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	<title>FreeNow Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<title>FreeNow Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Lyft entra nel mercato europeo con l’acquisizione di Free Now per 199 milioni di dollari: sfida diretta a Uber, Bolt e Gett</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 14:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[FreeNow]]></category>
		<category><![CDATA[Lyft]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Lyft.png" type="image/jpeg" />La società americana di ride-hailing, Lift, compie il suo primo passo strategico in Europa rilevando Free Now, piattaforma con oltre 50 milioni di utenti annui. Una mossa che apre nuovi scenari competitivi e regolatori nel settore della mobilità urbana. Con un’operazione da 199 milioni di dollari (175 milioni di euro), Lyft compie il suo primo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/lyft-entra-nel-mercato-europeo-con-lacquisizione-di-free-now-per-199-milioni-di-dollari-sfida-diretta-a-uber-bolt-e-gett/">Lyft entra nel mercato europeo con l’acquisizione di Free Now per 199 milioni di dollari: sfida diretta a Uber, Bolt e Gett</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La società americana di ride-hailing, <strong>Lift,</strong> compie il suo primo passo strategico in <strong>Europa rilevando</strong> <strong>Free Now,</strong> piattaforma con oltre 50 milioni di utenti annui. Una mossa che apre nuovi scenari competitivi e regolatori nel settore della mobilità urbana.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con un’operazione da <strong>199 milioni di dollari (175 milioni di euro)</strong>, <strong>Lyft</strong> compie il suo <strong>primo ingresso nel mercato europeo</strong>, annunciando l’acquisizione della piattaforma tedesca di mobilità urbana <strong>Free Now</strong>. Il deal è atteso <strong>per la seconda metà del 2025</strong> e rappresenta una delle mosse più significative del gruppo americano dopo anni di consolidamento nel mercato nordamericano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questa acquisizione ci permette di accelerare la nostra espansione globale e di entrare in uno dei mercati più dinamici e complessi al mondo per la mobilità urbana,” ha dichiarato un portavoce di Lyft.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Free Now: una piattaforma strategica per l’Europa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fondata nel 2009 come <strong>myTaxi</strong>, <strong>Free Now</strong> ha sede ad <strong>Amburgo</strong> e opera in oltre <strong>150 città di 9 Paesi</strong>, tra cui Regno Unito, Germania, Francia e Irlanda. La piattaforma è oggi <strong>positiva a livello di EBITDA</strong> e nel 2024 ha generato <strong>oltre 1 miliardo di euro in prenotazioni lorde</strong>, secondo i dati aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società è <strong>controllata congiuntamente da BMW e Mercedes-Benz</strong> dal 2019 e ha ampliato nel tempo il proprio modello di business includendo non solo <strong>servizi taxi e ride-hailing</strong>, ma anche <strong>e-scooter, e-bike ed e-mopeds</strong>, offrendo un ecosistema multimodale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le implicazioni strategiche per Lyft</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’acquisizione consente a Lyft:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Di <strong>accedere a un bacino di oltre 50 milioni di utenti annui combinati</strong></li>



<li>Di <strong>entrare in competizione diretta con Uber, Bolt e Gett</strong> in mercati europei chiave</li>



<li>Di diversificare la propria offerta con <strong>modelli di mobilità sostenibile integrata</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa operazione, Lyft intende <strong>recuperare terreno rispetto a Uber</strong>, attiva in Europa dal 2012, ma spesso soggetta a controversie regolatorie (come le sospensioni temporanee del servizio a Londra, poi revocate nel 2022).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il mercato europeo è regolato in modo più stringente rispetto agli USA, ma offre spazi di crescita per operatori capaci di adattarsi alle normative locali e alle esigenze di mobilità urbana sostenibile,” osserva un analista del settore mobility tech.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aspetti economici e finanziari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione rientra in una più ampia tendenza di <strong>consolidamento globale nel settore della mobilità</strong>. La capacità di Free Now di <strong>generare cassa operativa</strong>, insieme alla sua <strong>presenza capillare in mercati ad alta densità urbana</strong>, ne fa un asset strategico per Lyft in ottica di <strong>espansione internazionale a basso rischio operativo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista finanziario, Lyft punta anche a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aumentare la <strong>base utenti</strong> e la <strong>frequenza d’uso della piattaforma</strong></li>



<li>Integrare nuove <strong>fonti di ricavi derivanti da micro-mobilità</strong></li>



