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	<title>Porsche Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Porsche Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>L’elettrico incontra il lusso: promesse, retromarce e una rivoluzione ancora sospesa</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/lusso-elettrico-transizione-supercar-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 16:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/11/Ferrari.jpg" type="image/jpeg" />Dalle supercar alle limousine, il mercato dell’auto premium rallenta sulla via dell’elettrificazione. Ferrari, Rolls-Royce, Porsche e Lamborghini ridefiniscono le proprie strategie in cerca di una nuova idea di potenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/lusso-elettrico-transizione-supercar-2025/">L’elettrico incontra il lusso: promesse, retromarce e una rivoluzione ancora sospesa</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra domanda debole, valore residuo incerto e nostalgia del motore termico, i colossi del lusso ricalibrano il futuro. Non è più solo una questione di tecnologia, ma di identità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1-un-mercato-che-ha-rallentato-e-un-entusiasmo-che-si-e-raffreddato">Un mercato che ha rallentato. E un entusiasmo che si è raffreddato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2020, l’industria del lusso automobilistico sembrava sul punto di un’epifania: “elettrico” era la parola magica, la promessa di un futuro pulito, tecnologico, e, perché no, redditizio. Poi, lentamente, l’incanto si è incrinato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi la realtà è più opaca. Progetti rinviati, modelli cancellati, strategie ricalibrate. Il mercato delle <strong>supercar elettriche di lusso</strong> si è contratto, schiacciato tra l’entusiasmo politico e il disinteresse della clientela.<br>Chi spende oltre 300 mila euro per un’auto non cerca la silenziosità di un motore: cerca <strong>un’esperienza sensoriale, un legame emotivo</strong>, la percezione fisica della potenza. E il silenzio, per molti, è una forma di assenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non abbiamo mai registrato un andamento così debole per le auto elettriche di lusso” osserva <strong>David Giboudeau</strong>, analista di Lombard Odier. “Fa eccezione solo Rolls-Royce”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In cinque anni, l’euforia si è fatta esitazione. Non si tratta solo di un problema tecnico: è psicologico, quasi culturale. L’elettrico è razionale; il lusso, per definizione, non lo è mai del tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="2-ferrari-entra-in-scena-ma-lo-fa-a-modo-suo">Ferrari entra in scena. Ma lo fa a modo suo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre altri rincorrono la forma, Ferrari ha scelto di mostrare la sostanza.<br>A Maranello non hanno svelato un’auto, ma <strong>un’idea</strong>: il telaio completo della futura <em>Elettrica</em>, con batterie, sospensioni e assali in bella vista.<br>Un gesto controcorrente, quasi provocatorio. Come dire: non vi mostriamo la bellezza, vi mostriamo la struttura che la renderà possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello finito arriverà nel 2026, <strong>quattro posti</strong>, trazione integrale, design ancora segreto, ma già si parla di un cambio di paradigma. Non più “auto elettrica” in senso stretto, bensì <strong>Ferrari alimentata da elettroni</strong>, con la stessa grammatica di potenza e controllo che da sempre definisce il marchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segnale è chiaro: Ferrari non si converte. Ferrari <strong>interpreta</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="3-numeri-da-supercar-e-un-suono-che-non-vuole-morire">Numeri da supercar. E un suono che non vuole morire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prestazioni: da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, <strong>velocità massima di 310 km/h</strong>, autonomia superiore a 530 km, ricarica ultrarapida da 350 kW. Dati da primato. Ma la parte più interessante e più ferrarista è invisibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ingegneri di Maranello hanno lavorato ossessivamente sulla <strong>sensazione di guida</strong>: la progressione dell’acceleratore, la distribuzione del peso, l’immediatezza nella risposta. Perfino il suono.<br>Sì, perché <em>Elettrica</em> non sarà muta.