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	<title>SharePoint Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<title>SharePoint Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Microsoft limita l’accesso cinese al sistema di allerta sulle vulnerabilità</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/microsoft-limita-laccesso-cinese-al-sistema-di-allerta-sulle-vulnerabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 09:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersicurezza e difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[SharePoint]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Microsoft-Stop.png" type="image/jpeg" />Un sistema d’allerta sotto pressione La decisione di Microsoft di limitare l’accesso di alcune aziende cinesi al proprio Active Protections Program (MAPP) rappresenta un passaggio delicato nella governance della cybersicurezza globale. Il MAPP era nato con l’obiettivo di creare una rete di difesa distribuita, condividendo informazioni sensibili sulle vulnerabilità prima della loro divulgazione pubblica, così [&#8230;]</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Dopo l&#8217;attacco ai server SharePoint, Microsoft restringe l’accesso ai codici di prova per alcune aziende cinesi, rilanciando un dibattito su fiducia, governance della cybersecurity e implicazioni geopolitiche.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema d’allerta sotto pressione</h2>



<p>La decisione di <strong>Microsoft </strong>di limitare l’accesso di alcune aziende cinesi al proprio <strong>Active Protections Program (MAPP)</strong> rappresenta un passaggio delicato nella <strong>governance della cybersicurezza globale</strong>. Il MAPP era nato con l’obiettivo di creare una rete di difesa distribuita, condividendo informazioni sensibili sulle vulnerabilità prima della loro divulgazione pubblica, così da consentire agli operatori di sviluppare soluzioni preventive tempestive. Ma in un contesto segnato dalla crescente competizione tecnologica e dalle tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino, l’idea di collaborazione si scontra con il timore di fughe di informazioni. Gli attacchi che hanno colpito i server <strong>SharePoint</strong>, attribuiti a gruppi legati a Pechino, hanno evidenziato come strumenti nati per rafforzare la resilienza possano trasformarsi in potenziali vettori di rischio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto: exploit e sospetti su perdite interne</h2>



<p>Secondo le cronache, Microsoft aveva notificato ai membri del MAPP le vulnerabilità di SharePoint tra il 24 giugno e il 7 luglio. Tuttavia, già il 7 luglio — lo stesso giorno dell’ultima comunicazione — si sono registrati tentativi di sfruttamento su larga scala. La coincidenza temporale ha alimentato il sospetto che le informazioni riservate possano essere state usate impropriamente da un partner del programma. Per gli esperti di cybersecurity, la possibilità che un insider abbia tradito la fiducia mina le basi stesse della cooperazione globale nella difesa digitale. In un settore in cui la rapidità di diffusione delle informazioni è cruciale, la perdita di fiducia nei meccanismi di condivisione rischia di compromettere l’intera architettura preventiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnicalità e dimensione geopolitica</h2>



<p>Gli exploit hanno sfruttato<a href="https://italianelfuturo.com/grave-vulnerabilita-zero-day-in-microsoft-sharepoint-colpisce-infrastrutture-critiche-a-livello-globale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> falle critiche di SharePoint</strong> </a>per colpire centinaia di organizzazioni, incluse agenzie federali statunitensi e perfino l’Amministrazione Nazionale per la Sicurezza Nucleare, responsabile del programma atomico civile e militare. L’episodio, quindi, non riguarda solo la vulnerabilità di un software aziendale, ma tocca la sicurezza nazionale americana e, per estensione, la stabilità internazionale. Il sospetto che la Cina fosse dietro gli attacchi ha alimentato un clima di diffidenza reciproca già esasperato dalle restrizioni statunitensi sulle esportazioni tecnologiche e dalle politiche di “decoupling” digitale. In questa prospettiva, la cybersicurezza non è più una materia tecnica, ma diventa un capitolo di politica estera, industriale e strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le misure concrete: stop al “proof of concept”</h2>



