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	<title>Tencent Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Tencent Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<item>
		<title>Hunyuan-MT-7B, il colpo di Tencent che umilia i colossi dell’IA occidentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 10:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Tencent]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/09/Tencent3.png" type="image/jpeg" />Il sistema open-source Hunyuan-MT-7B conquista il primato mondiale nella traduzione automatica, ribaltando il paradigma che lega la potenza dei modelli alla loro grandezza e rafforzando le ambizioni di Pechino nella corsa globale all’intelligenza artificiale. Quando si parla di intelligenza artificiale, l’assunto sembra sempre lo stesso: più grande è il modello, migliori sono i risultati. Eppure [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/hunyuan-mt-7b-il-colpo-di-tencent-che-umilia-i-colossi-dellia-occidentale/">Hunyuan-MT-7B, il colpo di Tencent che umilia i colossi dell’IA occidentale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il sistema open-source Hunyuan-MT-7B conquista il primato mondiale nella traduzione automatica, ribaltando il paradigma che lega la potenza dei modelli alla loro grandezza e rafforzando le ambizioni di Pechino nella corsa globale all’intelligenza artificiale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di<strong> intelligenza artificiale</strong>, l’assunto sembra sempre lo stesso: più grande è il modello, migliori sono i risultati. Eppure la <strong>Cina</strong> ha appena dimostrato che non è così. In un’arena dominata da <strong>Google</strong> e <strong>OpenAI</strong>, <strong>Tencent</strong> ha presentato un modello da “soli” <strong>7 miliardi di parametri</strong> capace di battere concorrenti molto più grandi e blasonati. Non è solo un successo tecnico: è un segnale politico ed economico che ridefinisce gli equilibri della competizione tecnologica globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta nella competizione globale di traduzione automatica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La traduzione automatica, un tempo vista come uno dei compiti più complessi e affascinanti per l’intelligenza artificiale, vive oggi un cambio di paradigma che va ben oltre il perimetro accademico. Alla <strong>WMT25 – Tenth Conference on Machine Translation</strong>, la principale piattaforma internazionale dove i modelli vengono messi alla prova, <strong>Tencent</strong> ha conquistato la scena. Il suo nuovo sistema, <strong>Hunyuan-MT-7B</strong>, ha prevalso in <strong>30 dei 31 test ufficiali</strong>, segnando una vittoria che non è solo tecnica, ma anche strategica.<br>Perché è rilevante? Non si tratta di un trionfo di potenza bruta, ma dell’affermazione di un modello “leggero” e <strong>open-source</strong>, che ha superato soluzioni chiuse e colossali di player come <strong>Google</strong> e <strong>OpenAI</strong>. Una vittoria che riscrive le regole del gioco e che potrebbe avere impatti diretti sulle filiere industriali dell’IA, sul mercato globale e sugli equilibri geopolitici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Superare il dogma del “bigger is better”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, lo sviluppo dell’IA si è mosso sotto una convinzione quasi dogmatica: la superiorità dei <strong>modelli di grandi dimensioni</strong>, quelli con centinaia di miliardi di parametri e un consumo energetico colossale. Questo approccio ha alimentato una corsa agli armamenti tecnologici, con investimenti miliardari e infrastrutture di calcolo concentrate nelle mani di poche Big Tech.<br>Il successo di Tencent ribalta questa narrativa. Con “soli” <strong>7 miliardi di parametri</strong>, Hunyuan-MT-7B dimostra che la <strong>raffinatezza dell’architettura</strong>, la <strong>qualità dei dataset</strong> e l’uso sapiente di <strong>tecniche di fine-tuning e reinforcement learning</strong> possono produrre un modello più efficiente e versatile. Questo apre scenari nuovi: un ecosistema in cui non solo i giganti finanziari ma anche startup e centri di ricerca possono competere, riducendo le barriere economiche e tecnologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’open-source come leva strategica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di Tencent di rilasciare Hunyuan-MT-7B come modello <strong>open-source</strong> non è secondaria. In un momento in cui l’Occidente discute animatamente sui rischi di apertura dei modelli (dalla sicurezza nazionale alla tutela della proprietà intellettuale), la Cina punta invece sull’<strong>apertura controllata</strong> come strumento di egemonia tecnologica.<br>Rendere accessibile un modello così performante significa creare <strong>standard de facto</strong> e fidelizzare un’intera comunità globale di sviluppatori, ricercatori e imprese che, per convenienza o per necessità, potrebbero preferire la soluzione cinese a quelle occidentali. È una mossa che non parla solo di tecnologia, ma di <strong>soft power digitale</strong>: chi controlla i modelli che tutti usano, influenza il futuro delle applicazioni e delle piattaforme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatti economici e industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La traduzione automatica non è un gioco accademico: ha un valore economico diretto. Secondo stime di settore, il mercato globale della traduzione assistita dall’IA supererà i <strong>15 miliardi di dollari entro il 2030</strong>, trainato da e-commerce transfrontaliero, servizi cloud, media globalizzati e diplomazia digitale.