<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mobile Archivi - Italia nel futuro</title>
	<atom:link href="https://italianelfuturo.com/tag/mobile/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianelfuturo.com/tag/mobile/</link>
	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Dec 2025 08:04:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/cropped-favicon-32x32.jpg</url>
	<title>Mobile Archivi - Italia nel futuro</title>
	<link>https://italianelfuturo.com/tag/mobile/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mobile contro fibra, data center per le telco e le criticità che ostacolano lo sviluppo. Gli scenari del Quadrato della Radio</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/mobile-contro-fibra-data-center-telco-criticita-ostacolano-sviluppo-scenari-quadrato-radio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 08:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Data Center]]></category>
		<category><![CDATA[fibra]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Telco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?p=55087</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-15-at-14.59.15.jpg" type="image/jpeg" />Un’intera giornata di confronto sui grandi temi delle reti, del ruolo degli operatori Telco, guardando al futuro ed alle ibridazioni. Un confronto aperto e approfondito tra i protagonisti di ieri e di oggi del settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/mobile-contro-fibra-data-center-telco-criticita-ostacolano-sviluppo-scenari-quadrato-radio/">Mobile contro fibra, data center per le telco e le criticità che ostacolano lo sviluppo. Gli scenari del Quadrato della Radio</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-15-at-14.59.15.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Un appuntamento di primaria importanza, organizzato dall’associazione <strong>“Quadrato</strong> <strong>della Radio”</strong>, s’è concluso il 13 dicembre a <strong>Villa Grifone &#8211; Pontecchio Marconi</strong>, dove è stato approfondito in modo analitico quanto fatto e quanto ancora resta da fare nel processo di diffusione della connettività ad alte prestazioni in rapporto ai bandi del PNRR aggiungendo un’analisi sul nuovo ruolo che potrebbero costruire in questo contesto le Telco in rapporto a strumenti strategici come i Data Center e l’High Performance Computing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una sala gremita dai principali rappresentanti industriali e regolatori del settore, il convegno del “Quadrato della Radio”, storica associazione che riunisce i più illustri esponenti del mondo della ricerca e dell’industria nell’ambito delle telecomunicazioni italiane, sodalizio che quest’anno compie 50 anni, sono state delineate le restanti criticità nei tre ambiti di sviluppo della connettività, radiografando i piani <strong>“<em>Italia a 1 Giga, 5G Backhauling e Italia 5G”</em></strong>cercando, poi, nel dibattito, d’individuare gli scenari per superare le difficoltà, approfondendo quindi il ruolo delle Telco nel campo dei Data Center e dell’High Performance Computing per il prossimo futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1-lo-scenario-della-diffusione-delle-connessioni-veloci">Lo scenario della diffusione delle connessioni veloci</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto analisi in prima battuta il quadro della connessione dei territori Italiani che ancora evidenziano alcuni ritardi ma anche alcune peculiarità italiane che sono uniche nel panorama europeo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="2-i-numeri-in-sintesi">I numeri in sintesi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati diffusi (Infratel Italia), aggiornati a fine novembre 2025, sulla connessione alle reti ultraveloci, il <strong>Piano “Isole Minori”</strong> ha visto allacciate 21 realtà rispetto alle 18 previste con un target raggiunto del 118%. Per il <strong>Piano 5g BH</strong> si è arrivati al 96% della copertura, con 863Km2 coperti. Più indietro il <strong>Piano Italia 5g D</strong> che è al 77% del suo target, con 368 Km2 raggiunti a fronte di un obbiettivo di 500 Km2 entro giugno 2026. Quasi ultimato il <strong>Piano Sanità Connessa</strong> con 7.795 strutture sanitarie raggiunte (il 90%) su 8700 dell’obbiettivo, mentre le sedi scolastiche cablate sono a oggi 7014 su 9000 ossia il 78%. In questo caso le difficoltà individuate sono state soprattutto legate alla vetustà di alcuni edifici e ai lavori di ristrutturazione in atto, che hanno in un qualche modo rallentato un processo ben avviato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il <strong>Piano Italia 1 giga,</strong> invece, rispetto all’obbiettivo di raggiungere 3,4 milioni di abitazioni (numeri civici) da collegare si è arrivati a 2,379,648 (circa il 70%). Va però detto che <strong>le indicazioni che arrivano dalla Commissione europea</strong> <strong>tendenzialmente rivedranno il target per l’Italia