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	<title>webcracy Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>“Webcracy, la verità sorvegliata” di Glauco Benigni. Intervista all’autore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 06:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Beningni.png" type="image/jpeg" />Una intervista-chiacchierata con Glauco Benigni, impegnato da oltre quaranta anni sui temi della comunicazione prima e del web ora, sugli interrogativi che pone nel suo ultimo libro. Da qualche giorno è possibile acquistare su Amazon “Webcracy. La verità sorvegliata” il nuovo libro di Glauco Benigni, sociologo e giornalista, che da 40 anni si dedica, come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/webcracy-la-verita-sorvegliata-di-glauco-benigni-intervista-allautore/">“Webcracy, la verità sorvegliata” di Glauco Benigni. Intervista all’autore</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una intervista-chiacchierata con <strong>Glauco Benigni,</strong> impegnato da oltre quaranta anni sui temi della comunicazione prima e del web ora, sugli interrogativi che pone nel suo ultimo libro.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Da qualche giorno è possibile acquistare su Amazon “<strong><em><a href="https://www.amazon.it/WEBCRACY-sorvegliata-pensiero-collettivo-opinioni/dp/B0F2YQX2DF" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Webcracy. La verità sorvegliata</a></em></strong>” il nuovo libro di Glauco Benigni, sociologo e giornalista, che da 40 anni si dedica, come egli stesso ricorda, “…<em>a far luce sulle strategie politiche, commerciali e militari che le elites gestiscono grazie all&#8217;evoluzione dei media…</em>”. Siamo ormai entrati nell&#8217;Era di Internet, che ha inglobato al proprio interno ogni precedente sistema di comunicazione e, quindi, alcuni tra i grandi giochi si fanno proprio nel Web. Lo abbiamo incontrato e ne è nata l’intervista che segue.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IF.     Andiamo dritti al suo nuovo libro “Webcracy. La verità sorvegliata”, ma cos’è esattamente la webcracy?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   È la nuova tecnostruttura di stampo feudale che produce immenso valore di scambio, raccoglie e gestisce big data, organizza consenso e consumi su scala mondiale. Non ha nulla a che vedere con le Istituzioni e tradizioni democratiche e, per conto dei diversi poteri, sostiene gli interessi dominanti. La <strong>Webcracy </strong>opera grazie all’orientamento della visione di massa esercitando seduzione grazie ai Social Network e alle altre community che si sono create nel mondo digitale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza è organizzata da tre grandi attori: i servizi segreti, che grazie al web controllano ormai milioni di persone ogni giorno; i pubblicitari e le Corporation del commercio, che riescono a orientare i consumi e la produzione grazie alle informazioni ottenute &#8220;da e su&#8221; i target group. Infine, la Finanza speculativa che riesce a produrre immense quantità di valore di scambio a velocità che prima erano impensabili.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IF.&nbsp;&nbsp; Partiamo da quest’ultima. Che ruolo ha avuto la finanza internazionale agli albori di Internet?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   Sin dalle prime start up, i &#8220;<em>venture capitalis</em>&#8220;, ovvero le Società che finanziavano i nuovi talenti del mondo digitale (<strong>Google</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>Youtube</strong>, etc..) capirono che le Company caratterizzate da estensione &#8220;.com&#8221; erano in grado di attrarre l&#8217;attenzione dei Fondi di Investimento. Gli attuali giganti del settore, quali <strong>BlackRock</strong>, <strong>Vanguard</strong> e <strong>State Street</strong> e molte banche d&#8217;affari si convinsero che sostenere il mondo digitale significava anche ottenere una &#8220;promozione partecipata&#8221; del loro <em>core business</em>. Promozione che negli altri media sarebbe stata molto più costosa e &#8220;indiretta&#8221;. E, infatti, presto, si manifestò su grande scala il fenomeno dei <em>day trader</em>, i quali muovendosi all&#8217;interno della Rete, senza intermediari, aumentarono all&#8217;inverosimile il volume degli scambi. Il debutto degli attuali boss digitali coincide dunque con l&#8217;escalation dei Fondi, con l&#8217;espansione del day trading e soprattutto con l&#8217;ascesa verticale di Nasdaq. Questo mix esplosivo determinò la fortuna degli attori coinvolti. Soprattutto i <em>venture capitalist</em> e i Fondi intuirono che un modesto investimento all&#8217;inizio avrebbe condotto a grandi assets futuri. E così fu.  </p>