<br>Se Google Translate è stato per anni il benchmark, e OpenAI ha introdotto la traduzione contestuale avanzata nei suoi modelli multimodali, Tencent ora dimostra che si può fare meglio con meno. Per i player industriali – dalle multinazionali farmaceutiche che devono tradurre trial clinici in più lingue, fino ai giganti del gaming che esportano contenuti su scala globale – il fattore determinante non sarà solo la qualità, ma la combinazione di <strong>accuratezza, velocità e costo</strong>. In questo, un modello efficiente come Hunyuan può cambiare gli equilibri competitivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il posizionamento geopolitico della Cina nell’IA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano geopolitico, la vittoria di Tencent si inserisce nella più ampia strategia di Pechino di diventare <strong>leader mondiale nell’IA entro il 2030</strong>. Se il controllo dell’hardware (chip, semiconduttori) resta un terreno di scontro con Washington, la Cina sta dimostrando di poter primeggiare sul fronte <strong>software e algoritmi</strong>.<br>La traduzione automatica ha, inoltre, un valore simbolico: è il ponte linguistico che rende possibile il dominio culturale e commerciale. Imporsi in questo campo significa affermare una capacità di mediazione globale, utile tanto per la diplomazia quanto per l’economia digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide che restano aperte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i successi, le sfide non mancano. La qualità della traduzione automatica deve ancora affrontare i limiti strutturali legati al <strong>contesto culturale</strong>, alle <strong>sfumature idiomatiche</strong> e ai rischi di bias linguistici. Inoltre, il posizionamento open-source apre interrogativi sulla <strong>sicurezza dei modelli</strong> e sull’uso improprio da parte di attori malevoli.<br>Infine, resta da capire quanto il successo di Tencent sia replicabile su larga scala e in altri ambiti dell’IA. La partita con Google, OpenAI e gli altri giganti è tutt’altro che chiusa: se oggi la Cina segna un punto decisivo, il confronto continuerà a giocarsi su ricerca, governance e capacità di attrarre i migliori talenti.</p>
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		<title>ChinaJoy 2025: Tencent, Huawei e studios emergenti puntano sull’AI per rivoluzionare il comparto videoludico cinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 10:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[ChinaJoy 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[Tencent]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Videogame1.png" type="image/jpeg" />All’appuntamento di Shanghai, aziende grandi e piccole presentano personaggi AI‑generated, grafica 3D avanzata e integrazioni deep learning: la nuova frontiera del gaming Made in China. ChinaJoy, la più grande expo cinese dedicata all’intrattenimento digitale, ha richiamato oltre 740 espositori (237 esteri), a Shanghai: un segnale del ruolo avanzato della Cina nell’export di giochi mobili e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">All’appuntamento di Shanghai, aziende grandi e piccole presentano personaggi AI‑generated, grafica 3D avanzata e integrazioni deep learning: la nuova frontiera del gaming Made in China.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ChinaJoy</strong>, la più grande expo cinese dedicata all’intrattenimento digitale, ha richiamato oltre <strong>740 espositori (237 esteri)</strong>, a Shanghai: un segnale del ruolo avanzato della Cina nell’export di <strong>giochi mobili e digitali</strong>. L’edizione 2025 ha visto un focus marcato su applicazioni <strong>AI per personaggi, ambienti interattivi e motori 3D integrati in tempo reale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Tencent: espansione dell’AI nei titoli e nell’infrastruttura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tencent ha intensificato gli investimenti tecnologici e il suo capex per AI, salito a 10,7 miliardi USD nel 2024, destinando una percentuale significativa dei ricavi 2025 all’espansione dell’intelligenza artificiale, incluso il modello proprietario <strong>Hunyuan e la suite AI pubblica T1</strong>. A ChinaJoy ha mostrato personaggi generati da AI, ambienti dinamici 3D e strumenti di animazione automatizzata pensati per facilitare gli sviluppatori interni ed esterni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Huawei e l’ecosistema HarmonyOS per il gaming</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Huawei ha debuttato a ChinaJoy con un ampio padiglione dedicato a HarmonyOS 5.1, mostrando giochi nativi su smartphone e pieghevoli, come &#8220;Honor of Kings&#8221; e &#8220;Genshin Impact&#8221; in beta, e presentando l’assistente AI Xiaoyi (Celia), capace di bloccare chiamate e rispondere ai giocatori in tempo reale. La piattaforma sta diventando un’alternativa ad Android per gli sviluppatori locali, promuovendo un ecosistema self‑sufficient.