<p>La misura adottata da Microsoft è precisa: le aziende cinesi non riceveranno più i cosiddetti <strong>proof of concept code</strong>, ovvero simulazioni di exploit che consentono agli specialisti di riprodurre un attacco e testare le difese. Si tratta di strumenti potenti: nelle mani giuste accelerano la resilienza, ma in quelle sbagliate offrono una scorciatoia agli aggressori. In futuro, queste aziende riceveranno solo informazioni descrittive e non codici operativi. Questo spostamento, apparentemente tecnico, rappresenta una ridefinizione del perimetro della fiducia: meno collaborazione approfondita, più condivisione minima e controllata. Una scelta che riequilibra il trade-off tra sicurezza collettiva e rischio di abuso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischio reputazionale e sostenibilità del modello</h2>



<p>Il programma MAPP, considerato per anni un modello di cooperazione virtuosa tra vendor tecnologici e partner della sicurezza, oggi appare incrinato. Ogni fuga, ogni sospetto di abuso mina non solo la protezione degli utenti, ma anche la credibilità di Microsoft come fornitore globale di soluzioni affidabili. Questo episodio riapre un dibattito che tocca sia il diritto dell’innovazione sia la politica industriale: fino a che punto è sostenibile affidarsi a meccanismi di open collaboration in un mondo diviso da blocchi geopolitici e da interessi industriali divergenti? Un fallimento di governance rischia di avere costi economici diretti, ma anche di compromettere l’attrattività di Microsoft nei confronti di governi e imprese che cercano certezze in un contesto di minacce crescenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un monito per aziende e istituzioni globali</h2>



<p>Il caso SharePoint non è un’anomalia isolata, ma un campanello d’allarme che parla a tutte le grandi organizzazioni pubbliche e private. Dimostra che la <strong>catena di fiducia della cybersicurezza è fragile</strong> e che i programmi di condivisione devono essere continuamente ripensati, con nuove regole, audit e strumenti legali più stringenti. Per i governi, l’episodio rilancia l’urgenza di una <strong>governance internazionale della cybersicurezza</strong>, capace di bilanciare trasparenza e protezione, cooperazione e competizione. Per il settore privato, la lezione è duplice: investire in difese autonome più robuste e, al tempo stesso, partecipare a ecosistemi cooperativi con la consapevolezza che il rischio di abuso non potrà mai essere completamente azzerato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un atto politico industriale</h2>



<p>La scelta di Microsoft di restringere l’accesso ad alcune aziende cinesi non è soltanto una misura tecnica di risk management, ma un atto politico-industriale che ridefinisce i confini della fiducia nella cybersicurezza globale. Nel breve termine, rafforza la protezione contro fughe indesiderate; nel lungo termine, apre un interrogativo sulla sostenibilità di modelli di collaborazione aperta in un mondo frammentato. È il segno che la cybersicurezza non è più un ambito esclusivamente tecnico, ma un pilastro delle relazioni internazionali e della competizione industriale.</p>
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		<title>Violazione informatica alla National Nuclear Security Administration. Timori per la difesa nucleare USA</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/violazione-informatica-alla-national-nuclear-security-administration-timori-per-la-difesa-nucleare-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 10:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersicurezza e difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[NNSA]]></category>
		<category><![CDATA[SharePoint]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Attacco.png" type="image/jpeg" />La falla in Microsoft SharePoint espone la National Nuclear Security Administration a un attacco informatico: nessuna fuga di dati sensibili, ma emergono criticità strutturali nella cybersicurezza delle infrastrutture strategiche USA. Secondo quanto riportato da Bloomberg News, la National Nuclear Security Administration (NNSA) — l&#8217;agenzia statunitense responsabile della gestione e progettazione dell’arsenale nucleare — è stata [&#8230;]</p>
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<p>La falla in Microsoft SharePoint espone la National Nuclear Security Administration a un attacco informatico: nessuna fuga di dati sensibili, ma emergono criticità strutturali nella cybersicurezza delle infrastrutture strategiche USA.</p>
</blockquote>