<br>Ferrari ha sviluppato un sistema acustico capace di amplificare il suono delle vibrazioni meccaniche, paragonandolo, con un tocco poetico, alla differenza tra <strong>una chitarra acustica e una chitarra elettrica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non imitare il V12, ma evocarlo. Non sostituire il suono, ma <strong>trasformarlo in linguaggio</strong>. È un atto di fedeltà alla memoria meccanica del marchio, e un esperimento sensoriale di altissima ambizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="4-una-strategia-di-sottrazione-meno-modelli-piu-significato">Una strategia di sottrazione: meno modelli, più significato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo modello elettrico è già rinviato al 2028. Non è esitazione: è metodo.<br>Il gruppo riconosce che la domanda per le supercar a batteria è ancora marginale e che <strong>l’eccesso di fretta brucia valore</strong>.<br>Ferrari, invece, lavora sul lungo periodo: costruisce attesa, rafforza la narrazione, educa il desiderio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In assenza di un’offerta elettrica, le vendite continuano a crescere. La brand equity resta intatta, forse persino amplificata da questa calma strategica.<br>Quando <em>Elettrica</em> arriverà, sarà percepita come <strong>una conquista</strong>, non come una concessione alle mode del momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ferrari non vuole un’auto che venda di più.<br>Vuole un’auto che <strong>definisca il nuovo standard emotivo</strong> del lusso elettrico.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="5-rolls-royce-porsche-lamborghini-tre-modi-diversi-di-affrontare-la-paura">Rolls-Royce, Porsche, Lamborghini: tre modi diversi di affrontare la paura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’industria intorno si muove in direzioni divergenti.<br><strong>Rolls-Royce</strong>, fedele alla sua identità di comfort assoluto, ha trovato nell’elettrico la propria continuità naturale. La <em>Spectre</em> ha superato le aspettative: per i suoi clienti, il silenzio non è una mancanza, ma <strong>la massima forma di eleganza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Porsche</strong>, invece, paga l’anticipo. La <em>Taycan</em> è stata pioniera, ma le vendite non hanno retto all’hype. In alcuni mercati, come il Regno Unito, le ipotesi di leasing si sono rivelate troppo ottimistiche.<br>E c’è il nodo del <strong>valore residuo</strong>: la Taycan perde fino al 26% del prezzo in un anno. Per chi compra Porsche come investimento, è un colpo duro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lamborghini</strong>, più prudente, ha scelto una strategia ibrida. Le plug-in <em>Revuelto</em> e <em>Urus SE</em> tengono alto l’appeal, mentre la prima full electric, <em>Lanzador</em>, è rinviata al 2029.<br>“Il mercato non è pronto” ammette Stephan Winkelmann.<br>Tradotto: meglio aspettare che la domanda diventi emozione, non solo curiosità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="6-maserati-bugatti-pagani-la-crisi-dellidentita">Maserati, Bugatti, Pagani: la crisi dell’identità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi ha provato a correre troppo. <strong>Maserati</strong>, convinta di potersi imporre con <em>Granturismo Folgore</em> e <em>Grecale EV</em>, ha visto le vendite crollare del 50%. Il progetto <em>MC20 elettrica</em> è stato cancellato, l’azienda è tornata all’ibrido. Un dietrofront pragmatico, quasi inevitabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bugatti</strong>, sotto la direzione Rimac, ha preferito la fusione tra potenza termica e tecnologia elettrica: <em>Tourbillon</em>, con motore V16 e tre unità elettriche, ha saturato gli ordini fino al 2029. Ma la sorella minore, la <em>Nevera</em>, resta un esercizio da vetrina più che un prodotto di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono gli irriducibili: <strong>Pagani</strong> e <strong>Koenigsegg</strong>, che rifiutano apertamente la logica “silenziosa” dell’elettrico. Horacio Pagani ha abbandonato il progetto <em>Utopia EV</em>, fedele al cambio manuale e al suono metallico. Christian von Koenigsegg, dal canto suo, definisce le EV “robot senz’anima”.<br>Per entrambi, il lusso è ancora <strong>un atto artigianale, imperfetto, rumoroso</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="7-il-punto-cieco-dellelettrico-il-valore-residuo">Il punto cieco dell’elettrico: il valore residuo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una verità scomoda nel lusso elettrico: <strong>le batterie invecchiano, il mito no</strong>.