a 2,7 milioni di civici da</strong> <strong>collegare, entra la prima metà del 2026</strong>, generando così una situazione a oggi, rispetto al nuovo obbiettivo, di una copertura già realizzata che si attesta all’88%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale le difficoltà nella diffusione della connessione per la fibra, visto il progresso fino a oggi, sono dovute in parte ai costi d’allacciamento (in rapporto al risultato e all’attivazione dell’utenza) di località remote nelle aree più periferiche e in parte ad una significativa resistenza nell’attivazione dei successivi contratti, sulle linee FTTH, laddove la fibra è stata allacciata: i contratti sono rallentati dalla grande diffusione delle connessioni “mobile”, che hanno frenato il raggiungimento di alcuni obbiettivi nelle aree bianche del <strong>Piano Italia 5G.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, nonostante i progressi della copertura FTTH e prezzi FTTH molto concorrenziali rispetto al resto d’Europa, in Italia il take-up rimane insoddisfacente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso di adozione dei privati di FTTH è infatti tra i più bassi di tutti i paesi europei, rimanendo al di sotto del 30%, mentre la media Eu è del 55%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, infatti, rimane molto elevato il fenomeno delle Famiglie “<strong>Mobile Only</strong>” unico in tutta Eu<strong>.</strong> Basti pensare che mentre nel nostro Paese le famiglie che utilizzano solo connessione mobili sono addirittura più del 30% del totale dei connessi, in Germania sono solo il 5%. Addirittura in Francia, dove le connessioni ultraveloci via cavo sono diffusissime, tale percentuale, di “<em>mobile only</em>” è pari a 0, così come in Spagna e in Gran Bretagna. Un fenomeno che pone la nostra nazione come unica e in controtendenza rispetto al resto d’Europa, una sorta di “mosca bianca” nella diffusione delle connessioni veloci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra criticità è stata individuata nello scotto che ancora pagano alcune zone per le diffidenze di natura ambientale e sociale (dimostrate come ingiustificate da diversi studi) <strong>sulla realizzazione delle torri radio per il 5G </strong>(almeno 2/300 stazioni radio su 1200 sono bloccate proprio per l’opposizione delle amministrazioni locali).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ultima problematica, infine, emersa nell’analisi della realizzazione delle ormai vitali &#8211; per lo sviluppo delle comunità e del Paese &#8211; connessioni ad alto potenziale di dati, è stata la complessa ricostruzione dei dati anagrafici e dei catasti sui territori, dove ancora oggi esistono registri non aggiornati, non digitalizzati e, in taluni casi, non corrispondenti alla reale composizione territoriale. Ciò, ad esempio, hacausato un disallineamento significativo tra il cablaggio possibile e quello realizzato soprattutto nelle aree cosiddette “super bianche” e non solo in quelle “grigie”.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="3-gli-scenari">Gli scenari</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il PNRR, in sostanza, ha messo in moto il più grande piano d’infrastrutturazione digitale della storia italiana: <strong>Italia a 1 Giga</strong>, <strong>5G Backhauling </strong>e<strong> Italia 5G,</strong> non sono stati e non sono più solo progetti, ma condizioni abilitanti per qualsiasi filiera industriale avanzata. Ciò anche se il contesto suggerisce di andare verso una connessione ragionata “laddove veramente serve” piuttosto che inseguire una rincorsa alla copertura totale, anche difficile da realizzare fino in fondo, anche per i problemi legati alla complessa a sfaccettata realtà edilizia italiana. Altra riflessione dunque è stata: <strong>“</strong><em>ll Paese sarà in grado di sostenere la transizione industriale ed energetica dei prossimi 10 anni?</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i saluti introduttivi di <strong>Giulia Fortunato</strong>, Presidente della Fondazione Marconi e di <strong>Umberto de Julio</strong>, Presidente de Il Quadrato della Radio, il Direttore Generale di Infratel, <strong>Paolo Lazzaro</strong> ha aperto una tavola rotonda dal titolo “<strong><em>Stato di sviluppo dei bandi PNRR sulla connettività pubblica: Italia a 1 Giga, 5G Backhauling, Italia 5G</em></strong><em>”</em> la quale è stata moderata dal Professor <strong>Maurizio Dècina</strong>, del Politecnico di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dibattito, che ha visto tra i protagonisti <strong>Francesco Castelli</strong>, Responsabile Regulatory Analysis di FiberCop, <strong>Ermanno Nardone</strong>, Regulatory Affairs Officer di Tim, <strong>Francesco Nonno</strong>, Regulatory and European Affairs Director di Open Fiber, <strong>Andrea</strong> <strong>Mondo</strong>, Chief Technical Officer di Inwit e <strong>Massimo Pollini</strong>, Head of Mobile Network di Fastweb, sono stati delineati gli scenari della complessa diffusione della connettività</p>