<p>Secondo quanto riportato da <em>Bloomberg News</em>, la <strong>National Nuclear Security Administration (NNSA)</strong> — l&#8217;agenzia statunitense responsabile della gestione e progettazione dell’arsenale nucleare — è stata tra le entità colpite da un attacco informatico legato a una <a href="https://italianelfuturo.com/grave-vulnerabilita-zero-day-in-microsoft-sharepoint-colpisce-infrastrutture-critiche-a-livello-globale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vulnerabilità nel software di gestione documentale <strong>Microsoft SharePoint</strong>.</a> La notizia, basata su fonti vicine all’inchiesta, ha sollevato immediati interrogativi in ambito <strong>cybersecurity nazionale, difesa, diritto delle infrastrutture critiche e sovranità digitale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessun dato classificato compromesso: ma il rischio resta alto</h2>



<p>Secondo le fonti citate da Bloomberg, al momento non risultano compromessi dati sensibili o classificati. Tuttavia, il fatto stesso che una piattaforma strategica come SharePoint — ampiamente utilizzata nella <strong>gestione di documenti interni, anche a livello federale</strong> — sia stata violata, espone in pieno le <strong>vulnerabilità latenti dei sistemi IT governativi</strong>. In particolare, l’incidente rafforza le preoccupazioni circa la <strong>dipendenza da software proprietari</strong> per la gestione di informazioni strategiche, in settori ad alta criticità come la difesa nucleare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Microsoft SharePoint sotto esame: il nodo delle infrastrutture digitali critiche</h2>



<p>L’episodio riapre il dibattito sulle <strong>responsabilità dei fornitori di software</strong> che operano nell’ambito delle <strong>infrastrutture critiche</strong>. Microsoft, non nuova a incidenti di sicurezza (come i precedenti attacchi via Exchange o Outlook Web Access), si ritrova ora nuovamente al centro dell’attenzione per la <strong>mancanza di protezioni proattive e tempestive patching</strong>. Per i governi e le agenzie pubbliche, ciò implica la necessità di <strong>ripensare modelli di procurement</strong>, introducendo criteri di audit, tracciabilità e resilienza informatica all’interno delle forniture digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni geopolitiche e strategiche della cyberintrusione</h2>



<p>L’NNSA non è solo un’agenzia tecnica, ma uno <strong>snodo strategico della deterrenza nucleare americana</strong>. Un attacco, anche se apparentemente senza esfiltrazione di dati sensibili, può avere <strong>impatti reputazionali, geopolitici e sistemici</strong>, in un contesto globale segnato da <strong>rivalità tecnologiche, guerre ibride e attacchi mirati contro infrastrutture civili e militari</strong>. In questo quadro, la cybersicurezza non è più solo una competenza IT, ma una <strong>priorità di sicurezza nazionale e diplomatica</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Silenzio istituzionale e trasparenza: un equilibrio delicato</h2>



<p>Al momento della pubblicazione, <strong>né il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, né l’Agenzia per la Sicurezza Informatica e delle Infrastrutture (CISA), né Microsoft</strong> hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. L’assenza di comunicazioni pubbliche alimenta il dibattito sulla necessità di <strong>politiche di trasparenza</strong> e <strong>cooperazione pubblico-privato</strong> più robuste, soprattutto quando sono in gioco interessi di sicurezza nazionale. Il silenzio può temporaneamente contenere l’allarme, ma rischia di compromettere la fiducia nel lungo termine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una nuova governance della cybersicurezza federale</h2>



<p>Questo episodio rafforza la necessità di sviluppare una <strong>cyber governance multilivello</strong>, che coinvolga in modo più diretto non solo le agenzie federali, ma anche il settore privato, i fornitori cloud e i produttori di software mission-critical. La sfida è articolare un <strong>sistema di difesa cibernetica basato su ridondanza, interoperabilità e standard aperti</strong>, minimizzando i rischi legati a vulnerabilità sistemiche ed errori umani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rafforzare la resilienza informatica nel contesto strategico globale</h2>



