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	<title>Strade Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Strade Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Le 17 strade più pericolose al mondo (fuori dall’Europa)</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/le-17-strade-piu-pericolose-al-mondo-fuori-dalleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pericolo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Sabato.png" type="image/jpeg" />Concludiamo il nostro viaggio nelle strade più pericolose al mondo elencando le 17 fuori dall’Europa, dall’America all’Estremo Oriente passando per l’Oceania, che si distinguono per l’alto livello di rischio dei loro tratti. Nel precedente articolo abbiamo parlato delle strade più pericolose in Europa. Adesso, sempre grazie al contributo di The Boutique Adventure, allarghiamo lo sguardo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/le-17-strade-piu-pericolose-al-mondo-fuori-dalleuropa/">Le 17 strade più pericolose al mondo (fuori dall’Europa)</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Sabato.png" type="image/jpeg" />
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<p>Concludiamo il nostro viaggio nelle strade più pericolose al mondo elencando le 17 fuori dall’Europa, dall’America all’Estremo Oriente passando per l’Oceania, che si distinguono per l’alto livello di rischio dei loro tratti.</p>
</blockquote>



<p>Nel precedente articolo abbiamo parlato delle strade più pericolose in Europa. Adesso, sempre grazie al contributo di <em>The Boutique Adventure</em>, allarghiamo lo sguardo al resto del mondo scandagliando – letteralmente – gli angoli del globo, <strong>dall’America sino all’Estremo Oriente</strong>, non dimenticandoci anche dell’<strong>Australia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le strade più pericolose al mondo: la Dalton Highway negli USA</h2>



<p>Partiamo dagli <strong>Stati Uniti</strong> con la <strong>Dalton Highway</strong> (o Dalton Pass o Alaska Route 11). Questa strada che percorre l’Alaska è lunga ben 666 km, un numero già di per sé inquietante e che non mette certo a proprio agio chi la vuole percorrere. Oltre al demoniaco chilometraggio, questa Highway ha la particolarità di attraversare il Circolo Polare Artico lungo lande estremamente isolate con solo tre città attraversate (forare qui o essere a corto di benzina o batteria non è certamente il massimo).</p>



<p>Percorsa dai camionisti che procedono verso <strong>Prudhoe Bay</strong> e i suoi giacimenti petroliferi, la Dalton Highway presenta i pericoli tipici di una strada a queste latitudini. Ovvero gelo, neve e venti forti, oltre al fatto che alcuni tratti non sono neppure asfaltati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Autostrada Panamericana dall’Alaska al Cile (e pure oltre)</h2>



<p>Ma se parliamo di Alaska non possiamo non citare l’imponente <strong>Autostrada Panamericana</strong>, che parte dall’esteso Stato degli USA per scendere a sud sino al <strong>Cile</strong> lungo poco circa <strong>25.750 km</strong> (che collegano le due propaggini estreme del continente americano, da Prudhoe Bay sino ad allungarsi ufficiosamente anche in Patagonia). Qui però il problema non è tanto rappresentato dal meteo ostile o dalle condizioni della strada, quanto dai potenziali agguati da parte dei ribelli panamensi o dei cartelli della droga che si possono incontrare nel tratto centroamericano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’America Latina: il canyon di Cotahuasi e il Camino de los Yungas</h2>



<p>Andando in America del Sud troviamo poi la strada nel <strong>canyon di Cotahuasi</strong>, nel <strong>Perù</strong> meridionale. Come suggerisce il nome, questo tratto corre lungo un canyon che però è due volte più profondo del Grand Canyon statunitense. Ma la particolarità più insidiosa è la parte di strada di <strong>35 km</strong> superata quella principale che passa per Chuquibamba e che non è asfaltata. Questo determina il fatto che per attraversarla sono necessari dei veicoli 4&#215;4 per poter avere la meglio sugli sterrati ad alta quota, capaci di mettere a duro stress le vetture e componenti come le loro sospensioni.</p>



