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	<title>tecnologia Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>tecnologia Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>La corsa allo spazio passa dal bucato: la Cina presenta la prima lavatrice per astronauti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[lavatrice]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/09/Lavatrice.png" type="image/jpeg" />Un prototipo compatto a ozono e micro-nebbia potrebbe rivoluzionare la vita quotidiana in orbita, riducendo costi logistici e aumentando l’autosufficienza delle missioni lunari e marziane. Un passo tecnologico che intreccia innovazione, politica industriale e competizione geopolitica Nello spazio nulla è banale, nemmeno lavare i vestiti. Oggi gli astronauti indossano le stesse tute per settimane, finché [&#8230;]</p>
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<p>Un prototipo compatto a ozono e micro-nebbia potrebbe rivoluzionare la vita quotidiana in orbita, riducendo costi logistici e aumentando l’autosufficienza delle missioni lunari e marziane. Un passo tecnologico che intreccia innovazione, politica industriale e competizione geopolitica</p>
</blockquote>



<p>Nello spazio nulla è banale, nemmeno <strong>lavare i vestiti</strong>. Oggi gli <strong>astronauti </strong>indossano le stesse tute per settimane, finché non diventano inutilizzabili, e le smaltiscono in capsule destinate a bruciare nell’atmosfera terrestre. Un sistema inefficiente e costoso che non può reggere alle missioni di lunga durata. È qui che entra in gioco il <strong>nuovo prototipo cinese</strong>: una lavatrice grande quanto un bagaglio a mano, capace di <strong>igienizzare i tessuti con ozono e micro-nebbia</strong> senza detergenti e quasi senza acqua. Una piccola rivoluzione domestica che potrebbe trasformarsi in una grande mossa strategica nella corsa all’autosufficienza spaziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un problema quotidiano che diventa strategico</h2>



<p>L’assenza di una lavatrice nello spazio è più che un dettaglio domestico: è un problema di logistica e sostenibilità. Attualmente, gli astronauti devono gestire un numero limitato di indumenti e smaltirli una volta inutilizzabili, aumentando i costi di trasporto e riducendo la capacità di carico utile per esperimenti e attrezzature. Con missioni che puntano sempre più lontano — dalla Luna a Marte — l’impossibilità di lavare i vestiti diventa una criticità strutturale. Un semplice gesto quotidiano, sulla Terra quasi banale, nello spazio diventa una questione di efficienza, sicurezza sanitaria e persino di benessere psicologico degli equipaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’innovazione dei ricercatori di Pechino</h2>



<p>Per affrontare questo limite, i ricercatori del <strong>China Astronaut Research and Training Centre</strong> hanno sviluppato un prototipo di lavatrice spaziale compatta. Pesa appena 12 kg, ha le dimensioni di un trolley e sfrutta una tecnologia basata su micro-nebbia e ozono. L’ozono svolge una funzione antibatterica e deodorante, mentre la nebulizzazione consente di ridurre drasticamente i consumi idrici. Niente detersivi, niente cicli tradizionali: solo un sistema chiuso e ottimizzato per un ambiente in cui ogni goccia d’acqua e ogni watt di energia devono essere contabilizzati. È un approccio radicale, che dimostra come la ricerca spaziale sappia trasformare necessità estreme in soluzioni ingegneristiche innovative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Efficienza e trasferibilità sulla Terra</h2>



<p>La sfida non riguarda solo lo spazio. Un sistema capace di lavare e igienizzare indumenti con consumi idrici minimi ha un potenziale enorme anche sul nostro pianeta. Il settore tessile e quello delle lavanderie industriali sono tra i più energivori e inquinanti al mondo. Applicazioni civili di questa tecnologia potrebbero ridurre drasticamente consumo d’acqua ed emissioni chimiche, rispondendo a una delle emergenze più pressanti: la scarsità di risorse idriche e la necessità di ridurre l’impronta ambientale. Come spesso accade, ciò che nasce come soluzione per un habitat extraterrestre potrebbe diventare un’innovazione sostenibile per milioni di persone sulla Terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una corsa globale alla quotidianità spaziale</h2>



<p>L’iniziativa cinese si inserisce in un quadro competitivo ben preciso. Anche la NASA, attraverso partnership con aziende private, sta esplorando soluzioni alternative: dai tessuti autopulenti ai cicli di lavaggio chimico. L’Agenzia Spaziale Europea lavora a progetti di riciclo e sterilizzazione avanzata, mentre la Russia mantiene un approccio tradizionale, ma è costretta a valutare nuove opzioni in vista di missioni più lunghe. In questo scenario, Pechino si posiziona come player aggressivo, mostrando di voler dettare l’agenda non solo su razzi e stazioni orbitali, ma anche sulla vita quotidiana nello spazio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica dell’autosufficienza</h2>



<p>Ogni passo verso l’autonomia degli equipaggi ha una valenza geopolitica. Ridurre la dipendenza dai rifornimenti terrestri significa aumentare l’indipendenza operativa delle missioni e rafforzare la capacità di stabilire basi lunari e marziane sostenibili. In una fase in cui la rivalità tra Stati Uniti e Cina nello spazio si intensifica, perfino una lavatrice diventa simbolo di leadership tecnologica. Non è solo questione di comfort: è un tassello in più nella costruzione di un ecosistema capace di garantire sopravvivenza e autonomia in contesti estremi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria e catene del valore</h2>



<p>Dietro questo prototipo c’è molto più di un laboratorio di ricerca. Il progetto coinvolge meccanica di precisione, nanotecnologie, chimica dei materiali e automazione, inserendosi in una politica industriale mirata. La Cina sta utilizzando lo spazio come catalizzatore per stimolare innovazione in settori strategici, creando spillover che possono rafforzare la competitività delle imprese anche nei mercati terrestri. Una lavatrice spaziale diventa così parte di una catena di valore che unisce ricerca di frontiera, industria manifatturiera e politiche pubbliche di lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione giuridica e la governance spaziale</h2>



<p>L’emergere di tecnologie domestiche nello spazio solleva anche domande legali. I trattati internazionali, a partire da quello del 1967, regolano l’uso pacifico dello spazio, ma non entrano nel dettaglio della gestione delle risorse vitali e delle tecnologie quotidiane. Se queste innovazioni diventeranno cruciali per la vita nello spazio profondo, si aprirà il dibattito su brevetti, standard condivisi e accesso a tecnologie essenziali. La lavatrice cinese, quindi, non è solo un dispositivo tecnico, ma un banco di prova per il diritto dell’innovazione e per la governance del futuro spazio abitato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il valore umano della normalità</h2>



