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	<title>Visa Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Nov 2025 21:49:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Visa Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<item>
		<title>Visa–Mastercard: svolta nei pagamenti, nuovo accordo con i commercianti</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/visa-mastercard-nuovo-accordo-commissioni-commercianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Mastercard]]></category>
		<category><![CDATA[Visa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/11/Visa.jpg" type="image/jpeg" />Le due reti globali raggiungono un’intesa rivista con i commercianti statunitensi, dopo anni di dispute sulle commissioni d’intercambio. La decisione, depositata presso la corte federale di Brooklyn, potrebbe cambiare gli equilibri nel mondo dei pagamenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/visa-mastercard-nuovo-accordo-commissioni-commercianti/">Visa–Mastercard: svolta nei pagamenti, nuovo accordo con i commercianti</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/11/Visa.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Una battaglia legale ventennale, miliardi di dollari in gioco, e un mercato in trasformazione spinto dai wallet digitali e dai nuovi operatori fintech. Lo scontro sui costi delle carte di credito diventa un banco di prova per la finanza del futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1-una-disputa-che-non-finiva-mai">Una disputa che non finiva mai</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Era nell’aria da mesi, ma la conferma ufficiale è arrivata soltanto con un documento depositato alla corte federale di Brooklyn.<br><strong>Visa</strong> e <strong>Mastercard</strong>, i due giganti dei pagamenti elettronici, hanno raggiunto un <strong>accordo </strong>rivisto con un gruppo di commercianti americani che da anni le accusavano di <strong>commissioni eccessive e anticoncorrenziali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una storia che sembra infinita.<br>Cominciata più di vent’anni fa, in un’America ancora dominata dal contante, la causa si è trasformata nel simbolo della tensione tra <strong>potere finanziario e piccolo commercio</strong>, tra infrastrutture globali e economie locali.<br>Ogni swipe di carta, ogni pagamento, nasconde un flusso di costi invisibili.<br>E per i retailer, quei centesimi moltiplicati per miliardi di transazioni, <strong>fanno la differenza tra utile e perdita</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="2-il-cuore-della-contesa-le-interchange-fees">Il cuore della contesa: le “interchange fees”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ruota intorno a una voce tecnica, ma cruciale: le <strong>commissioni d’intercambio</strong> o <em>interchange fees</em>.<br>Ogni volta che un cliente paga con una carta Visa o Mastercard, l’esercente versa una percentuale alla banca che ha emesso la carta. È il prezzo dell’accettazione: copre sicurezza, infrastruttura, prevenzione frodi.<br>Eppure, negli anni, queste commissioni sono cresciute fino a diventare <strong>un costo strutturale per chi vende</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I commercianti sostengono che il sistema sia <strong>opaco e poco competitivo</strong>, un oligopolio di fatto in cui i due network controllano oltre il 70% del mercato delle carte di credito.<br>Le reti rispondono che quelle fee finanziano la fiducia nel sistema: “pagare ovunque, sempre, in sicurezza”.<br>Entrambe le cose sono vere.<br>Ma in un’economia digitale che evolve più rapidamente dei regolatori, il confine tra efficienza e abuso diventa sottile. Sottilissimo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="3-cosa-cambia-con-il-nuovo-accordo">Cosa cambia con il nuovo accordo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo, di cui si attendono i dettagli, rappresenta <strong>un compromesso di lungo periodo</strong>.<br>Secondo le prime informazioni trapelate, Visa e Mastercard si impegnano a <strong>rendere più trasparente la struttura delle commissioni</strong>, consentendo ai commercianti di conoscere con maggiore chiarezza il costo reale di ogni transazione.<br>Si discute anche di <strong>un possibile alleggerimento dei tassi d’intercambio</strong> e di una maggiore libertà per i retailer nel gestire <strong>sconti o sovrapprezzi</strong> legati al metodo di pagamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra un tecnicismo, ma non lo è.<br>Per milioni di imprese, significa poter competere in modo più equo; per i consumatori, significa che <strong>la guerra delle fee potrebbe tradursi, col tempo, in prezzi più bassi</strong>.<br>E per i giganti dei pagamenti, significa salvaguardare la redditività senza cedere il controllo del mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="4-un-precedente-che-puo-cambiare-tutto">Un precedente che può cambiare tutto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza dell’Europa, dove le <em>interchange fees</em> sono già soggette a limiti regolatori, negli Stati Uniti il settore si muove in un <strong>equilibrio fragile</strong> tra libera concorrenza e potere di mercato.<br>Per questo, il nuovo accordo non è solo una transazione legale: è <strong>un precedente di mercato</strong>.