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	<title>Northvolt Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Northvolt Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Lyten acquisisce Northvolt: svolta strategica per la sovranità energetica europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 14:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Lyten]]></category>
		<category><![CDATA[Northvolt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Batterie.png" type="image/jpeg" />La startup americana della Silicon Valley compra la maggior parte degli asset del gruppo svedese in fallimento. Obiettivo: rilanciare la produzione locale di batterie avanzate per EV, difesa ed energy storage. Nel marzo 2025, il fallimento di Northvolt – considerata fino a pochi mesi prima la promessa europea nel settore delle batterie per veicoli elettrici [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La startup americana della Silicon Valley compra la maggior parte degli asset del gruppo svedese in fallimento. Obiettivo: rilanciare la produzione locale di batterie avanzate per EV, difesa ed energy storage.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nel marzo 2025, il fallimento di <strong>Northvolt</strong> – considerata fino a pochi mesi prima la promessa europea nel settore delle <strong>batterie per veicoli elettrici</strong> – ha rappresentato uno shock per l’intero ecosistema industriale e finanziario del continente. L’azienda, fondata nel 2016 con l’ambizione di contrastare la supremazia asiatica nel settore, è crollata sotto il peso di investimenti insostenibili, inefficienze operative e una catena produttiva incapace di raggiungere la qualità promessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo progetto di gigafactory a Skellefteå, nel nord della Svezia, doveva rappresentare il fulcro della transizione energetica europea. Invece, è diventato il simbolo delle fragilità di un sistema troppo dipendente da finanziamenti pubblici, con scarsa validazione tecnologica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lyten rileva gli asset chiave: una nuova visione industriale transatlantica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento della startup americana <strong>Lyten</strong>, specializzata in batterie al litio-zolfo e basata nella Silicon Valley, segna un cambio di paradigma. Con il sostegno di investitori strategici come <strong>Stellantis</strong> e <strong>FedEx</strong>, l’azienda ha acquisito gran parte degli asset di Northvolt – a un prezzo definito “sostanzialmente scontato” rispetto al valore originario – riaprendo il dibattito sulla leadership tecnologica globale nel settore dell&#8217;accumulo energetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lyten punta a ripristinare entro il 2026 la produzione di celle agli ioni di litio nello stabilimento svedese, garantendo così una continuità industriale e occupazionale in una regione strategica per la transizione energetica europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’operazione industriale e geopolitica: focus sulla sovranità e resilienza delle filiere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’acquisizione ha una rilevanza che va oltre l’aspetto strettamente finanziario. In un contesto dominato dalle tensioni geopolitiche, dalla corsa al controllo delle terre rare e dalla crescente attenzione all’autonomia strategica europea, il rilancio della produzione di batterie su scala locale diventa un elemento centrale della politica industriale continentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lyten ha confermato l’intenzione di sviluppare batterie “localmente progettate, localmente prodotte” sia per il mercato nordamericano che europeo, con focus su <strong>automotive, difesa ed energy storage</strong>. L’inclusione degli asset in <strong>Svezia, Germania e Polonia</strong>, oltre a trattative in corso per l’unità canadese di Northvolt, rafforza la dimensione transatlantica dell’operazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo degli investitori e il rilancio tecnologico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A luglio 2025, Lyten ha raccolto oltre <strong>200 milioni di dollari</strong> in equity per sostenere l’espansione internazionale. La tecnologia al litio-zolfo rappresenta una delle innovazioni più promettenti in termini di densità energetica, sostenibilità e riduzione della dipendenza dal cobalto e dal nichel, due materie prime sotto pressione geopolitica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il CEO Dan Cook ha dichiarato che la strategia di rilancio prevede un approccio graduale, con la fornitura iniziale a un singolo cliente ad alta priorità, per garantire affidabilità, qualità e scalabilità. Tra i potenziali beneficiari del rilancio figurano grandi gruppi come <strong>BMW, Volkswagen e Audi</strong>, clienti storici di Northvolt, la cui fiducia dovrà essere riconquistata con risultati tangibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Governance, continuità manageriale e proprietà intellettuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’operazione, Lyten ha incluso anche il portafoglio brevettuale di Northvolt e parte del management operativo. Tuttavia, l’ex fondatore e CEO <strong>Peter Carlsson</strong> non farà parte della nuova governance. Questo consente un netto distacco dalla gestione