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Studi emergenti e startup AI‑gaming</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Numerosi studi indipendenti hanno presentato demo AI avanzate, generazione di NPC, ambientazioni procedural e strumenti per il live content creation. L’evento ha valorizzato partnership tra startup AI e studi di sviluppo, accelerando l’integrazione di algoritmi per personalizzazione automatica dei contenuti e localizzazione automatica in tempo reale per il gaming globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trend economici del settore videoludico cinese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo semestre 2025, il mercato videoludico domestico ha raggiunto il record di 168 miliardi di yuan di vendite (≈ 23,4 miliardi USD), con una crescita annua del 14 %, cifra più alta rispetto al +2 % dello stesso periodo 2024. Il segment gaming è trainante per Tencent, con ricavi domestici cresciuti del 24 % nel primo trimestre e internazionali del 23%, sostenuti proprio dallo slancio AI.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni geopolitiche e politica industriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crescente enfasi su AI nel gaming riflette la strategia politica cinese per rafforzare l’autonomia tecnologica: favorire ecosistemi controllati internamente (HarmonyOS, modelli proprietari), promuovere esportazioni di giochi globali e sostenere lo sviluppo di IP nazionali tramite tecnologie innovative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Regolazione, diritti digitali e protezione IP</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione di AI nei videogiochi solleva temi giuridici: uso di dati per training di modelli generativi, tutela dell’IP e gestione dei diritti d’autore sui contenuti generati da AI. Tencent, popolare su più piattaforme, ha ottenuto premi per la protezione della privacy e risponde alle pressioni normative su giochi per minori, tema sensibile in Cina.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione tecnologica: AI‑first e panorami futuri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova generazione di giochi punta su generative AI per contenuto vivo e responsive, realtà aumentataXR, rendering 8K con Snapdragon e 5G‑A, e ambienti 3D dinamici. Qualcomm ha presentato XR devices con banda alta per rendering fluido e latenza ultra‑bassa. La convergenza di questi elementi pone il gaming cinese in una posizione da standard globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">AI come motore del nuovo gaming cinese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ChinaJoy 2025 ha confermato che Tencent, Huawei e decine di studi emergenti stanno tracciando la strada verso un&#8217;economia digitale del gaming basata sull’AI. La convergenza tra modelli generativi, motori grafici avanzati e ecosistemi controllati segnala una trasformazione in corso: il gaming Made in China è pronto a ridefinire le regole globali del settore, tra innovazione tecnologica, strategia industriale e leadership geopolitica.</p>
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		<title>Tencent accelera sull’Europa: cloud, gaming e intelligenza artificiale per sfidare i big statunitensi</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/tencent-accelera-sulleuropa-cloud-gaming-e-intelligenza-artificiale-per-sfidare-i-big-statunitensi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Tencent]]></category>
		<category><![CDATA[WeChat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/tencent2.png" type="image/jpeg" />Dopo anni di sviluppo in Cina, il colosso tecnologico punta a consolidare la propria presenza nel mercato cloud europeo, facendo leva su competenze distintive in ambito gaming, streaming e super app. L’AI sarà uno dei principali vettori strategici. Tencent, una delle principali realtà tecnologiche cinesi e madre della super app WeChat, sta intensificando la propria [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo anni di sviluppo in Cina, il colosso tecnologico punta a consolidare la propria presenza nel mercato cloud europeo, facendo leva su competenze distintive in ambito gaming, streaming e super app. L’AI sarà uno dei principali vettori strategici.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tencent</strong>, una delle principali realtà tecnologiche cinesi e madre della super app <strong>WeChat</strong>, sta intensificando la propria espansione nel mercato cloud europeo. Dopo aver consolidato la leadership nei settori gaming e social in patria, l’azienda punta ora a trasferire in Europa le competenze acquisite, con l’obiettivo dichiarato di offrire soluzioni tecnologiche verticali e integrate in grado di competere con i principali hyperscaler americani — Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud — che oggi detengono il 70% del mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo sviluppato capacità uniche in ambiti specifici come lo streaming video, il gaming e lo sviluppo di super app», ha dichiarato Dowson Tong, CEO del gruppo cloud di Tencent, in un’intervista rilasciata a <em>CNBC</em>. «Ora intendiamo portare tutto questo know-how in Europa».