<p>Oltre agli aspetti economici e geopolitici, c’è la dimensione umana. La possibilità di indossare vestiti puliti contribuisce non solo all’igiene, ma anche al benessere psicologico degli astronauti. In missioni di mesi o anni, piccoli gesti di normalità possono diventare determinanti per ridurre stress, ansia e isolamento. In questo senso, una lavatrice spaziale non è un lusso, ma un elemento essenziale per garantire la dignità e la salute mentale di chi si trova a vivere lontano dalla Terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal dettaglio domestico alla strategia globale</h2>



<p>Una lavatrice nello spazio potrebbe sembrare un aneddoto curioso, ma rappresenta molto di più. È un passo verso l’autonomia delle missioni, un esempio di innovazione dual use con potenziali ricadute terrestri e un tassello nella competizione geopolitica per la leadership nello spazio profondo. In definitiva, il futuro dell’esplorazione non dipenderà solo dai razzi e dai moduli abitativi, ma anche dalla capacità di garantire condizioni di vita sostenibili e dignitose. E in questa sfida, perfino il bucato può fare la differenza.</p>
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		<title>Per la presidenza USA la tecnologia è un altro campo di battaglia</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/per-la-presidenza-usa-la-tecnologia-e-un-altro-campo-di-battaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 06:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica e potere]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Talia1.png" type="image/jpeg" />In questi tempi di “guerra mondiale a pezzi”, come l’ha definita con acume Papa Francesco, i campi di battaglia non sono soltanto quelli in cui i soldati e i civili purtroppo muoiono, come accade in Ucraina, a Gaza o in Siria, ma anche quelli nei quali avvengono le guerre economiche e le guerre tecnologiche. E [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Talia1.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>In questi tempi di “<strong>guerra mondiale a pezzi</strong>”, come l’ha definita con acume Papa Francesco, i campi di battaglia non sono soltanto quelli in cui i soldati e i civili purtroppo muoiono, come accade in Ucraina, a Gaza o in Siria, ma anche quelli nei quali avvengono le guerre economiche e le guerre tecnologiche. E questi ultimi ambiti di conflitto mondiale non sono meno importanti e dirompenti dei primi.</p>
</blockquote>



<p>L’<strong>enorme guerra mondiale dei dazi</strong> che il presidente <strong>Trump</strong> ha scatenato sta rimodellando le economie del mondo. Il recentissimo accordo con l’<strong>UE</strong> potrebbe non veder finire questo conflitto commerciale tra le due sponde dell’Atlantico che nei precedenti settanta anni non avevano mai vissuto tensioni così forti. Allo stesso tempo, la guerra tecnologica non è di secondaria importanza e sta impegnando le grandi potenze mondiali che combattono tra loro quotidianamente per stabilire chi guiderà il futuro del mondo per mezzo dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>Infatti, in questo conflitto tecnologico globale nel quale l’IA è diventata un primario fattore strategico, insieme allo sviluppo dei chip avanzati e all’accaparramento delle terre rare, il presidente USA è in prima fila con il coltello tra i denti contro la Cina e l’Europa con l’obiettivo di mantenere il predominio americano sullo sviluppo e sull’uso delle tecnologie digitali<em>. </em>Per esempio, gli Stati Uniti da tempo impongono restrizioni all’esportazione di componenti hardware ad alte prestazioni, come le GPU (<em>graphical processing unit</em>) più avanzate, con lo scopo di limitare la possibilità della Cina, dell’Iran e di altre nazioni, di accedere a queste tecnologie critiche.</p>



<p>L’ultimo atto di questa guerra è stato annunciato nei giorni scorsi, senza che abbia avuto la giusta attenzione della grande stampa che soltanto con il tempo comprenderà i suoi effetti strategici. Si tratta del piano strategico con un titolo molto chiaro: “Vincere la corsa, Piano d’Azione Americano per l’IA”; un documento di 28 pagine che la Casa Bianca ha reso pubblico nei giorni scorsi. Il messaggio del presidente sulla prima pagina del piano non lascia dubbi sugli obiettivi: «Mentre i nostri concorrenti globali gareggiano per sfruttare queste tecnologie, è un imperativo di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti raggiungere e mantenere un dominio tecnologico globale indiscusso e incontrastato. Per garantire il nostro futuro, dobbiamo sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;innovazione americana.»</p>



<p>Il Piano chiarisce che gli Stati Uniti sono impegnati in una corsa per raggiungere il dominio globale nell&#8217;intelligenza artificiale: «Chiunque dispone del più ampio ecosistema di IA definirà gli standard globali dell’IA e ne trarrà ampi benefici economici e militari.» Il riferimento agli impatti militari dell’intelligenza artificiale non è affatto marginale e in diversi scenari di guerra – vedi i droni e i robot sul terreno in Ucraina e l’IA usata dall’esercito israeliano a Gaza – queste tecnologie sono sperimentate e usate sempre più intensamente.</p>



<p>Il Piano d’Azione americano per l’IA si basa su tre elementi principali: innovazione, infrastrutture, diplomazia e sicurezza internazionale. Trump chiarisce che gli Stati Uniti devono innovare più rapidamente e in modo più completo rispetto ai concorrenti nello sviluppo e nella distribuzione di nuove tecnologie di IA in ogni settore e “smantellare le barriere normative inutili” che ostacolano il settore privato.&nbsp; Questa ultima parte sembra scritta dai grandi capitalisti digitali della Silicon Valley con i quali Trump ha stabilito una forte alleanza che gli scontri con Elon Musk non hanno scalfito.</p>



<p>Per favorire le Big Tech USA, fin dal primo giorno Trump ha revocato gli ordini dell’amministrazione Biden e in questo piano chiarisce che bisogno rimuovere controlli e vincoli burocratici sullo sviluppo e la commercializzazione dei sistemi di IA. Questo si unisce alla battaglia sotterranea ma strategica in atto una con l’Unione Europea che vuole far rispettare le leggi europee alle grandi piattaforme online USA e spesso impone loro pagamenti di alte multe che Trump ha sempre avversato.</p>