<br>Un laboratorio di compromesso che potrebbe influenzare altre cause in corso e, di riflesso, <strong>ridefinire le pratiche di pricing</strong> in tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni non si fermano ai confini del tribunale.<br>Perché se il costo di una transazione diventa più trasparente, <strong>si sposta il baricentro del potere economico</strong>: dal network al commerciante, e, indirettamente, al cliente finale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="5-londa-lunga-sui-consumatori">L’onda lunga sui consumatori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire l’impatto reale bisogna guardare la catena del valore.<br>Quando un retailer paga meno per accettare una carta, può scegliere:<br> ridurre i prezzi per restare competitivo<br> aumentare i margini per sopravvivere in un mercato iper-frammentato<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> o reinvestire in servizi e tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è detto che accada subito.<br>Ma nel lungo periodo, <strong>la pressione sulle fee genera concorrenza</strong>. E la concorrenza, nei pagamenti, come nell’energia o nella logistica, tende a <strong>spingere verso l’efficienza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è però un rovescio: se le reti incassano meno, potrebbero compensare riducendo i programmi di cashback e premi per i clienti.<br>In un ecosistema complesso come quello americano, <strong>ogni equilibrio crea nuovi squilibri</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="6-il-fattore-fintech-la-disruption-entra-in-scena">Il fattore fintech: la disruption entra in scena</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, mentre le corti si esprimono, <strong>il mercato corre avanti</strong>.<br>Wallet digitali, app di pagamento istantaneo, soluzioni <em>buy now pay later</em> e piattaforme crypto stanno erodendo terreno ai circuiti tradizionali.<br>Non li sostituiranno domani, la fiducia costruita da Visa e Mastercard in mezzo secolo è un capitale immenso, ma stanno <strong>ridefinendo il perimetro del potere finanziario</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo l’accordo è anche una <strong>mossa di difesa strategica</strong>.<br>Un modo per ricucire con i commercianti, evitare ulteriori danni d’immagine e <strong>concentrarsi sull’innovazione</strong>: tokenizzazione, sicurezza biometrica, pagamenti invisibili.<br>Il messaggio è implicito ma chiaro: “non siamo i nemici del futuro digitale, ne siamo gli architetti”.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="7-il-ruolo-del-tribunale-una-tregua-vigilata">Il ruolo del tribunale: una tregua vigilata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ora la palla passa alla magistratura.<br>Il giudice federale di Brooklyn dovrà valutare <strong>se l’accordo è equo, adeguato e nell’interesse pubblico</strong>.<br>Un iter che richiederà settimane, forse mesi.<br>Non è escluso che alcune associazioni di commercianti, soprattutto le più piccole, <strong>si oppongano</strong>, sostenendo che l’intesa non risolva alla radice il problema strutturale del potere di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, rispetto al passato, il clima sembra diverso.<br>Il contenzioso ha logorato tutti e l’industria dei pagamenti ha bisogno di <strong>stabilità regolatoria per innovare</strong>.<br>Una tregua, anche imperfetta, vale più di una guerra senza fine.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="8-chi-vince-davvero">Chi vince davvero?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Difficile dirlo ora.<br>I <strong>commercianti</strong> ottengono più visibilità sui costi e, forse, tassi leggermente inferiori.<br>Le <strong>reti</strong> evitano il rischio di nuove sanzioni miliardarie e mantengono il controllo del modello economico.<br>I <strong>consumatori</strong> potrebbero beneficiarne indirettamente, ma non è garantito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, è un compromesso pragmatico, non una rivoluzione.<br>Un passo indietro calcolato per evitare di perderne due domani.<br>Eppure, in un mercato dove la fiducia vale quanto la tecnologia, anche <strong>una concessione misurata può essere un segnale potente</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="9-oltre-laccordo-la-partita-del-futuro">Oltre l’accordo: la partita del futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’intesa tra Visa e Mastercard non chiude una storia. La <strong>riapre su un piano nuovo</strong>.<br>La prossima battaglia si combatterà sul terreno dell’<strong>interoperabilità</strong>, della <strong>riduzione dei costi di rete</strong> e della <strong>integrazione tra banche e fintech</strong>.<br>Il denaro diventa sempre più invisibile, fluido, connesso, ma la questione resta la stessa: <strong>chi paga per la fiducia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo di Brooklyn è un primo tentativo di risposta.<br>Una tregua necessaria in un’epoca in cui l’economia digitale cresce più in fretta delle sue regole.<br>E in cui, paradossalmente, anche la tecnologia più veloce ha bisogno di <strong>una base di fiducia lenta, solida, umana</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="10-il-prezzo-della-fiducia">Il prezzo della fiducia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine, tutto si riduce a questo: <strong>la fiducia ha un prezzo</strong>.<br>E Visa e Mastercard stanno cercando di riscriverlo.<br>Per anni hanno costruito il tessuto invisibile che regge l’economia dei pagamenti; ora devono difenderlo da due forze opposte: la pressione regolatoria e l’innovazione disintermediata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo con i commercianti è una pausa, non un traguardo.<br>Ma è anche un segnale: il capitalismo dei pagamenti si sta umanizzando, lentamente.<br>Più trasparente, più negoziabile, più politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo che corre verso la digitalizzazione totale, <strong>la vera moneta resta la fiducia</strong>.<br>E chi saprà gestirla, guadagnarla, mantenerla, difenderla, sarà il vero vincitore della prossima rivoluzione finanziaria.</p>