<p>In <strong>Bolivia</strong> abbiamo invece il <strong>Camino de los Yungas</strong>, noto tetramente anche come <em>Camino de la Muerte</em>. Questa strada che va da <strong>La Paz</strong> a <strong>Coroico</strong> è lunga <strong>56 km</strong> e presenta un notevole campionario di pericoli estremi: supera i 3.000 metri di dislivello, l’andamento è tortuoso, la sede è di soli 3,5 metri all’incirca, non ci sono guard-rail o altre barriere su strapiombi anche di 4.600 metri, e spesso le condizioni meteo sono insidiose tra piogge e pure nebbia. Senza dimenticare i cedimenti nel terreno.</p>



<p>In buona sostanza, il <em>Camino de la Muerte</em> è in effetti un cimitero in transito, con un numero che tocca le 300 vittime annuali (!). Solo negli ultimi anni si è migliorata la sicurezza di questa infrastruttura, allargando la carreggiata, asfaltando e inserendo dei guard-rail.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Tizi-n-Test in Marocco</h2>



<p>Cambiamo continente e andiamo in Africa, in particolare nella zona che si affaccia sul Mediterraneo. In <strong>Marocco</strong> si distingue la <strong>Tizi-n-Test</strong>, un passo di montagna (dislivello di <strong>1.600 metri</strong>) nell’Alto Atlante di <strong>180 km</strong> tra <strong>Marrakech</strong> e <strong>Taroudant</strong> e che non ha parapetti o altre protezioni ai suoi bordi. A ciò si aggiunge poi il rischio frane in inverno, il maltempo e la mancanza di visibilità di notte a causa dell’assenza di un’adeguata illuminazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Fairy Meadows Road in Pakistan e l’Autostrada del Karakorum</h2>



<p>Spostiamoci quindi nel continente asiatico, a partire dal <strong>Pakistan</strong> dove si staglia in termini di pericoli la <strong>Fairy Meadows Road</strong>. Anche in questo caso parliamo di montagne, per la precisione siamo a quota 2.000 metri di altitudine nella regione del Gilgit-Baltistan, e anche in questo caso siamo di fronte a sterrati e tornanti. I quali conducono all’altipiano <strong>Fairy Meadows</strong>, ovvero “prati fiabeschi”, come fu ribattezzato nel 1953 dall’alpinista <strong>Hermann Bhul</strong> per la bellezza dei luoghi (per la precisione il nome coniato fu <em>Märchenwiese</em>). Prima però di arrivare in questa località con vista anche sul <strong>Nanga Parbat</strong> bisogna attraversare <strong>16,2 km</strong> senza protezioni a bordo strada, con una sede stradale non certo asfaltata, stretta e con strappi notevoli.</p>



<p>Tra Pakistan e Cina si sviluppa poi l’autostrada del <strong>Karakorum</strong>, in questo caso come possiamo intuire asfaltata. Tuttavia questa lunghissima arteria, che supera i <strong>1.300 km tra il Punjabi e lo Xinjiang</strong>, si trova a circa <strong>4.700 metri </strong>sul mare, rendendola l’infrastruttura stradale più alta al mondo. E con la sua buona dose di pericoli tra inondazioni, frane, animali che attraversano la strada e assenza di barriere di protezione lungo i lati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le strade più pericolose in Cina</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade1-1024x683.png" alt="" class="wp-image-41510" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade1-1024x683.png 1024w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade1-300x200.png 300w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade1-768x512.png 768w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade1.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La Cina comunque presenta altri percorsi abbastanza rischiosi. Come il <strong>Tunnel di Guoliang</strong>, scavato nella roccia dagli abitanti dei luoghi tra il 1972 e il 1977 e che si sviluppa su un lato della catena montuosa del <strong>Taihang</strong>. Quindi a strapiombo, per un’opera dalle caratteristiche peculiari (si nota ancora il lavoro degli autoctoni, che per realizzare circa <strong>1,2 km</strong> di strada larga 4 metri e alta 5 impiegarono anni usando esplosivi ma anche strumenti come scalpelli). Vista la sua pericolosità, è anche nota come “strada che non permette errori” (e ovviamente il panorama è senza pari, basta solo non distrarsi troppo).</p>