<p>In questa guerra tecnologica l’amministrazione USA ci mette anche l’ideologia trumpiana: «Dobbiamo far affermare l&#8217;intelligenza artificiale americana – dai nostri semiconduttori avanzati ai nostri modelli fino alle nostre applicazioni – come lo standard aureo per l’IA a livello mondiale e garantire che i nostri alleati si basino sulla tecnologia americana.»</p>



<p>Secondo il piano di Trump, i sistemi di IA devono essere liberi da “pregiudizi ideologici ed essere progettati per perseguire la verità oggettiva” quando gli utenti cercano informazioni o analisi concrete. Questo è detto da un presidente che nella campagna elettorale della sua prima candidatura fu la causa dello scandalo di Cambridge Analytica per la manipolazione a scopi elettorali di milioni di utenti americani su Facebook.</p>



<p>Ad ulteriore chiarimento degli obiettivi strategici e di supremazia del piano nel settore delle tecnologie dell’IA, l’introduzione al documento firmata anche da Marco Rubio, in qualità di assistente del presidente per la sicurezza nazionale, usa il tipico stile enfatico trumpiano per annunciare una quasi dichiarazione di guerra: «L’obiettivo del Piano d’Azione è … realizzare la visione del Presidente di un dominio globale dell’intelligenza artificiale. La corsa all’IA è un compito dell’America, e questo Piano d’Azione è la nostra tabella di marcia per la vittoria.»</p>



<p>Sicuramente a Bruxelles e a Pechino, e in qualche altra capitale mondiale, hanno ricevuto il messaggio forte e chiaro e staranno studiando attentamente questo Piano d’Azione. I prossimi mesi ci diranno quale piega prenderà questa la guerra tecnologica globale annunciata senza alcuna ambiguità diplomatica da parte del presidente USA.</p>
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		<item>
		<title>Energia nucleare sotterranea: svolta di Deep Fission ed Endeavour</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/energia-nucleare-deep-fission-endeavour-data-center/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Sandonnini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/energia-nucleare-deep-fission-endeavour-data-center.jpg" type="image/jpeg" />Le due aziende annunciano una partnership per sviluppare 2 GW di energia nucleare pulita attraverso mini-reattori modulari sotterranei, destinati ad alimentare data center ad alta efficienza. Il primo impianto è previsto per il 2029, promettendo sicurezza avanzata, costi ridotti e zero emissioni di carbonio. Deep Fission,&#160;startup californiana specializzata in energia nucleare,&#160;ha stretto una partnership&#160;con Endeavour [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/energia-nucleare-deep-fission-endeavour-data-center.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Le due aziende annunciano una partnership per sviluppare 2 GW di energia nucleare pulita attraverso mini-reattori modulari sotterranei, destinati ad alimentare data center ad alta efficienza. Il primo impianto è previsto per il 2029, promettendo sicurezza avanzata, costi ridotti e zero emissioni di carbonio.</p>
</blockquote>



<p><strong>Deep Fission,</strong>&nbsp;startup californiana specializzata in energia nucleare,&nbsp;<a href="https://deepfission.com/deep-fission-and-endeavour-partner-to-speed-delivery-of-low-cost-nuclear-power-for-hyperscalers/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha stretto una partnership</a>&nbsp;con <strong>Endeavour Energy</strong>, azienda focalizzata su infrastrutture sostenibili, per co-sviluppare&nbsp;<strong>2 gigawatt (GW) di energia nucleare destinata ad alimentare i data center della rete Edged di Endeavour</strong>. L&#8217;obiettivo è rendere operativi i primi reattori entro il 2029.</p>



<p>Questa collaborazione mira a soddisfare la crescente domanda energetica dei data center, in particolare quelli dedicati all&#8217;intelligenza artificiale e al cloud computing, offrendo una fonte di energia pulita, sicura ed economicamente vantaggiosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia innovativa: reattori a un miglio di profondità</h2>



<p>Il cuore del progetto è rappresentato dai reattori modulari di Deep Fission, progettati per essere installati a circa 1,6 km di profondità in pozzi di 76 cm di diametro. Questi reattori utilizzano la tecnologia dei reattori ad acqua pressurizzata (PWR), la più comune a livello mondiale, e sfruttano la pressione geologica naturale per garantire sicurezza e contenimento.</p>



<p>Ogni modulo produce 15 MW termici (MWt) e 5 MW elettrici (MWe), con un ciclo di combustibile stimato tra 10 e 20 anni.&nbsp;<strong>La configurazione sotterranea riduce significativamente i costi di costruzione e minimizza l&#8217;impatto ambientale</strong>, eliminando la necessità di strutture di contenimento in superficie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi economici e ambientali</h2>



<p>Secondo&nbsp;<strong>Elizabeth Muller</strong>, co-fondatrice e CEO di Deep Fission, la tecnologia proposta non solo garantisce i più alti livelli di sicurezza, ma consente anche di fornire energia continua a zero emissioni di carbonio a un costo competitivo di 5-7 centesimi per kWh.&nbsp;</p>



<p><strong>Jakob Carnemark</strong>, fondatore di Endeavour, sottolinea come questa soluzione rappresenti un punto di svolta per i clienti dei data center, offrendo un&#8217;elevata densità di potenza (oltre 100 MW in un quarto di acro) e riducendo i tempi e i costi associati ai progetti nucleari tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni per l&#8217;industria dei data center</h2>



<p>L&#8217;adozione di questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il settore dei data center, fornendo una fonte di energia affidabile e sostenibile per supportare le crescenti esigenze computazionali. Con la capacità di alimentare tra 15 e 20 strutture hyperscale, l&#8217;iniziativa risponde alla necessità di soluzioni energetiche efficienti e a basso impatto ambientale.&nbsp;Inoltre,&nbsp;<strong>la ridotta impronta ecologica dei reattori e la loro installazione sotterranea li rendono particolarmente adatti per aree urbane densamente popolate</strong>, dove lo spazio è limitato e la domanda energetica è elevata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive future</h2>



