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	<title>WeRide Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>WeRide Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Dubai accelera sulla mobilità autonoma: accordo strategico tra RTA, Uber e WeRide per i primi robotaxi nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 06:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[robotaxi]]></category>
		<category><![CDATA[Uber]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Robotaxi-Dubai.png" type="image/jpeg" />Il Memorandum of Understanding firmato dall’Autorità dei Trasporti di Dubai con Uber e WeRide segna un nuovo capitolo nell’evoluzione urbana della mobilità driverless. L’Emirato punta a diventare hub globale per i veicoli autonomi, con obiettivi ambiziosi in termini di innovazione, sostenibilità e inclusione. Con un ambizioso piano di trasformazione urbana e tecnologica, Dubai si prepara [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Memorandum of Understanding firmato dall’Autorità dei Trasporti di Dubai con Uber e WeRide segna un nuovo capitolo nell’evoluzione urbana della <strong>mobilità driverless</strong>. L’Emirato punta a diventare hub globale per i veicoli autonomi, con obiettivi ambiziosi in termini di innovazione, sostenibilità e inclusione.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con un ambizioso piano di trasformazione urbana e tecnologica, Dubai si prepara ad accogliere i <strong>primi taxi a guida autonoma</strong> sulle proprie strade. L’<strong>Autorità per le Strade e i Trasporti (RTA)</strong> ha ufficializzato la firma di un <strong>Memorandum of Understanding (MoU)</strong> con <strong>Uber Technologies Inc.</strong> e <strong>WeRide</strong>, una delle principali aziende globali nel campo dell’autonomous driving. L’obiettivo: avviare un <strong>progetto pilota di robotaxi</strong> entro la fine del 2025 e attivare un servizio commerciale completamente driverless entro il <strong>2026</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si inserisce nella cornice della <strong>Dubai Smart Self-Driving Transport Strategy</strong>, che mira a convertire il <strong>25% di tutti gli spostamenti urbani in modalità autonoma entro il 2030</strong>, posizionando Dubai tra le capitali mondiali della mobilità intelligente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilità come infrastruttura strategica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto di robotaxi rappresenta molto più di una sperimentazione tecnologica: è una <strong>componente chiave della visione strategica dell’Emirato</strong>, che vede nella mobilità autonoma un pilastro per lo sviluppo sostenibile, la sicurezza stradale, l’efficienza logistica e l’inclusione sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione con <strong>Uber</strong> e <strong>WeRide</strong> rafforza la presenza di Dubai nella geografia globale dell’autonomous mobility, ampliando il raggio d’azione delle sue partnership ben oltre i tradizionali poli tecnologici di Nord America, Europa ed Estremo Oriente. Non a caso, il progetto si collega anche con il <strong>First and Last-Mile Strategy</strong> dell’RTA, pensato per ottimizzare la connettività tra il trasporto pubblico e i punti di origine/destinazione degli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>Mattar Al Tayer</strong>, Direttore Generale di RTA, “l’introduzione dei veicoli autonomi è un passo decisivo verso un futuro urbano più sostenibile, efficiente e integrato, in linea con la visione della leadership di Dubai di diventare la città più smart al mondo”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica della tecnologia e attrattività dell’ecosistema emiratino</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’ingresso ufficiale nel settore AV (autonomous vehicles), Dubai si posiziona come <strong>hub internazionale per la sperimentazione e l’implementazione delle tecnologie driverless</strong>, attirando investimenti, competenze e piattaforme digitali. Il caso di <strong>WeRide</strong>, già attiva ad Abu Dhabi dal 2021, testimonia la progressiva costruzione di un <strong>ecosistema emiratino regionale dell’innovazione applicata alla mobilità</strong>, in grado di competere con Cina, Stati Uniti e altri leader globali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Baidu</strong>, attraverso la sua piattaforma di ride-hailing autonomo <strong>Apollo Go</strong>, ha annunciato l’ingresso nel mercato di Dubai, dopo aver accumulato oltre <strong>150 milioni di chilometri percorsi autonomamente</strong> in <strong>Cina</strong>. Con l’introduzione dell’ultima generazione di <strong>robotaxi </strong>(<strong>modello RT6</strong>), il gruppo cinese mira a offrire una soluzione scalabile, sicura e interoperabile, che sarà accessibile tramite la propria app dedicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo con Uber, invece, consente un’immediata <strong>integrazione con un’infrastruttura di domanda già esistente</strong>, semplificando l’adozione da parte dei cittadini e facilitando una transizione graduale dal veicolo tradizionale a quello autonomo, partendo da veicoli con safety driver a bordo per poi arrivare alla guida completamente automatizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Normativa, inclusione e sostenibilità: le sfide sistemiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione della guida autonoma su scala urbana pone <strong>importanti interrogativi giuridici e normativi</strong>: dalla responsabilità legale in caso di incidente, alla tutela della