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	<title>Sanita&#039; Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Sanita&#039; Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>“La salute bene comune”: FederTerziario accende il futuro della sanità italiana</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/convegno-federterziario-salute-bene-comune-competenze-sanitarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 10:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Dati sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita']]></category>
		<category><![CDATA[Sanita' digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/11/convegno-federterziario-salute-bene-comune-competenze-sanitarie.jpg" type="image/jpeg" />Il 26 novembre 2025 l’Associazione Civita di Roma ha ospitato il convegno FederTerziario “La salute bene comune – La sfida globale delle competenze sanitarie”, dedicato alla formazione di infermieri e operatori stranieri che vogliono lavorare in Italia. Il dibattito ha messo al centro la carenza globale di personale, i percorsi formativi certificati e l’evoluzione dei profili sanitari nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/convegno-federterziario-salute-bene-comune-competenze-sanitarie/">“La salute bene comune”: FederTerziario accende il futuro della sanità italiana</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/11/convegno-federterziario-salute-bene-comune-competenze-sanitarie.jpg" type="image/jpeg" />
<p>Il 26 novembre 2025 l’Associazione Civita di Roma ha ospitato il convegno “<strong><em>La salute bene comune – La sfida globale delle competenze sanitarie</em></strong>”, organizzato da <strong>FederTerziario</strong>, trasformato per un giorno nel punto di incontro tra formazione, sanità e cooperazione internazionale. L’appuntamento ha acceso i riflettori sui percorsi dedicati a infermieri e operatori sanitari stranieri che desiderano lavorare in Italia, dentro un programma strutturato per colmare il divario di competenze e favorire una vera integrazione professionale e culturale.</p>



<p>Nel <strong>primo panel</strong> è emerso con forza il valore strategico della formazione professionale per il futuro del Servizio sanitario nazionale, tra nuovi modelli didattici, collaborazioni con enti accreditati ed esperienze già consolidate sul campo.</p>



<p>In questo contesto, <strong>Simone Bentrovato</strong>, presidente FederTerziario Socio Sanitaria, ha ricordato come la carenza di personale non sia solo italiana ma parte di una “<em>global care crisis</em>”, aggravata dall’invecchiamento della popolazione e da professioni infermieristiche ancora poco attrattive, al punto che “<em>non basta reclutare nuovi operatori, se poi non si è in grado di trattenerli e valorizzarli nel tempo</em>”.</p>



<p>Il <strong>secondo panel</strong> ha portato al centro il progetto “<strong><em>La salute bene comune</em></strong>”, con il racconto dei corsi pensati per infermieri e operatori sanitari stranieri, costruiti su pacchetti formativi strutturati, lingua italiana fino al livello B2 e moduli di educazione civica, sicurezza e competenze tecnico‑professionalizzanti. Le testimonianze di docenti, corsisti e professionisti già inseriti nelle strutture italiane hanno mostrato un impatto concreto in termini di occupazione, inclusione e qualità dell’assistenza.</p>



<p>Guardando al futuro, <strong>Leopoldo Mondauto</strong> ha sottolineato come digitale e intelligenza artificiale stiano ridisegnando i profili professionali, ricordando che “<em>l’IA non sostituirà il personale sanitario, ma richiederà nuove figure ibride capaci di unire competenze cliniche, gestionali e digitali, sostenute da una formazione continua all’altezza delle sfide della telemedicina e della gestione dei dati</em>”.</p>
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		<title>Il paradosso della sanità italiana: hub mondiale nelle scienze della vita, fragile in casa</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/il-paradosso-della-sanita-italiana-hub-mondiale-nelle-scienze-della-vita-fragile-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita']]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/Sanita.png" type="image/jpeg" />L’Italia eccelle nella ricerca e nella produzione di farmaci e dispositivi, ma il Servizio Sanitario Nazionale è sotto pressione: fuga di professionisti, accessi diseguali, investimenti insufficienti in prevenzione. Tra dazi USA, invecchiamento, cronicità e la promessa dell’IA, la via d’uscita passa da una Strategia nazionale sulle Scienze della Vita e da un cambio di passo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/il-paradosso-della-sanita-italiana-hub-mondiale-nelle-scienze-della-vita-fragile-in-casa/">Il paradosso della sanità italiana: hub mondiale nelle scienze della vita, fragile in casa</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/Sanita.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>L’Italia eccelle nella ricerca e nella produzione di farmaci e dispositivi, ma il Servizio Sanitario Nazionale è sotto pressione: fuga di professionisti, accessi diseguali, investimenti insufficienti in prevenzione. Tra dazi USA, invecchiamento, cronicità e la promessa dell’IA, la via d’uscita passa da una Strategia nazionale sulle Scienze della Vita e da un cambio di passo nella governance.</p>
</blockquote>



<p>L’immagine è potente e contraddittoria. Da un lato stabilimenti farmaceutici che raddoppiano la produzione in dieci anni, laboratori che attraggono studi clinici e capitali, una filiera dei dispositivi medici che genera occupazione qualificata. Dall’altro, reparti che faticano a coprire i turni, liste d’attesa, migrazioni sanitarie tra regioni, professionisti stanchi che cercano altrove reddito, tempo e riconoscimento. Il nuovo <strong>rapporto <em>In-Salute</em></strong> dell’<strong>Istituto per la Competitività (I-Com)</strong> ci mette davanti allo specchio: l’Italia può diventare un hub strategico globale della salute, ma in casa propria il sistema scricchiola. La differenza tra leadership e declino dipenderà da tre scelte: <strong>prevenzione</strong>, <strong>innovazione</strong> e <strong>valorizzazione del capitale umano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Paese a doppia velocità</h2>