<p>Attualmente, Deep Fission è in fase di pre-applicazione con la U.S. Nuclear Regulatory Commission (NRC) e prevede di presentare le domande specifiche per i siti nel 2026.&nbsp;<strong>Le prime operazioni sono previste per il 2029 negli Stati Uniti, con la possibilità di espandersi a livello internazionale prima di tale data.</strong>Con oltre 40 brevetti a supporto della loro tecnologia, Deep Fission ed Endeavour si posizionano all&#8217;avanguardia nella fornitura di soluzioni energetiche innovative, sicure e sostenibili per l&#8217;industria dei data center e oltre.</p>
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		<item>
		<title>Uno scienziato giapponese inventa la mano robotica bioibrida</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/shoji-takeuchi-mano-robotica-bioibrida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Sandonnini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/shoji-takeuchi-mano-robotica-bioibrida.jpg" type="image/jpeg" />Realizzato da un team di ricerca dell&#8217;Università di Tokyo utilizzando cellule muscolari umane coltivate in laboratorio, questo innovativo progetto rappresenta un passo significativo verso l&#8217;integrazione tra componenti biologici e non biologici, nonostante le sfide legate alla vitalità dei tessuti muscolari e alla loro integrazione con strutture artificiali. Shoji Takeuchi, professore all&#8217;Università di Tokyo, guida un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/shoji-takeuchi-mano-robotica-bioibrida/">Uno scienziato giapponese inventa la mano robotica bioibrida</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/shoji-takeuchi-mano-robotica-bioibrida.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Realizzato da un team di ricerca dell&#8217;Università di Tokyo utilizzando cellule muscolari umane coltivate in laboratorio, questo innovativo progetto rappresenta un passo significativo verso l&#8217;integrazione tra componenti biologici e non biologici, nonostante le sfide legate alla vitalità dei tessuti muscolari e alla loro integrazione con strutture artificiali.</p>
</blockquote>



<p><strong>Shoji Takeuchi</strong>, professore all&#8217;Università di Tokyo, guida un team che ha costruito&nbsp;<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39937887/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>una&nbsp;mano bioibrida a grandezza naturale</strong></a>, lunga 18 centimetri, con tutte e cinque le dita mosse da muscoli umani coltivati in laboratorio. La tecnologia dei&nbsp;<strong>robot bioibridi</strong>&nbsp;combina componenti biologici, come muscoli e materiali vegetali, con elementi non biologici.&nbsp;Sebbene siamo diventati abili nel creare le parti non biologiche, mantenere in vita i componenti organici è sempre stato complicato. Questo ha limitato le dimensioni e la complessità delle macchine guidate da muscoli biologici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mantenere in vita i componenti organici: superare la necrosi</h2>



<p>Uno dei maggiori ostacoli nella costruzione di robot bioibridi di grandi dimensioni è la<strong>&nbsp;necrosi</strong>, ovvero la morte dei tessuti muscolari. Nei laboratori, i muscoli sono solitamente coltivati su piastre di Petri (capsule cilindriche, generalmente realizzate in vetro o plastica trasparente, dotate di un coperchio che permette lo scambio di aria e impedisce la contaminazione), dove possono ricevere facilmente nutrienti e ossigeno. Tuttavia, quando i muscoli diventano più spessi, le cellule interne rischiano di morire per mancanza di nutrienti. Takeuchi e il suo team hanno affrontato questo problema coltivando fibre muscolari sottili e piatte, successivamente arrotolate in tubi chiamati&nbsp;<em>MuMuTA</em>, simili a rotoli di sushi,&nbsp;<strong>per ottimizzare la contrazione muscolare mantenendo una buona diffusione dell&#8217;ossigeno.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="542" height="346" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/shoji-takeuchi-mano-robotica-bioibrida-2.jpg" alt="" class="wp-image-52407" style="width:840px;height:auto" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/shoji-takeuchi-mano-robotica-bioibrida-2.jpg 542w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/shoji-takeuchi-mano-robotica-bioibrida-2-300x192.jpg 300w" sizes="(max-width: 542px) 100vw, 542px" /></figure>
</div>


<p><em><strong>Fonte</strong>: X. Ren, Y. Morimoto and S. Takeuchi, 2025/ Science Robotics</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il movimento dei MuMuTA</h2>



<p>I MuMuTA permettono il movimento attraverso segnali elettrici trasmessi da elettrodi. Questi rotoli muscolari possono piegarsi o ruotare, e la loro forza contrattile è regolata dalla tensione applicata.&nbsp;<strong>Utilizzando cinque MuMuTA, il team ha costruito una mano robotica con dita articolate.</strong>&nbsp;Nonostante le limitazioni, come il movimento unidirezionale delle dita e la necessità di un ambiente liquido per funzionare, la mano poteva eseguire gesti complessi come quelli del gioco &#8220;sasso, carta, forbici&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La palestra dei robot bioibridi</h2>



<p>La mano bioibrida ha mostrato segni di fatica dopo circa 10 minuti di uso continuo, evidenziando una delle principali sfide nell&#8217;uso di muscoli biologici nei robot. I muscoli coltivati in laboratorio, sebbene deboli rispetto ai muscoli viventi, potrebbero migliorare con l'&#8221;esercizio&#8221;. Takeuchi suggerisce che, come i muscoli naturali, anche quelli ingegnerizzati potrebbero beneficiare di contrazioni ripetute per migliorare forza e resistenza, oppure dell&#8217;uso di fattori di crescita chimici per potenziarne le capacità.“Il campo della&nbsp;<strong>robotica bioibrida&nbsp;</strong>è&nbsp;<strong>ancora agli inizi</strong>, con molte sfide fondamentali da superare. Una volta superati questi ostacoli di base &#8211; spiega Shoji Takeuchi dell&#8217;Università di Tokyo &#8211; questa tecnologia potrebbe essere utilizzata in protesi avanzate e potrebbe anche servire come strumento per comprendere il funzionamento dei tessuti muscolari nei sistemi biologici, per testare procedure chirurgiche o farmaci mirati ai tessuti muscolari&#8221;.</p>
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		<title>La Top Ten delle piattaforme tecnologiche energetiche</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/la-top-ten-delle-piattaforme-tecnologiche-energetichetop-ten-piattaforme-tecnologiche-energetiche-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Sandonnini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/09/top-ten-piattaforme-tecnologiche-energetiche-2025.jpg" type="image/jpeg" />Costituite da sistemi digitali interconnessi, queste piattaforme rappresentano un&#8217;innovazione nel panorama della sostenibilità e dell&#8217;efficienza energetica; fanno parte di un&#8217;evoluzione del settore rispetto ai modelli tradizionali di infrastrutture energetiche, concentrandosi sull&#8217;integrazione, l&#8217;adattabilità e la resilienza anziché su progetti energetici isolati. Le&#160;piattaforme tecnologiche energetiche&#160;sono essenziali per la gestione dell&#8217;energia in un&#8217;ampia gamma di settori. Costituite da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/09/top-ten-piattaforme-tecnologiche-energetiche-2025.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Costituite da sistemi digitali interconnessi, queste piattaforme rappresentano un&#8217;innovazione nel panorama della sostenibilità e dell&#8217;efficienza energetica; fanno parte di un&#8217;evoluzione del settore rispetto ai modelli tradizionali di infrastrutture energetiche, concentrandosi sull&#8217;integrazione, l&#8217;adattabilità e la resilienza anziché su progetti energetici isolati.</p>
</blockquote>