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		<item>
		<title>Interchange Fees e Antitrust: la Corte di Londra Condanna Visa e Mastercard per Violazione del Diritto della Concorrenza UE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 14:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Mastercard]]></category>
		<category><![CDATA[Visa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Visa-mastercard.png" type="image/jpeg" />Il Competition Appeal Tribunal britannico dichiara illegittime le commissioni multilaterali interbancarie imposte ai retailer. Impatto potenziale su compliance, fintech, retail e modelli di business globali. Una sentenza destinata a segnare uno spartiacque nel settore dei pagamenti digitali: il Competition Appeal Tribunal (CAT) di Londra ha stabilito che le multilateral interchange fees (MIFs) applicate da Visa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/interchange-fees-e-antitrust-la-corte-di-londra-condanna-visa-e-mastercard-per-violazione-del-diritto-della-concorrenza-ue/">Interchange Fees e Antitrust: la Corte di Londra Condanna Visa e Mastercard per Violazione del Diritto della Concorrenza UE</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Competition Appeal Tribunal britannico dichiara illegittime le commissioni multilaterali interbancarie imposte ai retailer. Impatto potenziale su compliance, fintech, retail e modelli di business globali.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Una sentenza destinata a segnare uno spartiacque nel settore dei pagamenti digitali: il <em>Competition Appeal Tribunal</em> (CAT) di Londra ha stabilito che le <strong>multilateral interchange fees</strong> (MIFs) applicate da <strong>Visa</strong> e <strong>Mastercard</strong> violano il diritto europeo della concorrenza. La pronuncia è l’ultimo sviluppo di una lunga serie di contenziosi intentati da centinaia di esercizi commerciali nel Regno Unito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La decisione: quadro normativo e impatto giuridico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con sentenza unanime, il tribunale ha affermato che le MIFs – ovvero le commissioni interbancarie applicate automaticamente ai commercianti quando i clienti effettuano pagamenti con carta – costituiscono una <strong>restrizione anticoncorrenziale ai sensi del diritto UE</strong>, in particolare dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, secondo il legale David Scott dello studio internazionale <strong>Scott+Scott</strong>, di una <strong>“vittoria significativa per tutti i merchant che hanno sostenuto costi eccessivi negli ultimi anni”</strong>. Il pronunciamento riguarda sia le carte commerciali sia le transazioni interregionali e rappresenta la prima volta in cui queste specifiche categorie di commissioni vengono giudicate contrarie alla normativa antitrust europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione delle aziende e le prospettive d’appello</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sia Visa che Mastercard hanno annunciato l’intenzione di <strong>presentare ricorso</strong>, definendo la sentenza “errata” e “profondamente viziata”. Un portavoce di Visa ha ribadito che “l’interchange fee rappresenta un elemento cruciale per la sicurezza e la stabilità dell’ecosistema dei pagamenti digitali”. Mastercard, dal canto suo, ha sostenuto che la decisione “non riflette il valore apportato al sistema da questi meccanismi multilaterali”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la decisione del CAT rafforza il precedente giurisprudenziale che, in diverse sedi europee e britanniche, ha già sollevato dubbi circa la <strong>legittimità concorrenziale delle commissioni interbancarie imposte in modo non negoziabile ai retailer</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contenziosi in evoluzione: implicazioni finanziarie e strategiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso britannico si inserisce in un contesto transnazionale in cui il ruolo delle MIFs è oggetto di scrutiny da parte di autorità regolatorie, associazioni di categoria e policy maker. La <strong>Commissione Europea</strong>, già nel 2015, aveva introdotto un tetto regolamentare alle MIFs per le carte consumer. Tuttavia, le carte commerciali e le transazioni cross-border sono rimaste in larga parte escluse da tale regolamentazione, aprendo spazi per il contenzioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il verdetto di Londra potrebbe ora <strong>rafforzare le richieste di rimborso</strong> da parte di migliaia di imprese, in un contesto in cui il <strong>quantum del danno</strong> sarà oggetto di un <strong>processo ulteriore</strong> per determinare se i costi eccessivi