Come l’IA modifica l’attività investigativa dei giudici e i rischi nella gestione dei dati. Intervista ad Eugenio Albamonte

RedazioneRedazione
| 09/01/2026

Intervista ad Eugenio Albamonte, Sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, su dubbi, incertezze e nuovi metodi derivanti dall’uso di intelligenza artificiale nelle attività investigative.

L’IA nell’attività investigativa ha un contesto normativo che ne regoli e faciliti un uso corretto e produttivo in ambito di attività investigativa o prevalgono le iniziative individuali del singolo magistrato?

Ma l’IA produce una quantità enorme di dati. Si tratta di dati che rispondono ai criteri a un tempo sicurezza ed accessibilità necessari per assicurare i livelli di protezione necessari?

Da qui l’esigenza di sviluppare sistemi proprietari che assicurino indipendenza e sovranità del dato ponendolo sotto la certezza giurisdizionale del nostro Paese.

Queste considerazioni aprono una voragine di incertezza che scaturisce dal sistema di appalti di prodotti e servizi digitali indirizzati all’amministrazione della Giustizia.

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