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	<title>Mobility Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Mobility Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Dispositivi connessi: ci sono rischi per la privacy? Il caso delle auto smart</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 23:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[Mobility]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-6.png" type="image/jpeg" />L’Internet delle Cose pervade la nostra realtà, anche se non ce ne accorgiamo. E in effetti qui casca l’asino: rischiamo di sottovalutare i rischi per la nostra privacy, minata da dispositivi sempre connessi e che potrebbero tracciare ciò che facciamo o ascoltarci? Anzitutto, ci sono dei rischi per la vulnerabilità che aumentano di pari passo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/dispositivi-connessi-ci-sono-rischi-per-la-privacy-il-caso-delle-auto/">Dispositivi connessi: ci sono rischi per la privacy? Il caso delle auto smart</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-6.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>I dispositivi attuali sono sempre più connessi, condividendo una grande mole di dati, sia sensibili che legati alle nostre abitudini. Quali rischi per la nostra privacy? Il caso delle auto smart e le informazioni cedute ai privati come le compagnie assicurative</em>.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<p>L’Internet delle Cose pervade la nostra realtà, anche se non ce ne accorgiamo. E in effetti qui casca l’asino: rischiamo di sottovalutare i rischi per la nostra privacy, minata da dispositivi sempre connessi e che potrebbero tracciare ciò che facciamo o ascoltarci?</p>



<p>Anzitutto, ci sono dei rischi per la vulnerabilità che aumentano di pari passo con gli oggetti collegati al web di cui disponiamo. Attacchi hacker che non solo possono rubare dati sensibili, ma eventualmente anche comandare da remoto, come potrebbe avvenire con la manomissione delle porte di un’auto, ad esempio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le normative europee sui dati, i dispositivi connessi e la privacy</h2>



<p>In Europa sono state introdotte delle normative specifiche, come il <strong>Data Act </strong>approvato nel 2023 dalla Commissione Europea e che verrà applicato da settembre di quest’anno. Il regolamento si concentra sull’accesso dei dati, ma anche sul loro riutilizzo e portabilità, in modo da semplificare la gestione e l’utilizzo degli stessi da parte di istituzioni e privati.</p>



<p>Più specifico per i produttori di servizi e dispositivi digitali il <strong>Cyber Resilience Act</strong> approvato dal consiglio dell’UE lo scorso ottobre. Con questo regolamento già in fase di progettazione bisogna provvedere alla sicurezza del prodotto, così come nel corso del ciclo di vita tramite il rilascio di aggiornamenti specifici. Inoltre con il CRA le aziende sono tenute a riportare qualsiasi vulnerabilità nota dei loro prodotti e garantire una migliore trasparenza. C’è però da dire che al momento queste norme si applicano ai sistemi operativi più che ai dispositivi intelligenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La raccolta dei dati delle auto smart</h2>



<p>Una falla che ci riporta al punto di partenza: siamo al sicuro con gli oggetti smart della nostra quotidianità, dalla tv all’auto? Parlando appunto dei veicoli, quelli nuovi immessi in commercio presentano una tecnologia tale da tenere traccia delle abitudini di guida dei conducenti. Sono dati come la velocità di marcia, i chilometri percorsi e via andando restringendo la lente, utili per migliorare l’esperienza di guida e la sicurezza (riprendendo il discorso europeo, il regolamento UE2015/758 ad esempio prevede l’implementazione nei nuovi veicoli della tecnologia per chiamare in automatico il 112 in caso di incidente). La cui raccolta sarà sempre più pervasiva andando verso livelli più alti di autonomia.</p>



<p>Il timore degli apocalittici, però, è quello che i vari dati vengano carpiti in maniera strumentale, per essere dati in pasto alle case automobilistiche e alle compagnie assicurative. Un po’ come i social che tengono conto delle nostre abitudini di navigazione per fornirci pubblicità mirate e non solo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le chiarezza nelle condizioni della privacy</h2>



<p>Una ricerca dello scorso anno realizzata dall’Università australiana del Nuovo Galles del Sud aveva preso in esame le condizioni per la privacy proposte da 15 marchi automobilistici del Paese per i loro prodotti. Le aziende chiedono all’utente di scaricare app specifiche per sfruttare i servizi di connettività legati all’auto, come le telecamere di bordo o la manutenzione, ad esempio del livello dell’olio o della pressione degli pneumatici.</p>



<p>In questo modo però vengono raccolti una serie di dati che esulano dal veicolo in sé, e riguardano le abitudini di guida dell’automobilista. Informazioni poi cedute ad aziende terze. Inoltre i termini e le condizioni sono o troppo complessi o troppo vaghi, non dando una chiara idea di cosa verrà raccolto e che uso verrà fatto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi per la sicurezza e le incertezze su limiti e uso dei dati</h2>