<p>Il perimetro è chiaro. L’industria delle life sciences corre: 54 miliardi di euro di produzione farmaceutica (circa il 2% del PIL), un’industria dei dispositivi che vale 12,4 miliardi sul mercato interno e 6,9 miliardi di produzione, oltre 200 mila addetti. Sul fronte pubblico, però, il SSN mostra fragilità strutturali: nonostante la Legge di Bilancio porti il Fondo Sanitario a 142,3 miliardi nel 2026, l’Italia continua a investire meno di altri grandi Paesi europei in rapporto al PIL. I Livelli Essenziali di Assistenza restano disomogenei, la mobilità sanitaria interregionale aumenta e la spesa è sbilanciata sull’ospedale (quasi il 70%), quando la domanda reale chiederebbe più territorio, prossimità e presa in carico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prevenzione: il rendimento che continuiamo a sottovalutare</h2>



<p>Se esistesse un asset con ROI fino a <strong>16 euro per ogni euro investito</strong>, non esiteremmo. Eppure, in sanità lo facciamo ogni giorno. L’obesità coinvolge <strong>6 milioni di adulti</strong> e pesa <strong>13,34 miliardi</strong> l’anno (0,8% del PIL). La <strong>sedentarietà</strong> tocca oltre l’80% degli adulti e addirittura il 92% degli adolescenti. Il consumo di <strong>alcol</strong> interessa quasi un italiano su tre, generando costi pari allo 0,7% della spesa sanitaria e allo 0,68% del PIL. Unico segnale positivo: i fumatori scendono al <strong>19,8%</strong>.<br>Poi c’è il nemico silenzioso: <strong>antibiotico-resistenza</strong>. Alimentata dall’uso eccessivo di farmaci ad alto rischio, è associata a oltre <strong>4,7 milioni</strong> di morti l’anno a livello globale. In Italia, l’AMR è un moltiplicatore di costi e di esiti negativi. Aumentare la spesa in prevenzione fino al <strong>7% del FSN</strong> — e sganciarla dai vincoli contabili europei — non è un dettaglio tecnico: è una scelta industriale sulla salute del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capitale umano in trincea: medici e infermieri non bastano più</h2>



<p>Numeri alla mano: <strong>625 mila</strong> dipendenti nel SSN, ma <strong>oltre 7.000 medici</strong> hanno lasciato le strutture pubbliche nel 2024 (+133% rispetto al 2022). Si esce per turni usuranti, scarsa autonomia, retribuzioni percepite come non adeguate.<br>Sugli <strong>infermieri</strong> il quadro è persino più critico: <strong>6,8 per 1.000 abitanti</strong> (contro 8,2 UE). Ogni anno <strong>30–33 mila</strong> lasciano la professione, mentre le università formano circa <strong>10 mila</strong> nuovi ingressi. E, per la prima volta, le candidature ai corsi scendono <strong>sotto</strong> i posti disponibili (meno di 19.000 domande per 20.600 posti nel 2025/26). Questo non è un problema di organico: è un problema di <strong>attrattività del lavoro</strong>. Senza un piano serio su carriere, autonomia clinica, mix di competenze e compensi, nessun piano di riforma reggerà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spesa, accesso e divari: dove si inceppa la macchina</h2>



<p>La <strong>spesa farmaceutica</strong> ha toccato <strong>36,2 miliardi</strong>, seconda solo alla Spagna. Ma appena il <strong>64%</strong> è coperto dal SSN: il resto grava sulle famiglie. La struttura della spesa resta ospedalo-centrica, mentre la transizione verso la <strong>de-ospedalizzazione</strong> e i servizi territoriali è ancora un miraggio. Risultato: LEA non uniformi, liste d’attesa, differenze marcate tra Nord e Sud. Se la geografia determina l’accesso, l’universalità è, nei fatti, incompiuta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria forte, contesto fragile: il rischio dazi e le filiere globali</h2>



<p>La manifattura della salute è un asset strategico. Ma è anche esposta agli shock geopolitici. I <strong>dazi statunitensi</strong> minacciano il comparto con perdite stimate tra <strong>2,5 e 4 miliardi</strong>: meno export significa meno margini per <strong>R&amp;S</strong>, meno investimenti in linee produttive e, alla lunga, meno disponibilità di farmaci e device per i pazienti europei. Nel breve pagano le imprese; nel medio pagano i cittadini, con carenze e nuove dipendenze extra-UE. La risposta non può che essere sistemica: accordi commerciali intelligenti, diversificazione delle catene del valore, incentivi selettivi all’innovazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale: dall’entusiasmo all’adozione governata</h2>



<p>L’IA in sanità è passata da promessa a pipeline concreta: <strong>da 1,1 miliardi di dollari nel 2016 a 32,3 nel 2024</strong> a livello globale. In Italia il mercato vale <strong>97 milioni</strong> (2023) con una previsione di <strong>740 milioni</strong> entro il 2030. Il dato culturale è incoraggiante: <strong>oltre il 60%</strong> dei medici ipotizza di usarla per <strong>monitoraggio e prevenzione</strong>, la metà per <strong>diagnosi</strong> più accurate. L’Italia è <strong>terza al mondo</strong> per numero di studi clinici che integrano IA.<br>Ma l’adozione si scontra con la realtà: bandi e procedure <strong>più lenti del 30%</strong> rispetto alla media UE, procurement fissato sul <strong>massimo ribasso</strong>, scarsa valorizzazione del <strong>valore clinico</strong> e dell’outcome. Servono percorsi regolatori rapidi, <strong>valutazione HTA</strong> aggiornata ai modelli data-driven, rimborsi che premino l’impatto sugli esiti, non solo il prezzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Malattie rare: dove lo Stato si misura davvero</h2>