<p>Tra i vari collegamenti tra Cina e <strong>Tibet</strong>, quello più pericoloso è sicuramente quello che parte da <strong>Sichuan</strong> per raggiungere la regione contesa da Pechino e India. Questa infrastruttura di <strong>2.140 km</strong>, ricca di tornanti e che tocca un’altitudine massima di <strong>4.700 metri</strong>, è anch’essa una strada panoramica e finanche turistica, ma al tempo stesso nasconde non pochi rischi tra frane e incidenti.</p>



<p>Nota per i suoi <strong>99 tornanti</strong>, la <strong>Tongtian Avenue</strong> supera gli <strong>11 km</strong> e si trova nella provincia dello Hunan, sviluppandosi nel Parco Nazionale dei Monti Tianmen. La “strada che conduce al paradiso”, giacché la destinazione è la <strong>Porta del Paradiso</strong>, un suggestivo e meraviglioso traforo naturale nel monte <strong>Tianmen</strong>, a 1.519 metri di altitudine e con un’ampiezza di 30 metri, è costellata da pericoli infernali come i citati tornanti che si inerpicano senza protezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le strade più pericolose in Nepal, India e Taiwan</h2>



<p>Lasciamo la Cina per spostarci in <strong>Nepal</strong>, con l’autostrada di <strong>155 km </strong>che parte da <strong>Pokhara</strong> per arrivare a <strong>Jomsom</strong> e al luogo sacro di <strong>Muktinath</strong>, sede di un tempio meta di pellegrinaggi. Anche qui panorami incredibili, trovandoci su un’altitudine tra i 1.300 e i 3.000 metri sopra il fiume Gandaki, ma questo percorso che corre lungo la profonda gola del <strong>Kali Gandaki </strong>riserva insidie legate ad una strada non proprio in condizioni ottimali e alle occasionali frane.</p>



<p>Non meno pericoloso il tratto che in <strong>India</strong> collega le località di <strong>Killar</strong> e <strong>Pangi</strong>, lungo i Monti Kishtwar. Questa strada di oltre <strong>110 km</strong> infatti è molto ripida, non ha protezioni ai suoi bordi a strapiombo, senza recenti interventi di manutenzione per il fondo dissestato e ha purtroppo mietuto nel corso della storia parecchie vittime. Tra l’altro questa arteria è percorribile solo d’estate, a causa delle inondazioni fangose e delle frane durante i mesi più rigidi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade-1024x683.png" alt="" class="wp-image-41509" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade-1024x683.png 1024w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade-300x200.png 300w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade-768x512.png 768w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Strade.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sempre in India si distingue per i suoi rischi il <strong>Passo Zojila</strong>, anch’esso chiuso durante l’inverno per via delle frane e delle condizioni meteorologiche estreme. Lunga solo <strong>9 km</strong>, questa autostrada su un’altitudine di circa <strong>3.500 metri</strong> collega il <strong>Ladakh</strong> e il <strong>Kashmir</strong>.</p>



<p>Restando in Asia citiamo poi un’altra strada che come il tunnel di Guoliang passa attraverso una montagna che è stata scavata. Parliamo del tratto panoramico e molto apprezzato dai turisti nella gola di <strong>Taroko</strong> a <strong>Taiwan</strong>, che però ha una sede stradale stretta nei suoi <strong>19 km</strong>, è soggetta a smottamenti e non manca di curve cieche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le strade più pericolose in Russia e in Oceania</h2>



<p>Saliamo quindi in <strong>Russia</strong>, con l’infrastruttura di circa <strong>1.230 km</strong> che attraversa la <strong>Siberia</strong> per raggiungere <strong>Jakutsk</strong>. Situata nella parte orientale della Siberia, questo porto sul fiume Lena è tra le città più fredde al mondo: ovvio quindi che il pericolo maggiore nel percorrere l’arteria sia rappresentato dalle temperature rigide e dalle bufere di neve, ma anche d’estate non mancano le insidie portate dal fango una volta che la neve si è sciolta.</p>