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cloud, gaming e interfacce integrate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tencent intende differenziarsi dai competitor puntando su un’<strong>offerta specializzata</strong>: dalle architetture cloud ottimizzate per app ad alte prestazioni come quelle per il gaming, alla gestione delle latenze di rete, fino alle piattaforme multifunzionali ispirate al modello WeChat. In quest’ottica, la società ha già avviato collaborazioni come quella con il gruppo francese <strong>Orange</strong>, supportando l’app <strong>Max it in Africa</strong> attraverso la propria infrastruttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio multi-cloud rappresenta un altro elemento chiave della strategia Tencent. Secondo Tong, molte aziende europee sono sempre più orientate verso soluzioni diversificate, al fine di ridurre la dipendenza da un singolo fornitore e migliorare l’interoperabilità tra sistemi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intelligenza artificiale come leva competitiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente all’offerta cloud, Tencent sta rafforzando la propria posizione nel mercato dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>. In Cina, il gruppo ha sviluppato il proprio modello fondazionale Hunyuan, ma utilizza anche tecnologie di terze parti come quelle della startup DeepSeek. In Europa, l’approccio sarà adattivo e modulare: la proposta si concentrerà sull’offerta di strumenti compatibili con diversi modelli AI, anche locali, per massimizzare la flessibilità a beneficio del cliente finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La nostra priorità è offrire strumenti che aiutino i clienti a risolvere problemi concreti, ottimizzando costi e risultati», ha spiegato Tong. «La scelta del modello fondazionale rimarrà sempre in capo al cliente».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Considerazioni geopolitiche e prospettive di mercato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ingresso più deciso di Tencent nel mercato europeo si inserisce in un contesto geopolitico complesso, in cui le tensioni tra Cina e Stati Uniti stanno progressivamente influenzando anche il settore tecnologico. Se da un lato l’azienda cinese cerca legittimazione e spazio competitivo in Europa, dall’altro la sua crescita sarà inevitabilmente soggetta a scrutiny da parte delle autorità regolatorie europee, soprattutto in tema di sicurezza dei dati e interoperabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mercato sempre più orientato alla digitalizzazione dei servizi, alla personalizzazione delle esperienze utente e all’adozione di soluzioni AI-driven, Tencent si candida come un attore alternativo e complementare ai grandi nomi americani, con l’ambizione di diventare un partner strategico per aziende e istituzioni in cerca di flessibilità tecnologica, scalabilità e innovazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/tencent-accelera-sulleuropa-cloud-gaming-e-intelligenza-artificiale-per-sfidare-i-big-statunitensi/">Tencent accelera sull’Europa: cloud, gaming e intelligenza artificiale per sfidare i big statunitensi</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<title>La rivoluzione delle superapp: come un&#8217;unica app sta cambiando il mondo digitale</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/la-rivoluzione-delle-superapp-come-ununica-app-sta-cambiando-il-mondo-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Gambardella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 14:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Meituan]]></category>
		<category><![CDATA[SuperApp]]></category>
		<category><![CDATA[Tencent]]></category>
		<category><![CDATA[WeChat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Superapp.png" type="image/jpeg" />Un esempio emblematico di superapp è WeChat, sviluppata da Tencent in Cina. Nata come un semplice strumento di messaggistica, WeChat si è evoluta in una piattaforma che offre una gamma incredibile di funzionalità, dai pagamenti mobili alla prenotazione di servizi, fino alla gestione di appuntamenti e giochi online. È diventata, di fatto, una piattaforma che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Superapp.png" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>superapp</strong> stanno diventando uno dei fenomeni più significativi nel mondo digitale, in particolare in Asia, ma anche in Occidente stanno iniziando a farsi strada. Queste applicazioni, che integrano una vasta gamma di servizi all&#8217;interno di un&#8217;unica piattaforma, stanno ridefinendo il modo in cui interagiamo con il mondo digitale. Immaginate un&#8217;app che non solo vi permette di inviare messaggi, ma anche di fare acquisti, prenotare un taxi, pagare il caffè, ordinare cibo a domicilio e molto altro. Ecco, questa è la promessa delle superapp.