<p>Oltre <strong>2 milioni</strong> di italiani convivono con una malattia rara; <strong>il 75% sono bambini</strong>. L’Italia è tra i Paesi UE con maggiore disponibilità di <strong>farmaci innovativi</strong>, ma l’accesso è lento: <strong>439 giorni</strong> medi contro <strong>128</strong> in Germania. Restano <strong>130 mila</strong> persone non registrate nei RRMR e persistono forti divari territoriali, con la spesa pro-capite molto più bassa al Sud.<br>Qui la retorica non basta: servono <strong>strumenti innovativi di market access</strong> (accordi di condivisione del rischio, pagamenti legati a esiti, canali accelerati), rafforzamento dei <strong>registri</strong> e una rete nazionale di <strong>centri di riferimento</strong> con percorsi uniformi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia nazionale (davvero) operativa</h2>



<p>Nove Paesi europei — e l’UE stessa — si sono già dotati di una <strong>Strategia sulle Scienze della Vita</strong>. L’Italia non può essere l’eccezione. La bussola proposta dal rapporto è chiara:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Portare la prevenzione al 7% del FSN</strong> e proteggerla dai vincoli del deficit</li>



<li><strong>Ridisegnare le carriere</strong> di medici e infermieri (autonomia, skill mix, differenziali retributivi) e piano straordinario di formazione/retention</li>



<li><strong>De-ospedalizzare</strong> con servizi di prossimità e presa in carico delle cronicità</li>



<li><strong>Procurement “value-based”</strong>: criteri che premino outcome, qualità e innovazione, non solo il prezzo</li>



<li><strong>Fast-track regolatori e HTA</strong> per terapie avanzate, dispositivi e soluzioni di IA</li>



<li><strong>Difesa industriale intelligente</strong>: sostegno a export e filiere, mitigazione del rischio dazi, incentivi a R&amp;S e reshoring selettivo</li>



<li><strong>Governance dei dati</strong>: interoperabilità, privacy by design, standard aperti per accelerare ricerca e cura.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Metriche che contano: come misurare il cambiamento</h2>



<p>Riformare significa <strong>misurare</strong>. Cinque indicatori semplici, non manipolabili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tasso di abbandono</strong> di medici e infermieri nel SSN</li>



<li><strong>Giorni medi di accesso</strong> ai farmaci innovativi (totale e per regione)</li>



<li><strong>Quota di spesa in prevenzione</strong> sul FSN</li>



<li><strong>Tempo medio di procurement</strong> sanitario rispetto alla media UE</li>



<li><strong>Esiti clinici</strong> (ad esempio ricoveri evitabili per cronicità) in rapporto all’adozione di modelli di cura territoriali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere tra manutenzione del passato e costruzione del futuro</h2>



<p>L’Italia della salute è un Paese bifronte: <strong>campione industriale</strong> e <strong>sistema pubblico affaticato</strong>. Continuare con la manutenzione del passato significherebbe rincorrere emergenze, accettare divari, normalizzare l’esodo dei professionisti e sprecare il dividendo dell’innovazione. La strada alternativa — più difficile ma praticabile — è trattare <strong>prevenzione, capitale umano e innovazione</strong> come infrastrutture, non come capitoli di spesa: finanziarle in modo stabile, misurarle, proteggerle dai cicli politici.<br>La domanda, allora, non è se l’Italia <strong>possa</strong> diventare un hub strategico delle scienze della vita. Lo è già, nei numeri e nelle competenze. La domanda è se saprà <strong>portare questa eccellenza dentro le corsie</strong>, accorciando i tempi di accesso, riducendo i divari, restituendo dignità al lavoro clinico. È qui che si decide la qualità della nostra democrazia sanitaria. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Goldman Sachs investe 70 milioni di dollari in Kakehashi: strategia di rilancio nel tech sanitario giapponese</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/goldman-sachs-investe-70-milioni-di-dollari-in-kakehashi-strategia-di-rilancio-nel-tech-sanitario-giapponese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 06:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Goldman Sachs]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita']]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Gold.png" type="image/jpeg" />Il colosso finanziario statunitense scommette sull’innovazione digitale nella sanità nipponica, puntando su un software adottato da oltre il 20% delle farmacie giapponesi. Goldman Sachs torna a investire nel panorama tech giapponese con un’operazione da circa 10 miliardi di yen (pari a 69,1 milioni di dollari) a favore di Kakehashi, società emergente specializzata nello sviluppo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Gold.png" type="image/jpeg" />
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<p>Il colosso finanziario statunitense scommette sull’innovazione digitale nella sanità nipponica, puntando su un software adottato da oltre il 20% delle farmacie giapponesi.</p>
</blockquote>