<p class="wp-block-paragraph">pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Riunire i punti di riferimento nazionali per un’analisi accurata che permetta di tracciare il futuro dell’innovazione delle Telco e lo sviluppo delle connessioni ad alto potenziale nel nostro Paese – ha sottolineato il Presidente del Quadrato della Radio, <strong>Umberto De</strong> <strong>Julio</strong> – è chiaramente una delle funzioni primarie della nostra associazione, che si pone a servizio dello sviluppo, delle aziende, dei territori e del Paese. Ringrazio i soci e tutta la struttura organizzativa per il loro consueto impiego di risorse ed energie nella riuscita di quest’evento”.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="4-data-center-high-performance-computing-e-il-nuovo-ruolo-delle-telco">Data center, High Performance Computing e il nuovo ruolo delle Telco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori del convegno sono proseguiti, nel pomeriggio, con un dettagliato e interessante focus sul “<em>Ruolo delle telco in due industrie fondamentali della filiera digitale:</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Data center e high performance computing”,che ha visto una relazione introduttiva del Professor <strong>Maurizio Dècina</strong> e di <strong>Luca Cardone </strong>di Astrid.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito, moderato da <strong>Antonio Perrucci</strong> della Fondazione Astrid, ha fornito un quadro puntuale dello stato di salute delle due industrie e delle loro prospettive, evidenziandone il carattere strategico per l’evoluzione delle Telco. A partire dalla relazione introduttiva, sono stati approfonditi gli aspetti tecnologici ed infrastrutturali, d’impatto industriale e sulle risorse energetiche, regolatori, successivamente arricchiti dalle testimonianze dei protagonisti del settore, che hanno condiviso le loro esperienze e i possibili scenari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È emerso come nel nostro Paese lo stato attuale delle due industrie e le loro prospettive presentino qualche elemento di differenza. Per il supercalcolo (HPC), siamo indubbiamente all’avanguardia nel contesto europeo ed anche le prospettive sono promettenti (da settembre, è attiva al Tecnopolo di Bologna una AI factory, e l’Italia è in corsa per una delle 5 Gigafactory promosse e co-finanziate dallaCommissione europea).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda i data center, si registrano molte iniziative e progetti di investimento, ma debbono essere affrontati e risolti problemi legati all’approvvigionamento di energia ed acqua, alla semplificazione delle procedure di autorizzazione, alla stessa regolazione del settore su cui il Governo ha presentato un Piano strategico, nonché ad un fenomeno di “sovraffollamento” di talune aree.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, per le Telco si presentano importanti opportunità di svolgere un nuovo ruolo da protagonisti, con una evoluzione verso il modello TechCo, per divenire una sorta di <em>fabbriche di potenza digitale</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita dello sviluppo, infatti, non sarà più giocata unicamente sulla rete (come in molti fino a qualche anno fa potevano ipotizzare), ma su chi controlla e abilita la capacità computazionale. Questo perché i data center e l’HPC sono infrastrutture critiche che sostengono lo sviluppo di: Intelligenza artificiale, Servizi pubblici digitali, Difesa cibernetica, Industria 4.0, Cloud nazionali e sovrani. In questo contesto, le Telco, potrebbero dover prendere coscienza di non esser più solo semplici “trasportatori qualificati di bit” ma nuovi attori che possono decidere dove nasce, si elabora e rimane il reale valore dei dati. In sostanza, l’Italia si troverà davanti ad un bivio industriale: o gioca da protagonista la partita dei data center e del supercalcolo, avvalendosi dell’apporto di competenze e tecnologie digitali in possesso delle Telco, oppure rischia di diventare un semplice “mercato” per le grandi piattaforme internazionali, perdendo così la sovranità digitale – a cominciare da quella sui dati &#8211; e quindi gran parte del valore aggiunto dell’ecosistema digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione è stata approfondita degli interventi di <strong>Oscar Cicchetti</strong>, Presidente INWIT, <strong>Daniele Franceschini</strong>, Head of Technology Innovation and Decommissioning di FiberCo, <strong>Maurizio Goretti</strong>, CEO di Namex<em>, </em><strong>Emanuele Iannetti</strong>, CEO del Polo Strategico Nazionale, di <strong>Roberto Mazzilli</strong>, Head of IT &amp; Security Compliance &#8211; Executive Vice President di TIM, <strong>Stefano Pileri</strong>, COO di Maticmind, <strong>Federico Protto</strong>, CEO di Cellnex, <strong>Andrea Rangone</strong>, professore di Digital Business e Entrepreneurship al Politecnico di Milano, <strong>Ruggero Slongo</strong>, CTO di Retelit e di <strong>Giorgio Tosi Beleffi</strong>, Dirigente del MIMIT.