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio emblematico di superapp è <strong>WeChat</strong>, sviluppata da <strong>Tencent</strong> in <strong>Cina</strong>. Nata come un semplice strumento di messaggistica, WeChat si è evoluta in una piattaforma che offre una gamma incredibile di funzionalità, dai pagamenti mobili alla prenotazione di servizi, fino alla gestione di appuntamenti e giochi online. È diventata, di fatto, una piattaforma che accompagna gli utenti in quasi ogni aspetto della loro vita quotidiana. Questo è il cuore del concetto di superapp: un&#8217;app che diventa un ecosistema in cui si può fare praticamente tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli esempi più tecnologicamente avanzati spicca <strong>Meituan</strong>, una superapp cinese che integra servizi di food delivery, prenotazioni alberghiere, acquisto di biglietti per cinema, viaggi e persino telemedicina. Meituan utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare in tempo reale le rotte dei rider, offrire raccomandazioni iper-personalizzate e prevedere la domanda di servizi in base a fattori come il meteo o gli eventi locali. L’intelligenza artificiale è alla base della sua capacità predittiva, che consente alla piattaforma di offrire promozioni e suggerimenti su misura per ogni singolo utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Grab</strong>, originaria di Singapore, ha spinto il concetto di superapp in una direzione futuristica. Oltre a offrire servizi di mobilità, pagamento digitale, consegna di cibo e assicurazioni, Grab ha lanciato un servizio di microcredito e microinvestimenti direttamente integrato nell’app. Grazie all’uso di machine learning e analisi dei big data, l’app è in grado di valutare il merito creditizio degli utenti anche in assenza di una storia bancaria tradizionale. In paesi del Sud-est asiatico dove l’accesso ai servizi finanziari è limitato, questa funzione sta avendo un impatto trasformativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro caso interessante è quello di <strong>Yanolja</strong>, la superapp sudcoreana specializzata nel settore dell’hospitality e dei viaggi. Grazie all’intelligenza artificiale e all’Internet of Things, Yanolja ha sviluppato un sistema che permette agli hotel partner di gestire prenotazioni, check-in automatici, regolazione smart della temperatura e luci nelle stanze, il tutto connesso all’app dell’utente. È un esempio concreto di come una superapp possa integrare anche tecnologie legate alla domotica e alla gestione intelligente delle strutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca l’innovazione nemmeno in India, dove <strong>Tata Neu</strong>, lanciata dal colosso Tata Group, cerca di costruire un vero e proprio ecosistema digitale nazionale. Tata Neu permette di acquistare su e-commerce, prenotare viaggi, ricevere cashback, gestire assicurazioni e molto altro, tutto tramite un sistema di fidelizzazione trasversale. L’ambizione è quella di connettere i diversi brand del gruppo Tata sotto un’unica piattaforma, combinando l’intelligenza artificiale con la potenza del marchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo arabo, la startup emiratina <strong>Careem</strong> – acquisita da Uber – si è evoluta da semplice app per i trasporti a superapp che offre servizi come spesa a domicilio, invio denaro, ricariche telefoniche, prenotazioni e persino servizi governativi digitalizzati. Careem punta molto sulla localizzazione culturale dei servizi, utilizzando l’AI per rispondere in modo sensibile alle esigenze di comunità specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in Occidente, pur con più lentezza, si stanno vedendo segnali di interesse verso questo modello. Elon Musk ha recentemente dichiarato l’intenzione di trasformare X (ex Twitter) in una superapp globale, ispirata proprio al modello WeChat. L’obiettivo dichiarato è combinare social media, pagamenti, messaggistica e servizi digitali in una piattaforma integrata che cambi radicalmente il modo in cui gli utenti usano Internet.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al futuro, le superapp si stanno muovendo verso un’integrazione ancora più profonda con tecnologie emergenti. L’intelligenza artificiale generativa permetterà di creare assistenti digitali sempre più intelligenti, capaci di anticipare bisogni e automatizzare azioni complesse all’interno della piattaforma. L’Internet of Things (IoT) amplierà ulteriormente il perimetro delle superapp, permettendo di controllare dispositivi smart – dalla casa all’auto – direttamente dall’app. Inoltre, l’integrazione con blockchain e identità digitale aprirà scenari legati a servizi sicuri, contratti intelligenti e gestione certificata delle informazioni personali. Le superapp, insomma, non saranno solo un centro di controllo per i servizi digitali, ma un’interfaccia intelligente per il mondo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende, l&#8217;emergere delle superapp rappresenta una grande opportunità, ma anche una sfida. Da un lato, entrare in un ecosistema così vasto offre l&#8217;opportunità di raggiungere milioni di utenti e semplificare le proprie operazioni. Dall&#8217;altro, le superapp sollevano importanti interrogativi su privacy, gestione dei dati, concorrenza e dipendenza tecnologica. Con una tale concentrazione di servizi in un’unica piattaforma, i rischi legati alla sicurezza dei dati e alla trasparenza diventano centrali nel dibattito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le superapp non sono solo una moda passeggera: sono la naturale evoluzione di un mondo sempre più connesso e personalizzato, dove tecnologia avanzata e servizi digitali si fondono in un’unica esperienza. E mentre alcune regioni del mondo sono già immerse in questa trasformazione, il resto del globo si prepara a seguirne il passo, consapevole che la prossima rivoluzione digitale potrebbe essere a portata… di app.</p>
