europei. Il risultato è politico prima ancora che industriale: gli operatori statunitensi non verrebbero esclusi del tutto, ma avrebbero accesso soltanto a una quota limitata dello spettro disponibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione presenta il riassetto come una misura per garantire coerenza regolatoria nel mercato unico e per consentire servizi transfrontalieri realmente europei. È un passaggio coerente con l’impostazione della futura <strong>Digital Networks Act</strong> e con la linea che lega connettività, resilienza e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="2-perche-lo-spettro-satellitare-ue-e-diventato-un-tema-industriale"><strong><em>Perché lo spettro satellitare Ue è diventato un tema industriale</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di svolta è nel mercato. Lo studio commissionato dalla Commissione europea e pubblicato nel 2025 sul futuro dei servizi mobili via satellite nella banda 2 GHz segnala che il settore è cambiato profondamente con l’ascesa delle <strong>mega costellazioni in orbita bassa</strong> e con la standardizzazione <strong>5G non terrestre</strong>, che rende più concreta la connettività diretta tra satelliti e dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa Commissione, nella consultazione mirata chiusa nel <strong>giugno 2025</strong> e sintetizzata a novembre, ha raccolto <strong>64 contributi</strong> da operatori, associazioni e stakeholder. Il dato mostra quanto il dossier sia ormai al crocevia fra telecomunicazioni, spazio, difesa e politica industriale. Il nodo non è solo chi usa una frequenza, ma <strong>quale ecosistema industriale</strong> avrà il vantaggio di costruire servizi, apparati, piattaforme e relazioni con le telco europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pressione competitiva arriva soprattutto dai gruppi statunitensi, che hanno accelerato sul fronte delle costellazioni satellitari e dei servizi direct-to-device. Per l’Ue, lasciare invariato l’assetto della banda 2 GHz avrebbe significato confermare un vantaggio maturato in una fase precedente del mercato, quando il peso strategico di queste frequenze era più limitato.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="3-iris%c2%b2-govsatcom-e-la-strategia-europea-sullo-spazio"><strong><em>IRIS², GOVSATCOM e la strategia europea sullo spazio</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta sulla banda 2 GHz arriva mentre l’Europa prova a costruire una propria architettura di connettività sicura. <strong>IRIS²</strong>, il programma europeo di connettività satellitare sicura, è stato affidato nel 2024 al consorzio <strong>SpaceRISE</strong> con un contratto di concessione di <strong>12 anni</strong>. Il sistema dovrebbe contare su <strong>oltre 290 satelliti</strong> e portare i servizi completi entro il <strong>2030</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, l’Ue ha già acceso un’infrastruttura ponte. <strong>GOVSATCOM</strong> è entrato in operatività iniziale nel <strong>gennaio 2026</strong> e, secondo EUSPA, mette in comune capacità satellitari governative di diversi Stati membri, con ulteriori integrazioni previste negli anni successivi. La logica è chiara: prima creare un perimetro europeo per i servizi sensibili, poi estenderlo con la costellazione IRIS².</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la cornice in cui lo spettro satellitare Ue diventa una leva di politica industriale. Senza frequenze dedicate, anche una costellazione europea rischia di arrivare sul mercato con margini ristretti; con uno spettro più protetto, Bruxelles prova invece a dare alla filiera continentale il tempo e lo spazio per consolidarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per leggere in sintesi i passaggi chiave del dossier, ecco i numeri che contano:</p>