<p><strong>Goldman Sachs</strong> torna a investire nel panorama tech giapponese con un’operazione da circa 10 miliardi di yen (pari a 69,1 milioni di dollari) a favore di <strong>Kakehashi</strong>, società emergente specializzata nello sviluppo di software per l’automazione e l’efficienza delle farmacie. Si tratta del primo investimento in una startup giapponese da parte della banca statunitense dal 2023, a conferma dell’interesse crescente per il settore <strong>healthtech</strong> in Asia.</p>



<p>Fondata a Tokyo, Kakehashi fornisce una suite di strumenti digitali che consente ai farmacisti di migliorare la gestione delle prescrizioni e di ottimizzare le indicazioni terapeutiche fornite ai pazienti. La piattaforma è oggi utilizzata in oltre il 20% delle farmacie giapponesi, confermandosi come una delle soluzioni più diffuse e apprezzate nel settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un investimento strategico con valenza geopolitica ed economica</h2>



<p>Con oltre <strong>13 miliardi di dollari investiti a livello globale in startup dal 2003</strong>, Goldman Sachs rafforza il proprio posizionamento nel mercato giapponese, dopo operazioni rilevanti come quelle con <strong>Mercari</strong> nel 2018 e <strong>Go</strong> (servizio di mobilità urbana) nel 2023. La scelta di Kakehashi, tuttavia, rappresenta un cambio di passo: il focus si sposta ora su un ambito essenziale come la <strong>digitalizzazione dei sistemi sanitari</strong>, divenuto cruciale anche alla luce dell’invecchiamento demografico del Giappone e della crescente domanda di servizi farmaceutici efficienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione nel cuore della sanità territoriale</h2>



<p>La tecnologia sviluppata da Kakehashi punta a trasformare il ruolo del farmacista in chiave proattiva: non più solo dispensatore di farmaci, ma <strong>mediatore clinico</strong> dotato di strumenti digitali per personalizzare l’assistenza e monitorare l’aderenza terapeutica. Questo modello è particolarmente coerente con le politiche di <strong>sanità preventiva e domiciliare</strong> promosse dal governo giapponese.</p>



<p>Goldman Sachs, in una nota, ha sottolineato come l’investimento risponda alla strategia globale della banca di sostenere “<strong>imprese ad alto impatto sociale e tecnologico</strong>”, in linea con gli obiettivi ESG e con le tendenze emergenti nella <strong>sanità digitale internazionale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni per l’ecosistema startup giapponese</h2>



<p>L’operazione rappresenta un segnale forte anche per l’ecosistema delle startup in Giappone, che ha spesso faticato ad attrarre capitali esteri su larga scala. L’interesse di Goldman Sachs potrebbe fare da apripista per nuovi round di investimento da parte di fondi globali, stimolando un maggiore dinamismo in un contesto economico in via di liberalizzazione.</p>



<p>Dal punto di vista geopolitico, l’investimento si inserisce in una fase di rafforzamento delle <strong>relazioni USA-Giappone</strong> sul fronte tecnologico e industriale, in un contesto globale segnato dalla competizione tecnologica con la Cina e dalla necessità di <strong>ridurre le vulnerabilità nelle catene del valore sanitarie</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Centralita&#8217; del software sanitario</h2>



<p>L’ingresso di Goldman Sachs in Kakehashi non è soltanto un’operazione finanziaria, ma un indicatore della crescente <strong>centralità del software sanitario</strong> nei piani strategici di investimento globale. La capacità di coniugare innovazione tecnologica, impatto sociale e sostenibilità economica rappresenta la vera leva competitiva nel nuovo paradigma post-pandemico della sanità.</p>



<p>Kakehashi potrebbe diventare, in questo scenario, un <strong>caso studio di successo nel tech for health</strong>, dimostrando come la trasformazione digitale del settore farmaceutico possa partire dal Giappone per influenzare il resto del mondo.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>EssilorLuxottica acquisisce Optegra: espansione strategica nella sanità digitale e nell’eyecare integrato in Europa</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/essilorluxottica-acquisisce-optegra-espansione-strategica-nella-sanita-digitale-e-nelleyecare-integrato-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[EssilorLuxottica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/EssilorLuxottica.png" type="image/jpeg" />Con l’acquisizione di una rete paneuropea di cliniche oftalmologiche, il gruppo franco-italiano accelera il posizionamento nel settore med-tech, puntando su innovazione clinica, diagnostica avanzata e piattaforme terapeutiche integrate. Il colosso dell’eyewear EssilorLuxottica ha annunciato l’accordo per l’acquisizione del gruppo Optegra, rete di oltre 70 cliniche oftalmologiche distribuite tra Regno Unito, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/essilorluxottica-acquisisce-optegra-espansione-strategica-nella-sanita-digitale-e-nelleyecare-integrato-in-europa/">EssilorLuxottica acquisisce Optegra: espansione strategica nella sanità digitale e nell’eyecare integrato in Europa</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/EssilorLuxottica.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Con l’acquisizione di una rete paneuropea di cliniche oftalmologiche, il gruppo franco-italiano accelera il posizionamento nel settore med-tech, puntando su innovazione clinica, diagnostica avanzata e piattaforme terapeutiche integrate.</p>
</blockquote>



<p>Il colosso dell’eyewear <strong>EssilorLuxottica</strong> ha annunciato l’accordo per l’acquisizione del gruppo <strong>Optegra</strong>, rete di oltre 70 cliniche oftalmologiche distribuite tra Regno Unito, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Paesi Bassi. L’operazione – supportata da <strong>Rothschild &amp; Co. </strong>come advisor finanziario – rappresenta un passo decisivo nella strategia del gruppo per <strong>ampliare il proprio raggio d’azione nel settore medicale ad alta tecnologia</strong>, con un focus crescente sulla <strong>salute visiva integrata</strong>.</p>