<p>E che dire dei timori degli Stati Uniti legati all’arrivo sul loro territorio delle auto fabbricate in Cina, non solo in termini di concorrenza con i propri marchi ma anche per quanto concerne la sicurezza? Si teme infatti che i veicoli di Pechino possano essere la testa d’ariete per penetrare negli USA spiando dati sensibili degli americani.</p>



<p>I dati sono il petrolio del XXI secolo, e ovviamente fanno gola a molti. Non solo aziende e privati, come abbiamo visto, ma anche Stati. Evitando comunque di alimentare pericolose paranoie, le informazioni raccolte nell’esperienza di guida sono principalmente oggetto di interesse da parte di compagnie assicurative, che possono quindi avere un quadro più preciso del rischio. Ad esempio premi più bassi per autisti con condotte prudenti. Ma i limiti di questa raccolta non sono chiarissimi. E ciò può avvenire senza un chiaro consenso da parte del proprietario dell’auto.</p>



<p>E c’è il rischio che alcuni comportamenti possano strumentalmente essere classificati come rischiosi, ritrovandosi così la brutta sorpresa di premi più alti pur non avendo fatto incidenti. Negli Stati Uniti sono sorte delle class action contro diversi marchi, sia automobilistici che assicurativi, come <strong>General Motors</strong>, oltre che nei confronti dei broker di dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fascicolo di indagine aperto negli Stati Uniti</h2>



<p>Il procuratore generale del Texas <strong>Ken Paxton</strong> ha aperto lo scorso giugno un’indagine a seguito di segnalazioni di questo tipo. &#8220;<em>La tecnologia nei veicoli moderni consente ai produttori di raccogliere milioni di punti dati sulle persone che li guidano. Negli ultimi tempi i consumatori hanno aumentato le loro preoccupazioni riguardo al fatto che i loro dati di guida vengano segnalati alla loro compagnia assicurativa senza la loro autorizzazione o che ne vengano a conoscenza. Questi resoconti sulla raccolta e vendita invasiva e incontrollata di dati senza il consenso dei consumatori sono inquietanti e meritano un&#8217;indagine approfondita e un&#8217;applicazione appropriata</em>&#8220;, sono le parole di Paxton riportate nel comunicato ufficiale che annunciava l’indagine.</p>



<p>Per evitare comunque spiacevoli sorprese, è sempre meglio leggere nel dettaglio i manuali d’uso, in particolare le parti dedicate alla privacy che solitamente ignoriamo un po’ tutti (o tendiamo a firmare senza troppe attenzioni). Eventualmente rivolgersi direttamente al produttore, e controllare le impostazioni delle app come quelle installate sull’auto.</p>
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		<title>Trasporti, 10 notizie di controtendenza del 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Moi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 18:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilita']]></category>
		<category><![CDATA[Mobility]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-17-1.png" type="image/jpeg" />Progressi nei veicoli elettrici, innovazioni tecnologiche nelle batterie e un maggiore impegno verso le energie sostenibili hanno caratterizzato l&#8217;anno nel settore dei trasporti, attirando l&#8217;attenzione generale. La combinazione di tecnologia avanzata e soluzioni infrastrutturali ha catturato l’interesse di chi cerca non solo innovazione, ma anche sostenibilità ed efficienza. Vediamo quali sono le notizie che hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-17-1.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Progressi nei veicoli elettrici, innovazioni tecnologiche nelle batterie e un maggiore impegno verso le energie sostenibili hanno caratterizzato l&#8217;anno nel settore dei trasporti, attirando l&#8217;attenzione generale.</em></p>
</blockquote>



<p>La combinazione di tecnologia avanzata e soluzioni infrastrutturali ha catturato l’interesse di chi cerca non solo innovazione, ma anche sostenibilità ed efficienza. Vediamo quali sono le notizie che hanno suggestionato di più.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Il motore EV tedesco rivoluzionario</h2>



<p>Gli ingegneri di <strong>ZF Friedrichshafen AG</strong>, uno dei leader mondiali nella fornitura di componenti per l’industria automobilistica, hanno presentato un motore elettrico senza magneti permanenti a terre rare. Questa innovazione, con una densità di potenza elevata e una progettazione compatta, rappresenta un passo avanti straordinario per l&#8217;industria. <br>Il dominio della <strong>Cina</strong>, che attualmente produce il <strong>95%</strong> delle terre rare globali, non sarebbe più un ostacolo, se questa tecnologia diventasse uno standard. <br>Oltre all’indipendenza dall’approvvigionamento dalle terre rare, il nuovo motore potrebbe essere ovviamente una chiave per la decarbonizzazione del settore e un elemento essenziale per stabilire una maggiore autonomia tecnologica in Europa e oltre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Alta velocità negli Stati Uniti: un futuro più vicino</h2>



