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	<title>Terna Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Terna Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>La Calabria non è ancora un hub delle rinnovabili: esporta energia prodotta soprattutto a gas</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/la-calabria-non-e-ancora-un-hub-delle-rinnovabili-esporta-energia-prodotta-soprattutto-a-gas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Menniti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Terna]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/06/calabria-energie-rinnovabili-terna.avif" type="image/jpeg" />La proposta di trattenere sul territorio una quota del valore creato da eolico e solare è giusta. Ma i dati Terna dicono che il surplus calabrese non nasce dalle rinnovabili, bensì da una produzione elettrica ancora dominata dal termoelettrico tradizionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/la-calabria-non-e-ancora-un-hub-delle-rinnovabili-esporta-energia-prodotta-soprattutto-a-gas/">La Calabria non è ancora un hub delle rinnovabili: esporta energia prodotta soprattutto a gas</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/06/calabria-energie-rinnovabili-terna.avif" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:0;">di Daniele Menniti</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph" style="margin-top:0;">Professore Ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia &#8211; Università della Calabria</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervista rilasciata al <strong>Corriere della Sera</strong> dal Presidente della Regione Calabria <strong>Roberto Occhiuto</strong> pone una questione che non va liquidata con sufficienza: i territori che ospitano impianti rinnovabili devono poter trattenere una parte del valore che quegli impianti generano. Se un territorio accetta parchi eolici, impianti fotovoltaici, opere di rete e trasformazioni paesaggistiche, è ragionevole chiedere che famiglie, imprese e comunità locali non restino soltanto spettatori degli impatti, ma partecipino ai benefici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin qui il ragionamento è condivisibile. Diventa però debole quando il surplus elettrico calabrese viene associato, anche solo implicitamente, alla produzione rinnovabile. La Calabria è certamente una regione elettricamente esportatrice. Ma esportare energia non significa necessariamente esportare energia pulita. Il punto decisivo è capire da quali fonti provenga quella produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati <strong>Terna</strong> 2024 sono molto chiari. La Calabria ha avuto una richiesta elettrica regionale pari a 6.125,9 GWh e consumi finali pari a 5.050,4 GWh. Nello stesso anno la produzione destinata al consumo è stata pari a 13.024,5 GWh, con un export netto verso le altre regioni di 6.898,6 GWh. Dunque, sì: la Calabria produce molto più di quanto richieda. Ma il dato successivo cambia radicalmente la lettura politica: la produzione lorda termoelettrica tradizionale è stata pari a 9.481,5 GWh, cioè il 70,8% della produzione lorda regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eolico e fotovoltaico, che sono le due fonti richiamate con maggiore forza nel dibattito sul prezzo zonale, hanno prodotto insieme 3.106,1 GWh. È un dato importante, pari a circa la metà della richiesta elettrica regionale, ma non sufficiente a spiegare né il surplus esportato né la struttura reale della produzione calabrese. Se si aggiunge l’idroelettrico, il totale di idroelettrico, eolico e fotovoltaico arriva a 3.919,7 GWh, pari al 64% della richiesta. Anche questa è una quota rilevante, ma resta molto lontana dai 9.481,5 GWh prodotti dal termoelettrico tradizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo è fuorviante presentare la Calabria come se fosse già un compiuto hub delle rinnovabili. La Calabria è, ancora oggi, una regione che esporta energia elettrica prodotta in larga parte da impianti termoelettrici, alimentati prevalentemente a gas naturale. Il tema vero non è dunque rivendicare genericamente il surplus elettrico, ma trasformare la struttura della produzione, sostituendo progressivamente il gas con nuova capacità rinnovabile, accumuli e flessibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi un secondo equivoco, molto diffuso: confondere potenza installata ed energia prodotta. Il caso dell’idroelettrico è emblematico. Nel 2024 la Calabria disponeva di 843,2 MW di potenza idroelettrica efficiente lorda, ma la produzione lorda si è fermata a 813,6 GWh. Sono circa 965 ore equivalenti annue, con un fattore di utilizzazione dell’ordine dell’11%. Ciò significa che quella potenza è preziosa come riserva, modulazione e supporto alla stabilità del sistema, ma non corrisponde a una grande disponibilità annua di energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il fotovoltaico merita una lettura meno enfatica. In una regione con elevata risorsa solare, la produzione fotovoltaica 2024 si è fermata a 918,3 GWh, pari al 15% della richiesta elettrica regionale. Non siamo di fronte a un eccesso di fotovoltaico, ma semmai a una tecnologia che deve ancora crescere molto se si vuole ridurre in modo strutturale il ruolo del gas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il discorso sul prezzo zonale va quindi affrontato con serietà. È giusto chiedere che una quota del vantaggio economico delle rinnovabili resti nei territori che ospitano gli impianti. Ma non bisogna far credere che il beneficio all’ingrosso si traduca automaticamente in bollette più basse. Il prezzo finale pagato da famiglie e imprese dipende da molte componenti: energia, rete, oneri, fiscalità, dispacciamento, struttura contrattuale e profilo orario dei consumi. Inoltre, nelle ore in cui le rinnovabili non producono o non sono sufficienti, il prezzo può continuare a essere determinato dal