siano stati integralmente traslati sui consumatori finali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia, diritto dell’innovazione e disruption nel settore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni della sentenza toccano <strong>innovazione finanziaria, modelli di remunerazione delle reti di pagamento e architetture digitali</strong>. Le MIFs costituiscono una componente fondamentale dei ricavi per i sistemi a quattro parti (issuer, acquirer, merchant e cardholder). L’eventuale riforma o riduzione forzata di tali meccanismi potrebbe accelerare l’adozione di <strong>alternative decentralizzate</strong>, <strong>open banking</strong>, <strong>instant payment schemes</strong> e modelli B2B disintermediati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano giuridico, la sentenza richiama l’urgenza di aggiornare i paradigmi regolatori nell’era <strong>post-PSD2</strong>, per bilanciare competizione e sicurezza, accesso all’infrastruttura e tutela del consumatore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Outlook strategico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sentenza del CAT non è solo un caso antitrust isolato: rappresenta un <strong>campanello d’allarme per tutti gli attori dell’economia digitale</strong>. L’equilibrio tra innovazione, regolazione e concorrenza richiederà, nei prossimi anni, un ripensamento strategico delle politiche tariffarie, dei ruoli delle big tech finanziarie e del quadro giuridico europeo e internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prossime fasi del contenzioso – in particolare sul tema della “pass-on defence” e sulla quantificazione del danno – saranno determinanti per valutare l’effettiva esposizione finanziaria dei circuiti di pagamento e l’impatto sull’intera supply chain dei servizi digitali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Visa e Mastercard nel mirino della grande distribuzione europea: pressing sulla Commissione UE per regolare le commissioni interbancarie</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/visa-e-mastercard-nel-mirino-della-grande-distribuzione-europea-pressing-sulla-commissione-ue-per-regolare-le-commissioni-interbancarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 08:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Mastercard]]></category>
		<category><![CDATA[Visa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Visa-Mastercard.png" type="image/jpeg" />I principali gruppi retail europei chiedono a Bruxelles una riforma strutturale del sistema dei pagamenti elettronici, denunciando l’opacità delle commissioni applicate dai circuiti internazionali e il rischio di dipendenza strategica da operatori extra-UE. Un fronte compatto di grandi gruppi retail e associazioni europee del commercio fisico e digitale ha formalmente chiesto alla Commissione Europea un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Visa-Mastercard.png" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph">I principali gruppi retail europei chiedono a Bruxelles una riforma strutturale del sistema dei pagamenti elettronici, denunciando l’opacità delle commissioni applicate dai circuiti internazionali e il rischio di dipendenza strategica da operatori extra-UE.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un fronte compatto di <strong>grandi gruppi retail e associazioni europee del commercio fisico e digitale</strong> ha formalmente chiesto alla <strong>Commissione Europea</strong> un intervento regolatorio urgente contro le <strong>commissioni elevate e poco trasparenti</strong> applicate dai circuiti internazionali di pagamento, in particolare <strong>Visa</strong> e <strong>Mastercard</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una lettera indirizzata ai commissari <strong>Teresa Ribera</strong> (antitrust), <strong>Maria Luís Albuquerque</strong> (servizi finanziari) e <strong>Valdis Dombrovskis</strong> (economia), i firmatari — tra cui <strong>EuroCommerce, Ecommerce Europe, Independent Retail Europe</strong> e altre sigle rappresentative del settore — hanno denunciato un sistema di tariffe che giudicano <strong>incomprensibile, non negoziabile e progressivamente più oneroso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i membri delle organizzazioni firmatarie figurano colossi come <strong>Amazon, Carrefour, Ikea, Aldi, H&amp;M, Marks &amp; Spencer, eBay</strong>, oltre a operatori di pagamento come <strong>Nexi, Teya e Worldline</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Commissioni in aumento, trasparenza in calo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La lettera si basa su uno studio del 2024 realizzato da <strong>The Brattle Group</strong>, secondo cui le tariffe applicate dagli <strong>International Card Schemes (ICS)</strong> sono aumentate del <strong>33,9% tra il 2018 e il 2022</strong>, con una crescita media annua del 7,6%, <strong>superiore al tasso d’inflazione</strong> e <strong>non accompagnata da un corrispondente miglioramento nei servizi offerti</strong> a commercianti e consumatori dell’Unione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i firmatari, il sistema tariffario è stato <strong>stratificato in modo tale da risultare opaco anche per gli operatori più sofisticati</strong>, rendendo difficile o impossibile verificare i costi effettivi e contestarne la legittimità. L’accusa è chiara: Visa e Mastercard, che insieme gestiscono circa <strong>due terzi dei pagamenti con carta nell’eurozona</strong>, operano <strong>in assenza di concorrenza effettiva</strong> e senza un adeguato livello di scrutinio regolamentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Richieste alla Commissione: antitrust, price cap e sorveglianza strutturata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La coalizione industriale propone una serie di misure che la Commissione potrebbe adottare nell’ambito del <strong>diritto antitrust e del mercato unico dei pagamenti</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Revisione delle regole sulle commissioni interbancarie</strong>, con l’introduzione di un <strong>tetto massimo</strong> alle tariffe applicabili da parte degli ICS</li>