<h2 class="wp-block-heading" id="4-il-rischio-di-tensioni-con-washington"><strong><em>Il rischio di tensioni con Washington</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riassetto delle frequenze non può essere letto separatamente dal clima politico transatlantico. Negli ultimi mesi Washington ha già fatto capire di guardare con sospetto alle misure europee che possano ridurre lo spazio per le aziende americane nel settore spaziale. A marzo 2026 il presidente della <strong>Federal Communications Commission</strong>, Brendan Carr, aveva evocato possibili contromisure in caso di scelte percepite come discriminatorie verso gli operatori Usa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta della Commissione, inoltre, arriva in una fase in cui Bruxelles sta preparando un più ampio pacchetto sulla <strong>sovranità tecnologica</strong>. Lo spettro satellitare, quindi, non è un caso isolato: si inserisce in una strategia che tocca cloud, connettività, sicurezza delle reti e controllo delle infrastrutture critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta poi un passaggio istituzionale decisivo. La proposta dovrà essere negoziata da <strong>Parlamento europeo</strong> e <strong>Consiglio</strong>. La Commissione si è lasciata aperta la possibilità di una proroga delle licenze attuali, se i tempi dovessero allungarsi, per evitare vuoti regolatori e assicurare continuità ai servizi esistenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="5-piu-protezione-non-basta-senza-scala-industriale"><strong><em>Più protezione non basta senza scala industriale</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli operatori europei, la mossa di Bruxelles offre una finestra importante ma non risolutiva. Riservare una parte rilevante dello spettro alla filiera Ue può favorire nuovi entranti, rafforzare i campioni continentali e migliorare l’integrazione con reti terrestri, telco e servizi pubblici. Non basta però, da sola, a colmare il divario con chi ha già una scala industriale globale, capacità di lancio frequente e una presenza commerciale molto più avanzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera partita si giocherà tra il <strong>2027</strong> e il <strong>2030</strong>, gli anni in cui l’Europa dovrà trasformare il vantaggio regolatorio in <strong>capacità operativa</strong>, filiera, terminali, servizi e modelli di business sostenibili. Se ci riuscirà, la banda 2 GHz diventerà il perno di una politica industriale europea nello spazio. Se invece l’esecuzione rallenterà, il nuovo assetto rischierà di restare soprattutto un atto difensivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su questo punto la proposta della Commissione è già un segnale netto: per Bruxelles, lo <strong>spettro satellitare Ue</strong> non è più soltanto una risorsa tecnica da amministrare. È una infrastruttura strategica da presidiare, come le reti, i dati e il cloud.</p>
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		<item>
		<title>Allarme dallo Spazio: i satelliti low-cost statunitensi rappresentano un rischio crescente per l’orbita terrestre bassa</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/allarme-dallo-spazio-i-satelliti-low-cost-statunitensi-rappresentano-un-rischio-crescente-per-lorbita-terrestre-bassa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Orbita.png" type="image/jpeg" />Secondo ricercatori cinesi, la costellazione Dove di Planet Labs minaccia la sicurezza spaziale con possibili rientri incontrollati e dati orbitali imprecisi. Un gruppo di scienziati cinesi della Chinese Academy of Sciences ha lanciato un forte monito sull&#8217;impatto dei nanosatelliti della costellazione Dove, operata dalla società statunitense Planet Labs. L&#8217;accusa, pubblicata su social media cinesi, riguarda [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/allarme-dallo-spazio-i-satelliti-low-cost-statunitensi-rappresentano-un-rischio-crescente-per-lorbita-terrestre-bassa/">Allarme dallo Spazio: i satelliti low-cost statunitensi rappresentano un rischio crescente per l’orbita terrestre bassa</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Secondo ricercatori cinesi, la costellazione Dove di Planet Labs minaccia la sicurezza spaziale con possibili rientri incontrollati e dati orbitali imprecisi.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un gruppo di scienziati cinesi della <strong>Chinese Academy of Sciences</strong> ha lanciato un forte monito sull&#8217;impatto dei <strong>nanosatelliti</strong> della <strong>costellazione Dove</strong>, operata dalla società statunitense <strong>Planet Labs</strong>. L&#8217;accusa, pubblicata su social media cinesi, riguarda il fatto che questi microsatelliti, benché abbiano rivoluzionato l&#8217;osservazione terrestre con immagini giornaliere a media risoluzione, si stanno trasformando in <strong>potenziali &#8220;mine spaziali&#8221; nell&#8217;orbita terrestre bassa (LEO)</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un modello innovativo ma con costi collaterali </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Planet Labs, con sede a San Francisco, ha lanciato centinaia di <strong>CubeSat delle dimensioni di una scatola da scarpe sin dal 2013.