<p>L’attacco subito dalla NNSA rappresenta molto più di un incidente tecnico. È un <strong>campanello d’allarme per l’intero ecosistema della sicurezza digitale</strong>. In un mondo sempre più interconnesso, dove le informazioni digitali sono l’equivalente del potere strategico, garantire la resilienza di piattaforme e infrastrutture digitali — pubbliche e private — è una <strong>priorità economica, giuridica, geopolitica e industriale</strong>. Le politiche future dovranno tenere conto di questo paradigma, includendo la cybersicurezza come <strong>asset chiave nelle strategie nazionali di innovazione e difesa</strong>.</p>
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		<title>Grave vulnerabilità zero-day in Microsoft SharePoint colpisce infrastrutture critiche a livello globale</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/grave-vulnerabilita-zero-day-in-microsoft-sharepoint-colpisce-infrastrutture-critiche-a-livello-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 07:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersicurezza e difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture critiche]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[SharePoint]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Cyber.png" type="image/jpeg" />Un attacco informatico su larga scala sfrutta una vulnerabilità zero-day in SharePoint Server, esponendo infrastrutture critiche globali e riaccendendo l’urgenza di una strategia europea integrata sulla cybersecurity. Una vulnerabilità critica non ancora corretta (CVE-2025-53770) è attualmente sfruttata in una campagna di attacchi informatici su scala globale che coinvolge oltre 85 server SharePoint in almeno 54 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/grave-vulnerabilita-zero-day-in-microsoft-sharepoint-colpisce-infrastrutture-critiche-a-livello-globale/">Grave vulnerabilità zero-day in Microsoft SharePoint colpisce infrastrutture critiche a livello globale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Cyber.png" type="image/jpeg" />
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<p>Un attacco informatico su larga scala sfrutta una <strong>vulnerabilità zero-day in SharePoint Server</strong>, esponendo infrastrutture critiche globali e riaccendendo l’urgenza di una strategia europea integrata sulla cybersecurity.</p>
</blockquote>



<p><strong>Una vulnerabilità critica non ancora corretta (CVE-2025-53770)</strong> è attualmente sfruttata in una campagna di attacchi informatici su scala globale che coinvolge oltre 85 server SharePoint in almeno 54 organizzazioni, incluse agenzie governative, gruppi bancari e grandi imprese. La vulnerabilità – con un punteggio CVSS di 9.8 – consente l&#8217;esecuzione di codice remoto senza necessità di autenticazione e riguarda specificamente le installazioni <strong>on-premises</strong> di SharePoint Server. Non colpisce, invece, gli utenti di SharePoint Online in ambiente Microsoft 365.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatto globale: target strategici tra amministrazioni pubbliche, banche e multinazionali</h2>



<p>I primi segnali di sfruttamento attivo risalgono al <strong>18 luglio 2025</strong>. Secondo l’azienda olandese di cybersicurezza <strong>Eye Security</strong>, tra i target figurano soggetti strategici in <strong>Stati Uniti, Germania, Francia, Australia, Italia e Giappone</strong>, con particolare attenzione verso enti governativi e infrastrutture finanziarie. Secondo il CTO della società, Piet Kerkhofs, gli attacchi sono condotti in <strong>ondate rapide e coordinate</strong> e puntano a ottenere accesso persistente a dati sensibili, chiavi crittografiche e credenziali di sistema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">ToolShell: una vulnerabilità nella deserializzazione apre le porte al controllo totale dei server</h2>



<p>La falla è stata soprannominata “<strong>ToolShell</strong>” dai ricercatori ed è una variante avanzata del bug di spoofing <strong>CVE-2025-49706</strong>. Secondo l’avviso pubblicato da <strong>Microsoft</strong>, il problema riguarda la <strong>deserializzazione di dati non affidabili</strong> all’interno di SharePoint Server, che consente a un aggressore non autenticato di eseguire codice arbitrario attraverso una rete, aprendo la porta all’<strong>inserimento di web shell</strong>, al furto di chiavi crittografiche e all’esecuzione di comandi da remoto.</p>



<p>Le <strong>chiavi di autenticazione rubate</strong> permettono agli attaccanti di generare token validi anche in caso di applicazione successiva delle patch, rendendo la compromissione <strong>persistente e invisibile</strong>. Questo scenario compromette la sicurezza strutturale delle organizzazioni e solleva interrogativi critici sul fronte della <strong>responsabilità giuridica</strong> in caso di esposizione dei dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reazioni istituzionali: mobilitazione d’urgenza di CISA e governi nazionali</h2>