<li><strong>Obblighi di trasparenza tariffaria e non discriminazione</strong>, per rendere confrontabili i costi tra operatori e facilitare l’ingresso di nuovi competitor</li>



<li><strong>Strumenti di vigilanza ex ante</strong> che consentano alle autorità di monitorare in tempo reale le modifiche apportate dai circuiti di pagamento, per evitare derive monopolistiche o pratiche abusive.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Visa ha replicato sostenendo che le sue commissioni riflettono “<strong>l’alto valore aggiunto dei servizi offerti</strong>”, tra cui <strong>sicurezza, prevenzione delle frodi, resilienza operativa e protezione dei consumatori</strong>. Mastercard, invece, non ha fornito commenti ufficiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovranità digitale e concorrenza nei pagamenti: la posta in gioco per l’UE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema delle commissioni non è solo tecnico, ma <strong>profondamente strategico</strong>. Da anni, la <strong>Commissione Europea</strong> lavora a un’alternativa autonoma alle infrastrutture di pagamento americane. Il progetto di un <strong>euro digitale</strong>, promosso dalla Banca Centrale Europea, è uno degli strumenti più discussi, ma il suo <strong>iter normativo e implementativo procede a rilento</strong>, generando crescente frustrazione tra imprese e policy maker.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, la dipendenza da circuiti esterni continua a sollevare interrogativi sulla <strong>resilienza dell’economia europea</strong> di fronte a crisi geopolitiche, ritorsioni commerciali o instabilità tecnologiche. La capacità dell’UE di <strong>garantire un’infrastruttura indipendente per i pagamenti digitali</strong> è diventata una delle <strong>priorità strategiche nella corsa alla sovranità tecnologica</strong>, accanto ai settori dei semiconduttori, del cloud e dell’intelligenza artificiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un segnale politico e industriale chiaro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta congiunta dei principali attori del commercio europeo rappresenta <strong>un segnale politico e industriale chiaro</strong>: senza un quadro regolatorio aggiornato e coerente, il sistema dei pagamenti continuerà a generare <strong>asimmetrie di potere</strong> tra fornitori di infrastrutture e utilizzatori finali. La Commissione è ora chiamata a dimostrare se e come intende <strong>tutelare la concorrenza, la trasparenza e l’interesse generale</strong> nell’economia digitale dell’Unione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/visa-e-mastercard-nel-mirino-della-grande-distribuzione-europea-pressing-sulla-commissione-ue-per-regolare-le-commissioni-interbancarie/">Visa e Mastercard nel mirino della grande distribuzione europea: pressing sulla Commissione UE per regolare le commissioni interbancarie</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<item>
		<title>Visa Intelligent Commerce: la nuova infrastruttura globale per l’economia guidata dall’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/visa-intelligent-commerce-la-nuova-infrastruttura-globale-per-leconomia-guidata-dallintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 07:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Visa]]></category>
		<category><![CDATA[Visa Intelligent Commerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Visa-Commerce.png" type="image/jpeg" />Visa inaugura una nuova era dei pagamenti digitali integrando AI, tokenizzazione, personalizzazione e inclusione finanziaria. Un’infrastruttura strategica pensata per supportare agenti intelligenti, micro-commercianti e piattaforme fintech a livello globale. Con l’annuncio ufficiale di Visa Intelligent Commerce, la multinazionale statunitense dei pagamenti digitali ha avviato una trasformazione strutturale dell’infrastruttura globale su cui si fondano oggi scambi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/visa-intelligent-commerce-la-nuova-infrastruttura-globale-per-leconomia-guidata-dallintelligenza-artificiale/">Visa Intelligent Commerce: la nuova infrastruttura globale per l’economia guidata dall’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Visa</strong> inaugura una nuova era dei pagamenti digitali integrando <strong>AI, tokenizzazione, personalizzazione e inclusione finanziaria</strong>. Un’infrastruttura strategica pensata per supportare agenti intelligenti, micro-commercianti e piattaforme <strong>fintech</strong> a livello globale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’annuncio ufficiale di <em><strong>Visa