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito dell’evento è stato anche presentato il libro “<strong><em>50 anni di digitalizzazione</em></strong><em><strong>– Tecnologie, applicazioni, economia, società, etica e guerra ibrida</strong></em><strong>”, </strong>edito da Montabone Editore, realizzato da <strong>Salvatore Improta</strong>, un “quaderno” approfondito e tecnico ma in forma narrativa che raccoglie anche alcuni spunti dei passati eventi del Quadrato della Radio, con i contributi di <strong>Maurizio Dècina, Stefano Pileri</strong>, <strong>Sandro Dionisi</strong>, <strong>Francesco Saracco</strong>, <strong>Mauro Olivieri</strong>, <strong>Cosmo Colavito</strong>, <strong>Luca Tomassini</strong>, <strong>Achille De Tommaso </strong>e<strong>Alessandro Mantini</strong> che hanno approfondito ognuno una sezione del volume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le informazioni sulle iniziative del <strong>Quadrato della Radio</strong> si possono trovare sul sito <a href="https://www.ilquadratodellaradio.it/">https://www.ilquadratodellaradio.it/</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/mobile-contro-fibra-data-center-telco-criticita-ostacolano-sviluppo-scenari-quadrato-radio/">Mobile contro fibra, data center per le telco e le criticità che ostacolano lo sviluppo. Gli scenari del Quadrato della Radio</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Adobe lancia Firefly su Mobile. Nuova sfida nell’Intelligenza Artificiale Generativa per le immagini tra concorrenza e partnership globali</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/adobe-lancia-firefly-su-mobile-nuova-sfida-nellintelligenza-artificiale-generativa-per-le-immagini-tra-concorrenza-e-partnership-globali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 13:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
		<category><![CDATA[Firefly]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?p=24393</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Firefly-adobe-scaled.jpg" type="image/jpeg" />Adobe, gigante mondiale del software creativo, accelera la sua strategia sull’intelligenza artificiale generativa annunciando il lancio imminente della versione mobile di Firefly, il suo avanzato strumento di image generation, sia su iOS che su Android. La notizia, resa pubblica durante la MAX Creativity Conference di Londra, rafforza la posizione di Adobe in un settore in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/adobe-lancia-firefly-su-mobile-nuova-sfida-nellintelligenza-artificiale-generativa-per-le-immagini-tra-concorrenza-e-partnership-globali/">Adobe lancia Firefly su Mobile. Nuova sfida nell’Intelligenza Artificiale Generativa per le immagini tra concorrenza e partnership globali</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Firefly-adobe-scaled.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio alla <strong>MAX Creativity Conference</strong> a Londra segna un cambio di passo strategico per<strong> Adobe</strong> nel mercato <strong>AI</strong>, tra innovazione tecnologica, tutela della proprietà intellettuale, regolazione internazionale e un panorama competitivo in rapida evoluzione.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Adobe</strong>, gigante mondiale del software creativo, accelera la sua strategia sull’intelligenza artificiale generativa annunciando il lancio imminente della <strong>versione mobile di Firefly</strong>, il suo avanzato strumento di image generation, sia su iOS che su Android. La notizia, resa pubblica durante la MAX Creativity Conference di Londra, rafforza la posizione di Adobe in un settore in forte espansione e sempre più centrale per la creatività professionale e industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobile First: Creatività e AI Sempre a Portata di Mano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Alexandru Costin, vicepresidente di Adobe Firefly, la visione aziendale è rendere l’applicazione mobile un vero e proprio “<strong>creative partner</strong>” per professionisti e creativi, disponibile ovunque e in ogni momento. “Le persone creative pensano in movimento”, sottolinea Costin, spiegando come la nuova app permetterà di generare idee, mood board e materiali visivi anche durante il tragitto casa-lavoro, ottimizzando tempi e processi di sviluppo progettuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mossa si inserisce nella più ampia <strong>strategia “mobile first”</strong> che sta ridisegnando la filiera dell’innovazione nel design, nel marketing e nei settori dell’immagine, rispondendo a una domanda sempre più orientata alla flessibilità, rapidità e interazione cross-device.