<h4 class="wp-block-heading">IF.   Lei sostiene a un certo punto del suo libro che Internet è diventata la &#8220;fabbrica della verità&#8221;. Cosa intende esattamente?</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   Ah sì &#8230; credo che questo sia un aspetto molto importante. Così come il mondo digitale è stato in grado di creare molto valore (denaro), grazie a miliardi di transazioni giornaliere e fino ai bitcoin,  nel libro io sostengo che il Web abbia creato anche una nuova forma di verità, che ho definito <strong>Bit Truth</strong>: una verità fatta di bit, cioè <strong>Verita Digitalmente Modificata</strong> Si tratta di contenuti classici digitalizzati raccolti ovunque e resi accessibili a tutti, più altri contenuti &#8211; e questa è la novità &#8211; non solo prodotti dalle elite, come è sempre stato nella storia, ma da 20 anni a questa parte anche da una sterminata comunità, cioè dal pensiero collettivo che goffamente o poeticamente è stato libero di manifestarsi in rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova forma di verità, che genera effetti impensabili perché analizza, indaga, elabora teorie e fatti che erano tenuti in ombra o resi tabù, è &#8220;fabbricata&#8221; o, se si preferisce &#8220;creata&#8221;, direttamente dai &#8220;<em>content creator</em>&#8221; secondo quella procedura che anni fa si chiamava &#8220;<em>UGC-User Generated Content</em>&#8220;. Io credo che questo imponente fenomeno cambierà e sta già cambiando l&#8217;assetto generale dei valori fondanti nel nostro pianeta. Perché? Perché il Web consente un confronto immediato, orizzontale e non guidabile, tra ogni forma di verità e sta confermando che &#8220;il Re è Nudo&#8221;. Tutte le “Verità Bussola” precedentemente create dalle elite sono state &#8220;copiate e incollate&#8221; dagli archivi storici e offerte gratuitamente dai Motori di Ricerca per decenni come merci qualsiasi, a fianco e a confronto con le Verità dei nuovi Creator. Attualmente il mainstream cerca di difendere le posizioni &#8220;classiche&#8221; etichettando ogni forma di Bit Truth difforme e dissenziente come &#8220;fake&#8221;, ma ormai deve fare i conti con lo <em>tzunami</em> innescato dal pensiero collettivo e forse nel tempo non potrà resistere. </p>



<h4 class="wp-block-heading"><br>IF.   Quali sono le diverse forme di Verità che sono state proposte durante la storia dell&#8217;umanità. E quali sono i rischi della Bit Truth generata dal digitale?</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   In Occidente le diverse forme di Verità sono per lo meno cinque: la Mitologica, la Religiosa Monoteista, la Scientifica, la Relativa e l&#8217;Indeterminata. Le affermazioni e le norme stabilite da ognuna di loro &#8211; badate bene &#8211; sono state tutte digitalizzate e sono confluite nell&#8217;immenso archivio web dove appaiono ormai equiparate nella loro nuova dimensione, cioè consultabili a velocità che tende a infinito, da ogni angolo del pianeta, da chiunque, in ogni momento. Ciò le rende tra loro paragonabili ai contenuti generati da utente, specialmente per i giovani cervelli che non conoscono le vicende storiche, cioè il 90% della popolazione. Questo straordinario puzzle di verità &#8220;vecchie e nuove&#8221; costituisce a sua volta la <strong>Bit Truth</strong> che è la &#8220;madre&#8221; che sta alimentando ed addestrando l&#8217;Intelligenza Artificiale. I rischi sono molteplici: 1) la Bit Truth, quando non è impacchettata in forme di Intelligenza Artificiale, appare flottante e molto volatile e sta generando un enorme caos; 2) se e quando sarà ben impacchettata nella AI potrebbe generare un cambio di paradigma tale da scioccare l&#8217;umanità. Secondo Yuval Harari una Bibbia, stavolta universale, sarà riscritta dall&#8217;AI. </p>



