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	<title>PhysicalAI Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>L’esperienza è sempre più artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 09:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[hikikomori]]></category>
		<category><![CDATA[PhysicalAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/shutterstock_553608886-scaled.jpg" type="image/jpeg" />Chi è nato tra la fine del secolo scorso e l’inizio del nuovo, in grandissima parte sta facendo le proprie esperienze quotidiane insieme a computer e smartphone. I ragazzi e i giovani sono sempre meno in contatto con elementi naturali e sempre più in relazione con oggetti digitali e mondi sintetici. Siamo di fronte a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/lesperienza-e-sempre-piu-artificiale/">L’esperienza è sempre più artificiale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p>Chi è nato tra la fine del secolo scorso e l’inizio del nuovo, in grandissima parte sta facendo le proprie esperienze quotidiane insieme a computer e smartphone. I ragazzi e i giovani sono sempre meno in contatto con elementi naturali e sempre più in relazione con oggetti digitali e mondi sintetici. Siamo di fronte a un modo nuovo di fare esperienza nel quale la presenza di entità artificiali che si presentano dietro uno schermo di un PC, di un palmare o di uno smartphone, diventa frequente e realmente influente.</p>
</blockquote>



<p>È un’esperienza che combina le scelte del soggetto umano con le scelte di calcolo delle macchine che egli usa. A sua volta, le scelte codificate negli <strong>algoritmi</strong> sono influenzate dalle esperienze passate di tanti altri soggetti e sono state conservate sotto forma di dati digitali che gli algoritmi ingurgitano ed elaborano per suggerire all’umano consigli, scelte e soluzioni.</p>



<p>Questo nuovo fenomeno antropologico nel quale l’<strong>umano</strong> si combina con il <strong>digitale</strong>, si avvia a completare la transizione dalla millenaria esperienza naturale e fisica alla inedita vita artificiale nella quale le cose con cui abbiamo a che fare si presentano in primo luogo dentro immagini e video ed eventualmente, soltanto successivamente e non sempre, sotto forma di persone in carne e ossa, oggetti con una loro rigidità e un loro peso, sentieri impolverati o luoghi inospitali.</p>



<p>I computer hanno ormai letto tutto quello che gli esseri umani hanno scritto e lo hanno fatto nel giro di pochi anni. Si sono nutriti e hanno digerito tutto quanto è stato espresso nella parola scritta, nelle immagini e nei filmati e quindi hanno molte più informazioni di qualsiasi essere umano. Il punto, però, è se quello che conoscono lo sanno anche usare efficacemente e correttamente. Cioè se capiscono come quell’enorme sapere può diventare (buona) azione. Questo passaggio tra il sapere e il fare tante volte avviene, ma in tanti casi non accade e in queste evenienze la nostra esperienza ibrida può generare brutte sorprese, ci mette nei guai per le scelte sbagliate dell’elemento artificiale che usiamo, al quale ci affidiamo.</p>



<p>Questa tendenza si nota già nelle difficoltà che hanno molti ragazzi nell’affrontare il rapporto con la realtà, nell’incontro con le altre persone, a scuola, nell’assunzione di responsabilità, nel gestire con accortezza i contrasti quotidiani. Sono donne e uomini nati in un mondo già permeato da dispositivi digitali, da app e social media. Quando vedono qualcosa di interessante la prima cosa che pensano è di fotografarla e di condividerla. Non osservano più la realtà con i loro occhi, ma attraverso la telecamera dello smartphone e anche nei loro dialoghi e nelle decisioni sono portati a farsi condizionare dalle loro protesi digitali.</p>



<p>L’artificiale informatico spesso si presenta più semplice, più malleabile, più piacevole e l’esperienza consumata nel mondo digitale, nella vita online, diventa per molti un surrogato desiderabile. Questo desiderio indotto dalla tecnologia rende le esperienze naturali più faticose, meno attrattive, a volte da rifiutare in toto. Il fenomeno in forte crescita degli <strong>hikikomori</strong>, i cosiddetti “ritirati sociali”, tristemente lo dimostra, come descritto in un recente studio del CNR condotto tra gli <strong>adolescenti italiani</strong>.</p>



<p>Questo <strong>percorso verso l’artificiale</strong>, seppure già abbia raggiunto confini che richiedono riflessioni attente, non si fermerà. Dopo i sistemi di intelligenza artificiale generativa, una nuova frontiera dell’esperienza si annuncia. È quella della <em><strong>physical AI</strong></em> che si occupa di usare algoritmi per agire direttamente sul mondo fisico. Combina la potenza dell’IA con dispositivi fisici, come robot, sensori e sistemi autonomi, per compiere azioni nel mondo reale e creare nuove artefatti.</p>



<p>Questa nuova forma di intelligenza artificiale non si limiterà a elaborare dati e prendere decisioni, ma agirà anche nel mondo delle cose, interagendo con materiali, strumenti e macchinari per creare, modificare e comporre oggetti fisici. Un esempio tipico potrebbe essere rappresentato da robot dotati di IA utilizzati per costruire o assemblare prodotti, oppure dalla stampa 3D intelligente, dove gli algoritmi di intelligenza artificiale costruiscono manufatti complessi in autonomia. In questi casi, i sistemi di IA fisica combinano capacità cognitive e operative per “fare le cose”, in maniera simile a come le farebbe un artigiano, ma con maggiore precisione e velocità.</p>



<p>Tutto questo ci deve spingere a comprendere molto bene le tecnologie “intelligenti” avanzate che tutti usiamo. Non possiamo affrontarle e utilizzarle con approcci da utenti superficiali che non comprendono le loro funzioni e la loro potenza. Le tecnologie digitali stanno plasmando il nostro futuro e per continuare a esserne protagonisti occorre conoscerle, costruirle e usarle con la necessaria competenza. Per fare ciò, serve educazione, preparazione e visione culturale sul futuro che ci attende. L’alternativa a tutto ciò sarà un futuro dominato dall’artificiale nel quale gli spazi di azione e di libertà dei cittadini saranno definiti dalle tecnologie e dai loro proprietari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/lesperienza-e-sempre-piu-artificiale/">L’esperienza è sempre più artificiale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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