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Evoluzione Tecnologica: Nuovi Modelli Firefly e Video AI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente, Adobe ha presentato i nuovi modelli <strong>Firefly Image Model 4</strong> e <strong>Firefly Image Model 4 Ultra</strong>, oltre a lanciare ufficialmente il <strong>Firefly Video Model</strong>, ora disponibile per la generazione AI di contenuti video. Queste tecnologie sono in grado di generare immagini e video iperrealistici a partire da semplici prompt testuali, garantendo — secondo l’azienda — un utilizzo “commercialmente sicuro” grazie a sistemi di protezione della proprietà intellettuale che bloccano la riproduzione di contenuti tutelati da copyright.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aspetto si rivela centrale nell’attuale scenario normativo, dove la tutela della proprietà intellettuale e la compliance alle diverse regolamentazioni nazionali ed europee rappresentano fattori chiave per lo sviluppo e l’adozione di soluzioni AI a livello globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Concorrenza, Collaborazione e Nuove Frontiere del Mercato AI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il lancio di Firefly mobile avviene in un contesto di crescente competizione. OpenAI, sostenuta da Microsoft, ha recentemente introdotto nuove funzionalità di image generation all’interno di ChatGPT, ottenendo una risposta virale e livelli di traffico così elevati da mettere sotto pressione le infrastrutture hardware aziendali. Allo stesso tempo, altri attori come Runway e Google stanno investendo massicciamente nello sviluppo di tecnologie AI creative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adobe, pur riconoscendo la crescente pressione competitiva, adotta una strategia aperta alle partnership. L’integrazione di strumenti di image generation sviluppati da <strong>OpenAI, Google e Runway </strong>all’interno di Firefly dimostra un approccio collaborativo e multipiattaforma, che punta a offrire modelli con “personalità e capacità differenti” per rispondere a un pubblico globale e sempre più esigente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatti Economici, Giuridici e di Policy</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’estensione di Firefly su mobile rafforza la leadership di Adobe non solo sul piano tecnologico, ma anche in termini di visione industriale. L’evoluzione degli strumenti AI obbliga aziende e professionisti a ridefinire modelli di business, strategie di monetizzazione e processi di compliance normativa, con impatti diretti su value chain, tutela dei dati, privacy e sicurezza delle informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In prospettiva, il dialogo tra aziende tech, regolatori e stakeholder internazionali sarà fondamentale per favorire un’innovazione sostenibile, inclusiva e rispettosa dei diritti dei creatori e delle imprese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una Nuova Era della Creatività Digitale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio di Adobe rappresenta un ulteriore passo avanti nella trasformazione digitale del settore creativo, dove l’intelligenza artificiale e la mobilità diventano driver chiave per la produttività, la competitività e la differenziazione sul mercato globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita si gioca ora su innovazione, sicurezza legale e capacità di partnership trasversali: le imprese che sapranno interpretare e integrare questi elementi saranno protagoniste della nuova stagione dell’economia creativa alimentata dall’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/adobe-lancia-firefly-su-mobile-nuova-sfida-nellintelligenza-artificiale-generativa-per-le-immagini-tra-concorrenza-e-partnership-globali/">Adobe lancia Firefly su Mobile. Nuova sfida nell’Intelligenza Artificiale Generativa per le immagini tra concorrenza e partnership globali</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno sguardo dietro le quinte del MWC</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/uno-sguardo-dietro-le-quinte-del-mwc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniel Friedlaender]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 12:18:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reti e infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Connettivita']]></category>