<p>La <strong>CISA (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency)</strong> ha risposto in meno di 24 ore, inserendo CVE-2025-53770 nel catalogo delle <strong>vulnerabilità attivamente sfruttate</strong> e ordinando alle agenzie federali statunitensi di applicare misure di mitigazione entro 48 ore. In Europa, l’<strong>ENISA</strong> (Agenzia europea per la sicurezza informatica) ha convocato una task force per valutare l’impatto sull’infrastruttura digitale comune.</p>



<p>Il coinvolgimento di enti governativi rende la questione anche <strong>geopolitica</strong>, vista la possibilità che la campagna sia parte di attività di cyber-intelligence o <strong>guerra ibrida</strong>. Il rischio, infatti, non è solo operativo, ma anche strategico, nel caso in cui venga compromesso il funzionamento di infrastrutture critiche, servizi pubblici o asset finanziari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi economici e finanziari: interruzione dei servizi e responsabilità normativa</h2>



<p>La compromissione di ambienti SharePoint on-premises può avere <strong>conseguenze dirette sulle operazioni aziendali</strong>, soprattutto in settori dove l’infrastruttura è integrata nei sistemi ERP o nei flussi documentali ad alta riservatezza. Il danno potenziale si estende a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Interruzione di servizi digitali e supply chain</strong></li>



<li><strong>Violazione del GDPR e responsabilità amministrativa ex D. Lgs. 231/2001</strong></li>



<li><strong>Perdita di valore degli asset digitali aziendali</strong></li>



<li><strong>Erosione della fiducia nei confronti degli operatori IT pubblici e privati</strong></li>
</ul>



<p>Secondo analisti del settore, una campagna così estesa potrebbe generare <strong>ondate speculative sui mercati</strong>, in particolare nei comparti assicurativo, bancario e IT. Le società coinvolte, inoltre, potrebbero essere esposte a <strong>azioni legali collettive</strong> da parte di utenti o stakeholder.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Azioni immediate raccomandate da Microsoft: AMSI, antivirus e isolamento</h2>



<p>Microsoft ha pubblicato un <strong>bollettino tecnico d’urgenza</strong> raccomandando:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Attivazione immediata dell’Antimalware Scan Interface (AMSI)</strong> su SharePoint Server</li>



<li><strong>Distribuzione di Microsoft Defender Antivirus</strong> su tutti i nodi vulnerabili</li>



<li><strong>Isolamento dei server SharePoint da Internet</strong>, nel caso in cui non sia possibile applicare AMSI</li>
</ul>



<p>Queste misure rappresentano una <strong>strategia temporanea di contenimento</strong>, in attesa della disponibilità di una <strong>patch ufficiale</strong>, il cui rilascio è atteso nei prossimi giorni. Microsoft ha inoltre confermato che gli ambienti cloud (SharePoint Online) non sono impattati, rafforzando così il dibattito sulla <strong>migrazione dei carichi di lavoro verso architetture cloud-native</strong> come strumento di difesa proattiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla vulnerabilità alla policy industriale europea</h2>



<p>L’incidente evidenzia la crescente fragilità delle architetture legacy in ambienti critici e il <strong>ritardo della transizione digitale</strong> di molte organizzazioni pubbliche e private. Si impone una riflessione urgente sul ruolo della <strong>cyber resilience come elemento centrale della politica industriale europea</strong>.</p>



<p>Il Digital Services Act e il Cyber Resilience Act rappresentano tentativi normativi di affrontare queste lacune, ma episodi come quello legato a CVE-2025-53770 mostrano come <strong>la sicurezza informatica debba diventare una priorità trasversale</strong>, integrata nei processi di procurement pubblico, nelle strategie aziendali e nei modelli di governance dell’innovazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/grave-vulnerabilita-zero-day-in-microsoft-sharepoint-colpisce-infrastrutture-critiche-a-livello-globale/">Grave vulnerabilità zero-day in Microsoft SharePoint colpisce infrastrutture critiche a livello globale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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