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	<title>Qwant Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Qwant accusa Microsoft davanti all’antitrust francese: a rischio la concorrenza nei motori di ricerca in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Qwant]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Qwant.png" type="image/jpeg" />Il motore di ricerca francese chiede misure urgenti contro Microsoft per presunto abuso di posizione dominante tramite Bing. La questione solleva criticità su concorrenza digitale, dipendenza tecnologica e sovranità informativa in Europa. La società francese Qwant, impegnata nello sviluppo di un motore di ricerca europeo incentrato sulla tutela della privacy, ha presentato un reclamo formale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/qwant-accusa-microsoft-davanti-allantitrust-francese-a-rischio-la-concorrenza-nei-motori-di-ricerca-in-europa/">Qwant accusa Microsoft davanti all’antitrust francese: a rischio la concorrenza nei motori di ricerca in Europa</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Qwant.png" type="image/jpeg" />
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<p>Il motore di ricerca francese chiede misure urgenti contro <strong>Microsoft</strong> per presunto abuso di posizione dominante tramite <strong>Bing</strong>. La questione solleva criticità su concorrenza digitale, dipendenza tecnologica e sovranità informativa in Europa.</p>
</blockquote>



<p>La società francese <strong>Qwant</strong>, impegnata nello sviluppo di un motore di ricerca europeo incentrato sulla tutela della privacy, ha presentato un reclamo formale all’<strong>Autorité de la Concurrence</strong>, l’autorità antitrust francese, contro <strong>Microsoft</strong>. Secondo fonti a conoscenza diretta della vicenda, Qwant accusa il colosso statunitense di <strong>aver degradato intenzionalmente la qualità dei risultati di ricerca</strong> offerti tramite la piattaforma <strong>Bing</strong>, da cui Qwant dipende strutturalmente per parte dei propri servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Richiesta di intervento cautelare e potenziale istruttoria</h2>



<p>Qwant ha sollecitato un <strong>intervento provvisorio urgente</strong> in attesa che l’Autorité valuti l’eventuale apertura di un’istruttoria formale. La decisione è attesa <strong>entro settembre</strong>, dopo una fase istruttoria preliminare in cui il regolatore ha già contattato altri attori del settore per acquisire feedback e conferme sulla prassi segnalata.</p>



<p>Le azioni provvisorie sono riservate, secondo la normativa francese, ai casi in cui vi sia evidenza di <strong>abuso di posizione dominante</strong> con <strong>danni gravi e immediati</strong> al soggetto denunciante.</p>



<p>Microsoft, da parte sua, ha dichiarato che <strong>la denuncia sarebbe infondata</strong> e ha affermato di <strong>collaborare pienamente</strong> con le autorità di regolamentazione francesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nodo strutturale: la dipendenza tecnologica dei motori di ricerca minori</h2>



<p>Il contenzioso mette in luce una problematica ricorrente nel mercato europeo dei motori di ricerca: <strong>la dipendenza di player minori da fornitori dominanti di tecnologie di back-end</strong>, in particolare per quanto riguarda l’indicizzazione e la fornitura dei risultati web e news.</p>



<p>Microsoft, attraverso Bing, rappresenta uno dei pochi attori in grado di fornire servizi di <strong>syndication</strong> a scala globale. Tuttavia, la crescente concentrazione e la possibile rimozione o svalutazione dei servizi a terzi mettono a rischio <strong>pluralismo informativo, concorrenza effettiva</strong> e <strong>diversificazione tecnologica</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni giuridiche, economiche e strategiche</h2>



<p>Un’eventuale conferma delle accuse porterebbe a un caso di <strong>abuso di posizione dominante</strong>, sanzionabile in Francia con multe fino al <strong>10% del fatturato globale annuo</strong> del gruppo. Ma le implicazioni superano il piano sanzionatorio.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sul fronte giuridico</strong>, la questione rientra pienamente nel dibattito europeo sulla <strong>Digital Markets Act (DMA)</strong>, che impone nuove regole ai cosiddetti <em>gatekeeper</em> digitali, tra cui figura Microsoft</li>



<li><strong>Sul piano economico</strong>, è in gioco la <strong>sopravvivenza di operatori alternativi</strong> nell’ecosistema digitale europeo, fondamentali per promuovere innovazione e competizione</li>



<li><strong>In chiave geopolitica</strong>, il caso tocca i temi della <strong>sovranità digitale europea</strong>, già al centro delle agende di Bruxelles, Parigi e Berlino, con attenzione crescente alla <strong>riduzione della dipendenza da infrastrutture extra-UE</strong></li>



<li><strong>Dal punto di vista del diritto dell’innovazione</strong>, emerge un interrogativo cruciale: può un’impresa costruire un prodotto indipendente se è costretta a utilizzare una piattaforma concorrente che ne può influenzare — o degradare — la qualità?</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo test per la regolazione digitale in Europa</h2>



<p>Il contenzioso tra Qwant e Microsoft rappresenta <strong>una cartina di tornasole per l&#8217;efficacia degli strumenti antitrust europei e nazionali</strong> in un’epoca dominata da ecosistemi digitali concentrati. In un momento storico in cui l’Europa investe nella propria autonomia digitale, questo caso potrebbe ridefinire i confini tra legittimo modello di business e abuso di potere tecnologico.</p>



<p>Se l’Autorité de la Concurrence decidesse di intervenire, non si tratterebbe soltanto di un’azione regolatoria su una controversia commerciale, ma di <strong>un segnale politico forte</strong> in favore di un <strong>mercato digitale europeo aperto, pluralista e competitivo</strong>.</p>
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