		<category><![CDATA[Europe]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Telco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?p=19897</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/shutterstock_2147293977-scaled.jpg" type="image/jpeg" />Ogni anno, le aziende presenti al Mobile World Congress di Barcellona spendono centinaia di milioni (o più) per mettere in mostra aziende straordinarie e innovazioni. Che spettacolo! Purtroppo, almeno dal 2011, le aziende più innovative non sono più le grandi compagnie di telecomunicazioni. L’evento è diventato una vetrina scintillante per le aziende tech e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/uno-sguardo-dietro-le-quinte-del-mwc/">Uno sguardo dietro le quinte del MWC</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/shutterstock_2147293977-scaled.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno, le aziende presenti al <strong>Mobile World Congress</strong> di <strong>Barcellona</strong> spendono centinaia di milioni (o più) per mettere in mostra aziende straordinarie e innovazioni. Che spettacolo!</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, almeno dal 2011, le aziende più innovative non sono più le grandi compagnie di <strong>telecomunicazioni</strong>. L’evento è diventato una vetrina scintillante per le aziende <strong>tech</strong> e i loro partner, mentre i grandi operatori di telecomunicazioni si limitano a chiedere aiuti, quasi invisibili alla loro stessa festa, se non per keynote ripetitivi in cui invocano interventi normativi. Il linguaggio cambia, ma le richieste restano sempre le stesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti degli altri operatori (più piccoli, innovativi e competitivi) sembrano imbarazzati dalla mentalità antiquata che arriva esclusivamente dai grandi colossi delle telecomunicazioni. È palpabile la preoccupazione che nel settore non emergano nuove idee: questi operatori fanno affidamento su regolamenti onerosi per salvarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni precedenti l’evento, <strong>Vodafone</strong>, <strong>Telefónica</strong>, <strong>Connect Europe</strong> e <strong>GSMA</strong> hanno pubblicato report accattivanti, ma tutti dicono esattamente la stessa cosa. Ancora una volta. Sembra quasi che un’IA abbia semplicemente ripacchettato vecchie idee. Sperano ancora in un <strong>Digital Networks Act</strong> pensato per colmare le loro debolezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sostengono che la <strong>consolidazione nazionale </strong>delle<strong> telecomunicazioni</strong> possa rafforzare gli investimenti e la competitività. Ma davvero un monopolio nazionale aiuterebbe? Non era proprio questo che l’Europa cercava di superare?</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un motivo per cui questi colossi non invitano voci critiche a dibattere con loro. La loro narrativa si basa su argomentazioni deboli e su una visione distorta della realtà, costruita per favorire i grandi operatori a discapito dei più piccoli, dell’innovazione, della concorrenza e dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo report di <strong><a href="https://italianelfuturo.com/reports/mobile-infrastructure-investment-landscape/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GSMA</a></strong> è un esempio lampante: sostiene che il mercato europeo delle telecomunicazioni sia troppo frammentato, con troppi operatori nazionali che creano una competizione &#8220;eccessiva&#8221;, riducendo i margini di profitto e limitando gli investimenti in nuove infrastrutture. In sostanza, vogliono che l’UE garantisca loro mercati nazionali senza concorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto mentre l’UE sta promuovendo il <strong>DMA (Digital Markets Act)</strong> e sostiene di non volere aziende troppo grandi o potenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questa visione è eccessivamente semplicistica e fuorviante. Il problema non è la frammentazione. Il problema non è l’alta domanda di contenuti. <strong>I contenuti favoriscono l’adozione della connettività.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero problema nasce da <strong>barriere artificiali</strong> in tutta Europa, spesso create da normative che impediscono la creazione di un mercato unico digitale. Gli operatori storici nazionali non hanno mai avuto incentivi a innovare né hanno mai osato competere tra loro entrando pienamente nei mercati altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’UE, invece di eliminare la concorrenza, dovrebbe rimuovere le <strong>barriere al mercato interno</strong>, ma in modo equo e imparziale, permettendo a tutti di competere, non solo a pochi privilegiati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si usa spesso il <strong>modello statunitense</strong> per giustificare un minor numero di operatori telco, ma se guardiamo ai dati, vediamo che l’Europa è più avanti in termini di concorrenza e prezzi migliori. Perché copiare un modello peggiore? Non genererà gli investimenti sperati per <strong>5G o 6G</strong>. <strong>Meno concorrenza non aiuterà: farà solo aumentare i prezzi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tassare altri attori, i cui contenuti e investimenti alimentano le reti, non è la soluzione. Se si portasse all’estremo l’idea di un <strong>meccanismo di arbitrato</strong> (in cui le aziende i cui contenuti vengono fruiti dagli utenti dovrebbero pagare per il traffico generato), si rischierebbe di trasformare gli operatori telco in <strong>servizi pubblici</strong>, oppure si potrebbe spingere i grandi provider di contenuti a bypassare completamente le telco. Questa proposta