<br>Chi compra una supercar non pensa solo al piacere di guida, ma anche alla <strong>rivalutazione futura</strong>.<br>Se un modello perde il 25% del suo valore in un anno, non è un investimento: è un rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elettrico, in questo senso, sconta ancora la percezione di obsolescenza. Ogni aggiornamento software, ogni nuova chimica di batteria, declassa il modello precedente.<br>Ferrari conosce il problema, e gioca su un terreno diverso: <strong>l’esclusività come garanzia di stabilità</strong>.<br>Pochi esemplari, produzioni mirate, e una clientela che non compra mai “per bisogno”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la <em>Elettrica</em> terrà il valore come le sue sorelle termiche, sarà il segnale che il mercato del lusso EV è davvero maturato.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="8-non-imitare-il-passato-tradurlo">Non imitare il passato. Tradurlo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molte case hanno provato a “simulare” l’esperienza del motore termico: suoni artificiali, cambi finti, vibrazioni programmate.<br>Ferrari rifiuta questa nostalgia ingegnerizzata.<br>Il suo obiettivo è <strong>tradurre</strong> il linguaggio del motore in una nuova sintassi di accelerazioni, silenzi e feedback. Non copiare il passato, ma <strong>trasferirne l’anima</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza è sottile, ma decisiva.<br>Perché se un’elettrica può trasmettere la stessa adrenalina di una termica, senza imitare nulla, allora il futuro ha trovato la sua grammatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="9-la-finestra-e-stretta-ma-la-visione-e-lunga">La finestra è stretta, ma la visione è lunga</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ferrari entra in un mercato fragile, ma lo fa con la consapevolezza di chi non deve dimostrare nulla.<br>La sfida non è vendere migliaia di unità. È <strong>restituire senso e desiderio</strong> a un segmento che rischia di diventare freddo, intercambiabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni costruttore di lusso si muove su un equilibrio sottile tra innovazione e identità.<br>Ma solo pochi, pochissimi, hanno la forza di <strong>imporre un ritmo narrativo</strong> al cambiamento.<br>Ferrari, forse, è uno di questi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="10-quando-il-silenzio-diventa-potenza">Quando il silenzio diventa potenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo del lusso, la vera innovazione non è la velocità. È la <strong>coerenza</strong>.<br>Ferrari non si è precipitata nell’elettrico: lo ha studiato, atteso, interiorizzato.<br>E quando il modello arriverà, sarà più di una macchina: sarà <strong>una dichiarazione culturale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di sostituire il rombo con un sibilo.<br>Si tratta di capire se la potenza, nel XXI secolo, può ancora emozionare senza fare rumore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se la risposta, come pare, sarà sì, allora Ferrari non avrà solo costruito la sua prima elettrica.<br>Avrà costruito il <strong>futuro del desiderio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Lombard Odier</p>
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		<title>Cina, rivoluzione nei consumi auto: legacy brand in crisi, i costruttori locali ridefiniscono il mercato premium all’epoca dell’elettrico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 14:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[EV]]></category>
		<category><![CDATA[Porsche]]></category>
		<category><![CDATA[Shanghai Auto Show 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Porsche.png" type="image/jpeg" />Shanghai Auto Show 2025 evidenzia la perdita di competitività di marchi storici come Porsche, mentre i player cinesi conquistano le nuove generazioni con EV accessibili, innovazione tecnologica e strategie aggressive. Il mercato automobilistico cinese, il più grande e dinamico al mondo, è oggi il laboratorio di una trasformazione epocale: i produttori legacy occidentali stanno perdendo [&#8230;]</p>
