<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>IATA Archivi - Italia nel futuro</title>
	<atom:link href="https://italianelfuturo.com/tag/iata/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianelfuturo.com/tag/iata/</link>
	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Jul 2025 07:34:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/cropped-favicon-32x32.jpg</url>
	<title>IATA Archivi - Italia nel futuro</title>
	<link>https://italianelfuturo.com/tag/iata/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>SAF, critiche dall’industria aerea alla strategia europea: «Costosa, inefficace, sbilanciata»</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/saf-critiche-dallindustria-aerea-alla-strategia-europea-costosa-inefficace-sbilanciata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 15:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[IATA]]></category>
		<category><![CDATA[SAF]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?p=36699</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/SAF.png" type="image/jpeg" />L’IATA accusa Bruxelles: pochi benefici ambientali, prezzi distorti e disponibilità insufficiente. A rischio la transizione energetica del settore aviation. La International Air Transport Association (IATA) ha lanciato un duro attacco alla strategia dell’Unione Europea sul SAF – Sustainable Aviation Fuel, ritenendola costosa, mal calibrata e inefficace sotto il profilo ambientale. Durante un incontro con la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/saf-critiche-dallindustria-aerea-alla-strategia-europea-costosa-inefficace-sbilanciata/">SAF, critiche dall’industria aerea alla strategia europea: «Costosa, inefficace, sbilanciata»</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/SAF.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>L’IATA accusa Bruxelles: pochi benefici ambientali, prezzi distorti e disponibilità insufficiente. A rischio la transizione energetica del settore aviation.</p>
</blockquote>



<p>La <strong>International Air Transport Association (IATA)</strong> ha lanciato un duro attacco alla strategia dell’Unione Europea sul <strong>SAF – Sustainable Aviation Fuel</strong>, ritenendola <strong>costosa, mal calibrata e inefficace sotto il profilo ambientale</strong>. Durante un incontro con la stampa a Singapore, il direttore generale Willie Walsh ha dichiarato che la politica europea obbliga all’utilizzo di un prodotto “largamente indisponibile”, con il risultato paradossale di aumentare i costi e aggravare l’impronta carbonica complessiva, anziché ridurla.</p>



<p>L’associazione, che rappresenta circa 300 compagnie aeree mondiali, mette in discussione non tanto l’obiettivo della decarbonizzazione del trasporto aereo, quanto l’approccio regolatorio adottato, che secondo IATA <strong>rischia di penalizzare gli operatori senza generare vantaggi ambientali concreti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La normativa ReFuelEU e gli obblighi crescenti per le compagnie aeree</h2>



<p>Nel quadro della strategia “<strong>Fit for 55</strong>”, l’UE ha introdotto il regolamento <strong>ReFuelEU Aviation</strong>, che impone una quota obbligatoria di carburanti sostenibili nei rifornimenti aerei: si parte da una miscela minima del 2% nel 2025, per salire al 6% nel 2030 e raggiungere il 70% entro il 2050. Il SAF, ottenuto da scarti agricoli, rifiuti organici o biomasse avanzate, rappresenta la leva chiave della decarbonizzazione del settore aviation, responsabile del 2-3% delle emissioni globali.</p>



<p>Tuttavia, secondo IATA, i livelli attuali di produzione globale non sono allineati con tali target. La stessa associazione stima che nel 2025 la produzione mondiale di SAF <strong>raggiungerà appena 2 milioni di tonnellate</strong>, ovvero <strong>lo 0,7% del fabbisogno totale</strong> del settore. Un divario strutturale che rischia di trasformare un obiettivo ambientale in un freno economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Effetti economici distorsivi: monopolio, scarsità, sovrapprezzo</h2>



<p>Un altro punto critico sollevato da IATA riguarda l’effetto combinato tra obblighi normativi e dinamiche di mercato. Secondo Walsh, i fornitori che producono SAF — per obbligo o per incentivo — stanno applicando <strong>prezzi gonfiati ben oltre i costi effettivi di produzione</strong>, approfittando della scarsità dell’offerta. “L’UE ha di fatto facilitato la creazione di fornitori in posizione dominante che fissano prezzi elevati, senza alcun beneficio reale in termini ambientali”, ha affermato.</p>