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		<title>Ubisoft vola in Borsa: +10% dopo l’investimento miliardario di Tencent</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/ubisoft-vola-in-borsa-10-dopo-linvestimento-miliardario-di-tencent/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 09:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Tencent]]></category>
		<category><![CDATA[Ubisoft]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Ubisoft.jpg" type="image/jpeg" />Il colosso cinese Tencent investe 1,16 miliardi di euro in una nuova sussidiaria di Ubisoft: il titolo schizza a +10,5% e punta al rilancio di franchise storici come Assassin’s Creed. Ubisoft torna sotto i riflettori dei mercati. Le azioni della storica software house francese sono aumentate del 10,5% nella mattinata di venerdì, raggiungendo i 14,3 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Ubisoft.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Il colosso cinese <strong>Tencent</strong> investe <strong>1,16 miliardi di euro</strong> in una nuova sussidiaria di <strong>Ubisoft</strong>: il titolo schizza a +10,5% e punta al rilancio di franchise storici come <strong>Assassin’s Creed</strong>.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ubisoft torna sotto i riflettori dei mercati. Le azioni della storica software house francese sono aumentate del <strong>10,5%</strong> nella mattinata di venerdì, raggiungendo i <strong>14,3 euro</strong> sul listino parigino, in seguito all’annuncio di un’operazione strategica che vede <strong>Tencent</strong> investire <strong>1,16 miliardi di euro</strong> in una <strong>nuova sussidiaria</strong> del gruppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova sussidiaria per i franchise di punta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova società, che sarà valutata circa <strong>4 miliardi di euro</strong>, ingloberà tre delle saghe più iconiche di Ubisoft:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Assassin’s Creed</em></li>



<li><em>Far Cry</em></li>



<li><em>Tom Clancy’s Rainbow Six</em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto dichiarato dal CEO <strong>Yves Guillemot</strong>, la sussidiaria avrà il compito di sviluppare questi franchise e contribuire a rafforzare la solidità finanziaria dell’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questa operazione darà nuova linfa a tre pilastri fondamentali del nostro catalogo e migliorerà significativamente la nostra struttura patrimoniale,” ha commentato Guillemot.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’iniezione di liquidità per Ubisoft</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli analisti di <strong>Morningstar</strong> hanno sottolineato l’importanza dell’operazione in termini di flessibilità finanziaria: “Ubisoft guadagna flessibilità con questa iniezione di liquidità, pari a circa due terzi della sua capitalizzazione di mercato pre-annuncio.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni degli analisti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la società di intermediazione <strong>Wedbush</strong>, la creazione della sussidiaria non aumenterà direttamente il valore d’impresa, ma rappresenta un passo nella giusta direzione: “Anche se la sussidiaria non fa salire direttamente il valore aziendale, migliora l’equilibrio finanziario del gruppo.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisti di <strong>Erste</strong> hanno definito l’accordo con Tencent “una mossa correttiva strategica”, mentre per <strong>Midcap Partners</strong> l’operazione: “Evidenzia una sottovalutazione significativa di Ubisoft, che potrebbe portare a una riorganizzazione delle sue attività.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ubisoft rilancia anche sul fronte gaming</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente all’annuncio dell’accordo, Ubisoft ha pubblicato <strong>&#8220;Assassin’s Creed Shadows&#8221;</strong>, il nuovo capitolo della saga che continua a essere uno dei brand più amati nel panorama videoludico internazionale.</p>
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		<title>Cina vs USA, la grande sfida tra i giganti dell’AI</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/cina-vs-usa-la-grande-sfida-tra-i-giganti-dellai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 11:38:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Alibaba]]></category>
		<category><![CDATA[Baidu]]></category>