<p>Chiudiamo questo lungo excursus trasferendoci nell’emisfero australe, dove si staglia in termini di pericolo la <strong>Skippers Canyon Road </strong>in <strong>Nuova Zelanda</strong>. Per capirci, qui le assicurazioni non coprono eventuali danni per incidenti occorsi su questa strada sterrata di <strong>26,5 km</strong> scavata a mano sul fianco della montagna più di un secolo fa.</p>



<p>Infine la <strong>Canning Stock Route</strong> in <strong>Australia</strong>, altro sterrato ma da ben <strong>1.850 km</strong>, in una zona isolata che collega la località di Halls Creek, nella regione di Kimberley, a quella di Wiluna, nell’Australia Occidentale. Un percorso da affrontare con un bel po’ di provviste, e che è meglio evitare nei mesi più caldi.</p>
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		<title>Le strade più pericolose d’Europa (e c’è anche l’Italia)</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/le-strade-piu-pericolose-deuropa-e-ce-anche-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 15:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Strade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroA.png" type="image/jpeg" />Incominciamo un viaggio tra le strade più pericolose al mondo, partendo dall’Europa (Turchia compresa). E nella lista compare anche l’Italia, anche se c’è un ma. Che il mondo sia anche una fucina di pericoli di ogni genere è cosa banale e risaputa. Ma in tempi di vacanze (sebbene lo stereotipo di agosto come mese votato [&#8230;]</p>
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<p>Incominciamo un viaggio tra le strade più pericolose al mondo, partendo dall’Europa (Turchia compresa). E nella lista compare anche l’Italia, anche se c’è un ma.</p>
</blockquote>



<p>Che il mondo sia anche una fucina di pericoli di ogni genere è cosa banale e risaputa. Ma in tempi di vacanze (sebbene lo stereotipo di agosto come mese votato al riposo sia ormai tramontato) e di eventuali viaggi all’estero è bene tenere a mente, tra i vari rischi, anche quelli portati dalle strade che si attraversano.</p>



<p>Il sito <em>The Boutique Adventure</em> ha stilato una lista di <strong>21 tra i tragitti pubblici più pericolosi nel pianeta</strong>, e che vi riportiamo in due parti: iniziamo dalle insidie che nascondono certi tratti nel continente europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le strade più pericolose d’Europa: la Bayburt D.915 in Turchia</h2>



<p>Si comincia dalla <strong>Turchia</strong> con la <strong>Bayburt D.915</strong>. Si tratta di una statale costruita nel 1916 dalle truppe russe all’epoca della battaglia di Trebisonda. Ed è composta da <strong>179 km di tornanti (29 in tutto)</strong> sul versante del monte <strong>Soğanlı</strong>, nella Cappadocia. Il tutto senza guardrail ai lati della strada, quindi possiamo immaginare cosa possa significare guidare su un tratto su una montagna che tocca i <strong>2.035 metri</strong> di altitudine, a strapiombo, e magari in condizioni complesse (in inverno comunque alcune porzioni vengono chiuse per il rischio valanghe o bufere).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroB.png" alt="" class="wp-image-40729" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroB.png 1536w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroB-300x200.png 300w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroB-1024x683.png 1024w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroB-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Strada Atlantica in Norvegia</h2>



<p>Saliamo all’estremo nord con la <strong>Norvegia</strong> e la sua <strong>Atlanterhavsveien</strong>, tradotto <strong>Strada Atlantica</strong>. Lunga poco più di <strong>8 km</strong>, e perciò relativamente breve, questa infrastruttura che collega le località di <strong>Kristiansund</strong> e <strong>Molde</strong> tra le isole nella contea di <strong>Møre og Romsdal</strong> si compone di vari tratti sui ponti, tanto panoramici quanto pericolosi quando le condizioni meteo di queste latitudini possono essere proibitive (siamo anche in prossimità dell’Oceano Atlantico).</p>