<p>Il progetto ferroviario <strong>Brightline West</strong> si prepara a trasformare il trasporto tra <strong>Las Vegas</strong> e <strong>Los Angeles</strong>. Una linea dedicata esclusivamente al trasporto passeggeri, in grado di raggiungere velocità di <strong>200 km/h</strong>, è stata annunciata come una soluzione ecologica e rapida per collegare due grandi centri urbani. <br>Negli Stati Uniti, dove le ferrovie spesso sono penalizzate dalla condivisione delle infrastrutture con i treni merci, questo progetto rappresenta un cambiamento di non poco conto. <br>Pianificata per essere operativa entro il <strong>2028</strong>, in tempo per i <strong>Giochi Olimpici di Los Angeles</strong>, la linea promette non solo di ridurre l&#8217;impatto ambientale, ma anche di ridefinire il concetto di viaggio su rotaia per il pubblico americano. <br>La scelta di un&#8217;infrastruttura esclusiva sottolinea un impegno verso un trasporto più veloce e sostenibile, che potrebbe segnare una svolta per il futuro della mobilità negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Navi cargo nucleari: un futuro possibile</h2>



<p>L’<strong>energia nucleare </strong>si propone come soluzione per le navi cargo, pilastri insostituibili del commercio globale, in un contesto in cui il motore diesel dovrà essere progressivamente abbandonato per rispettare l’obiettivo di zero emissioni nette entro il <strong>2050</strong>, fissato dall’<strong>Organizzazione Marittima Internazionale</strong>. <br>Tra le alternative considerate, che comprendono <strong>ammoniaca</strong>, <strong>batterie</strong> e <strong>idrogeno</strong>, il <strong>nucleare</strong> propone alcuni vantaggi distintivi. <br>Le navi nucleari, infatti, possono navigare per anni senza necessità di rifornimenti, liberando spazio prezioso per il carico o per i passeggeri.<br>I reattori di nuova generazione garantiscono un livello di sicurezza mai raggiunto prima, semplificando al contempo le operazioni. <br>La tecnologia nucleare, già collaudata in mare, si dimostra un alleato indispensabile per trasformare radicalmente il trasporto marittimo, e per affrontare con efficacia le sfide ambientali del futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Batterie solide di nuova generazione: un percorso complesso verso il mercato</h2>



<p>Le batterie solide di nuova generazione rappresentano una promettente innovazione per migliorare prestazioni e sostenibilità nel settore energetico. <br>Tuttavia, il passaggio dal laboratorio alla produzione commerciale si preannuncia lungo e complesso, un processo già osservato con le batterie agli ioni di litio. <br><strong>Bob Galyen</strong>, ex direttore tecnico di <strong>Contemporary Amperex Technology Ltd</strong>. <strong>(CATL)</strong>, descrive questa transizione come un “<em>inferno della produzione</em>”, con progressi spesso bloccati in fasi di stallo. <br>Sebbene le aspettative siano alte, il cammino verso una diffusione capillare richiederà pertanto molta pazienza, investimenti e soluzioni innovative per superare le sfide tecniche e industriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5. H2Rescue: il veicolo d’emergenza a idrogeno</h2>



<p>Un consorzio di agenzie federali statunitensi ha presentato <strong>H2Rescue</strong>, un camion ibrido elettrico a emissioni zero, progettato per intervenire in disastri naturali come incendi o tornado. <br>Questa innovazione non solo fornisce energia elettrica e acqua potabile ai sopravvissuti, ma funge anche da centro di comando climatizzato per il personale di soccorso. <br>La combinazione di idrogeno ed elettricità lo rende un simbolo di resilienza e sostenibilità e mostra come la tecnologia possa trasformare i protocolli di soccorsi in situazioni di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">6. Doping del motore: una nuova sfida per lo sport</h2>



<p>Gli scandali legati al “<em>doping del motore</em>” hanno portato i principali eventi ciclistici a monitorare con attenzione le biciclette dotate di motori elettrici nascosti, capaci di fornire un vantaggio decisivo ai corridori. <br>Durante le Olimpiadi di <strong>Parigi 2024</strong>, sono stati impiegati scanner elettromagnetici e <em>imaging</em> a <strong>raggi X</strong> per individuare le tecnologie illecite. <br>Con appena <strong>30 watt</strong> di potenza extra, un motore nascosto può fare la differenza tra il vincere o il perdere una sfida e conquistare eventualmente una medaglia. <br>Questa vigilanza tecnologica sottolinea l’impegno per preservare l’integrità dello sport, anche in un’epoca di innovazione senza precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7. Le batterie litio-zolfo: un futuro sostenibile per i veicoli elettrici</h2>