<p>I termini finanziari della transazione non sono stati resi noti. Il closing è previsto entro la fine dell’anno, subordinatamente alle consuete approvazioni regolatorie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Optegra: una piattaforma europea di eccellenza oftalmologica</h2>



<p>Il gruppo <strong>Optegra</strong>, controllato fino ad oggi dal fondo di private equity <strong>MidEuropa</strong>, opera con i marchi <strong>Optegra, Lexum e Iris</strong>, offrendo un portafoglio completo di trattamenti visivi, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chirurgia della cataratta</li>



<li>terapia per la degenerazione maculare legata all’età (AMD)</li>



<li>gestione del glaucoma</li>



<li>chirurgia refrattiva laser e sostituzione del cristallino.</li>
</ul>



<p>Il modello di business integra <strong>servizi rimborsati dal sistema sanitario pubblico e soluzioni private-pay</strong>, consentendo un’ampia copertura demografica e geografica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia oltre l’eyewear: EssilorLuxottica nel med-tech</h2>



<p>L’acquisizione di Optegra segna l’ingresso diretto di <strong>EssilorLuxottica</strong> in un segmento complementare al core business di lenti oftalmiche e occhiali da sole, già recentemente ampliato con soluzioni come gli <strong>occhiali smart Ray-Ban Meta</strong> e i prototipi di <strong>ausili uditivi integrati nei frame</strong>.</p>



<p>“<em>Con Optegra entriamo in una nuova frontiera, dove diagnosi, trattamento e chirurgia oftalmica convivono in una piattaforma integrata</em>,” hanno dichiarato in una nota congiunta l’<strong>amministratore delegato Francesco Milleri</strong> e il <strong>vice CEO Paul du Saillant</strong>.</p>



<p>L’obiettivo è costruire un’offerta <strong>end-to-end di salute visiva</strong>, fondata su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>diagnostica di precisione;</li>



<li>tecnologie chirurgiche mini-invasive;</li>



<li>data analytics clinico;</li>



<li>interoperabilità tra prodotti, servizi e infrastrutture sanitarie.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni strategiche e industriali: tra healthtech e verticalizzazione del valore</h2>



<p>L’operazione si inserisce nel più ampio trend globale di <strong>integrazione verticale tra industria tecnologica e sanità specialistica</strong>, con implicazioni rilevanti su vari fronti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>economico-finanziario</strong>: aumento della marginalità tramite servizi ad alto valore aggiunto e ricavi ricorrenti</li>



<li><strong>giuridico-regolatorio</strong>: necessità di gestire compliance sanitaria cross-border e autorizzazioni multi-giurisdizionali</li>



<li><strong>tecnologico</strong>: sinergie tra dispositivi indossabili, intelligenza artificiale diagnostica e telemedicina oftalmica</li>



<li><strong>politica industriale</strong>: consolidamento europeo del settore dell’eyecare, con prospettive di innovazione e reshoring produttivo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Europa e salute visiva: un ecosistema in trasformazione</h2>



<p>La mossa di EssilorLuxottica conferma l’importanza strategica del mercato europeo della salute visiva, spinto da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>invecchiamento demografico</strong></li>



<li>crescente prevalenza di patologie visive croniche</li>



<li>domanda di soluzioni personalizzate e accessibili.</li>
</ul>



<p>L’integrazione tra industria ottica e reti cliniche rappresenta una risposta sistemica a queste sfide, proponendo <strong>modelli assistenziali distribuiti</strong>, capaci di ottimizzare risorse pubbliche e private.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovo posizionamento competitivo</h2>



<p>Con l’acquisizione di Optegra, <strong>EssilorLuxottica ridefinisce il proprio posizionamento competitivo</strong>, ponendosi come attore chiave nella convergenza tra <strong>industria ottica, tecnologia medica e servizi sanitari digitali</strong>. Un passo che rafforza la leadership globale del gruppo e apre a nuovi scenari di <strong>integrazione orizzontale tra prodotto, servizio e cura</strong>, con impatti diretti su innovazione, politiche sanitarie e sostenibilità dell’ecosistema europeo dell’eyecare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/essilorluxottica-acquisisce-optegra-espansione-strategica-nella-sanita-digitale-e-nelleyecare-integrato-in-europa/">EssilorLuxottica acquisisce Optegra: espansione strategica nella sanità digitale e nell’eyecare integrato in Europa</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<title>OpenAI e FDA: trattative in corso sull’adozione dell’intelligenza artificiale nella regolazione sanitaria statunitense</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/openai-e-fda-trattative-in-corso-sulladozione-dellintelligenza-artificiale-nella-regolazione-sanitaria-statunitense/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 08:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[FDA]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAi]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Sanita-USA.png" type="image/jpeg" />Incontri riservati tra l’agenzia federale americana e un team selezionato di OpenAI aprono nuovi scenari sull’impiego di modelli linguistici avanzati nell’ambito della governance sanitaria e dell’efficienza amministrativa. Negli Stati Uniti si delinea una possibile svolta nell’intersezione tra intelligenza artificiale e regolazione pubblica. Secondo quanto riportato da Wired, una serie di incontri riservati si è tenuta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Sanita-USA.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Incontri riservati tra l’agenzia federale americana e un team selezionato di <strong>OpenAI</strong> aprono nuovi scenari sull’impiego di modelli linguistici avanzati nell’ambito della governance sanitaria e dell’efficienza amministrativa.</p>
</blockquote>