passata, giudicata da molti analisti come ambiziosa, ma poco realistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ripartenza della gigafactory svedese avverrà con una nuova struttura manageriale, guidata da un team misto europeo-statunitense, e sarà orientata alla <strong>compliance normativa europea</strong> e alla <strong>trasparenza ESG</strong>, due aspetti cruciali per accedere ai fondi pubblici del Green Deal europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Considerazioni di politica industriale: le lezioni dal caso Northvolt</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fallimento di Northvolt ha messo in discussione l’efficacia dei modelli di finanziamento pubblico-privato nella green economy europea. L’acquisizione da parte di un player estero rappresenta un campanello d’allarme per l’UE, che rischia di perdere il controllo strategico su settori chiave della transizione energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida ora sarà garantire un framework normativo e finanziario che favorisca l’<strong>attrazione di capitali internazionali</strong> senza compromettere la <strong>sovranità tecnologica</strong>, bilanciando gli interessi industriali con quelli di sicurezza economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una seconda possibilità per l’industria delle batterie in Europa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione Lyten-Northvolt segna un punto di svolta per l’industria energetica europea. Da un lato, rappresenta una <strong>sconfitta simbolica</strong> per l’autonomia strategica continentale; dall’altro, offre una <strong>nuova opportunità di rilancio</strong> sotto una guida tecnologicamente avanzata e finanziariamente più solida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se gestita con lungimiranza, la transazione può diventare un <strong>modello di reindustrializzazione intelligente</strong> e cooperazione transatlantica. Ma richiederà tempo, fiducia dei clienti e una chiara governance multilivello per evitare che l’Europa resti solo spettatrice della rivoluzione energetica globale.</p>
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		<title>Volkswagen-Scania salva la tecnologia europea delle batterie: il primo passo post-Northvolt</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/volkswagen-scania-salva-la-tecnologia-europea-delle-batterie-il-primo-passo-post-northvolt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 09:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[EV]]></category>
		<category><![CDATA[Northvolt]]></category>
		<category><![CDATA[Scania]]></category>
		<category><![CDATA[Volkswagen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Scania.png" type="image/jpeg" />In un’Europa alle prese con la transizione energetica e la ridefinizione della propria autonomia industriale, la notizia che Scania, brand del gruppo Volkswagen specializzato in veicoli industriali, ha acquisito la divisione di Northvolt dedicata alla produzione di sistemi di batterie per l’industria pesante, rappresenta molto più di una semplice operazione di mercato. È un segnale [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In un’Europa alle prese con la transizione energetica e la ridefinizione della propria autonomia industriale, la notizia che <strong>Scania</strong>, brand del gruppo Volkswagen specializzato in veicoli industriali, ha acquisito la divisione di <strong>Northvolt</strong> dedicata alla produzione di sistemi di batterie per l’industria pesante, rappresenta molto più di una semplice operazione di mercato. È un segnale politico, tecnologico e strategico.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo – concluso con il curatore fallimentare e relativo a <strong>Northvolt Systems Industrial</strong>, divisione che conta circa <strong>260 dipendenti tra Polonia e Svezia</strong> – riporta alla vita una transazione presentata inizialmente a febbraio per un valore stimato di <strong>6 milioni di dollari</strong>, poi congelata a causa del clamoroso fallimento del colosso svedese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Northvolt: la fine di un sogno (quasi) europeo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fallimento di <strong>Northvolt</strong>, salutata per anni come la “Tesla europea delle batterie”, ha segnato una <strong>battuta d’arresto pesante per l’industria continentale</strong>, che puntava su di essa per emanciparsi dalla dipendenza tecnologica da <strong>Cina, Corea del Sud e Giappone</strong> nel campo delle batterie per veicoli elettrici (EV). L’azienda aveva ambizioni enormi: costruire gigafabbriche in Svezia, Germania e Canada e sviluppare un’intera supply chain europea per le batterie agli ioni di litio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inevitabile liquidazione di alcune unità non core era l’ultima mossa disperata per salvare le operazioni centrali. Il fatto che <strong>Scania</strong> – già stakeholder e cliente della società – abbia colto l’occasione per rilevare una delle divisioni più promettenti, è una mossa tattica di rilievo, che preserva <strong>competenze critiche</strong> e una <strong>base manifatturiera avanzata</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scania e la corsa all’elettrificazione dei trasporti industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’acquisizione si colloca