<p>Forti venti e mareggiate rendono infatti l’esperienza di guida qualcosa di spaventoso. Nel 2005 ha guadagnato il titolo di “Costruzione Norvegese del Secolo”, tanto utile e affascinante quanto terribile, soprattutto nel tratto con una curvatura piuttosto inquietante e che si trova a circa 300 metri sopra il pelo dell’Oceano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1536" height="1024" src="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroC.png" alt="" class="wp-image-40731" srcset="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroC.png 1536w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroC-300x200.png 300w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroC-1024x683.png 1024w, https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/SantoroC-768x512.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il Col du Chaussy in Francia</h2>



<p>Tornando sulla terraferma arriviamo al <strong>Col du Chaussy</strong> in <strong>Francia</strong>. Situato nella valle de La Maurienne, nella regione Savoia sulle Alpi francesi, questo passo di montagna di <strong>13,8 km</strong> offre anch’esso dei panorami indimenticabili. E pur non toccando le vette (è il caso di dirlo) di pericolosità delle precedenti che abbiamo elencato, questa strada con un dislivello di <strong>1.031 metri</strong> e pendenze medie del <strong>7,5%</strong> nasconde anch’essa delle insidie da non sottovalutare.</p>



<p>Pur perimetrata da delle barriere a bordo strada, questo tratto è da percorrere con cautela. Spigolatura finale: è entrato solo di recente nel programma del Tour de France, apparendo per la prima volta nel 2015, in occasione della 19esima tappa Saint-Jean-de-Maurienne &#8211; La Toussuire &#8211; Les Sybelles, allora vinta da Vincenzo Nibali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le altre strade in Romania, Croazia e Portogallo</h2>



<p>Prima di chiudere questo excursus stilato da <em>The Boutique Adventure</em>, è bene citare un rapporto del 2023 della società inglese di noleggio auto <em>Stress Free Car Rental</em> che ha indicato altre strade pericolose. Come la <strong>Transfagarasan</strong> in <strong>Romania</strong>, che attraversa i Carpazi collegando la Transilvania con la Muntenia. Anch’essa foriera di viste incredibili, presenta però ugualmente come rovescio della medaglia un alto livello di rischio a causa dei suoi tornanti e dei tratti da attraversare con cautela.</p>



<p><em>Stress Free Car Rental</em> annovera poi tra le strade più pericolose del Vecchio Continente la <strong>croata Jadranska Magistrala</strong>, che unisce la località di Fiume a quella di Dubrovnik e che si sviluppa a picco sull’Adriatico. Citiamo poi la <strong>Estrada National 125 </strong>in <strong>Portogallo</strong>, che corre lungo l’Algarve, e l’<strong>A1</strong> tra Porto e Lisbona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Passo dello Stelvio (ma il pericolo è relativo)</h2>



<p>Chiudiamo questo breve viaggio con una gloria nazionale, il <em>Passo dello Stelvio</em>. Che però <em>The Boutique Adventure</em> annovera come unico pericolo “<em>quello di essere distratti dagli splendidi panorami alpini</em>”. La strada è lunga <strong>49 km</strong> e presenta <strong>48 tornanti,</strong> toccando un’altitudine di <strong>2.758 metri</strong> (cosa che la rende la strada di valico più alta che ci sia in Italia).</p>



<p>Presenza d’onore nei programmi del Giro d’Italia, segnatamente come tappa regina, lo Stelvio è dotato lungo il suo sinuoso percorso di barriere a bordo strada. Il rischio zero non esiste, ovviamente, ma questo lo rende un po’ meno pericoloso delle altre strade di cui abbiamo parlato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/le-strade-piu-pericolose-deuropa-e-ce-anche-litalia/">Le strade più pericolose d’Europa (e c’è anche l’Italia)</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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