<p>Le&nbsp;<strong>piattaforme tecnologiche energetiche</strong>&nbsp;sono essenziali per la gestione dell&#8217;energia in un&#8217;ampia gamma di settori. Costituite da sistemi digitali interconnessi, queste piattaforme fanno parte di un&#8217;evoluzione del settore rispetto ai modelli tradizionali di infrastrutture energetiche, concentrandosi sull&#8217;integrazione, l&#8217;adattabilità e la resilienza anziché su progetti energetici isolati.</p>



<p>Le piattaforme tecnologiche energetiche rappresentano un&#8217;innovazione nel panorama della sostenibilità e dell&#8217;efficienza energetica. Questi sistemi integrati combinano tecnologie avanzate, dati e analisi per ottimizzare la produzione, distribuzione e consumo di energia. Con l&#8217;aumento della domanda globale di energia e la necessità di ridurre le emissioni di carbonio, queste piattaforme offrono soluzioni intelligenti per gestire le risorse energetiche rinnovabili, migliorare l&#8217;affidabilità delle reti elettriche e promuovere l&#8217;uso responsabile delle risorse. In questo contesto,&nbsp;<strong>le piattaforme tecnologiche si pongono come strumenti fondamentali per affrontare le sfide energetiche del futuro.</strong></p>



<p>Ecco alcune delle piattaforme tecnologiche energetiche più innovative e all&#8217;avanguardia del settore, nonché gli elementi che le distinguono dalle altre presenti sul mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Kraken</strong></h2>



<p>Con sede a Londra, è stata lanciata nel 2016. Braccio software di&nbsp;<strong>Octopus Energy Group</strong>, Kraken offre una piattaforma&nbsp;<em>end-to-end</em>&nbsp;che fornisce alle utility e alle aziende energetiche tutta la tecnologia necessaria per gestire le loro operazioni di back-office principali, inclusi la gestione al dettaglio, la gestione delle relazioni con i clienti, la fatturazione, i prezzi, le riscossioni e l&#8217;ottimizzazione a livello di rete.</p>



<p>Il CEO,&nbsp;<strong>Amir Orad</strong>, ha affermato: “Oggi, Kraken funziona come un&#8217;entità operativamente indipendente, ancora di proprietà di Octopus ma come un&#8217;azienda totalmente separata con la propria leadership. Stiamo fornendo servizi a più utility in tutto il mondo, servendo più di 50 milioni di famiglie, inclusa più della metà del Regno Unito con Octopus, EDF, E.ON Next e simili, nonché grandi clienti in Francia, Giappone, Australia, Canada, Stati Uniti e Germania, oltre ad altri paesi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>“Durante questo percorso, abbiamo preso quella che era una nuova piattaforma all&#8217;avanguardia costruita per Octopus, l&#8217;abbiamo migliorata e ampliata in base alle esigenze globali.”&nbsp;</p>



<p>Automatizzando gran parte della catena di approvvigionamento energetico, Kraken sta consentendo un servizio clienti efficiente e prodotti innovativi &#8211; ottimizzando l&#8217;uso e i costi energetici.&nbsp;&nbsp;La piattaforma supporta tariffe intelligenti, la gestione delle risorse energetiche distribuite e i programmi di risposta alla domanda. Con funzionalità come il monitoraggio in tempo reale, l&#8217;ottimizzazione alimentata dall&#8217;IA e l&#8217;integrazione senza soluzione di continuità con vari dispositivi, Kraken guida la transizione alla rete intelligente, migliora l&#8217;efficienza energetica e facilita l&#8217;adozione di fonti di energia rinnovabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>EcoStruxure</strong></h2>



<p>Con sede a Parigi, è stata lanciata nel novembre 2016. Il CEO è Olivier Blum.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>EcoStruxure è il sistema architettonico e la piattaforma abilitata all&#8217;IoT, aperta e interoperabile di <strong>Schneider Electric</strong>. Offre capacità di raccolta e analisi dei dati basate su cloud attraverso le funzioni energetiche di un&#8217;organizzazione.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La piattaforma fornisce monitoraggio in tempo reale, analisi predittiva e approfondimenti guidati dall&#8217;IA per migliorare l&#8217;efficienza energetica e ridurre i costi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>“EcoStruxure Advanced Distribution Management System (ADMS) e Distributed Energy Resource Management System (DERMS) aiutano le utility con una pianificazione, monitoraggio e controllo migliorati. EcoStruxure Asset Advisor e Grid Metering consentono la gestione dei dispositivi, dei dati e degli asset,” ha dichiarato Nadège Petit, Chief Innovation Officer di Schneider Electric.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Honeywell Forge Performance+</strong></h2>



<p>Con sede nella Carolina del Nord, Usa, Honeywell Forge Performance+ è stata lanciata a maggio 2024. Presidente e CEO è&nbsp;<strong>Vimal Kapur</strong>. Si tratta di una piattaforma tecnologica energetica leader grazie alle sue capacità complete abilitate dall&#8217;IA. Integra analisi avanzate, apprendimento automatico e tecnologie digital twin per migliorare la gestione degli asset di rete e le prestazioni operative.&nbsp;</p>