<p>Negli Stati Uniti si delinea una possibile svolta nell’intersezione tra intelligenza artificiale e regolazione pubblica. Secondo quanto riportato da <em>Wired</em>, una serie di incontri riservati si è tenuta nelle ultime settimane tra una delegazione selezionata di <strong>OpenAI</strong> e la <strong>Food and Drug Administration (FDA)</strong>, l’agenzia federale preposta alla regolazione di farmaci, dispositivi medici e prodotti alimentari. Gli incontri avrebbero coinvolto anche rappresentanti collegati al cosiddetto <em>Department of Government Efficiency</em>, un’iniziativa sostenuta da Elon Musk, volta a promuovere una riforma tecnologica radicale dell’apparato statale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un nuovo modello di regolazione data-driven</h2>



<p>Le trattative avrebbero l’obiettivo di esplorare l’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale – in particolare modelli linguistici generativi – nei processi regolatori e di autorizzazione della FDA. L’iniziativa rientrerebbe in una più ampia strategia del governo USA per aumentare l’efficienza, la scalabilità e la trasparenza delle decisioni amministrative attraverso tecnologie emergenti.</p>



<p>La collaborazione potrebbe includere l’adozione di AI per l’elaborazione automatizzata delle richieste di autorizzazione (come le <em>New Drug Applications</em>), l’analisi predittiva dei dati clinici e l’assistenza nel monitoraggio post-market di farmaci e dispositivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione regolatoria e rischio sistemico</h2>



<p>Dal punto di vista giuridico e istituzionale, l’ingresso dell’AI nei processi di regolazione sanitaria solleva questioni complesse: dai limiti etici dell’automazione decisionale all’affidabilità statistica dei modelli, fino al rischio di <em>algorithmic bias</em> in ambiti ad alta criticità come la salute pubblica.</p>



<p>La FDA, tra le agenzie più tecnicamente sofisticate al mondo, potrebbe rappresentare un benchmark per lo sviluppo di nuovi paradigmi di <em>regulatory tech</em>. Tuttavia, l’utilizzo di sistemi sviluppati da aziende private solleva anche interrogativi sulla trasparenza dei modelli, sulla proprietà dei dati e sul rispetto delle normative federali in materia di procurement e sicurezza informatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni economiche e geopolitiche</h2>



<p>Dal punto di vista industriale, l’eventuale adozione di AI nei workflow della FDA segnerebbe una discontinuità significativa per il settore biofarmaceutico, modificando le dinamiche di time-to-market, costi di compliance e criteri di valutazione del rischio.</p>



<p>A livello geopolitico, gli Stati Uniti invierebbero un segnale forte di leadership tecnologica, posizionandosi come pionieri nell’adozione istituzionale dell’intelligenza artificiale generativa. Una simile iniziativa potrebbe stimolare risposte simmetriche da parte di attori come l’Unione Europea, il Regno Unito e Singapore, che già stanno esplorando regolamenti e sandbox normativi in ambito <em>AI for health</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo del “Department of Government Efficiency”</h2>



<p>Particolarmente rilevante è la presenza nella trattativa di rappresentanti legati al <em>Department of Government Efficiency</em>, un’entità non ufficiale, associata all’ecosistema imprenditoriale di Elon Musk, che promuove l’automazione dei processi governativi come leva per ridurre costi, ridondanze e inefficienze. La sua inclusione nel dialogo tra OpenAI e FDA suggerisce una convergenza tra visioni <em>techno-libertarian</em> e politiche pubbliche orientate all’ottimizzazione algoritmica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;apertura della FDA</h2>



<p>L’apertura della FDA a un confronto operativo con OpenAI rappresenta un potenziale spartiacque nell’evoluzione delle pubbliche amministrazioni in era digitale. Se implementato con criteri di robustezza, trasparenza e accountability, l’impiego di AI nei processi regolatori potrebbe inaugurare una nuova fase di <em>government-as-a-platform</em>, accelerando la trasformazione dell’interazione tra cittadini, imprese e istituzioni.</p>



<p>Tuttavia, l’adozione di tali tecnologie in ambiti critici come la salute richiederà una governance multilivello, in grado di bilanciare innovazione e tutela dei diritti fondamentali.</p>
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		<title>L’Ospedale del Futuro: dai Chatbot ai Chirurghi Robot. L’alba della rivoluzione ospedaliera basata sull’IA</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/lospedale-del-futuro-dai-chatbot-ai-chirurghi-robot-lalba-della-rivoluzione-ospedaliera-basata-sullia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Gambardella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 16:16:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Editoriale-Luigi.png" type="image/jpeg" />Gli ospedali gestiti dall’intelligenza artificiale un tempo sembravano pura fantascienza, eppure, oggi, assistiamo alla realizzazione di ciò che un tempo era solo immaginazione. Il Robodoc Hospital a Pechino A Pechino, in Cina, l’avveniristico “Robodoc Hospital” ha già aperto le sue porte, interamente presidiato da medici e infermieri robot alimentati dall’IA. La loro capacità di diagnosticare, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Editoriale-Luigi.png" type="image/jpeg" />
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<p>Gli ospedali gestiti dall’intelligenza artificiale un tempo sembravano pura fantascienza, eppure, oggi, assistiamo alla realizzazione di ciò che un tempo era solo immaginazione.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il Robodoc Hospital a Pechino</h2>



