Vi ricordate di Erin Brockovich? Sì, proprio lei, la nota attivista che fronteggiò uno dei colossi dell’energia, trascinandolo in tribunale e vincendo la causa. Ora sta chiamando alla mobilitazione contro i data center che alimentano l’IA.
L’attivista ambientale Erin Brockovich, nota soprattutto per aver denunciato un grave caso di contaminazione idrica contro una delle maggiori società di servizi energetici degli Stati Uniti Pacific Gas and Electric Company – vicenda che ha poi ispirato il film premio Oscar del 2000 Erin Brockovich, con Julia Roberts nel ruolo della protagonista – sta ora rivolgendo la sua attenzione all’intelligenza artificiale. In particolare, sta lanciando l’allarme sui giganteschi data center che alimentano strumenti come ChatGPT di OpenAI, Gemini di Google e altri sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Secondo un recente report di Newsweek, Erin sta chiedendo agli americani di contribuire a raccogliere informazioni sui data center IA esistenti o in progetto in tutto il Paese attraverso una nuova iniziativa di mappatura pubblica.
A prima vista potrebbe sembrare una questione di nicchia. Ma le implicazioni sono molto più ampie di quanto appaia.
Cosa sta facendo esattamente Erin Brockovich?
Brockovich sta cercando di cambiare il modo in cui si parla di IA. Invece di concentrarsi solo su software come chatbot, generatori di immagini o strumenti per la produttività, punta l’attenzione sull’enorme infrastruttura industriale necessaria per far funzionare queste tecnologie.
Dall’aumento della domanda di elettricità al crescente consumo d’acqua, passando per la pressione sulle reti energetiche e i giganteschi server farms, l’attivista evidenza il fatto che i costi nascosti dell’IA non devono essere ignorati.
Purtroppo, la maggior parte delle persone non pensa a ciò che accade dietro le quinte quando pone una domanda a ChatGPT o genera un’immagine tramite IA. Ma ogni prompt comporta un costo reale in potenza di calcolo – e in quantità impressionanti.
Aziende come Microsoft, Amazon, Google e Meta stanno ora correndo per costruire nuovi data center in grado di sostenere sistemi di IA sempre più potenti.
Tuttavia, questo boom sta alimentando crescenti preoccupazioni legate all’uso del suolo, al consumo d’acqua per i sistemi di raffreddamento e alla domanda energetica.
In alcune zone del Paese, le comunità locali hanno già iniziato a opporsi ai progetti previsti, temendo che queste infrastrutture per l’IA possano trasformare radicalmente i quartieri e mettere sotto pressione le risorse locali.
Ed è proprio qui che il coinvolgimento di Brockovich assume un peso particolare. Se decenni fa contribuì a portare l’inquinamento ambientale al centro del dibattito pubblico nazionale, ora sembra intenzionata a fare lo stesso con il tema delle infrastrutture dedicate all’IA.
L’IA sta iniziando ad assumere una dimensione fisica.
Il dibattito sulla costruzione dei data center trasforma l’IA da semplice software a qualcosa di molto più concreto: un enorme sistema industriale con conseguenze tangibili nel mondo reale.
Erin Brockovich sta aiutando le persone a mettere in relazione l’aumento delle bollette, i progetti edilizi locali e le preoccupazioni per le risorse idriche con l’espansione dell’IA. L’auspicio è che questa maggiore consapevolezza contribuisca a modificare il dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale.
È interessante notare come l’opposizione all’espansione su larga scala dei data center stia diventando sempre più trasversale dal punto di vista politico. I gruppi ambientalisti sollevano dubbi sulla sostenibilità, mentre i residenti locali sono preoccupati per il rumore e per la pressione sulle infrastrutture. Anche alcuni ambienti conservatori hanno criticato i grandi progetti e sviluppi tecnologici che stanno trasformando le comunità più piccole.
Il dibattito si sta quindi spostando verso domande fondamentali: “Chi trae beneficio dall’IA? Chi ne paga il prezzo? Le comunità locali dovrebbero avere più voce in capitolo in merito all’espansione di queste infrastrutture?”.
Nel frattempo, però, le aziende dell’IA continuano a investire miliardi in nuove strutture informatiche. In altre parole, non sembra che la corsa all’IA stia rallentando, e possiamo aspettarci che queste discussioni diventino sempre più frequenti.
Considerazioni finali
La corsa all’IA è ormai ovunque. Non riguarda più soltanto la Silicon Valley, ma problemi concreti che toccano quartieri e comunità locali in tutti gli Stati Uniti. E con l’ingresso di Erin Brockovich nel dibattito, l’attenzione pubblica sulle infrastrutture dell’IA potrebbe entrare in una fase completamente nuova.