<p>La piattaforma offre approfondimenti in tempo reale, analisi predittiva e automazione per la risposta alla domanda e la gestione delle risorse energetiche distribuite. Ottimizza la distribuzione energetica, identifica nuove fonti di energia e migliora l&#8217;affidabilità della rete. Fornendo approfondimenti azionabili da più flussi di dati, consente alle utility di servire meglio i clienti, ridurre le impronte di carbonio e adattarsi al panorama energetico in evoluzione.&nbsp;“Honeywell Forge Performance+ per Utility è progettato per migliorare, non sostituire, i sistemi esistenti, fornendo un maggiore valore agli investimenti delle aziende di utility e supportando una combinazione senza soluzione di continuità di capacità da vari strumenti in un&#8217;unica piattaforma affidabile,” ha dichiarato&nbsp;<strong>Hamed Heyhat,</strong>&nbsp;presidente di Honeywell Smart Energy e Thermal Solutions (SETS).&nbsp;&nbsp;“Attraverso il potere della digitalizzazione, le utility avranno ora accesso a più dati di qualità per servire meglio i loro clienti e asset&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Siemens MindSphere</strong></h2>



<p>Con sede in Texas, Usa, è stata lanciata ad agosto 2017. CEO è&nbsp;<strong>Ralf-Michael Wagner</strong>. MindSphere è una piattaforma cloud IoT di Siemens che può aiutare con la gestione dei dati energetici, l&#8217;ottimizzazione della rete e la gestione degli asset. Collegando asset del mondo reale al regno digitale, offre capacità complete di monitoraggio, analisi e ottimizzazione energetica.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L&#8217;architettura IoT aperta di MindSphere consente un&#8217;integrazione senza soluzione di continuità con vari dispositivi e sistemi, consentendo alle aziende di sviluppare applicazioni e servizi personalizzati. La sua&nbsp;<strong>infrastruttura basata su cloud</strong>&nbsp;garantisce scalabilità, mantenendo alti standard di sicurezza conformi alle normative del settore.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il Siemens MindSphere Application Center for Internet of Energy supporta TSO, DSO, utility, industrie e operatori per la costruzione e l&#8217;infrastruttura.&nbsp;&nbsp;“Il Siemens MindSphere Application Center è il patrimonio di conoscenze accumulato da Siemens negli ultimi decenni,” ha dichiarato&nbsp;<strong>Raphael Eckmann</strong>, CEO di Athon Energia SA. “Questo ci ha permesso di creare meccanismi per ridurre i costi, aumentare la capacità di tracciare gli asset e, quindi, fare analisi dei dati. Puoi trasformare tutti i dati basati su cloud in soluzioni molto significative e strategiche per il nostro business&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sungrow iHomeManager</strong></h2>



<p>Con sede ad Anhui, Cina, è stata lanciata a giugno 2024. Presidente e CEO è&nbsp;<strong>Cao Renxian</strong>. iHomeManager di Sungrow&nbsp;<strong>utilizza capacità guidate dall&#8217;IA e algoritmi avanzati</strong>&nbsp;per analizzare i modelli di consumo, prevedere le richieste energetiche e ottimizzare l&#8217;uso dell&#8217;energia solare.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il sistema può aumentare il reddito da energia rinnovabile di oltre il 10% attraverso la programmazione intelligente della carica e scarica dell&#8217;ESS.&nbsp;&nbsp;Con funzionalità come la previsione meteorologica a 72 ore, la connettività wireless e l&#8217;integrazione senza soluzione di continuità con vari dispositivi, iHomeManager offre una soluzione completa per la gestione energetica domestica efficiente, migliorando la sostenibilità e il risparmio sui costi.&nbsp;</p>



<p>“Man mano che le richieste energetiche continuano a crescere, soluzioni intelligenti come iHomeManager sono essenziali per un futuro sostenibile,” ha dichiarato&nbsp;<strong>Eleonora Potestio</strong>, responsabile della gestione dei prodotti per la distribuzione UE di Sungrow Europe. “Gestendo e ottimizzando intelligentemente il consumo energetico, diamo potere ai proprietari di case e alle aziende di prendere il pieno controllo del loro uso energetico, in modo senza soluzione di continuità, efficiente e conveniente&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>ABB Ability</strong></h2>



<p>Con sede a Zurigo, è stata lanciata a marzo 2017. Il CEO è&nbsp;<strong>Morten Wierød</strong>. ABB Ability Energy&nbsp;<strong>Manager</strong>&nbsp;è una soluzione completa basata su cloud che integra la gestione dell&#8217;energia e degli asset. Offre monitoraggio in tempo reale, dashboard intuitivi e approfondimenti basati sui dati per ottimizzare il consumo energetico e ridurre le impronte di CO2. La piattaforma può potenzialmente ridurre lo spreco energetico fino al 30% e i costi di manutenzione fino al 30%.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L&#8217;ex Chief Digital Officer (CDO) di ABB,&nbsp;<strong>Guido Jouret</strong>, ha dichiarato al lancio di ABB Ability: “Stiamo trasformando decenni di esperienza nel dominio industriale di ABB in offerte software a cui i nostri clienti possono accedere attraverso la più grande e avanzata piattaforma digitale al mondo. Da campione digitale nascosto, stiamo diventando il partner di scelta per i clienti che intraprendono una trasformazione digitale. Ora possono sapere di più, fare di più, fare meglio, insieme. Possiamo aiutarli a valutare, automatizzare, ottimizzare e collaborare&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Microsoft Cloud for Sustainability</strong></h2>



<p>Con sede a Washington, è stata lanciata nel giugno 2022. Il Chief Sustainability Officer è&nbsp;<strong>Melanie Nakagawa</strong>. La capacità di Microsoft Cloud for Sustainability di unificare l&#8217;intelligenza dei dati, semplificare il tracciamento delle emissioni e fornire approfondimenti in tempo reale lo rende una piattaforma di gestione energetica leader, fornendo un approccio completo alla sostenibilità.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La piattaforma offre raccolta dati automatizzata, dashboard analitici personalizzati e integrazione con Azure e Power Platform per l&#8217;estensibilità.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>“Abbiamo fatto progressi straordinari da quando abbiamo lanciato, rilasciando nuove funzionalità ogni mese,” ha dichiarato Nakagawa. “Con Microsoft Cloud for Sustainability, abbiamo consentito alle organizzazioni di accelerare il progresso della sostenibilità e la crescita aziendale unendo le capacità ESG di Microsoft e del nostro ecosistema globale di partner.”&nbsp;&nbsp;Microsoft Cloud for Sustainability consente alle organizzazioni di registrare, riportare e ridurre efficacemente il loro impatto ambientale su carbonio, acqua e rifiuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Emerson Energy Manager</strong></h2>