<p> A <strong>Pechino</strong>, in Cina, l’avveniristico “<strong>Robodoc Hospital</strong>” ha già aperto le sue porte, interamente presidiato da medici e infermieri robot alimentati dall’IA. <br>La loro capacità di diagnosticare, curare e monitorare fino a 3.000 pazienti al giorno ha portato l’efficienza a nuovi livelli, riducendo al contempo i tempi di attesa e i costi complessivi. <br>Non è l’unico passo audace nel panorama sanitario. <br>Douyin, nota come la versione cinese di TikTok e anch’essa controllata dal colosso tecnologico ByteDance, sta costruendo un enorme ospedale da 800 posti letto, avendo investito milioni di dollari nella speranza che il grande settore tecnologico possa innalzare l’assistenza ai pazienti a livelli mai visti. <br>Per molti, ciò segnala un futuro in cui la tecnologia avanzata è parte integrante degli ospedali, al pari dei medici, degli stetoscopi e degli infermieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro in Asia, Stati Uniti e Europa</h2>



<p>Tale futuro non è però confinato alla Cina. In altre parti del mondo, alcuni ospedali stanno già impiegando tecnologie che solo pochi anni fa sarebbero sembrate straordinarie. <br>Negli Stati Uniti, strutture come il Johns Hopkins Hospital e la Mayo Clinic hanno adottato sistemi di IA all’avanguardia per analizzare le immagini mediche in tempi record, rilevare anomalie sottili che sfuggono all’occhio umano e persino prevedere il peggioramento di un paziente prima che diventi pericoloso per la vita. <br>I chirurghi di istituti come la Cleveland Clinic si servono spesso di robot in grado di eseguire operazioni con una precisione sorprendente, riuscendo a muoversi in spazi chirurgici ristretti come nessuna mano umana potrebbe fare. <br>In Europa, il Karolinska University Hospital in Svezia ha integrato la telemedicina avanzata per i pazienti nelle zone remote, utilizzando software intelligenti per coordinare specialisti e operatori sanitari locali, garantendo che le competenze mediche siano accessibili a chi altrimenti resterebbe escluso.<br>Nel frattempo, in Asia, il Seoul National University Hospital in Corea del Sud utilizza software basati sull’IA per interpretare le scansioni radiologiche in pochi secondi, rilevando fasi iniziali di malattie come il cancro ai polmoni o la tubercolosi molto prima rispetto ai metodi tradizionali. <br>A Singapore, l’iniziativa “Hospital of the Future” mira a rendere le teleconsulenze e il monitoraggio remoto dei pazienti così fluidi da far diventare la visita in ambulatorio l’eccezione e non la regola. <br>Persino in Medio Oriente, la Cleveland Clinic Abu Dhabi combina la chirurgia robotica con l’analisi dei dati per creare piani di trattamento personalizzati, dimostrando che l’IA sta trasformando la sanità dal Golfo Persico al Pacifico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera rivoluzione dell&#8217;IA</h2>



<p>Eppure, queste innovazioni non riguardano solo robot e dispositivi all’avanguardia. La vera rivoluzione risiede nel modo in cui l’IA sposta il focus verso la cura preventiva, il monitoraggio continuo e il sostegno globale al paziente. <br>Al Robodoc Hospital, i pazienti si connettono al sistema tramite smartphone e dispositivi indossabili che registrano in tempo reale i parametri vitali e avvisano l’IA quando qualcosa sembra anomalo. <br>Questo approccio consente di prevenire le complicazioni sul nascere, mantenendo i costi gestibili e migliorando in modo significativo gli esiti clinici. <br>Lo stesso principio ispira il piano di Singapore per ridurre i ricoveri ripetuti attraverso un monitoraggio proattivo, o l’iniziativa della Mayo Clinic, che analizza milioni di cartelle cliniche per ottenere indicazioni predittive utili ai medici nel prevenire le malattie. <br>In questo mondo guidato dai dati, macchine e medici sono partner naturali: l’IA setaccia enormi quantità di informazioni, mentre i medici apportano empatia, sensibilità e giudizio clinico che gli algoritmi non hanno ancora raggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opportunita&#8217; economiche</h2>



<p>Le opportunità economiche che circondano questi progressi sono immense. <br>Secondo diverse previsioni di settore, il mercato globale dell’IA in ambito sanitario, valutato intorno ai 15 miliardi di dollari solo pochi anni fa, potrebbe crescere a un tasso annuo superiore al 35%, arrivando a superare i 200 miliardi di dollari entro il 2030. <br>La robotica medica è un settore altrettanto fiorente, con stime che indicano che i robot chirurgici, i dispositivi medici autonomi e altre forme di assistenza robotica potrebbero costituire un mercato globale compreso tra i 40 e i 50 miliardi di dollari nello stesso periodo. <br>Più in generale, il settore sanitario mondiale, che già supera i 10 trilioni di dollari, potrebbe oltrepassare i 15 trilioni entro la fine del decennio. <br>Gli analisti prevedono, inoltre, che l’automazione dei processi e l’analisi dei dati basate sull’IA possano far risparmiare centinaia di miliardi di dollari ogni anno ai sistemi sanitari, liberando risorse da destinare a ricerca, formazione e assistenza di migliore qualità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove opportunita&#8217; di lavoro</h2>