</strong> Questo approccio ha permesso un monitoraggio continuo e a basso costo della superficie terrestre, diventando un riferimento nel mercato commerciale dell’osservazione della Terra. Tuttavia, l&#8217;assenza di propulsori e un controllo limitato della traiettoria rendono i satelliti della costellazione vulnerabili a rientri incontrollati, specialmente una volta che esauriscono la loro vita operativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dati preoccupanti sulla gestione e tracciabilità </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;analisi condotta con una piattaforma di tracciamento sviluppata internamente, oltre l&#8217;80% dei 662 satelliti Dove è già deorbitato a luglio 2025. Questo rappresenta un rischio significativo di collisione con altri oggetti spaziali e una minaccia per la sicurezza delle operazioni orbitali. Ancora più allarmante è la scoperta che oltre 100 satelliti presentano codici identificativi errati o inventati, e mancano di dati orbitali verificabili, secondo i database pubblici consultati, tra cui quello della US Space Force.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni geopolitiche e di governance spaziale </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema sollevato dai ricercatori va oltre l&#8217;aspetto tecnico. Il rapido affollamento dell&#8217;orbita bassa da parte di operatori privati occidentali pone interrogativi sulla governance dello spazio e sull&#8217;efficacia dei sistemi internazionali di tracciamento e catalogazione. La presenza di oggetti non identificati correttamente o non tracciabili rischia di compromettere le operazioni di altre agenzie spaziali, incluse quelle della Cina, dell’Europa e di altri attori emergenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una regolamentazione internazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La denuncia della Chinese Academy of Sciences si inserisce in un crescente dibattito internazionale sulla necessità di rafforzare i meccanismi normativi per l’utilizzo dell’orbita terrestre. In particolare, si richiede maggiore trasparenza, standard condivisi per il tracciamento e una responsabilità estesa per gli operatori commerciali, che finora hanno goduto di ampi margini di autonomia operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso della costellazione Dove rappresenta un banco di prova cruciale per il futuro della cooperazione internazionale nello spazio. Mentre le tecnologie emergenti democratizzano l&#8217;accesso all&#8217;orbita, cresce la necessità di una governance multilaterale più solida per garantire la sostenibilità operativa, la sicurezza dei voli spaziali e la tutela dell&#8217;integrità dell&#8217;ambiente spaziale. La sfida non è solo tecnologica, ma anche giuridica, economica e geopolitica, e coinvolge direttamente le scelte strategiche di governi, aziende e organismi sovranazionali.</p>
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		<item>
		<title>Giappone, cavi sottomarini e satelliti entrano nella lista delle forniture critiche</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/giappone-cavi-sottomarini-e-satelliti-entrano-nella-lista-delle-forniture-critiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 09:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersicurezza e difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Giappone.png" type="image/jpeg" />Tokyo amplia il perimetro delle infrastrutture strategiche per proteggere le catene del valore tecnologiche da rischi geopolitici e cyber, segnando un passo cruciale nella difesa della sicurezza economica nazionale. Il governo giapponese sta per aggiornare la propria lista di &#8220;forniture critiche&#8221; includendo, per la prima volta, cavi sottomarini per le telecomunicazioni e satelliti, in un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/giappone-cavi-sottomarini-e-satelliti-entrano-nella-lista-delle-forniture-critiche/">Giappone, cavi sottomarini e satelliti entrano nella lista delle forniture critiche</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Giappone.png" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tokyo</strong> amplia il perimetro delle <strong>infrastrutture strategiche</strong> per proteggere le catene del valore tecnologiche da rischi geopolitici e cyber, segnando un passo cruciale nella difesa della sicurezza economica nazionale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo giapponese sta per aggiornare la propria lista di &#8220;<strong>forniture critiche</strong>&#8221; includendo, per la prima volta, <strong>cavi sottomarini per le telecomunicazioni e satelliti</strong>, in un contesto globale sempre più sensibile alla sicurezza delle infrastrutture digitali. La decisione – attesa per la metà del 2025 – riflette l’urgente necessità di <strong>mettere in sicurezza i canali di trasmissione dati e le piattaforme spaziali</strong>, elementi oggi centrali per l’economia digitale, la difesa e l’industria ad alta tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si inserisce nel quadro della legge sulla sicurezza economica entrata in vigore nel 2022, che consente al governo di <strong>monitorare, supportare e incentivare</strong> la produzione domestica e l’approvvigionamento sicuro di tecnologie strategiche. A oggi, la lista comprende componenti come batterie, semiconduttori e medicinali. L’aggiunta di cavi e satelliti espande notevolmente la portata del provvedimento, con implicazioni rilevanti per <strong>l’industria manifatturiera, le telecomunicazioni e il settore aerospaziale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Infrastrutture digitali sotto pressione: perché servono misure di protezione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 99% del traffico internet globale passa attraverso <strong>cavi sottomarini in fibra ottica</strong>. La crescente tensione tra Stati Uniti e Cina, le vulnerabilità emerse durante la guerra in Ucraina e i sospetti di sabotaggi in Europa hanno acceso i riflettori su queste reti spesso invisibili ma fondamentali per la connettività globale. Anche i <strong>satelliti per comunicazioni e osservazione della Terra</strong> sono diventati asset strategici, sia in ambito militare che civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Giappone intende, quindi, sostenere l’industria nazionale nello sviluppo, nella manutenzione e nella protezione di queste infrastrutture, anche in collaborazione con paesi alleati. Il programma prevede <strong>incentivi fiscali, fondi pubblici per la ricerca e la produzione locale</strong>, cosi&#8217; come controlli sugli investimenti esteri nelle aziende che operano in settori sensibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia nazionale per l’autonomia tecnologica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rafforzamento delle catene di fornitura critiche risponde alla crescente necessità di <strong>autonomia strategica</strong> in un mondo segnato da <strong>rischi geopolitici, guerre commerciali e instabilità delle forniture globali</strong>. Il governo giapponese mira a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ridurre la dipendenza da fornitori esteri non affidabili</li>



<li>prevenire interruzioni nelle reti di comunicazione e nei sistemi di sorveglianza</li>



<li>garantire la continuità operativa in caso di crisi internazionali o attacchi cyber</li>



<li>promuovere <strong>l’innovazione nazionale</strong> in settori chiave come la space economy, le telecomunicazioni e la cybersicurezza.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La mossa giapponese si allinea ad analoghe iniziative in corso negli Stati Uniti e in Europa, dove infrastrutture come cloud, satelliti, data center e cavi ottici sono sempre più considerate <strong>infrastrutture critiche di interesse nazionale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatti economici e geopolitici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo fonti del ministero dell’Economia giapponese (METI), il nuovo piano sarà accompagnato da <strong>fondi pubblici e linee guida normative</strong> per attrarre investimenti privati e rafforzare la resilienza tecnologica. È prevista anche una collaborazione rafforzata con alleati come Stati Uniti, Australia e paesi UE per la <strong>co-produzione e gestione condivisa delle reti sottomarine e satellitari</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa potrebbe, inoltre, <strong>modificare gli equilibri regionali nel settore dei cavi sottomarini</strong>, dominato da pochi operatori globali come <strong>SubCom</strong>, <strong>Alcatel Submarine Networks</strong> e la cinese <strong>HMN Tech</strong>. Il supporto governativo potrebbe dare slancio a nuovi player giapponesi, promuovendo <strong>partenariati pubblico-privati</strong> per garantire il controllo delle dorsali digitali nel Pacifico e nell’Indo-Pacifico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo paradigma della sicurezza economica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ingresso di cavi sottomarini e satelliti nella lista giapponese delle forniture critiche segna un <strong>cambio di paradigma nella sicurezza economica globale</strong>, dove l’infrastruttura digitale diventa sinonimo di sovranità. In un mondo dove <strong>la potenza economica si misura anche in gigabit e orbite basse</strong>, la capacità di garantire connessioni sicure e indipendenti rappresenta una priorità strategica per ogni nazione avanzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tokyo si candida così a diventare uno degli <strong>attori guida nella costruzione delle nuove fondamenta dell’economia digitale globale</strong>, tra resilienza tecnologica e cooperazione internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/giappone-cavi-sottomarini-e-satelliti-entrano-nella-lista-delle-forniture-critiche/">Giappone, cavi sottomarini e satelliti entrano nella lista delle forniture critiche</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il piano d’emergenza della NATO per un Internet orbitale di backup</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/il-piano-demergenza-della-nato-per-un-internet-orbitale-di-backup/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Moi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 02:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica e potere]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-29.png" type="image/jpeg" />Come i satelliti si potrebbero risolvere le interruzioni causate dalla rottura dei cavi sottomarini. Ed è questo il contesto sostiene l’interesse verso le trasmissioni satellitari di internet con le flotte di SpaceX (Musk) o Kuiper-Amazon (Bezos). Il 18 febbraio 2024, un attacco missilistico da parte dei militanti Houthi nello Yemen ha colpito la nave cargo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/il-piano-demergenza-della-nato-per-un-internet-orbitale-di-backup/">Il piano d’emergenza della NATO per un Internet orbitale di backup</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-29.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Come i satelliti si potrebbero risolvere le interruzioni causate dalla rottura dei cavi sottomarini. Ed è questo il contesto sostiene l’interesse verso le trasmissioni satellitari di internet con le flotte di SpaceX (Musk) o Kuiper-Amazon (Bezos)</em>.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il 18 febbraio 2024, un attacco missilistico da parte dei militanti <strong>Houthi</strong> nello Yemen ha colpito la nave cargo <strong>Rubymar</strong> nel Mar Rosso. <br>Priva dell’equipaggio, già evacuato, la nave danneggiata ha vagato per settimane prima di inabissarsi, divenendo un simbolo delle fragilità della rete Internet globale. Perché? Perché durante la deriva, la nave ha trascinato l’ancora per circa 70 chilometri, finendo per tranciare tre cavi in fibra ottica posizionati sul fondale del Mar Rosso. <br>Questi cavi trasportavano circa 1/4 del traffico Internet tra Europa e Asia. L&#8217;interruzione ha obbligato a deviare i flussi di dati, mentre i tecnici valutavano l’entità del danno. L’episodio ha evidenziato la vulnerabilità della rete Internet e spinto la <strong>NATO</strong> a sviluppare un piano di emergenza per far fronte a situazioni simili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I cavi sottomarini in fibra ottica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre il <strong>95%</strong> delle comunicazioni Internet intercontinentali viaggia attraverso cavi sottomarini in fibra ottica, che si estendono per circa <strong>1,2 milioni di chilometri</strong> intorno al globo.<br>Questi cavi, estremamente sottili e fragili, attraversano gli oceani a profondità abissali senza protezioni significative. Secondo <strong>Tim Stronge</strong>, vicepresidente del Dipartimento ricerca presso <strong><em>TeleGeography</em></strong>, la loro struttura è comparabile né più né meno che a quella di un tubo da giardino, una caratteristica che li rende particolarmente vulnerabili.<br>Questi cavi non solo supportano le comunicazioni quotidiane, ma gestiscono transazioni finanziarie per un valore superiore a <strong>10 trilioni di dollari</strong> al giorno e trasmettono informazioni sensibili, comprese quelle relative alla sicurezza e alla difesa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema molto delicato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente della <strong>Rubymar </strong>ha dimostrato quanto sia delicato questo sistema: un evento casuale, come il trascinamento di un’ancora, può causare disagi molto impattanti. <br>Questa consapevolezza ha portato a considerare gli scenari peggiori, come attacchi intenzionali contro questa infrastruttura subacquea da parte di entità statali o gruppi terroristici o di criminalità organizzata.