gas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui nasce il punto più delicato dell’intervista: l’idea di attrarre in Calabria data center o aziende digitali ad alto consumo di energia. È una proposta che può avere senso solo a condizioni molto precise. Ogni nuovo grande carico energivoro dovrebbe essere subordinato a nuova capacità rinnovabile addizionale sul territorio, sistemi di accumulo o flessibilità misurabile, contratti di approvvigionamento su base oraria coerenti con i profili delle fonti rinnovabili, verifica preventiva dell’impatto sulle reti e benefici economici locali trasparenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Senza questi vincoli, il rischio è evidente: un grande consumo stabile può finire per aumentare la domanda servita dal termoelettrico tradizionale, soprattutto nelle ore senza sole e con poco vento. In quel caso non si starebbe costruendo una politica industriale per la transizione energetica, ma una nuova base di domanda utile a mantenere economicamente attivi gli impianti a gas.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La logica corretta dovrebbe essere quella dell’autoconsumo e dell’energia condivisa in un modello simile, ad esempio, a quello delle comunità energetiche rinnovabili: produzione rinnovabile, domanda, accumulo e flessibilità devono essere coordinati per massimizzare la contemporaneità tra generazione e consumo. Non basta localizzare un grande consumo in Calabria per definirlo utile alla transizione. Deve essere un consumo intelligente, flessibile, contrattualmente agganciato a nuova produzione rinnovabile e capace di generare valore per il territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Calabria ha tutte le condizioni per diventare un laboratorio avanzato della transizione energetica: sole, vento, competenze universitarie, aree industriali, reti, comunità energetiche rinnovabili, capacità di innovazione. Ma non basta chiamarla “hub delle rinnovabili”. Bisogna costruirlo davvero. <strong><em>E costruirlo davvero significa ridurre la dipendenza dal gas, non aumentarne indirettamente la convenienza economica</em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La distinzione, in fondo, è semplice: non ogni hub energetico è un hub delle rinnovabili; non ogni aumento dei consumi elettrici è politica industriale; non ogni prezzo zonale produce automaticamente benefici in bolletta. La Calabria deve rivendicare il diritto a trattenere valore, ma deve farlo sulla base di una strategia chiara: più rinnovabili reali, più accumuli, più flessibilità, più autoconsumo, più benefici locali. <strong><em>Altrimenti, dietro la retorica della transizione, rischia di restare il vecchio schema: produrre energia in Calabria, esportare valore altrove e lasciare al territorio solo gli impatti.</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1-dati-essenziali-richiamati-nellarticolo"><strong><em>Dati essenziali richiamati nell’articolo</em></strong></h2>







<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tabella &#8211; Elaborazione su dati Terna 2024, sezione “Elettricità nelle regioni”, Tavola Calabria.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="2-fonti"><strong>Fonti</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Corriere della Sera, Federico Fubini, intervista a Roberto Occhiuto, 7 giugno 2026.</li>



<li>Terna S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia 2024, sezione “Elettricità nelle regioni”, Tavola 19 &#8211; Calabria.</li>



<li>Terna S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia 2021, sezione “Elettricità nelle regioni”, Tavola 19 &#8211; Calabria.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/la-calabria-non-e-ancora-un-hub-delle-rinnovabili-esporta-energia-prodotta-soprattutto-a-gas/">La Calabria non è ancora un hub delle rinnovabili: esporta energia prodotta soprattutto a gas</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<item>
		<title>Tunisi, inaugurato il Terna Innovation Zone sull&#8217;Energia</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/tunisi-inaugurato-il-terna-innovation-zone-sullenergia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 17:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Terna]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-1.png" type="image/jpeg" />Il Terna Innovation Zone, progetto di responsabilità sociale di impresa, promuoverà l&#8217;innovazione tecnologica e favorirà lo sviluppo delle competenze nel settore energetico tunisino, rafforzando ulteriormente i legami tra Italia e Tunisia. A Tunisi, in rappresentanza dell&#8217;Italia, il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato e Direttore Generale di Terna e il Prof. Domenico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/tunisi-inaugurato-il-terna-innovation-zone-sullenergia/">Tunisi, inaugurato il Terna Innovation Zone sull&#8217;Energia</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-1.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Il Terna Innovation Zone, progetto di responsabilità sociale di impresa, promuoverà l&#8217;innovazione tecnologica e favorirà lo sviluppo delle competenze nel settore energetico tunisino, rafforzando ulteriormente i legami tra Italia e Tunisia. A Tunisi, in rappresentanza dell&#8217;Italia, il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato e Direttore Generale di Terna e il Prof. Domenico Villacci, Presidente del Consorzio Interuniversitario Nazionale EnSiEL e della Fondazione &#8220;Accademia Mediterranea per l&#8217;Energia e la Sostenibilità&#8221;.