<p>Questo flusso di capitali ha spinto giganti tecnologici come ByteDance a investire massicciamente in ospedali e reti sanitarie private, convinti dei rendimenti a lungo termine derivanti dalla modernizzazione dei trattamenti e della gestione dei pazienti. <br>Parallelamente, emergono nuove opportunità di lavoro in ogni direzione. <br>Ingegneri specializzati in IA, data scientist ed esperti di interfacce uomo-macchina stanno incrementando la forza lavoro in campo sanitario, garantendo che questi ospedali futuristici non siano dotati unicamente di robot, ma anche di una nuova generazione di professionisti altamente specializzati. <br>Questo sviluppo potrebbe favorire anche la crescita delle economie locali, soprattutto laddove esistono centri di ricerca all’avanguardia in grado di trainare l’innovazione nell’hardware, nel software e nei protocolli medici avanzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Protezione dati e responsabilita&#8217;</h2>



<p>Ovviamente, l’integrazione dell’IA in medicina porta con sé questioni di natura etica, giuridica e normativa. <br>Resta aperto il dibattito su come proteggere la privacy dei dati, su chi risponde degli errori commessi da un modello di machine learning e su quanta autonomia concedere a questi algoritmi. <br>Tuttavia, se sviluppatori, regolatori e operatori sanitari sapranno gestire in maniera responsabile tali aspetti, il potenziale offerto dagli ospedali alimentati dall’IA di migliorare la vita dei pazienti è enorme. <br>Il Robodoc Hospital di Pechino potrebbe essere al centro dell’attenzione oggi, ma esistono innumerevoli altri esempi in tutto il mondo che stanno gettando le basi di un nuovo standard di cura. <br>In un futuro prossimo, potremmo chiederci come abbiamo fatto a vivere senza chirurghi robot, diagnosi supportate dall’IA e la comodità della telemedicina in grado di assisterci ovunque ci troviamo. <br>L’era della rivoluzione ospedaliera basata sull’IA è iniziata e promette di rimodellare l’assistenza sanitaria e il suo settore da trilioni di dollari per le generazioni a venire.<br></p>
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		<title>ByteDance e Douyin puntano sul settore sanitario. In Cina varra&#8217; 67,82 miliardi di dollari nel 2025</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/bytedance-e-douyin-puntano-sul-settore-sanitario-in-cina-varra-6782-miliardi-di-dollari-nel-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 15:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ByteDance]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Sanita.png" type="image/jpeg" />La piattaforma cinese di video-sharing Douyin, di proprietà di ByteDance, costruirà un ospedale nel distretto di Chaoyang, Pechino, come parte della sua più ampia strategia di investimenti nel settore sanitario. La proposta della società Douyin è stata approvata dalla Commissione municipale per la salute di Pechino. L&#8217;ospedale, situato a Zhongguancun Chaoyang Park, ospitera&#8217; 800 posti [&#8230;]</p>
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<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La piattaforma cinese di video-sharing <strong>Douyin</strong>, di proprietà di <strong>ByteDance</strong>, costruirà un ospedale nel distretto di Chaoyang, Pechino, come parte della sua più ampia strategia di investimenti nel settore sanitario.</p>
</blockquote>



<p>La proposta della società Douyin è stata approvata dalla Commissione municipale per la salute di Pechino. L&#8217;ospedale, situato a Zhongguancun Chaoyang Park, ospitera&#8217; 800 posti letto e sara&#8217; di terzo livello.<br>Gli ospedali cinesi sono classificati in un sistema a tre livelli. Sono designati come primari, secondari e terziari, in base alla loro dimensione e capacità di fornire assistenza medica, istruzione e ricerca. <br>Ogni categoria è ulteriormente suddivisa in gradi, con il grado A che è il più alto e il grado C il più basso, sulla base di standard, come il livello dei servizi e delle attrezzature mediche.</p>



<p>La Commissione sanitaria municipale di Pechino ha pubblicato un <a href="https://www.dsb.cn/p/01jj90q1bed4vj6c98x2hp9sjw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento</a> sul suo sito web, che mostra di aver approvato una domanda dal gruppo Douyin per istituire un ospedale nel distretto di Chaoyang, chiamato Beijing Arion Hospital, con un “tbc” alla fine del nome.</p>



<p>Non è la prima volta che Douyin e ByteDance investono nel settore medico. <br>Nel 2020 ha acquisito un popolare sito web medico <strong>Baikemy.com</strong> prima di lanciare la propria app per il servizio sanitario Xiaohe.<br>Nel 2021, Xiaohe Health Technology, controllata di ByteDance per gli investimenti sanitari, ha acquistato una quota del 17,57% in Beijing Amcare Medical Management Co., una delle più grandi catene ospedaliere private specializzate in ostetricia e ginecologia della Cina. <br>ByteDance ha acquisito il gruppo ospedaliero di fascia alta nel 2022.<br>Nel dicembre 2024, Douyin ha istituito una nuova società di gestione medica a Pechino con un capitale registrato di 734 milioni di yuan ($ 100,8 milioni).</p>



<p>Si prevede che il mercato dell’assistenza sanitaria online in Cina raggiungerà 494,3 miliardi di RMB (67,82 miliardi di dollari) nel 2025.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/bytedance-e-douyin-puntano-sul-settore-sanitario-in-cina-varra-6782-miliardi-di-dollari-nel-2025/">ByteDance e Douyin puntano sul settore sanitario. In Cina varra&#8217; 67,82 miliardi di dollari nel 2025</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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