		<category><![CDATA[China]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Meta]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAi]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Tencent]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/10/AI4.bmp" type="image/jpeg" />I giganti cinesi, da Alibaba a Tencent, hanno lanciato i propri modelli di intelligenza artificiale negli ultimi 18 mesi, cercando di capitalizzare l’hype intorno alla tecnologia.Questo sforzo corale ha consentito alla Cina di diventare un leader mondiale sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, confrontandosi ad armi pari con i colossi statunitensi. I giganti cinesi non stanno a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/10/AI4.bmp" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote has-text-align-left is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="font-size:46px">
<p class="wp-block-paragraph">I giganti cinesi, da Alibaba a Tencent, hanno lanciato i propri modelli di intelligenza artificiale negli ultimi 18 mesi, cercando di capitalizzare l’hype intorno alla tecnologia.<br><em>Questo sforzo corale ha consentito alla Cina di diventare un leader mondiale sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, confrontandosi ad armi pari con i colossi statunitensi.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I giganti cinesi non stanno a guardare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’attenzione globale è concentrata sugli sviluppi tecnologici di OpenAI, Alphabet di Google e Meta, i giganti tecnologici cinesi non stanno certo a guardare.<br>La Cina è in ritardo nei modelli fondamentali, che sono dominati da OpenAI e Gemini di Google, ma sta colmando il divario utilizzando l’open source di Meta, il modello di linguaggio di grandi dimensioni Llama 1.<br>Molti dei modelli cinesi sono effettivamente fork di Llama. Questo approccio fa sì che la Cina si trovi uno o due anni indietro rispetto alle principali società statunitensi.<br>La Cina, tuttavia, ha il talento tecnologico per fare la differenza nella rivalità dell’IA negli anni a venire.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si comportano i talenti dell&#8217;AI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio del think tank Marco Polo, gestito dal Paulson Institute, mostra che gli Stati Uniti ospitano il 60% delle migliori istituzioni di IA e rimangono di gran lunga la destinazione principale per i talenti dell’IA d’élite: 57% del totale rispetto alla Cina che si attesta al 12%.<br>La ricerca rileva che la Cina, però, supera gli Stati Uniti nella produzione di ricercatori di intelligenza artificiale di alto livello, sulla base di corsi di laurea, con la Cina al 47% e gli Stati Uniti in ritardo con il 18%.<br>Inoltre, tra i ricercatori di alto livello AI che lavorano presso le istituzioni statunitensi, il 38% ha la Cina come paese di origine, rispetto al 37% degli Stati Uniti.<br>L’obiettivo ufficialmente annunciato dal governo cinese, nel 2017, ha previsto che la Cina diventasse la Nazione leader nel campo dell’intelligenza artificiale entro il 2030.<br>Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono stati aumentati, a questo scopo, del 7% annuo.&nbsp;</p>



<div style="height:0px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Cyberspace Administration of China</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I modelli di intelligenza artificiale in Cina devono essere testati dal principale regolatore di Internet, Cyberspace Administration of China (CAC), per garantire che le risposte su argomenti sensibili rispettino i loro valori fondamentali.<br>La Cina si posiziona, inoltre, come una figura chiave nella regolamentazione dell&#8217;intelligenza artificiale (AI), con una serie di nuove regole e linee guida che mirano a standardizzare e controllare lo sviluppo e l&#8217;uso dell&#8217;AI nel paese.<br>Uno degli aspetti più rilevanti delle nuove regolamentazioni è il tentativo di creare oltre 50 standard nazionali e settoriali per l&#8217;AI entro il 2026, con l&#8217;obiettivo di partecipare anche alla formazione di oltre 20 standard internazionali per l&#8217;AI.<br>Nel 2023, la Cyberspace Administration of China (CAC), in collaborazione con altre sei agenzie regolatorie, ha introdotto le &#8220;Interim Measures on the Management of Generative Artificial Intelligence Services&#8221;, che non introducono obblighi sostanziali nuovi, ma si concentrano sull&#8217;applicazione di requisiti legali esistenti nell&#8217;ambito della tecnologia AI generativa, o modelli di linguaggio di grandi dimensioni.<br>L’obiettivo politico generale di promuovere lo sviluppo generale e l’applicazione dell’AI si rinviene, da una parte, nel riferimento esplicito che, nel contesto regolatorio, si fa alla &#8220;Legge sul Progresso della Scienza e della Tecnologia&#8221; come fonte legale superiore di queste misure, nonché si rinviene nell’approccio proattivo, sviluppando un quadro di governance completo che comprende politiche, leggi, regolamenti e standard tecnici.<br>Questi regolamenti enfatizzano la responsabilità e la trasparenza nello sviluppo dell&#8217;AI​​.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le societa’ cinesi impegnate nello sviluppo dell’AI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono le società cinesi impegnate nello sviluppo dell’AI?