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">“Rafforzando il partenariato tra <strong>Italia</strong> e <strong>Tunisia</strong>, il <strong>Terna Innovation Zone</strong> qui a Tunisi ha l&#8217;obiettivo di divenire un catalizzatore per l&#8217;innovazione ed il rafforzamento delle competenze nel settore energetico e tecnologico per i due Paesi. Il Terna Innovation Zone si inserisce nel più ampio contesto del Piano Mattei come iniziativa abilitante sinergica rispetto al progetto Elmed, che connetterà per la prima volta i sistemi elettrici di Europa e Nord Africa”. Queste le parole di <strong>Giuseppina Di Foggia</strong>, Amministratore delegato e Direttore Generale di <strong>Terna</strong>, pronunciate, a Tunisi, nel corso dell’inaugurazione del nuovo Terna Innovation Zone, il primo hub di innovazione in Africa gestito dal gruppo italiano, che rafforza il partenariato strategico tra Italia e Tunisia.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi del Progetto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Terna Innovation Zone</strong> e&#8217; un progetto di responsabilità sociale di impresa, che si pone l&#8217;obiettivo di promuovere l&#8217;innovazione tecnologica e favorire lo sviluppo delle competenze nel settore energetico tunisino, rafforzando ulteriormente i legami tra Italia e Tunisia, econtribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Piano Mattei.<br>La rilevanza dell’evento e&#8217; dimostrata anche dalla presenza del Ministro <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>, del Ministro degli Affari Esteri della Migrazione e dei Tunisini all’estero, <strong>Mohamed Ali Nafti,</strong> del Segretario di Stato Tunisino responsabile della transizione energetica, <strong>Ouael Chouchane</strong> e del&nbsp;Presidente e Direttore Generale di STEG, <strong>Faycel Tarifa</strong>.<br>Siamo di fronte a progetti infrastrutturali e di cooperazione che puntano sul ruolo chiave delle rinnovabili per promuovere crescita economica, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità su entrambe le sponde del <strong>Mediterraneo</strong>, con una dotazione finanziaria di oltre <strong>5 miliardi di euro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio del Ministro Pichetto Fratin</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L’Italia sostiene il percorso di transizione energetica della Tunisia con un partenariato che offre opportunità di crescita per entrambi i Paesi, nello spirito del Piano Mattei. In questo partenariato si inseriscono progetti strategici, a cominciare da <strong>Elmed</strong>, vero ponte energetico tra Africa e Europa, e il Corridoio Meridionale per l’Idrogeno&#8221; ha dichiarato il Ministro Gilberto <strong>Pichetto Fratin</strong>, che ha evidenziato come &#8220;negli ultimi mesi sono stati avviati programmi strategici per rafforzare il ruolo dell’Italia e della Tunisia quale hub energetico tra Africa ed Europa&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema energetico sicuro e resiliente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Fondazione “Accademia Mediterranea per l’Energia e la Sostenibilità” ed il Consorzio Interuniversitario Nazionale EnSiEL, nella persona del Presidente, Prof. Domenico Villacci, hanno partecipato all’inaugurazione del Terna Innovation Zone sull’energia di Tunisi, invitati dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Giuseppina Di Foggia.<br>Il Prof. Villacci, a margine dell&#8217;evento, ha dichiarato: &#8220;Si tratta di una iniziativa di enorme rilievo per l&#8217;Italia, per l&#8217;Europa e per tutta la Regione Mediterranea. Con il Terna Innovation Zone di Tunisi, unitamente al progetto ELMED, si pongono le basi per una concreta condivisione di conoscenze reciproche e di crescita economica, fondamentali allo sviluppo di un sistema energetico più sicuro e resiliente tra le sponde del Mediterraneo. Con questa iniziativa di Terna, l&#8217;Italia rafforza con autorevolezza il proprio ruolo naturale di hub energetico integrato tra l&#8217;Europa e l&#8217;Africa.&#8221;.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="992" height="458" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-3.png" alt="" class="wp-image-17582" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-3.png 992w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-3-300x139.png 300w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-3-768x355.png 768w" sizes="(max-width: 992px) 100vw, 992px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Rafforzare le competenze nel settore energetico e tecnologico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha l’obiettivo di divenire un catalizzatore per l’innovazione e per il rafforzamento delle competenze nel settore energetico e tecnologico per Italia e Tunisia. <br>Esso si inserisce nel più ampio contesto del Piano Mattei, un’iniziativa abilitante e sinergica rispetto al progetto ELMED consistente nel collegamento in cavo sottomarino, in alta tensione, tra Italia e Tunisia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="992" height="458" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-2.png" alt="" class="wp-image-17583" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-2.png 992w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-2-300x139.png 300w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Villacci-2-768x355.png 768w" sizes="(max-width: 992px) 100vw, 992px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa mira a creare un ecosistema favorevole per l’incubazione ed accelerazione di start-up tunisine, stimolare l’ecosistema di innovazione locale per valorizzare le eccellenze già presenti sul territorio per la crescita dei talenti e per supportare l’industria. <br>A tal riguardo Terna e <strong>STEG</strong> svolgeranno attività congiunte su tematiche industriali di comune interesse e funzionali al perseguimento dell’eccellenza nella gestione delle reti di trasmissione dell’energia elettrica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/tunisi-inaugurato-il-terna-innovation-zone-sullenergia/">Tunisi, inaugurato il Terna Innovation Zone sull&#8217;Energia</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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