<p>Con sede nel Missouri, Usa, è stata lanciata nel novembre 2024. Il presidente e CEO è Lal Karsanbhai. “Il monitoraggio affidabile e preciso dei costi energetici e delle emissioni sta diventando inestimabile per le organizzazioni,” ha dichiarato&nbsp;<strong>Eugenio Silva</strong>, product manager di Intelligent Automation con il business Discrete Automation di Emerson.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>“La nostra nuova soluzione Energy Manager offre agli operatori, ai gestori delle strutture e ai team di sostenibilità aziendale una maggiore visibilità e una comprensione più approfondita del consumo energetico e dei costi operativi in ogni momento.&nbsp;&nbsp;Questo può posizionare meglio le aziende per tracciare e raggiungere obiettivi, conformarsi alle normative e ridurre in modo affidabile l&#8217;impatto ambientale.”&nbsp;&nbsp;Grazie alle sue capacità di monitoraggio in tempo reale, al cruscotto intuitivo e al potenziale per risparmi energetici significativi, Emerson è un leader nella gestione energetica, nonostante la sua soluzione sia relativamente nuova e può ridurre lo spreco energetico fino al 30% e le emissioni di carbonio fino al 30%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cisco EnergyWise</strong></h2>



<p>Con sede in California, Usa, è stata lanciata a gennaio 2009. Presidente e Ceo è Chuck Robbins.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Cisco EnergyWise consente alle organizzazioni di monitorare, controllare e ottimizzare il consumo energetico dei dispositivi connessi alle reti Cisco. La tecnologia mira a ridurre i costi energetici, migliorare l&#8217;efficienza e supportare la sostenibilità ambientale attraverso politiche automatizzate e monitoraggio in tempo reale.&nbsp;Parlando al lancio di EnergyWise, l&#8217;allora Senior vicepresident del gruppo tecnologico Ethernet Switching di Cisco,&nbsp;<strong>Judy Lin</strong>, ha dichiarato: “Cisco crede che la tecnologia dell&#8217;informazione abbia il potere di trasformare il modo in cui il mondo gestisce le sue sfide ambientali ed energetiche. Con EnergyWise, Cisco è in una posizione unica per aiutare i nostri clienti a ottenere una visione a livello di rete del consumo energetico che abbraccia non solo il livello di potenza dei dispositivi, ma in futuro l&#8217;efficienza dell&#8217;intera rete, le operazioni edilizie e le pratiche aziendali in tutta un&#8217;organizzazione&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>SAP E-Mobility</strong></h2>



<p>Con sede a Walldorf, Germania, è stata lanciata nel settembre 2021.CEO è&nbsp;<strong>Christian Klein</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>SAP E-Mobility fornisce strumenti completi per monitorare, ottimizzare e gestire il processo di ricarica dei veicoli elettrici all&#8217;interno di una flotta o rete. Ciò consente agli utenti di controllare il consumo energetico, i costi e l&#8217;impatto sulla rete attraverso funzionalità come algoritmi di ricarica intelligente, bilanciamento del carico e analisi dei dati in tempo reale.&nbsp;&nbsp;“SAP E-Mobility è destinato alle aziende in cui la mobilità è il core business, come le aziende di logistica che gestiscono grandi flotte di veicoli o i fornitori di Mobility-as-a-Service come i trasporti pubblici, i comuni e i trasporti terrestri privati,” afferma <strong>Ulrich Scholl</strong>, Vicepresident e Chief product manager per SAP E-Mobility.&nbsp;&nbsp;Di conseguenza, gli utenti possono gestire efficacemente il flusso energetico associato all&#8217;infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici.</p>
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		<item>
		<title>Le 10 principali tendenze tecnologiche del 2025</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/le-10-principali-tendenze-tecnologiche-per-il-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 14:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italiadelfuturo.com/?p=6882</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/Trend-2025-Gartner-scaled-1.jpg" type="image/jpeg" />Durante il Gartner IT Symposium/Xpo, che si e’ tenuto in Australia, Gene Alvarez, di Gartner, ha rivelato un elenco di tendenze tecnologiche da ritenere significative e da attenzionare per pianificare le strategie IT nel medio termine. L’Agentic AI, le piattaforme di governance AI e la crittografia post-quantum sono tra le tendenze tecnologiche future più dirompenti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/Trend-2025-Gartner-scaled-1.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Durante il Gartner IT Symposium/Xpo, che si e’ tenuto in Australia<strong>, </strong>Gene Alvarez, di Gartner, ha rivelato un elenco di tendenze tecnologiche da ritenere significative e da attenzionare per pianificare le strategie IT nel medio termine</em>.</p>
</blockquote>



<p>L’<strong>Agentic AI</strong>, le <strong>piattaforme di governance AI</strong> e la <strong>crittografia post-quantum</strong> sono tra le tendenze tecnologiche future più dirompenti, che caratterizzeranno il 2025.<br>I rapidi progressi nell’interazione AI – informatica – macchina – uomo sono i fattori chiave alla base delle tecnologie che Gartner ritiene che i leader IT dovrebbero monitorare nel 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Agentic AI si trasforma</strong></h2>



<p>Gartner si aspetta che l’Agentic AI emerga entro i prossimi due o tre anni, con funzionalità che vanno oltre le attività come la sintesi di informazioni per intraprendere effettivamente azioni per conto degli individui.<br>Invece di presentare agli utenti le opzioni l&#8217;Agentic AI sara&#8217; in grado di scegliere l&#8217;opzione ottimale per l&#8217;utente se viene concessa l&#8217;autorizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’e’ l’Agentic AI</strong></h2>



<p>Sfruttando modelli linguistici di grandi dimensioni, enormi set di dati, potenza di calcolo scalabile e connettività, l’Agentic AI può impostare i propri obiettivi, pianificare flussi di lavoro ottimizzati, prendere decisioni e adattarsi alle mutevoli circostanze.<br>Questa maggiore autonomia e ragionamento contestuale sbloccano nuove frontiere per automatizzare in modo affidabile i flussi di lavoro aziendali complessi end-to-end con una supervisione umana ridotta.<br>Siamo di fronte a sistemi di intelligenza artificiale progettati per perseguire autonomamente obiettivi e flussi di lavoro complessi con una supervisione umana diretta limitata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Piattaforme tecnologiche per governare l’AI</strong></h2>