perfettamente nella <strong>strategia di lungo termine</strong> di Scania, impegnata a <strong>elettrificare il trasporto pesante</strong> non solo su strada, ma anche in ambiti off-road come <strong>costruzioni, estrazione mineraria e logistica industriale</strong>. Si tratta di settori che rappresentano una <strong>frontiera strategica per la decarbonizzazione</strong>, ma dove le sfide tecniche – come le esigenze di potenza, autonomia e durabilità – richiedono soluzioni tecnologiche su misura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa mossa, Scania rafforza il proprio <strong>know-how interno nella progettazione e integrazione di pacchi batteria avanzati</strong>, dotandosi di una <strong>filiera verticale</strong> più solida, capace di migliorare i margini e ridurre la dipendenza da fornitori esterni in una fase di crescente instabilità geopolitica e commerciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posta in gioco: autonomia industriale e sicurezza energetica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’acquisizione di Northvolt Systems Industrial, al di là del suo valore economico, rappresenta anche un <strong>tentativo europeo di non disperdere competenze industriali e tecnologie strategiche</strong>. Il fallimento di Northvolt aveva fatto temere una svendita all’estero – in particolare verso operatori asiatici – di asset fondamentali per il futuro della mobilità elettrica continentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto in cui i <strong>rapporti commerciali tra Stati Uniti, Cina ed Europa sono sempre più tesi</strong>, con tariffe in aumento, guerre tecnologiche latenti e concorrenza per l’accesso alle materie prime critiche, il controllo diretto della produzione di batterie assume <strong>valenza geopolitica oltre che industriale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’opportunità per rivedere il modello europeo delle “gigafactory”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La parabola di Northvolt solleva interrogativi profondi sulla <strong>sostenibilità economica e finanziaria delle megainfrastrutture industriali</strong> promosse negli ultimi anni. Il modello delle “gigafactory”, sostenuto da miliardi in fondi pubblici e incentivi, rischia di non reggere in un mercato dove il prezzo delle batterie continua a calare, la competizione è spietata e la domanda resta volatile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è il momento di puntare su una <strong>rete più agile di centri specializzati</strong>, distribuiti sul territorio europeo, capaci di innovare e collaborare con produttori di veicoli, fornitori industriali e università. L’integrazione verticale, come quella che Scania sta costruendo con questa operazione, potrebbe offrire un’alternativa più resiliente e scalabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scommessa strategica nel cuore dell’Europa industriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La salvezza della divisione batterie per l’industria pesante di Northvolt non è solo una buona notizia per Scania. È il <strong>sintomo che, anche dopo un fallimento clamoroso, l’Europa può ancora rilanciare la sua ambizione tecnologica</strong> nel campo della mobilità elettrica. Ma serve visione strategica, coordinamento pubblico-privato e una capacità reale di attrarre capitale e talento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’epoca segnata dalla corsa globale alla sovranità tecnologica, l’acquisizione di Northvolt Systems Industrial da parte di Scania è un piccolo, ma significativo passo verso una filiera europea dell’elettrificazione più forte, autonoma e competitiva.</p>
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		<title>Northvolt, il piu&#8217; grande produttore di batterie d&#8217;Europa dichiara bancarotta</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/northvolt-il-piu-grande-produttore-di-batterie-dichiara-bancarotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 12:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bancarotta]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[EV]]></category>
		<category><![CDATA[Northvolt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Untitled-20-1.jpg" type="image/jpeg" />Il produttore di celle per batterie Northvolt ha dichiarato bancarotta in Svezia. Come anticipato da Reuters, si tratta di uno dei più grandi fallimenti aziendali del Paese, che potrebbe metter fine alla speranza dell&#8217;Europa di contrastare il predominio cinese. L&#8217;azienda svedese ha ricevuto oltre 10 miliardi di dollari in finanziamenti tra capitale proprio, debito e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Untitled-20-1.jpg" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph">Il produttore di celle per batterie <strong>Northvolt</strong> ha dichiarato bancarotta in <strong>Svezia</strong>. Come anticipato da <em>Reuters</em>, si tratta di uno dei più grandi fallimenti aziendali del Paese, che potrebbe metter fine alla speranza dell&#8217;Europa di contrastare il predominio cinese.