Intelligent Commerce</strong></em>, la multinazionale statunitense dei pagamenti digitali ha avviato una trasformazione strutturale dell’infrastruttura globale su cui si fondano oggi scambi commerciali, servizi finanziari e modelli emergenti di consumo. Presentata a San Francisco il 30 aprile, la nuova suite integra AI, architetture tokenizzate, autorizzazioni dinamiche, strumenti per wallet mobili e soluzioni per micro-merchant, puntando a rispondere a tre direttrici strategiche: scalabilità, sicurezza e inclusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo dichiarato è abilitare la cosiddetta<strong> <em>agent-led economy</em></strong>, un paradigma in cui assistenti intelligenti – personali o aziendali – non solo analizzano dati e preferenze, ma effettuano in autonomia transazioni digitali, coerenti con parametri comportamentali e autorizzativi stabiliti dall’utente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’infrastruttura modulare per il commercio cognitivo globale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al cuore della nuova iniziativa vi è lo stack “<strong>Visa as a Service</strong>”: una piattaforma unificata che fonde <strong>API, protocolli di autenticazione, motori di personalizzazione, tokenizzazione e connettività globale</strong>. Questo modello modulare è stato concepito per rendere l’economia digitale accessibile tanto a una fintech emergente in Africa quanto a una banca sistemica in Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con oltre 3,3 trilioni di pagamenti processati dal 2000 e più di 630 milioni di transazioni gestite quotidianamente, Visa sfrutta una base dati senza precedenti per alimentare insight contestuali, rilevanti per merchant e consumatori. La capacità di analizzare picchi di spesa per festività religiose o comportamenti d’acquisto turistici in tempo reale rappresenta oggi un asset strategico per qualsiasi player dell’economia digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Commercio autonomo: dalla visione alla realtà transazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La componente più innovativa della proposta Visa riguarda l’abilitazione al pagamento degli agenti intelligenti. Finora capaci di gestire ricerche, prenotazioni o comparazioni, questi strumenti digitali si fermavano di fronte all’atto transazionale. Con <em>Visa Intelligent Commerce</em>, agenti AI potranno ora completare acquisti per conto dell’utente grazie a un sistema che combina:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Carte AI-ready</strong> con tokenizzazione nativa</li>



<li><strong>Flussi di pagamento agent-enabled</strong>, regolati da autorizzazioni granulari</li>



<li><strong>Motori di personalizzazione data-driven</strong>, ma basati sul consenso</li>



<li><strong>API intelligenti</strong> per la verifica del contesto e dell’intento di acquisto.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un sistema che, pur concedendo potere d’azione agli agenti, mantiene pieno controllo, visibilità e possibilità di revoca per l’utente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza, fiducia e privacy al centro dell’interazione uomo-AI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Visa ha sottolineato più volte la centralità della fiducia come prerequisito per una piena adozione dell’economia automatizzata. Ogni agente AI sarà legato a un’identità digitale tokenizzata dell’utente e potrà operare solo in un perimetro sicuro, preautorizzato, con autenticazioni multiple e sempre revocabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rispetto della privacy e della volontà individuale si estende anche alla personalizzazione: nessuna condivisione diretta dei dati grezzi, ma analisi anonimizzate che restituiscono un’esperienza d’acquisto contestualizzata e coerente con preferenze storiche. L’intelligenza artificiale diventa così un <em>intermediario fiduciario</em>, non un raccoglitore indiscriminato di dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partnership strategiche e interoperabilità globale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova visione di Visa è sostenuta da una rete di alleanze industriali con i principali attori dell’intelligenza artificiale, tra cui <strong>OpenAI, Microsoft, Perplexity, Anthropic e Mistral</strong>. Queste collaborazioni servono a garantire interoperabilità, sicurezza e scalabilità delle soluzioni AI-enabled in scenari globali e diversificati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Sarah Friar, CFO di OpenAI, Visa sta contribuendo a colmare il principale “digital gap” degli agenti intelligenti: l’assenza di capacità transazionale affidabile e sicura. Il passaggio dalla “raccolta informazioni” all’“esecuzione del pagamento” rappresenta infatti l’elemento fondante per rendere scalabile la nuova economia cognitiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inclusione finanziaria e strumenti per mercati emergenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo intelligenza artificiale. Visa ha annunciato anche l’espansione globale di strumenti per la digitalizzazione dell’economia informale e dei sistemi locali di pagamento. Tra questi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Visa Pay</strong>, che consente agli utenti di wallet mobili (Line Pay, ZaloPay, Maya, Woori) di effettuare pagamenti globali</li>