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<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Shanghai Auto Show 2025</strong> evidenzia la perdita di competitività di marchi storici come <strong>Porsche</strong>, mentre i player cinesi conquistano le nuove generazioni con EV accessibili, innovazione tecnologica e strategie aggressive.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato automobilistico cinese, il più grande e dinamico al mondo, è oggi il laboratorio di una trasformazione epocale: i produttori legacy occidentali stanno perdendo rapidamente terreno di fronte all’avanzata irresistibile delle case cinesi, capaci di proporre veicoli elettrici e ibridi altamente tecnologici, dal design accattivante e prezzi competitivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dei legacy brand: Porsche come simbolo del cambiamento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso Porsche è emblematico. Il marchio tedesco, simbolo del premium europeo, ha registrato un crollo delle vendite in Cina del 42% nel primo trimestre 2025, accelerando una tendenza negativa iniziata già nel 2021. La strategia di presentare modelli iconici a combustione alla Shanghai Auto Show – mentre la concorrenza cinese sforna EV di lusso con tecnologie all’avanguardia – non ha convinto i consumatori locali, sempre più attratti da marchi domestici come BYD (Yangwang), Xiaomi (con la SU7 ispirata proprio alla Porsche) e Nio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Porsche, che vende due soli modelli elettrici in Cina (Taycan e Macan), ha dichiarato di valutare l’abbandono del segmento EV nel Paese, sottolineando la distanza tra le preferenze delle nuove generazioni cinesi e il mito storico del brand tedesco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Competizione feroce e disruption tecnologica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’offensiva dei costruttori cinesi non si limita ai segmenti medi o entry-level. Brand come Xiaomi, Nio e Zeekr stanno scalando la fascia alta del mercato, proponendo veicoli premium con potenze record, autonomia superiore e interni digitalizzati: sedili massaggianti, sistemi di infotainment avanzati, profumatori e frigoriferi integrati. La rapidità di sviluppo, la flessibilità nella proposta di nuove motorizzazioni e la capacità di rispondere in tempo reale ai gusti locali rappresentano un vantaggio competitivo decisivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Xiaomi, in particolare, con la sua SU7 Ultra, ha ottenuto 10.000 pre-ordini in sole due ore, superando le vendite trimestrali di tutti i modelli Porsche in Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risposta delle case occidentali: investimenti, rilanci e nuove strategie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni storici player internazionali tentano il rilancio. Volkswagen, Audi e Nissan hanno presentato nuovi modelli elettrici alla Shanghai Auto Show, mentre General Motors punta sulla gamma Cadillac e sulle minivan Buick GL8, ancora leader nel segmento dei veicoli multiuso (MPV) di fascia alta. Tuttavia, il rischio di perdere quote di mercato a vantaggio dei competitor locali rimane elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nissan ha annunciato investimenti per 1,4 miliardi di dollari e dieci nuovi modelli in Cina nei prossimi anni. GM punta sull’innovazione degli interni e su versioni EV per difendere il primato nei minivan di lusso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni economiche, geopolitiche e industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione in atto riflette la volontà della Cina di posizionarsi come riferimento mondiale non solo nella produzione, ma anche nell’innovazione e nello sviluppo di nuove tecnologie per la mobilità sostenibile. La pressione competitiva sui brand internazionali è accentuata dalle dinamiche tariffarie e dai rischi geopolitici legati alle politiche industriali di Pechino e ai rapporti con USA ed Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro del settore automotive in Cina dipenderà dalla capacità dei legacy brand di accelerare sulla transizione elettrica, investire in ricerca e sviluppo locale e adattarsi a un mercato in rapida evoluzione, dove il valore percepito si sposta dalla storia del marchio alla qualità, al prezzo e alle funzionalità digitali</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Shanghai Auto Show 2025 non solo fotografa la crisi dei marchi storici occidentali, ma segna la definitiva ascesa delle case cinesi nel panorama globale dell’auto. Un cambiamento che impone nuove strategie industriali, finanziarie e geopolitiche, con l’innovazione come unica bussola per restare competitivi in un mercato in continuo mutamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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