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda svedese ha ricevuto oltre <strong>10 miliardi di dollari</strong> in <strong>finanziamenti</strong> tra capitale proprio, debito e fondi pubblici sin dalla sua fondazione nel 2016. Tra i suoi principali azionisti figurano <strong>Volkswagen</strong>, con una quota del 21%, e <strong>Goldman Sachs</strong>, con il 19%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">8 miliardi di debiti al momento della dichiarazione di fallimento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il produttore di batterie per veicoli elettrici aveva richiesto la protezione dal fallimento ai sensi del Chapter 11, negli Stati Uniti, lo scorso novembre, mentre le sue riserve di liquidità diminuivano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non è stata una decisione presa alla leggera&#8221;, ha dichiarato il presidente di Northvolt, <strong>Tom Johnstone</strong>, in una conferenza stampa, sottolineando che l&#8217;azienda ha esplorato ogni possibilità per evitare la bancarotta, mettendo, però, a rischio 5.000 posti di lavoro.<br>&#8220;Tuttavia, nonostante questi sforzi esaustivi, questa decisione rappresenta l&#8217;unico percorso realistico per Northvolt e per i suoi stakeholder&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il debito della società ammonta a oltre 8 miliardi di dollari al momento della bancarotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dichiarazione di fallimento, ufficializzata da un tribunale distrettuale di Stoccolma, rappresenta uno dei più grandi dissesti finanziari nella storia aziendale svedese e il più significativo dai tempi del fallimento della casa automobilistica <strong>Saab</strong>, avvenuto oltre un decennio fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa accade negli Stati Uniti e in Germania</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Northvolt ha dichiarato che le sue operazioni in<strong> Nord America</strong> e <strong>Germania</strong> non sono state incluse nella richiesta di bancarotta.<br>Il ministro dell&#8217;Economia tedesco, <strong>Robert Habeck</strong>, ha espresso la speranza che Northvolt possa ancora essere salvata da un investitore che garantisca il futuro del suo stabilimento in Germania. &#8220;I colloqui sono in corso&#8221; ha detto. &#8220;L’opportunità esiste ancora.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la <strong>filiale polacca</strong> della società non è stata inclusa nella dichiarazione di fallimento, secondo un documento interno visionato da Reuters.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali stabilimenti colpisce il fallimento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fallimento colpisce duramente lo stabilimento principale di Northvolt a <strong>Skellefteå</strong>, nel nord della Svezia, dove il boom dell’industria verde aveva creato migliaia di posti di lavoro, ora a rischio.<br>&#8220;È importante sottolineare che ciò che ora sta colpendo Skellefteå nel breve termine avrà ripercussioni molto più gravi sulla Svezia e sull’Europa&#8221;, ha affermato il sindaco di Skellefteå, Lorents Burman, chiedendo un intervento governativo per salvaguardare il know-how nella produzione di batterie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rapporti con Partner e investitori</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Porsche</strong>, che aveva contratti di fornitura con Northvolt, ha dichiarato di aver iniziato a cercare alternative quando è diventato evidente che il produttore di batterie si stava dirigendo verso il fallimento.<br>&#8220;Rimango convinto che l’Europa abbia bisogno di sviluppatori di batterie competenti&#8221;, ha dichiarato Oliver Blume, CEO di Porsche e Volkswagen, in una conferenza stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Volkswagen</strong> ha affermato di essere ancora in contatto con Northvolt, ma ha rifiutato di commentare ulteriormente il fallimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi, diversi azionisti hanno azzerato il valore delle loro partecipazioni, mentre il partner di lunga data <strong>Scania</strong> ha annunciato questa settimana di aver garantito una nuova fornitura di celle per batterie, oltre all’accordo già esistente con Northvolt.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio del 2023, Northvolt aveva ottenuto un prestito verde da 5 miliardi di dollari per espandere il suo impianto, ma i finanziamenti sono stati successivamente revocati a causa dei crescenti problemi finanziari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel giugno scorso, <strong>BMW</strong> ha annullato un ordine da 2 miliardi di dollari dopo che Northvolt non era riuscita a rispettare il contratto a lungo termine per la fornitura di celle per batterie firmato nel 2020.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una perdita per l&#8217;industria svedese</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il co-fondatore Peter Carlsson, ex dirigente di Tesla che si è dimesso da CEO di Northvolt poco dopo la richiesta di Chapter 11 a novembre, aveva dichiarato in precedenza che l&#8217;azienda aveva bisogno di circa 1,2 miliardi di dollari per riprendersi.<br>&#8220;Ciò che alla fine ha portato il consiglio di amministrazione a prendere questa decisione ieri sera è stata la mancanza di una soluzione immediata per il problema di liquidità a breve termine&#8221;, ha dichiarato Carlsson ai giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un curatore fallimentare nominato dal tribunale ora supervisionerà il processo di bancarotta, che includerà la vendita degli asset e il pagamento dei debiti.</p>
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