<li><strong>Visa Accept</strong>, soluzione che trasforma uno smartphone NFC in terminale contactless, ideale per micro-merchant e venditori ambulanti in paesi in via di sviluppo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un’iniziativa coerente con l’obiettivo di lungo termine di Visa: un’economia digitale realmente inclusiva, accessibile a ogni latitudine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione continua: credenziali flessibili, identità digitale, stablecoin</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Visa ha, infine, presentato aggiornamenti su progetti avanzati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Flexible Credential</strong>, per la selezione dinamica della fonte di pagamento (debito, credito, crypto, reward)</li>



<li><strong>Tokenizzazione al 100%</strong> delle transazioni digitali</li>



<li><strong>Biometria</strong> e passkey per pagamenti e autorizzazioni più sicure</li>



<li><strong>Stablecoin e asset tokenizzati</strong>, con oltre 225 milioni di USDC già regolati e l’obiettivo di 1 miliardo nel 2025.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Visa sta anche collaborando con banche internazionali per supportare emissione e gestione di stablecoin su reti permissioned.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il commercio intelligente come leva di competitività sistemica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em>Visa Intelligent Commerce</em>, l’azienda americana non si limita a innovare il proprio core business. Ridefinisce un’infrastruttura digitale globale, pensata per un futuro dove agenti AI, token dinamici, dati contestuali e identità digitali si integrano in un ecosistema regolato, scalabile e trasparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida nei prossimi mesi sarà duplice: da un lato garantire interoperabilità normativa tra giurisdizioni, dall’altro promuovere un’adozione diffusa, che vada oltre le élite tecnologiche e coinvolga anche utenti marginalizzati, piccole imprese e comunità non bancarizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vera politica industriale del XXI secolo passa oggi anche da qui: dalla capacità di costruire le strade digitali dove viaggerà il nuovo commercio globale.</p>
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		<title>Apple Card cambia partner. Visa lancia un’offerta da 100 milioni per spodestare Mastercard</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 08:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Amex]]></category>
		<category><![CDATA[Apple Card]]></category>
		<category><![CDATA[Mastercard]]></category>
		<category><![CDATA[Visa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/APPLE-CARD.jpg" type="image/jpeg" />Un’offerta milionaria per il controllo della Apple Card Il settore dei pagamenti digitali si prepara a un potenziale scossone: Visa avrebbe presentato un’offerta da 100 milioni di dollari per diventare il nuovo partner ufficiale della Apple Card, al posto di Mastercard. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine alle trattative. La mossa punta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/APPLE-CARD.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Sfida tra giganti nel fintech: Visa e American Express pronte a conquistare il posto lasciato vacante da Mastercard nella partnership più ambita del settore. Apple valuta il nuovo volto della sua carta di credito digitale.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Un’offerta milionaria per il controllo della Apple Card</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore dei pagamenti digitali si prepara a un potenziale scossone: <strong>Visa avrebbe presentato un’offerta da 100 milioni di dollari</strong> per diventare il nuovo <strong>partner ufficiale della Apple Card</strong>, al posto di <strong>Mastercard</strong>. Lo riporta il <em>Wall Street Journal</em>, citando fonti vicine alle trattative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mossa punta a rafforzare la presenza di Visa nel mercato delle <strong>carte di credito co-branded</strong>, un segmento in piena crescita e sempre più integrato con le big tech.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Amex entra in gioco: sfida a due per Apple</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo Visa: anche <strong>American Express</strong> è in corsa per stringere l’accordo con Apple. Secondo quanto riferito, Amex si sarebbe proposta sia come <strong>emittente della carta</strong> che come <strong>rete di pagamento</strong>, segnando un cambio di passo nella tradizionale struttura della Apple Card, finora legata a <strong>Goldman Sachs </strong>e <strong>Mastercard</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un duello ad alto tasso di innovazione tra due colossi finanziari per entrare nell’ecosistema digitale più potente al mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tramonto della partnership con Goldman Sachs</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa segue la fine della collaborazione tra <strong>Apple e Goldman Sachs</strong>, avviata nel 2019, ma conclusasi nel novembre 2023 a causa di divergenze strategiche. Da allora, Cupertino è alla ricerca di un nuovo partner per portare avanti la sua <strong>vision nel settore dei servizi finanziari integrati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tavolo anche nomi come <strong>Barclays</strong>, <strong>JPMorgan Chase</strong> e <strong>Synchrony Financial</strong>, ma le offerte più concrete sembrano arrivare da Visa e Amex.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la Apple Card vale oro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lanciata con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo delle carte di credito, la <strong>Apple Card è completamente integrata con iPhone e Apple Wallet</strong>, offrendo cashback, sicurezza avanzata e controllo finanziario in tempo reale. Per Visa o Amex diventare partner ufficiale di Apple significherebbe:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Accedere a <strong>milioni di utenti Apple fidelizzati</strong></li>