<br>La <strong>NATO</strong>, in risposta, testerà soluzioni basate su satelliti orbitali per creare un Internet di <em>backup</em>, progettato per mitigare l’impatto di queste interruzioni e garantire la resilienza della rete globale e ha avviato un progetto pilota per capire come proteggere al meglio il traffico Internet globale e reindirizzarlo in caso di problemi determinati da situazioni come quella sopra descritta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progessto HEIST</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si chiama <strong>HEIST</strong>, acronimo di <strong><em>Hybrid Space-Submarine Architecture Ensuring Infosec of Telecommunications</em></strong>.<br>Probabilmente, gli <strong>Houthi</strong> non avevano idea del danno che avrebbero causato attaccando la <strong>Rubymar</strong>, ma alcuni funzionari occidentali ritengono che ci siano prove considerevoli che <strong>Russia</strong> e <strong>Cina</strong> abbiano cercato di sabotare i cavi sottomarini.<br>Successivamente, due cavi sottomarini nel Mar Baltico, usati per la trasmissione dati con la <strong>Svezia</strong>, la <strong>Lituania</strong>, la <strong>Finlandia</strong> e la <strong>Germania</strong> sono stati tranciati, e i sospetti sono stati puntati su una nave mercantile cinese che di transito nella regione. Il ministro della difesa tedesco, <strong>Boris Pistorius</strong>, si è spinto fino a definire i guasti come un vero e proprio sabotaggio deliberato.<br>Entro due anni, gli organizzatori di <strong>HEIST</strong> sperano di raggiungere perlomeno due obiettivi. <br>Il primo è garantire che, quando i cavi vengono danneggiati, gli operatori possano individuare rapidamente la posizione precisa del danno per ridurre al minimo le interruzioni e procedere più speditmente alla riparazione; secondo, il progetto mira ad ampliare il numero di percorsi paralleli attraverso cui possono viaggiare i dati. In particolare, <strong>HEIST</strong> esplorerà modi per deviare il traffico ad alta priorità verso i satelliti in orbita.<br>“<em>La chiave per abilitare una comunicazione resiliente è la diversità dei percorsi dei dati</em>” ha dichiarato <strong>Gregory Falco</strong>, Direttore per i Paesi <strong>NATO</strong> di HEIST e professore associato di ingegneria meccanica e aerospaziale alla <strong>Cornell University</strong>. Garantire una diversità di percorsi Internet, afferma, dovrebbe contare su “<em>qualcosa nel cielo piuttosto che [solo] su ciò che si trova sul fondale marino</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Testare un sistema di sicurezza a prova di guasto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, gli organizzatori di <strong>HEIST </strong>prevedono di iniziare i test presso il <strong>Blekinge Institute of Technology (BTH)</strong> a Karlskrona, sulla costa meridionale della Svezia. <br>Qui, sperimenteranno sistemi intelligenti che, secondo le attese, permetteranno agli ingegneri di individuare rapidamente una rottura in un cavo sottomarino con una precisione (con un margine di errore nella localizzazione) di 1 metro. <br>I ricercatori lavoreranno anche su protocolli che reindirizzino rapidamente le trasmissioni di dati verso i satelliti disponibili, almeno su scala sperimentale. <br>Inoltre, <strong>Gregory Falco </strong>ha precisato che <strong>HEIST</strong> tenterà di affrontare la complessa rete di regole sovrapposte sull’uso dei cavi sottomarini, dato che non esiste un’unica entità incaricata di gestirli. Ricercatori provenienti dall’Islanda, dalla Svezia, dalla Svizzera, dagli Stati Uniti e da altri Paesi si stanno interessando del progetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una infrastruttura critca per la societa&#8217;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Quello di cui stiamo parlando ora è un’infrastruttura critica per la società</em>” ha precisato <strong>Henric Johnson</strong>, rettore del <strong>Blekinge Institute of Technology (BTH)</strong> e coordinatore del progetto di test <strong>HEIST</strong>. <br>La posizione, sulla costa del Mar Baltico, è importante. È una via d’acqua vitale sia per i Paesi della <strong>NATO </strong>che per i russi. “<em>Abbiamo avuto incidenti di cavi sabotati tra Svezia, Estonia e Finlandi</em>. <em>Quindi tali incidenti sono per noi da considerare come una realtà inevitabile</em>”.