<p>Un&#8217;analisi condotta dai ricercatori del <strong>Politecnico di Torino</strong> ha confrontato diverse tecnologie di batterie per veicoli elettrici, tra cui le celle agli <strong>ioni di litio</strong>, le <strong>silicon-polyacrylonitrile (SiCPAN)</strong>, le silicon <strong>nanowire (SiNW)</strong> e le celle allo stato solido. <br>Tra queste, le batterie litio-zolfo si distinguono per il loro potenziale nel ridurre l&#8217;impatto ambientale, a condizione che vengano prodotte su scala industriale. <br>La loro composizione chimica innovativa offre un equilibrio tra sostenibilità e prestazioni avanzate, e le rende una soluzione promettente per il futuro della mobilità elettrica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">8. Motori elettrici senza terre rare: una necessità strategica</h2>



<p>Gli esperti dell&#8217;<strong>Oak Ridge National Laboratory </strong>hanno analizzato le complessità legate alla produzione di motori elettrici, evidenziando la dipendenza dai magneti contenenti terre rare — il <strong>90%</strong> dei quali è prodotto in <strong>Cina</strong>. <br>Questa dipendenza rappresenta un punto critico per la sicurezza delle catene di approvvigionamento globali. <br>In risposta a questa vulnerabilità, i ricercatori stanno progettando motori avanzati che non richiedano terre rare o ne utilizzino quantità minime. <br>Tali sforzi, orientati a garantire maggiore stabilità e accessibilità, segnano un passo avanti nella transizione verso una mobilità sostenibile e indipendente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">9. BYD: una minaccia crescente per i produttori tradizionali</h2>



<p>Il gigante cinese <strong>BYD</strong> sta sconvolgendo il mercato automobilistico globale con una strategia che combina innovazione tecnologica e prezzi competitivi. <br>La supercar elettrica <strong>U9</strong>, con <strong>947 kilowatt</strong> (<strong>1.287 cavalli</strong>), offre prestazioni paragonabili a <em>hypercar</em> di lusso come la <strong>Bugatti Rimac Nevera</strong>, ma a un costo nettamente inferiore. <br>Parallelamente, il modello ibrido plug-in <strong>Qin Plus DM-i</strong>, accessibile a <strong>11.000 dollari</strong>, consente di percorrere <strong>55 chilometri</strong> in modalità elettrica prima di passare al motore a benzina. <br>Questa capacità di coprire segmenti di mercato sia di lusso che popolari rappresenta una minaccia importante per i produttori tradizionali, che faticano a competere con la versatilità e i costi contenuti dei modelli <strong>BYD</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">10. Perché è ora di essere ottimisti riguardo alle auto a guida autonoma</h2>



<p>In un recente articolo di analisi del settore, <strong>Azeem Azhar</strong>, fondatore del gruppo di ricerca <strong>Exponential View</strong>, ha esposto senza mezzi termini il suo cambiamento di prospettiva, a partire dagli inizi: &#8220;<em>Ho sempre sostenuto che le auto a guida autonoma siano, metaforicamente, lontane anni luce dall&#8217;essere una realtà. Per anni ho cercato di contrastare l&#8217;eccessivo entusiasmo alimentato dalle case automobilistiche attraverso il marketing</em>&#8220;. <br>Nel ripercorrere le sue precedenti posizioni, cita un anche articolo pubblicato una decina di anni fa su <strong><em>MIT Technology Review</em></strong> in cui affermava: &#8220;<strong><em>KITT</em></strong><em>, l&#8217;auto della serie <strong>TV Knight Rider</strong>, rimarrà il punto di riferimento per i veicoli autonomi. I progetti pilota dei veicoli autonomi diventeranno sempre più ambiziosi, ma gli ostacoli del mondo reale richiederanno ancora tempo per essere superati, anche con regolatori urbani favorevoli. Nessuno di questi sarà disponibile al pubblico entro il 2018</em>&#8220;.<br>Oggi, tuttavia, Azhar confessa di aver rivisto le sue convinzioni. &#8220;<em>Così era allora, ma ora è così&#8230; sto cambiando idea sulle auto a guida autonoma. Lungi dall&#8217;essere una &#8216;distrazione inutile,&#8217; sono quasi pronte per il debutto. E i <strong>robotaxi</strong> stanno guidando la rivoluzione</em>&#8220;.<br><strong>Azhar</strong> sostiene questa affermazione con un’analisi statistica approfondita e dimostra che i progressi recenti e i progetti pilota hanno portato le auto a guida autonoma più vicine alla realtà di quanto previsto in passato. <br>I <strong>robotaxi</strong>, in particolare, rappresentano una spinta significativa verso la trasformazione della mobilità urbana.</p>



<p></p>
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