<li>Espandere la presenza nei pagamenti mobili e digitali</li>



<li>Rafforzare la brand visibility in un contesto altamente tecnologico</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa aspettarsi ora</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Apple non ha ancora annunciato ufficialmente la nuova partnership, ma la decisione è attesa a breve. Intanto, il settore fintech osserva con attenzione: <strong>la Apple Card è diventata il simbolo del nuovo banking digitale</strong> e chi la controllerà avrà un vantaggio competitivo straordinario.</p>
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		<title>Visa e Elon Musk, partnership per X Money</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 09:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Musk]]></category>
		<category><![CDATA[Visa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Visa-Musk.png" type="image/jpeg" />X di Elon Musk ha annunciato l&#8217;accordo con Visa come partner per il suo servizio di pagamenti digitali “X Money”. Musk conferma il suo progetto di creare una &#8220;everything app&#8221;. Visa sarà il primo partner di X Money per il servizio che debutterà nel corso dell’anno, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato di X, Linda Yaccarino.X [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">X di Elon Musk ha annunciato l&#8217;accordo con Visa come partner per il suo servizio di pagamenti digitali “X Money”. Musk conferma il suo progetto di creare una &#8220;everything app&#8221;.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Visa sarà il primo partner di X Money per il servizio che debutterà nel corso dell’anno, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato di X, Linda Yaccarino.<br>X Money si collegherà alle carte di debito Visa e offrirà un’opzione di trasferimento “istantaneo” del conto bancario.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="593" height="365" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/immagine-6.png" alt="" class="wp-image-16447" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/immagine-6.png 593w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/immagine-6-300x185.png 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Visa ha dichiarato che consentirà agli utenti americani di X Money di “finanziare e trasferire denaro in tempo reale con la propria carta di debito”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="585" height="207" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/immagine-7.png" alt="" class="wp-image-16448" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/immagine-7.png 585w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/immagine-7-300x106.png 300w" sizes="(max-width: 585px) 100vw, 585px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Linda Yaccarino ha dichiarato che la partnership con Visa è “il primo di molti grandi annunci su X Money quest’anno”.<br>Bisogna ammettere, tuttavia, che X Money si inserisce in un mercato gia&#8217; dominato da tre importanti realta&#8217;: Venmo, Block’s Cash App e Zelle, che vedono coinvolte giganti come Bank of America e JPMorgan Chase.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk punta sull'&#8221;Everything App&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;e&#8217; da dire, pero&#8217;, che X Money non e&#8217; una app finanziaria nativa e sicuramente si differenziera&#8217; dai suoi competitor nel settore dei pagamenti peer-to-peer.<br>La <em>CNBC</em> ha riferito che X Money consentirà ai content creator di essere pagati per i loro contenuti monetizzati e di immagazzinare tali fondi direttamente su X, anziché tramite una banca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">X Money, azienda di servizi monetari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il raggiungimento dello status di azienda di servizi monetari negli Stati Uniti per X Money e&#8217; stato richiedeva la navigazione in un panorama normativo molto più complesso.<br>Per oltre un anno, Musk ha richiesto le licenze e <a href="https://payments.x.com/support/en/licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secondo il sito suo web</a>, X Payments LLC è autorizzata in 41 stati e registrata presso il Financial Crimes Enforcement Network o FinCEN &#8211; FinCEN.</p>



<p class="wp-block-paragraph">X Money dovrebbe essere lanciato nel primo trimestre di quest&#8217;anno e sono probabili accordi con più partner finanziari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/visa-e-elon-musk-partnership-per-x-money/">Visa e Elon Musk, partnership per X Money</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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