<br>Secondo <strong>Tim Stronge</strong> di <strong><em>TeleGeography</em></strong>, anche senza sabotaggi deliberati, ci sono circa <strong>100 tagli di cavi all’anno</strong>, la maggior parte dei quali viene riparata da navi specializzate pronte nei porti di tutto il mondo. Una singola riparazione può richiedere giorni o settimane e costare diversi milioni di dollari statunitensi. Comunque, fino ad ora, gli operatori di telecomunicazioni – e molti Paesi – non hanno avuto scelta.<br>“<em>Pensate all’Islanda</em>” ha evidenziato <strong>Nicolò Boschetti</strong>, ricercatore della <strong>Cornell University</strong> che lavora a <em>HEIST</em>. “<em>L’Islanda ha molti servizi finanziari, molta elaborazione di dati in cloud, ed è connessa all’Europa e al Nord America tramite quattro cavi. Se quei quattro cavi venissero distrutti o compromessi, l’Islanda sarebbe completamente isolata dal resto del mondo</em>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il limite dei collegamenti satellitari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I collegamenti satellitari possono by-passare i cavi danneggiati, ma forse il limite maggiore dei satelliti di <em>backup</em> è la loro capacità di trasmissione. <br>Il volume di dati che può essere trasmesso in orbita è di gran lunga inferiore a quello che gestiscono attualmente le fibre ottiche. <br><strong>Google</strong> afferma che alcune delle sue nuove linee in fibra ottica possono gestire <strong>340 terabit</strong> al secondo; la maggior parte dei cavi trasporta molto meno, ma supera comunque di gran lunga i <strong>5 gigabit</strong> al secondo che la <strong>NASA</strong> afferma possano essere inviati tramite satellite nella <strong>banda Ku (12–18 gigahertz)</strong>, la frequenza a microonde forse più utilizzata.<br>Il team di <strong>HEIST</strong> prevede di lavorare su questo aspetto, in parte, utilizzando sistemi ottici laser a banda più larga per comunicare con i satelliti. <br>La NASA sta lavorando da tempo sulle comunicazioni ottiche; il più recente di questi esperimenti viene condotto a bordo della missione <strong>Psyche</strong> diretta verso un asteroide. <br><strong>Starlink</strong> ha equipaggiato i suoi satelliti più recenti con laser a infrarossi per le comunicazioni intersatellitari e i funzionari del <strong>Progetto Kuiper</strong> di <strong>Amazon</strong> hanno dichiarato che la compagnia prevede di utilizzare anch’essa le comunicazioni laser. <br>La <strong>NASA </strong>afferma che i laser satellitari possono trasportare almeno <strong>40 volte </strong>più dati delle trasmissioni radio, ma si è ancora lontani dalla capacità trasmissiva dei cavi, pertanto si tratta di una opportunità che non può puntare alla sostituzione del sistema dei cavi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le limitazioni delle trasmissioni laser</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le trasmissioni laser hanno comunque delle limitazioni. Possono essere facilmente bloccate da nuvole, foschia o fumo, ad esempio. <br>Devono essere puntate con precisione. I segnali ritardati (noti anche come latenza) costituiscono un problema, specialmente per i satelliti in orbite più alte. <br>Il team di <strong>HEIST</strong> afferma che testerà nuovi modi per espandere la larghezza di banda e ridurre i tempi di latenza – ad esempio, aggregando le frequenze radio disponibili e dando priorità ai dati da trasmettere in caso di emergenza. <br>“<em>Quindi ci sono modi per aggirare questo problema</em>” &#8211; ha precisato <strong>Gregory Falco</strong> della <strong>Cornell University</strong> &#8211; “<em>ma nessuno di essi è una soluzione miracolosa</em>”.<br>Secondo <strong>Falco</strong> una chiave per trovare buone risposte è quella di lanciare un processo open-source in <strong>HEIST</strong>. <br>“<em>Occorre rendere tutto pubblico e invitare le persone a criticarlo in maniera puntigliosa</em>” Lo scambio di idee e il continuo perfezionamento potrebbero essere essenziali per la prossima fase del progetto, al punto da far dire a Falco: “<em>Realizzeremo comunque questa opportunità più velocemente di quanto chiunque avrebbe immaginat</em>o”.</p>



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