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	<title>Petrolchimica Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Crisi della petrolchimica europea: costi, concorrenza e declino strategico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 13:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolchimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Petrolchimica.png" type="image/jpeg" />La produzione europea di etilene e propilene arretra mentre Cina, Medio Oriente e USA avanzano: in gioco ci sono sovranità industriale, sicurezza strategica e la sopravvivenza di un settore chiave dell’economia continentale. L&#8216;industria petrolchimica europea si trova in una fase di declino senza precedenti, sotto la pressione congiunta di impianti datati, costi produttivi elevati e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/crisi-della-petrolchimica-europea-costi-concorrenza-e-declino-strategico/">Crisi della petrolchimica europea: costi, concorrenza e declino strategico</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p>La produzione europea di etilene e propilene arretra mentre Cina, Medio Oriente e USA avanzano: in gioco ci sono sovranità industriale, sicurezza strategica e la sopravvivenza di un settore chiave dell’economia continentale.</p>
</blockquote>



<p>L<strong>&#8216;industria petrolchimica europea</strong> si trova in una <strong>fase di declino senza precedenti</strong>, sotto la pressione congiunta di impianti datati, costi produttivi elevati e un&#8217;espansione globale trainata dalla Cina. La produzione continentale di prodotti fondamentali come <strong>etilene</strong> e <strong>propilene</strong> — elementi chiave per plastica, farmaci e manufatti industriali — sta arretrando, rendendo l&#8217;Europa sempre più dipendente dalle importazioni.</p>



<p>Il cuore della crisi risiede in un modello industriale superato. Gli impianti europei, molti dei quali costruiti oltre quarant&#8217;anni fa, operano con margini sempre più ridotti e a tassi di utilizzo inferiori all&#8217;80%, soglia considerata antieconomica. I costi di produzione dell&#8217;etilene, ad esempio, superano gli 800 dollari a tonnellata se prodotti da nafta in Europa, contro meno di 400 dollari negli Stati Uniti (grazie all&#8217;etano da shale gas) e 200 dollari in Medio Oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reazioni politiche e misure tardive</h2>



<p>La Commissione Europea ha promesso interventi a sostegno della produzione di sostanze strategiche, annunciando un&#8217;estensione degli aiuti di Stato per la modernizzazione degli impianti e la promozione del &#8220;made in Europe&#8221; negli appalti pubblici. Tuttavia, molti analisti ritengono queste misure tardive e insufficienti a invertire la tendenza.</p>



<p>Secondo un documento congiunto pubblicato da otto Stati membri, tra cui Francia, Italia e Spagna, entro il 2035 potrebbero chiudere diversi impianti di cracking con la perdita potenziale di 50.000 posti di lavoro. Il &#8220;Critical Chemicals Act&#8221;, auspicato da più governi, mira a contenere i rischi di dipendenza esterna, ma lo scarto competitivo rimane ampio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strategie industriali divergenti e consolidamento globale</h2>



<p>Nel frattempo, i grandi attori internazionali stanno rivedendo le loro strategie europee. <strong>Eni</strong>, con la sua controllata Versalis, ha accumulato oltre 3 miliardi di euro di perdite in cinque anni e sta chiudendo gli ultimi due steam cracker italiani per investire 2 miliardi in bioraffinerie e riciclo chimico. <strong>ExxonMobil, Dow, TotalEnergies </strong>e <strong>Shell</strong> stanno ridimensionando la propria presenza nel continente.</p>



<p>In contrasto, <strong>INEOS</strong> ha avviato un progetto da 4 miliardi di euro per un nuovo impianto di cracking ad Anversa, il primo in Europa da trent&#8217;anni, con una capacità annuale di 1,45 milioni di tonnellate. L&#8217;obiettivo è competere con le produzioni asiatiche e statunitensi, riducendo al contempo l&#8217;impronta carbonica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La concorrenza asiatica: Cina e oltre</h2>



<p>Il vantaggio competitivo della Cina appare ormai consolidato. Secondo il <strong>China National Chemical Information Centre</strong>, tra il 2025 e il 2030 Pechino aumenterà la propria capacità produttiva di etilene del 6,5% annuo, arrivando a oltre 87 milioni di tonnellate, più del triplo rispetto all&#8217;intera capacità europea. Le aziende cinesi stanno anche costruendo hub di esportazione nel Sud-est asiatico per aggirare tariffe e tasse sul carbonio.</p>



<p>La Corea del Sud e il Giappone, invece, stanno mantenendo bassi tassi di utilizzo degli impianti, consapevoli dell&#8217;impossibilità di competere con i costi cinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari futuri e concentrazione del mercato</h2>



<p>L&#8217;industria petrolchimica europea non è destinata a scomparire, ma a concentrarsi. Secondo Enzo Baglieri, docente di Operations and Technology Management alla SDA Bocconi, solo le grandi imprese in grado di determinare i prezzi continueranno a produrre in Europa.</p>



<p>Nel frattempo, la geopolitica delle materie prime si sta riorganizzando. In Medio Oriente, la fusione da 60 miliardi di dollari tra Abu Dhabi National Oil Company e l&#8217;austriaca OMV porterà alla nascita del gruppo Borouge, quarto produttore mondiale di poliolefine, pronto a competere in Europa con le multinazionali asiatiche e statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovranità industriale e scelte strategiche</h2>



<p>La sopravvivenza della chimica europea dipende ora da decisioni politiche coraggiose e investimenti mirati. Come ha dichiarato il Commissario UE all&#8217;Industria Stéphane Séjourné: “La sovranità comincia dai nostri cracker”. Ma la sovranità ha un prezzo: modernizzazione, competitività e visione industriale a lungo termine, in un contesto sempre più globale, tecnologico e competitivo.</p>
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