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	<title>Reti fisse Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Telecomunicazioni e concorrenza: l’alleanza degli operatori europei contro la deregolamentazione dell’UE sulle reti fisse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reti e infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Reti fisse]]></category>
		<category><![CDATA[telecomunicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Vodafone.png" type="image/jpeg" />Vodafone, Iliad, 1&#38;1 e altri operatori denunciano il rischio di “ri-monopolizzazione” del mercato a seguito delle nuove proposte della Commissione Europea. La posta in gioco: pluralismo infrastrutturale, concorrenza leale e diffusione della banda ultra-larga in Europa. Un fronte compatto di operatori europei delle telecomunicazioni ha lanciato un allarme alla Commissione Europea, opponendosi con decisione ai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/telecomunicazioni-e-concorrenza-lalleanza-degli-operatori-europei-contro-la-deregolamentazione-dellue-sulle-reti-fisse/">Telecomunicazioni e concorrenza: l’alleanza degli operatori europei contro la deregolamentazione dell’UE sulle reti fisse</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p>Vodafone, Iliad, 1&amp;1 e altri operatori denunciano il rischio di “ri-monopolizzazione” del mercato a seguito delle nuove proposte della Commissione Europea. La posta in gioco: pluralismo infrastrutturale, concorrenza leale e diffusione della banda ultra-larga in Europa.</p>
</blockquote>



<p>Un fronte compatto di operatori europei delle telecomunicazioni ha lanciato un allarme alla <strong>Commissione Europea</strong>, opponendosi con decisione ai piani di allentamento normativo nel settore delle reti fisse. In una lettera aperta diffusa giovedì, aziende come <strong>Vodafone</strong>, <strong>Iliad</strong> e <strong>1&amp;1</strong> denunciano il rischio concreto di una <strong>&#8220;ri-monopolizzazione&#8221;</strong> del mercato, mettendo in guardia contro conseguenze strutturali sul futuro della concorrenza e dell&#8217;innovazione infrastrutturale in Europa.</p>



<p>La presa di posizione arriva in risposta a una serie di proposte della Commissione Europea, che mirano a <strong>semplificare il quadro regolatorio per i principali operatori</strong> storici nei rispettivi Paesi. Una mossa che, secondo i firmatari, violerebbe i principi fondanti della concorrenza europea e metterebbe a repentaglio anni di progressi nell’accesso equo alle infrastrutture di rete.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cuore del problema: accesso alla rete e ruolo degli ex monopolisti</h2>



<p>Il nodo centrale della disputa è la regolamentazione dell’<strong>accesso wholesale</strong> alle infrastrutture di rete, in particolare quelle a banda larga in fibra ottica. Attualmente, il modello vigente impone agli operatori dominanti — come <strong>Deutsche Telekom</strong> in Germania — di offrire accesso ai loro asset infrastrutturali agli altri player di mercato a condizioni trasparenti e regolamentate.</p>



<p>Secondo i piccoli e medi operatori, ogni passo indietro rispetto a questo schema rafforzerebbe la posizione dominante degli ex monopolisti nazionali, compromettendo l’equilibrio concorrenziale e rallentando lo sviluppo della <strong>rete in fibra</strong> — un pilastro della sovranità digitale europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un paradosso normativo in piena transizione digitale</h2>



<p>L&#8217;iniziativa dell’UE giunge in un momento di forte attenzione alla <strong>transizione digitale</strong>, alla <strong>resilienza infrastrutturale</strong> e agli <strong>obiettivi dell’Agenda Digitale 2030</strong>. Proprio in questa fase, segnano i firmatari della lettera, una deregulation potrebbe favorire economie di scala per pochi attori, a scapito della <strong>diversità imprenditoriale</strong>, degli <strong>investimenti privati diffusi</strong> e, in ultima istanza, dei consumatori.</p>



<p>“La proposta della Commissione rappresenta un pericoloso passo indietro rispetto a quanto costruito in termini di concorrenza e pluralismo,” si legge nella missiva. “Chiediamo con forza che venga mantenuto il quadro attuale di obblighi di accesso per evitare una concentrazione strutturale delle infrastrutture.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto tedesco e la spinta alla fibra</h2>



<p>Non a caso, la lettera arriva poche settimane dopo l’approvazione, da parte del <strong>Bundestag tedesco</strong>, di una legge che accelera l’espansione delle reti in fibra e delle connessioni mobili. Un intervento nazionale che testimonia il permanere di <strong>asimmetrie regolatorie</strong> e tensioni tra politica industriale e logiche di mercato.</p>



<p>La Germania, con il suo mercato particolarmente concentrato, è vista come il campo di battaglia principale per il futuro delle telecomunicazioni europee. L’eventuale indebolimento del modello regolato di accesso alla rete potrebbe tradursi in <strong>un precedente normativo</strong> destinato a diffondersi in tutto il continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una questione europea di sistema</h2>



<p>La posta in gioco, secondo gli analisti, va ben oltre il singolo settore: si tratta di decidere se l’<strong>autonomia strategica europea</strong> in ambito digitale passerà da modelli aperti e competitivi o da <strong>strutture oligopolistiche</strong> rafforzate dal sostegno normativo.</p>



<p>Le prossime settimane saranno decisive. La Commissione dovrà rispondere alle critiche e chiarire se intende proseguire con l’allentamento delle tutele concorrenziali o rivedere il proprio approccio in nome della pluralità e dell’equità d’accesso.</p>
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