<p>I Bias dei modelli, le piattaforme e gli strumenti di governance dell’AI sono in quella fase di sviluppo volto ad aumentare la fiducia degli user attraverso la trasparenza e modelli etici.<br>Questo approccio etico consentirà di prevenire output dannosi.<br>L&#8217;etica dell&#8217;AI è un insieme di linee guida che fornisce consigli sulla progettazione e sui risultati dell&#8217;AI. L&#8217;AI ha il potenziale di amplificare e ampliare i pregiudizi umani a una velocità senza precedenti.<br>Con l&#8217;emergere dei big data, le aziende hanno rivolto maggiore attenzione alla promozione dell&#8217;automazione e di un processo decisionale basato sui dati in tutte le loro organizzazioni. <br>Sebbene l&#8217;intenzione sia di solito, se non sempre, quella di migliorare i risultati di business, le aziende stanno sperimentando conseguenze impreviste in alcune delle loro applicazioni di AI, in particolare a causa di una scarsa progettazione della ricerca iniziale e di set di dati distorti.<br>Accanto alla necessita’ di sviluppare modelli etici e’ importante focalizzare l’attenzione su strumenti che consentano di identificare, monitorare e valutare i deepfake.<br>I deepfake sono foto, video e audio creati grazie a software di intelligenza artificiale (AI) che, partendo da contenuti reali (immagini e audio), riescono a modificare o ricreare, in modo estremamente realistico, le caratteristiche e i movimenti di un volto o di un corpo e a imitare fedelmente una determinata voce.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La crittografia post-quantistica</strong></h2>



<p>Con il termine crittografia post-quantum si indica lo sviluppo di algoritmi crittografici che utilizzeranno i computer quantistici per crittografare le comunicazioni macchina-macchina.<br>La possibilità che i futuri computer quantistici su larga scala siano in grado di violare molti degli attuali sistemi di crittografia a chiave pubblica, può rappresentare una seria minaccia per la riservatezza e l&#8217;integrità delle comunicazioni digitali sia su Internet che altrove. <br>Le organizzazioni che non si sono preparate alla crittografia post-quantum si troveranno in grossa difficoltà nel proteggere i domini dei loro siti web, i server e altre infrastrutture PKI.<br>L&#8217;infrastruttura a chiave pubblica (PKI) è un sistema di processi, tecnologie e policy che consente di crittografare e firmare i dati. <br>Con la PKI e’ possibile emettere certificati digitali che autenticano l&#8217;identità di utenti, dispositivi o servizi.<br>Questi certificati creano una connessione protetta sia per le pagine web pubbliche sia per i sistemi privati, come ad esempio le reti private virtuali (VPN), il Wi-Fi interno, le pagine Wiki e altri servizi che supportano la MFA.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Green Cloud Computing</strong></h2>



<p>L’adozione di una strategia basata sul Green Cloud non costituisce solo un vantaggio in termini di KPI da utilizzare all’interno dei bilanci di sostenibilità, ma testimonia l’impegno delle aziende che lo adottano ad avvicinarsi a una politica sempre più eco-friendly, con ricadute positive sull’immagine aziendale. &nbsp;<br>Nella sostenibilità che il Cloud è in grado di raggiungere, gioca un ruolo fondamentale la progettazione delle infrastrutture, che consente una significativa riduzione dei consumi energetici.<br>Non tutti i cloud provider, infatti, hanno gli stessi livelli di efficienza e solo alcuni offrono servizi trasparenti che permettono di misurare e monitorare le emissioni collegate alla fruizione del servizio di ogni specifica organizzazione.<br>L&#8217;efficienza energetica tocca vari aspetti di questi ambienti sempre più complessi e sofisticati. Un centro di calcolo per il Cloud Computing Green utilizza più strategie complementari tra loro per migliorare l’impatto ambientale. <br>Vediamo le principali.<br>La fornitura di energia deve essere di tipo rinnovabile.<br>L&#8217;ambiente dove ha sede il data center deve essere ristrutturato o progettato da zero per essere più efficiente.<br>In particolare, per quanto riguarda il raffreddamento, cioè la parte consuma circa il 50% dell&#8217;energia richiesta dal data center.&nbsp;<br>Una politica diffusa è spostare i centri di calcolo verso il nord Europa, in aree con un clima più freddo, in alternativa sottoterra o addirittura sott&#8217;acqua, in container sigillati che permettano uno scambio di calore con l&#8217;ambiente circostante. <br>In altri casi vengono utilizzati sistemi di dispersione del calore.<br>Sia il software che l&#8217;hardware giocano un ruolo importante: processori, memorie e apparati di rete devono essere a basso consumo.<br>Fondamentale è l&#8217;uso della virtualizzazione e di architetture di software-defined infrastructure (SDI), per consolidare più server meno efficienti in pochi nuclei di calcolo e sistemi di storage più grandi e più efficienti.<br>È necessario, quindi, mettere in atto strategie per l&#8217;ottimizzazione del software.<br>Le organizzazioni potrebbero presto iniziare a spostare algoritmi ad alta intensità energetica verso i fornitori di green cloud, riscrivere algoritmi per consumare meno energia o monitorare più da vicino l’uso di energia per l’intelligenza artificiale generativa.<br>Le organizzazioni dovrebbero adottare un approccio di calcolo ibrido in futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Robot collaborativi</strong></h2>



<p>Anche se ci vorranno dai tre ai dieci anni, i robot polifunzionali in grado di svolgere più funzioni, piuttosto che essere limitati a un singolo compito, dovrebbero diventare parte della vita quotidiana.<br>Entro il 2030, secondo Gartner, l’80% degli esseri umani potrebbe impegnarsi quotidianamente con robot polifunzionali intelligenti.<br>La robotica collaborativa è una risorsa che ha fortemente ottimizzato il rapporto tra uomo e macchina, ottenendo importanti risultati in svariati settori e applicazioni.<br>Si fonda sull’automazione e rappresenta un ponte verso un modello produttivo totalmente innovativo e all’avanguardia.<br>Grazie alla stretta connessione con le tecniche di Intelligenza Artificiale e alla capacità di ridisegnare i paradigmi industriali, la robotica e i suoi prossimi sviluppi sono considerati a tutti gli effetti un primo passo verso l’Industria 5.0, impattando notevolmente non solo i settori produttivi, ma anche la società nel suo insieme.</p>
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