ignora, inoltre, gli investimenti che tutto l’ecosistema digitale ha già fatto e che hanno portato enormi benefici proprio alle telecomunicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E i consumatori? <strong>Sarebbero i primi a perdere</strong> se i colossi nazionali si consolidassero per eliminare i concorrenti più piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che dire, poi, di un vero <strong>mercato unico europeo</strong>, dove i grandi operatori dovrebbero finalmente competere liberamente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non <strong>sostenere nuovi modelli di business e investimenti</strong> in <strong>cloud computing</strong>, <strong>edge cloud</strong>, intelligenza artificiale e servizi digitali avanzati, anziché continuare a sovvenzionare reti obsolete? Invece di promuovere un mercato più aperto e dinamico, il report di GSMA continua a proporre <strong>soluzioni obsolete</strong>, che rischiano di far rimanere l’Europa indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Cina, dove sono la concorrenza e l’innovazione a trainare il progresso. <strong>Dove il nuovo viene premiato, invece di proteggere il vecchio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, il rapporto GSMA <strong>non</strong> propone una strategia lungimirante per le telecomunicazioni europee. <strong>Non promuove un vero mercato unico europeo</strong>, che permetterebbe agli operatori di crescere senza barriere normative aggiuntive. Senza nuove regole e nuovi costi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa ha bisogno di un settore delle telecomunicazioni <strong>forte, competitivo </strong>e<strong> innovativo </strong>a livello <strong>globale</strong>. Questo non si può ottenere creando monopoli nazionali, ma costruendo <strong>un mercato </strong>più<strong> aperto </strong>e <strong>integrato</strong>,<strong> pronto </strong>per le <strong>sfide </strong>del<strong> futuro</strong>. Non si può costruire il futuro tassando il passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si spende troppa energia per difendere vecchie idee, mentre si ignorano le nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ora di abbandonare la logica della consolidazione, l’idea obsoleta di tassare la domanda – che è essenziale per la crescita della connettività – e iniziare a pensare più in grande. Un <strong>Digital Networks Act europeo</strong> dovrebbe esistere solo se può far crescere il settore, non se rischia di bloccarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/uno-sguardo-dietro-le-quinte-del-mwc/">Uno sguardo dietro le quinte del MWC</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il futuro della connettività mobile: investimenti, tendenze e sfide globali</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/il-futuro-della-connettivita-mobile-investimenti-tendenze-e-sfide-globali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reti e infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Connettivita']]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?p=19532</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/shutterstock_2476215685-e1741085195306.jpg" type="image/jpeg" />La connettività mobile non è una singola infrastruttura omogenea, ma un ecosistema complesso fatto di backbone, core, reti di accesso e dispositivi finali. Negli ultimi cinque anni, l’investimento medio annuo globale in queste infrastrutture ha raggiunto i 244 miliardi di dollari. Gli operatori di rete mobile (MNOs) rappresentano il principale motore di questa crescita, con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/il-futuro-della-connettivita-mobile-investimenti-tendenze-e-sfide-globali/">Il futuro della connettività mobile: investimenti, tendenze e sfide globali</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/shutterstock_2476215685-e1741085195306.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Nell’era della digitalizzazione, l’investimento in infrastrutture di connettività mobile è diventato una priorità strategica per garantire l’accesso a internet e supportare lo sviluppo di nuove tecnologie. Il recente <strong><a href="https://italianelfuturo.com/reports/mobile-infrastructure-investment-landscape/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto della GSMA</a></strong> fornisce una panoramica dettagliata sugli investimenti globali nel settore, evidenziando l’evoluzione dei modelli di finanziamento, il ruolo dei diversi attori coinvolti e le sfide future.</p>
</blockquote>