privacy e dei dati generati da sensori e piattaforme digitali, fino al rapporto tra AV e infrastrutture urbane intelligenti. Dubai, con la sua governance centralizzata e orientata all’innovazione, si propone come <strong>laboratorio normativo privilegiato</strong> per la regolazione della mobilità del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto risponde anche a un’agenda <strong>etica e sociale</strong>. RTA sottolinea che i veicoli autonomi potranno <strong>ampliare l’accesso alla mobilità</strong> per le persone con disabilità, gli anziani e chi presenta limitazioni fisiche, contribuendo a una città più inclusiva. Inoltre, la progressiva automazione del trasporto urbano è vista come uno <strong>strumento concreto per ridurre l’incidentalità stradale</strong>, considerando che circa il 90% degli incidenti è causato da errore umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In chiave ambientale, la mobilità autonoma si integra con l’obiettivo di <strong>riduzione delle emissioni</strong> e di <strong>ottimizzazione del traffico urbano</strong>, in linea con gli impegni di sostenibilità climatica assunti a livello nazionale ed emiratino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prossimi passi: dalla sperimentazione all’adozione sistemica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario è ambizioso: nel 2025 inizieranno le <strong>prime operazioni pilota</strong> con veicoli autonomi supervisionati da safety driver, accessibili tramite app Uber. A partire dal <strong>2026</strong>, è previsto l’avvio del <strong>servizio robotaxi completamente driverless</strong>. L’iniziativa sarà estesa gradualmente, in sinergia con le politiche urbane e i processi di digitalizzazione delle infrastrutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo RTA-Uber-WeRide è dunque <strong>un passo concreto verso la normalizzazione della guida autonoma nello spazio urbano</strong>, trasformando Dubai in <strong>una piattaforma reale per la transizione verso la mobilità post-umana</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dubai come frontiera geopolitica della mobilità del futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dubai non si limita a importare tecnologia: ne <strong>ridefinisce l’uso strategico</strong>, trasformando la mobilità in leva di attrazione economica, inclusione sociale, posizionamento geopolitico e innovazione normativa. Con il bando Self-Driving Transport Strategy e l’integrazione di player globali come Uber, Baidu e WeRide, l’Emirato consolida la propria identità di <strong>zona franca per la sperimentazione avanzata</strong>, aprendo una nuova stagione per la <strong>geopolitica dei trasporti intelligenti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio è chiaro: <strong>la mobilità autonoma non è più una previsione, ma un’infrastruttura emergente</strong> del XXI secolo. E Dubai vuole essere la sua capitale.</p>
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		<title>WeRide punta alla redditività entro il 2029, ma resta l’incognita sulla regolamentazione della guida autonoma</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/weride-punta-alla-redditivita-entro-il-2029-ma-resta-lincognita-sulla-regolamentazione-della-guida-autonoma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 10:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[guida autonoma]]></category>
		<category><![CDATA[WeRide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/WeRide.jpg" type="image/jpeg" />La startup cinese di guida autonoma WeRide, sostenuta da Nvidia e quotata al Nasdaq, accelera l’espansione globale. Ma le incertezze normative e i costi elevati frenano la corsa verso la redditività. Crescita globale e forti investimenti, ma perdite in aumento WeRide, uno dei principali attori globali nel settore della guida autonoma, ha dichiarato di puntare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La startup cinese di guida autonoma WeRide, sostenuta da Nvidia e quotata al Nasdaq, accelera l’espansione globale. Ma le incertezze normative e i costi elevati frenano la corsa verso la redditività.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Crescita globale e forti investimenti, ma perdite in aumento</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>WeRide</strong>, uno dei principali attori globali nel settore della <strong>guida autonoma</strong>, ha dichiarato di puntare a <strong>raggiungere la redditività entro cinque anni</strong>, nonostante le <strong>perdite in crescita</strong> e un contesto normativo internazionale ancora poco definito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, l’azienda ha registrato <strong>perdite per 2,5 miliardi di RMB</strong> (circa 350 milioni di dollari), in aumento rispetto agli <strong>1,9 miliardi di RMB del 2023</strong>. Tuttavia, WeRide afferma di essere <strong>più efficiente</strong> rispetto ad altri concorrenti quotati nel settore della guida autonoma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un modello tecnologico che punta alla scala</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fondata a Guangzhou nel 2017 da <strong>Tony Han</strong>, ex scienziato capo di Baidu, WeRide ha scelto di <strong>non produrre direttamente veicoli</strong>, ma di sviluppare <strong>hardware e software proprietari</strong> per robotaxi, autobus autonomi, furgoni e veicoli industriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le tecnologie sviluppate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sistemi di guida autonoma di <strong>livello 4</strong></li>