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Baidu e ERNIE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Baidu e’ una delle più grandi società di Internet della Cina, tra le prime nel paese a lanciare applicazioni generative di IA.<br>Il suo modello alimenta Ernie Bot, una chatbot AI progettata per competere con ChatGPT di OpenAI.<br>La società cinese afferma di avere 300 milioni di utenti.<br>Ernie Bot mira a trarre profitto dalle potenzialità dell’intelligenza artificiale.<br>E’ la prima app di IA domestica ad essere completamente disponibile in Cina, ma non all’estero.<br>Baidu ha affermato che la versione Ernie 4.0 ha le stesse potenzialità di GPT-4 di OpenAI.<br>Ernie 4.0 Turbo, l’utlimo aggiornamento, vuole mantenere la sua posizione nel competitivo mercato cinese dell’AI.<br>Come altre società, Baidu sta vendendo la capacità di utilizzare il suo modello di intelligenza artificiale attraverso la sua divisione di cloud computing.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Alibaba e Tongyi Qianwen</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Alibaba ha lanciato la sua serie di modelli fondamentali, Tongyi Qianwen, l’anno scorso. Spesso abbreviato in Qwen.<br>Tongyi Qianwen consente la generazione di contenuti AI in inglese e cinese e ha diverse dimensioni di modelli, tra cui oltre sette miliardi di parametri.<br>Alibaba sarà open-sourcing per quello che attiene il modello Qwen-7B, ma vi e’ anche una versione progettata per le app conversazionali, chiamate Qwen-7B-Chat.<br>Alibaba ha dichiarato a maggio che i suoi modelli Qwen sono stati implementati da oltre 90.000 utenti aziendali.<br>Tongyi Wanxiang e’ l’ultima proposta di Alibaba. Si tratta di uno strumento di intelligenza artificiale in grado di generare immagini da prompt.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tencent e Hunyuan</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova intelligenza artificiale del gigante tecnologico di WeChat punta a concorrere con AI GPT-3 di OpenAI e Llama 2 di Meta sui modelli di intelligenza artificiale.<br>Il modello di intelligenza artificiale per le aziende si chiama “Hunyuan”, che può essere utilizzato dalle aziende nei settori del gioco ai social media e all&#8217;e-commerce.<br>Tencent ha affermato che Hunyuan si avvale di più di 100 miliardi di parametri ed è stata addestrata con più di 2 trilioni di token.<br>Hunyuan vuole concorrere anche con AI GPT-3 di OpenAI, che conteneva 175 miliardi di parametri nel 2020, e Llama 2 di Meta, che a inizio di quest’anno si avvaleva di 70 miliardi di parametri.<br>Tencent ha affermato che il suo modello riesce a comunicare sia in cinese che in inglese, anche nella stesura di testi lunghi con migliaia di parole e che è molto abile nella risoluzione di alcuni problemi di matematica.<br>Inoltre, secondo Tencent, Hunyuan avrebbe un margine di errore ridotto del 30% rispetto a Llama 2 di Meta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Huawei: Pangu</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Huawei ha adottato un approccio leggermente diverso con i suoi modelli Pangu AI.<br>Ha creato una serie di modelli di intelligenza artificiale rivolti a clienti in settori specifici, tra cui governo, finanza, produzione, estrazione mineraria e meteorologia.<br>Questi modelli, venduti attraverso il business del cloud computing dell’azienda, possono anche generare codici e avatar umani virtuali.<br>Il modello LLM di Huawei si baserebbe su 1,085 trilioni di parametri, al pari di GPT-4, e sarebbe alimentato da oltre 2.000 chip Huawei Ascend 910 e oltre 4.000 fra GPU e TPU, con costi che avrebbero raggiunto i 123 milioni di euro.<br>Pangu 3.0 consiste in una serie di modelli pre-addestrati che possono essere applicati alle app industriali se combinate con set di dati specifici per il settore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ByteDance: Doubao</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il proprietario di TikTok ByteDance ha lanciato un modello di intelligenza artificiale, segnando un ingresso in ritardo nella gara contro concorrenti come Baidu e Alibaba.<br>Tuttavia, secondo i dati diffusi a maggio 2024, il chatbot AI di Bytedance, Doubao, è il più scaricato in Cina.<br>Doubao ha superato l&#8217;avversario Ernie Bot.<br>Come riporta <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-05-20/tiktok-parent-bytedance-now-has-china-s-most-popular-ai-chatbot?srnd=technology-vp&amp;sref=TBDibEcD" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bloomberg</a>, Doubao ha sorpassato il suo competitor sia in termini di download che di utenti attivi mensili.<br>Nel solo mese di aprile l&#8217;app del chatbot ha raggiunto i 9 milioni di download su iOS contro gli 8 milioni di Ernie Bot e superato gli oltre 4 milioni di utenti attivi al mese.<br>ByteDance ha immesso sul mercato il suo modello di intelligenza artificiale ad un prezzo molto più economico rispetto alle altre aziende.<br>Il modello Doubao ha la capacità di generare voci e generare codice per gli sviluppatori, tra le altre funzionalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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