</blockquote>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>connettività mobile</strong> non è una singola infrastruttura omogenea, ma un ecosistema complesso fatto di backbone, core, reti di accesso e dispositivi finali. <br>Negli ultimi cinque anni, l’investimento medio annuo globale in queste infrastrutture ha raggiunto i 244 miliardi di dollari. Gli <strong>operatori</strong> di <strong>rete mobile (MNOs)</strong> rappresentano il principale motore di questa crescita, con un impegno finanziario di 109 miliardi di dollari l’anno, pari all’85% degli investimenti totali, escludendo i dispositivi. Al loro fianco, i consumatori giocano un ruolo significativo, spendendo circa 95 miliardi di dollari ogni anno per dispositivi connessi, come smartphone e tablet.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli investimenti si distribuiscono in modo diverso tra le varie componenti della rete. Il <strong>segmento backbone</strong>, ovvero l’infrastruttura che interconnette le reti a livello globale, assorbe una quota relativamente modesta, con soli <strong>4,5 miliardi di dollari l’anno</strong>. Molto più rilevanti sono le spese per il <strong>core</strong> e il <strong>backhaul</strong>, che raccolgono <strong>35,8 miliardi di dollari</strong>, e soprattutto per le reti di accesso, dove confluiscono <strong>87 miliardi di dollari</strong>. Tuttavia, la parte più consistente degli investimenti riguarda i dispositivi finali, con 117 miliardi di dollari destinati alla produzione e all’acquisto di smartphone e altri strumenti connessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La distribuzione geografica degli investimenti mostra una netta predominanza dell’Asia-Pacifico, che da sola assorbe <strong>117 miliardi di dollari</strong>, trainata soprattutto dalla <strong>Cina</strong>. Il <strong>Nord America</strong> segue con <strong>55 miliardi</strong>, mentre l’<strong>Europa</strong> si attesta sui <strong>38 miliardi.</strong> Più distanti sono il <strong>Medio Oriente</strong> e l’<strong>Africa</strong>, con <strong>19 miliardi</strong>, e l’<strong>America Latina</strong>, con <strong>15 miliardi</strong>. Questi numeri riflettono non solo il livello di sviluppo delle reti mobili nelle diverse aree geografiche, ma anche le differenze nei modelli di business e nelle strategie di investimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, un elemento di particolare interesse è stato l’aumento degli investimenti da parte dei grandi fornitori di <strong>contenuti</strong> e <strong>servizi cloud</strong>, come <strong>Google</strong>, <strong>Amazon</strong> e <strong>Meta</strong>. Queste aziende stanno costruendo infrastrutture private per ottimizzare il trasporto dei loro dati, riducendo la dipendenza dai backbone pubblici e abbattendo i costi di distribuzione dei contenuti. Tuttavia, il loro impatto, per quanto in crescita, rimane limitato, rappresentando meno del 2% del totale degli investimenti nelle infrastrutture mobili. Il grosso del lavoro continua a ricadere sugli operatori di rete mobile, che devono sostenere gran parte delle spese per garantire la fluidità del traffico dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle sfide principali per il futuro sarà il bilanciamento degli investimenti. Per ogni dollaro investito nel backbone, sono necessari tra gli 8 e i 19 dollari nei segmenti core e access per assicurare che il traffico dati possa essere distribuito senza colli di bottiglia. Il backbone pubblico resta un’infrastruttura fondamentale per il funzionamento di internet, nonostante il crescente utilizzo di reti private da parte delle grandi piattaforme digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi della GSMA rivela, inoltre, un interessante confronto tra investimenti mobili e fissi. A livello globale, le reti mobili assorbono 244 miliardi di dollari l’anno, leggermente più delle reti fisse, che si attestano sui 212 miliardi. L’aspetto più sorprendente riguarda il valore totale delle infrastrutture mobili, stimato in 930 miliardi di dollari, una cifra che riflette l’enorme sforzo finanziario richiesto per costruire e mantenere le reti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al futuro, lo sviluppo del 5G e l’espansione della capacità di rete saranno i principali fattori che guideranno gli investimenti. Le reti mobili continueranno a evolversi per far fronte all’aumento esponenziale del traffico dati e per supportare nuove applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, l’<strong>Internet of Things</strong> e il <strong>cloud computing</strong>. Gli operatori saranno chiamati a trovare nuovi modelli di finanziamento, mentre governi e regolatori dovranno garantire un ambiente normativo favorevole agli investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, il rapporto della GSMA mette in luce la complessità dell’ecosistema delle telecomunicazioni e la necessità di un impegno congiunto tra operatori, investitori e istituzioni per garantire una connettività sempre più performante e accessibile. <br>Il futuro della connettività mobile sarà determinato dalla capacità del settore di adattarsi a nuove sfide e di cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/il-futuro-della-connettivita-mobile-investimenti-tendenze-e-sfide-globali/">Il futuro della connettività mobile: investimenti, tendenze e sfide globali</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