<li>Mappatura e percezione ambientale in tempo reale</li>



<li>Integrazione con <strong>GPU Nvidia</strong></li>



<li>Veicoli progettati su misura in partnership con <strong>Geely</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Espansione internazionale e progetti pilota in Europa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">WeRide ha già <strong>lanciato servizi di robotaxi e robo-bus</strong> in <strong>Cina, Francia, Svizzera, Singapore e Abu Dhabi</strong>, spesso con il supporto delle autorità locali.<br>L’azienda collabora anche con <strong>Uber</strong> negli Emirati Arabi per offrire servizi di mobilità autonoma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progetti attivi includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Navette autonome su strade pubbliche a <strong>Valence, in Francia</strong></li>



<li>Autobus a guida autonoma con safety driver all’aeroporto di <strong>Zurigo</strong></li>



<li>Test con pubblico a bordo in diverse città cinesi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">“Il modello è sostenuto da enti pubblici. Quando i costi operativi scenderanno, potremo offrire <strong>trasporto urbano gratuito</strong>,” ha dichiarato Han.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I freni alla redditività: regolamenti e accettazione pubblica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Han, la <strong>reddititività</strong> dipenderà da tre fattori principali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Velocità della regolamentazione</strong> dei veicoli autonomi da parte dei governi</li>



<li><strong>Disponibilità dei partner commerciali</strong> ad adottare la tecnologia</li>



<li><strong>Accettazione sociale della guida senza conducente</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">L’analista <strong>Lu Daokuan (S&amp;P Global Mobility)</strong> stima che la <strong>maggior parte delle aziende robotaxi cinesi non sarà redditizia prima del 2028</strong>, a causa degli elevati costi di R&amp;S, software e manutenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia di frontiera e supply chain in evoluzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un punto di forza di WeRide è la <strong>riduzione dei costi lungo tutta la filiera</strong>, dai sensori lidar ai chip. Il modello di robotaxi sviluppato con <strong>Geely</strong> è costruito appositamente per l’autonomia, con costi inferiori rispetto ai veicoli adattati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l’azienda <strong>usa processori e software Nvidia</strong>, che ne detiene anche <strong>lo 0,68% del capitale</strong>, secondo quanto emerso prima dell’IPO da 441 milioni di dollari conclusa al Nasdaq nell’ottobre 2024.</p>



<h2 class="wp-block-heading">WeRide tra sfida tecnologica e sostenibilità del modello</h2>



<p class="wp-block-paragraph">WeRide rappresenta una delle realtà più avanzate nella corsa alla mobilità autonoma. Ma come per tutti i pionieri, la sfida è doppia: <strong>tecnologica e normativa</strong>. Solo con un quadro regolatorio chiaro e una maggiore adozione commerciale potrà trasformare <strong>innovazione in profitto</strong>, mantenendo la leadership nel settore.</p>
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		<title>Pony.ai e WeRide valutano di quotarsi ad Hong Kong. Sviluppo tecnologico ed espansione commerciale nel mirino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 12:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[Pony.ai]]></category>
		<category><![CDATA[WeRide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Untitled-52.jpg" type="image/jpeg" />Le aziende cinesi di guida autonoma Pony.ai e WeRide stanno valutando la quotazione a Hong Kong, come riportato da Nikkei Asia. Questa mossa consentirebbe loro di raccogliere capitali per lo sviluppo tecnologico e l&#8217;espansione commerciale. La decisione di Pony.ai e WeRide di quotarsi a Hong Kong riflette la crescente importanza del mercato finanziario della città [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/pony-ai-e-weride-valutano-di-quotarsi-ad-hong-kong-sviluppo-tecnologico-ed-espansione-commerciale-nel-mirino/">Pony.ai e WeRide valutano di quotarsi ad Hong Kong. Sviluppo tecnologico ed espansione commerciale nel mirino</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Untitled-52.jpg" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph">Le aziende cinesi di guida autonoma <strong>Pony.ai</strong> e <strong>WeRide</strong> stanno valutando la quotazione a Hong Kong, come riportato da Nikkei Asia. Questa mossa consentirebbe loro di raccogliere capitali per lo sviluppo tecnologico e l&#8217;espansione commerciale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di Pony.ai e WeRide di quotarsi a Hong Kong riflette la crescente importanza del mercato finanziario della città per le aziende tecnologiche cinesi, soprattutto in un contesto di tensioni tra Stati Uniti e Cina. <br>Una quotazione a Hong Kong potrebbe offrire a Pony.ai e WeRide accesso a investitori più vicini al loro mercato principale e ridurre la dipendenza dai mercati statunitensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, le aziende devono affrontare sfide significative, tra cui la regolamentazione rigorosa e la concorrenza nel settore della guida autonoma. <br><br>Inoltre, le condizioni del mercato azionario e l&#8217;appetito degli investitori per le IPO tecnologiche influenzeranno il successo di queste operazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tempistiche e i dettagli delle possibili quotazioni non sono stati ancora finalizzati. Sia Pony.ai che WeRide hanno rifiutato di commentare le speculazioni sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pony.ai</strong>, con sede a Guangzhou, ha ottenuto licenze per testare veicoli autonomi senza conducente in California.<br>Inoltre, ha avviato servizi di robotaxi in alcune città cinesi. Tra gli investitori <strong>Toyota.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>WeRide</strong>, anch&#8217;essa con sede a Guangzhou, ha avviato servizi di robotaxi e minibus autonomi in Cina e ha collaborazioni con case automobilistiche come <strong>Nissan</strong> e <strong>Renault</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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