<h4 class="wp-block-heading">IF.   Che rischi pone l&#8217;intelligenza artificiale sulla ricerca della verità?</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   Non sappiamo. Questo aspetto dipende dall&#8217;etica (a patto che ci sia ancora spazio per questo tipo di valore) dei proprietari dell&#8217;AI e di coloro i quali la stanno &#8220;alimentando&#8221; prevalentemente con il pappone digitalizzato della Bit Truth.</p>



<h4 class="wp-block-heading">IF.   Nel libro si spiega il meccanismo di creazione del controllo digitale.</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   Questa risposta richiederebbe a sua volta un intero libro. Purtroppo il &#8220;controllo sociale&#8221; è una caratteristica endogena della specie umana e quindi si manifesta in qualsiasi forma di governo. Se si da&#8217; a uno Stato la facoltà di prevenire il comportamento delle sue popolazioni, non importa se esso sia una monarchia o una dittatura o una democrazia o una oligarchia &#8230; i suoi apparati preposti al controllo eserciteranno questa facoltà, anche a discapito delle libertà individuali. Quasi certamente con diverse gradazioni, ma al dunque con lo stesso intento di preservare il governo esistente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">IF.   Esiste un filo rosso tra i nuovi conflitti e l&#8217;ascesa del controllo digitale?</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   Esiste un rapporto diretto, causa-effetto, tra le nuove forme di guerra e l&#8217;evoluzione del mondo digitale in genere. Quasi tutte le armi contemporanee sono comandate grazie a sistemi digitali. La cosiddetta <strong>Cyberwar</strong> oggi è sotto gli occhi di tutti e si realizza grazie ai droni e ai satelliti a bassa quota, tipo <strong>Starlink</strong>. Sono oggetti tecnologici che consentono azioni sulla base di controllo a distanza effettuato da postazioni remote e in gran parte occultabili. C&#8217;è, inoltre, da rilevare un altro tipo di guerra che è quella combattuta con informazioni di natura digitale che grazie all&#8217;AI oggi possono modificare totalmente la realtà narrata.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><br>IF.   Quali sono le difficoltà per comprendere questo potere che lei definisce come Webcracy?</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   Il &#8220;popolo&#8221; &#8211; mi duole affermarlo &#8211; non ha compreso la portata storica del fenomeno digitale. La maggioranza si è arresa al &#8220;controllo totale&#8221; che la Webcracy esercita sulle popolazioni, considerandolo un fatto neutro, senza rendersi conto che nel tempo ciò escluderà qualsiasi forma di possibile opposizione e dialettica politica. Inoltre non si è voluto misurare l&#8217;effetto nefasto e di totale omologazione che l&#8217;uso indiscriminato della rete provoca sulle giovani generazioni. Ormai siamo al punto che i cellulari vengono usati, come il ciuccio, per calmare i bambini in carrozzina quando non smettono di piangere.  </p>



<h4 class="wp-block-heading">IF.   A un certo punto lei indica il rischio di ascesa di un Impero digitale mondiale?</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Glauco Benigni</em>.</strong>   Se un &#8220;impero digitale mondiale &#8221; riuscirà a consolidarsi lo farà andando incontro ai desideri delle elites politiche, commerciali e militari. In tal caso il genere umano dovrà sottostare alla visione dei vertici probabilmente per sempre. Se, invece, ma è molto improbabile, i popoli e le loro rappresentanze (che attualmente non ci sono) riuscissero a produrre uno o una serie di Trattati Internazionali con regole favorevoli allo sviluppo democratico, allora si potrebbe ancora sperare in una dinamica politica generale che includa i bisogni, i diritti e gli interessi dei popoli dimenticati da Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pochi sanno che attualmente il Web è quasi totalmente deregolato su richiesta delle elite. L&#8217;ONU ha chiesto da anni uno sforzo per dare regole certe, ma le questioni sul tavolo sono aggrovigliate con quelle geopolitiche e non si sono mai risolte. Nessun governo nazionale può, oggi, ritenersi protetto da controlli e ingerenze sovranazionali sul proprio territorio fisico. Si ritiene che solo Cina e Russia abbiano organizzato difese efficaci, ma tutto cambia a grande velocità e ciò che era difendibile ieri domani potrebbe non esserlo più.</p>
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