<p>Inoltre, l’uso di SAF prodotto altrove (es. in Asia) e poi trasportato in Europa per rispettare gli obblighi locali <strong>aumenta l’impatto carbonico del carburante stesso</strong>, vanificando la logica ambientale dell’intervento normativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mappa globale della produzione: focus su Asia ed export</h2>



<p>Mentre l’Europa si muove a livello normativo, la geografia industriale del SAF si sta rapidamente spostando verso l’Asia. Almeno cinque impianti per la produzione di SAF sono entrati in funzione o sono in via di avvio in <strong>Asia Sudorientale</strong> nel 2025 — in particolare a Singapore, Malesia e Indonesia — con l’obiettivo dichiarato di servire il mercato europeo. Anche il Giappone sta accelerando sul fronte dell’idrogeno verde e dei carburanti avanzati.</p>



<p>Questa dinamica solleva un ulteriore nodo: la <strong>dipendenza dell’Europa da forniture extra-UE</strong>, con conseguente vulnerabilità logistica e commerciale. Una filiera energetica davvero sostenibile dovrebbe, infatti, essere anche <strong>prossimale e circolare</strong>, non solo certificata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambiguità delle materie prime: il nodo del palm oil</h2>



<p>Altro tema sensibile è quello delle <strong>materie prime utilizzate per produrre SAF</strong>, in particolare l’olio di palma. Walsh ha sollevato dubbi sull’equivalenza tra “olio di palma sostenibile” e “non sostenibile”, chiedendo un approccio più <strong>sfumato e scientificamente validato</strong>. In alcuni mercati, come l’Indonesia o la Malesia, l’uso del palm oil è centrale per la produzione di biocarburanti, ma rimane controverso dal punto di vista della deforestazione, della biodiversità e delle emissioni indirette.</p>



<p>L’IATA chiede quindi <strong>standard globali armonizzati</strong>, che distinguano in modo trasparente tra feedstock sostenibili e a rischio, evitando approcci troppo ideologici o normativamente rigidi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Governance dell’innovazione e politica industriale europea</h2>



<p>Il caso del SAF mette in luce una criticità più ampia: il difficile equilibrio tra <strong>ambizione climatica e fattibilità industriale</strong>. L’Unione Europea ha posto target avanzati in linea con la neutralità climatica al 2050, ma rischia ora di anticipare troppo gli obblighi rispetto alla <strong>maturazione tecnologica e alla scalabilità industriale</strong>.</p>



<p>Serve una <strong>politica industriale coerente</strong> che accompagni la regolazione con investimenti massicci in produzione, ricerca e filiere locali. Il rischio, altrimenti, è di vedere aumentare la pressione economica sulle compagnie aeree europee — già sottoposte all’ETS e ad altri vincoli — a vantaggio di competitor extraeuropei che operano in contesti normativi meno stringenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Transizione energetica sì, ma con realismo</h2>



<p>La posizione critica dell’IATA non è un rigetto della transizione green, ma un appello al <strong>realismo industriale e alla coerenza sistemica</strong>. Una transizione efficace nel settore dell’aviazione richiede <strong>più SAF, a prezzi sostenibili, da fonti realmente rinnovabili</strong>, non solo obblighi regolatori.</p>



<p>Per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica, è necessario un <strong>ecosistema normativo, finanziario e produttivo integrato</strong>, capace di stimolare l’offerta, contenere i costi e monitorare con rigore la sostenibilità effettiva dei carburanti usati. In gioco non c’è solo il futuro dell’aviazione, ma la <strong>credibilità stessa della transizione europea</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/saf-critiche-dallindustria-aerea-alla-strategia-europea-costosa-inefficace-sbilanciata/">SAF, critiche dall’industria aerea alla strategia europea: «Costosa, inefficace, sbilanciata»</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
