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	<title>Parlamento europeo Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Parlamento europeo Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Carbon Border Adjustment Mechanism: il Parlamento UE approva le esenzioni per il 90% degli importatori. Ma l’efficacia climatica resta intatta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 14:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Carbon Border Adjustment Mechanism]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Carbon.png" type="image/jpeg" />L’Europarlamento introduce soglie minime e semplificazioni al meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM), esentando i piccoli importatori e posticipando al 2027 la vendita dei permessi. Una svolta normativa che alleggerisce gli oneri amministrativi senza indebolire l’impatto ambientale della misura. Con un voto atteso e strategico, il Parlamento europeo ha approvato le modifiche al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/carbon-border-adjustment-mechanism-il-parlamento-ue-approva-le-esenzioni-per-il-90-degli-importatori-ma-lefficacia-climatica-resta-intatta/">Carbon Border Adjustment Mechanism: il Parlamento UE approva le esenzioni per il 90% degli importatori. Ma l’efficacia climatica resta intatta</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Carbon.png" type="image/jpeg" />
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<p>L’Europarlamento introduce soglie minime e semplificazioni al meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM), esentando i piccoli importatori e posticipando al 2027 la vendita dei permessi. Una svolta normativa che alleggerisce gli oneri amministrativi senza indebolire l’impatto ambientale della misura.</p>
</blockquote>



<p>Con un voto atteso e strategico, il <strong>Parlamento europeo ha approvato le modifiche al Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)</strong>, lo strumento centrale del Green Deal per allineare la concorrenza internazionale agli standard climatici europei.</p>



<p>Tra le novità principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Esenzione per chi importa meno di 50 tonnellate annue di beni soggetti a CBAM</strong></li>



<li><strong>Slittamento al 2027 dell’inizio della vendita dei permessi di emissione</strong></li>



<li><strong>Conferma della piena operatività del meccanismo</strong> per i <strong>grandi importatori dal 2026</strong></li>
</ul>



<p>Queste modifiche, proposte dalla <strong>Commissione europea a febbraio 2025</strong>, mirano a ridurre la complessità burocratica per oltre il 90% degli operatori economici interessati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatto normativo: meno obblighi per la maggioranza, stessa pressione sui principali emettitori</h2>



<p>Sebbene oltre il 90% degli importatori sarà escluso dagli obblighi, la Commissione ha sottolineato che <strong>il 10% restante copre il 99% delle emissioni</strong> associate alle merci importate nei settori ad alta intensità carbonica: acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti.</p>



<p>Il principio guida resta quello della <strong>equivalenza regolatoria</strong>: i prodotti importati da paesi con regolamentazioni ambientali meno stringenti dovranno affrontare un onere simile a quello sostenuto dai produttori UE nell’ambito del <strong>Sistema di Scambio delle Emissioni (ETS)</strong>.</p>



<p>Il nuovo sistema sostituisce le regole precedenti, secondo cui qualunque entità che importasse beni coperti da CBAM per un valore superiore a 150 euro sarebbe stata soggetta alla tassa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una risposta industriale alla concorrenza climatica globale</h2>



<p>Il CBAM nasce con una duplice finalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Evitare la delocalizzazione delle emissioni</strong> (“carbon leakage”), impedendo alle imprese europee di trasferire la produzione in paesi con minori vincoli ambientali</li>



<li><strong>Difendere la competitività dell’industria UE</strong>, che già internalizza il costo del carbonio.</li>
</ul>



<p>In questo contesto, il meccanismo rappresenta una risposta indiretta anche alle politiche ambientali più permissive promosse da alcuni partner commerciali, in primis <strong>gli Stati Uniti</strong>, dove l’amministrazione Trump sta smantellando diverse normative federali sul clima.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tempistiche e prossimi passaggi istituzionali</h2>



<p>Dopo il voto dell’Europarlamento, la proposta sarà esaminata dal <strong>Consiglio dell’Unione Europea</strong>. Secondo fonti diplomatiche, <strong>gli Stati membri sostengono le esenzioni</strong> e il trilogo con la Commissione e il Parlamento potrebbe portare all’approvazione definitiva già nel secondo semestre 2025.<br>Il calendario aggiornato:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>2026</strong>: entrata in vigore dell’obbligo di acquisto dei permessi CBAM per i grandi importatori</li>



<li><strong>2027</strong>: inizio delle aste pubbliche per l’acquisto di quote CBAM</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Riflessi economici e strategici: industria, commercio e finanza del carbonio</h2>



<p>L’evoluzione del CBAM ha implicazioni trasversali per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Le imprese industriali europee</strong>, che vedranno un miglior bilanciamento competitivo tra produzione interna e importazioni</li>



<li><strong>Le PMI importatrici</strong>, ora escluse dal perimetro regolatorio per via delle basse soglie quantitative</li>



<li><strong>I mercati del carbonio</strong>, che dovranno adeguare i propri strumenti di pricing al nuovo flusso di domanda generato dalle importazioni coperte</li>
</ul>



<p>A livello giuridico, la riforma rafforza il principio di <strong>“non discriminazione ambientale”</strong> e potrebbe generare contenziosi commerciali presso l’OMC, specie con paesi esportatori colpiti come Cina, India e Turchia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il CBAM diventa più efficiente senza perdere forza</h2>



<p>La decisione del Parlamento UE rappresenta un <strong>esempio virtuoso di semplificazione normativa con mantenimento dell’efficacia ambientale</strong>.<br>Escludere operatori marginali consente di concentrare gli sforzi amministrativi e di enforcement su pochi soggetti ad alto impatto, senza alterare gli obiettivi climatici dell’Unione.</p>



<p>Il Carbon Border Adjustment Mechanism si conferma un dispositivo centrale per la diplomazia climatica europea e per la transizione giusta dell’industria continentale.</p>



<p></p>
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