<li>Diversificare geograficamente il proprio <strong>portafoglio operativo</strong>, in un momento in cui il mercato USA rallenta</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Sfide regolatorie e geopolitiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione di Free Now comporterà, però, <strong>rilevanti sfide giuridiche e regolatorie</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le normative sul trasporto pubblico non di linea variano <strong>da città a città</strong></li>



<li>Le <strong>autorità locali europee</strong> richiedono spesso <strong>licenze specifiche</strong> e <strong>standard di sicurezza elevati</strong></li>



<li>L’ingresso di un nuovo attore statunitense potrebbe sollevare <strong>questioni politiche e antitrust</strong>, soprattutto in un contesto di crescente <strong>sovranità tecnologica e digitale</strong> in Europa</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l’operazione potrebbe <strong>rilanciare il dibattito</strong> sul <strong>ruolo delle case automobilistiche tedesche</strong> (BMW e Mercedes) nella nuova economia della mobilità, dopo anni di sperimentazioni con modelli “MaaS” (Mobility-as-a-Service) non sempre profittevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’acquisizione di Free Now, <strong>Lyft punta a diventare un player globale</strong> nella nuova mobilità urbana, con un’offerta che spazia dal taxi all’e-scooter. L’Europa rappresenta <strong>una sfida complessa, ma cruciale</strong> per affermare un modello di crescita scalabile, multimodale e sostenibile. Il successo dell’operazione dipenderà dalla capacità del gruppo di <strong>integrare tecnologie, regole e culture locali</strong>, in un contesto di crescente concorrenza e sensibilità normativa.</p>
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		<title>Mercedes-Benz e BMW pronte a vendere FreeNow. Il declino delle ambizioni europee nel ride-hailing?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 08:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[BMW]]></category>
		<category><![CDATA[FreeNow]]></category>
		<category><![CDATA[Mercedes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Untitled-28.jpg" type="image/jpeg" />Mercedes-Benz e BMW stanno valutando la vendita della loro joint venture FreeNow, la piattaforma di mobilità urbana che permette agli utenti di prenotare taxi e veicoli a noleggio tramite app. La notizia, riportata da Bloomberg, segna una potenziale svolta nel settore del ride-hailing europeo, che ha visto negli ultimi anni una crescente competizione da parte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/mercedes-benz-e-bmw-pronte-a-vendere-freenow-il-declino-delle-ambizioni-europee-nel-ride-hailing/">Mercedes-Benz e BMW pronte a vendere FreeNow. Il declino delle ambizioni europee nel ride-hailing?</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mercedes-Benz</strong> e <strong>BMW</strong> stanno valutando la vendita della loro joint venture <strong>FreeNow</strong>, la piattaforma di mobilità urbana che permette agli utenti di prenotare taxi e veicoli a noleggio tramite app. La notizia, riportata da <em>Bloomberg</em>, segna una potenziale svolta nel settore del ride-hailing europeo, che ha visto negli ultimi anni una crescente competizione da parte di giganti come <strong>Uber</strong>, <strong>Bolt</strong> e <strong>Didi.</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Da ambizioso progetto a asset in vendita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">FreeNow nasce nel 2019 dalla fusione tra <strong>Daimler’s MyTaxi</strong> e <strong>BMW’s DriveNow</strong>, con l&#8217;obiettivo di creare una piattaforma europea in grado di competere con <strong>Uber</strong> e con le startup asiatiche. Il progetto rientrava in una strategia più ampia dei due colossi tedeschi per rafforzare la loro presenza nei servizi digitali di mobilità. Tuttavia, a distanza di pochi anni, l’iniziativa sembra aver perso slancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le fonti citate da Bloomberg, entrambe le case automobilistiche starebbero esplorando opzioni strategiche, compresa la vendita di FreeNow. Questa decisione deriverebbe da una serie di fattori, tra cui la bassa redditività del settore ride-hailing, la forte concorrenza e le difficoltà di scalare il modello di business in un mercato altamente frammentato come quello europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida del ride-hailing in Europa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato europeo del ride-hailing è caratterizzato da una forte regolamentazione e da un tessuto locale di operatori taxi che ha reso difficile per le piattaforme digitali espandersi senza attriti. A differenza degli Stati Uniti, dove Uber ha rapidamente conquistato quote di mercato, in Europa la resistenza dei tassisti e le normative nazionali hanno limitato la crescita di FreeNow.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro elemento critico è la marginalità ridotta del settore. Il ride-hailing è un business con costi elevati e margini di profitto sottili, reso ancora più complicato dall’aumento dei costi operativi e dalle pressioni dei governi per garantire migliori condizioni lavorative ai conducenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi potrebbe essere interessato a FreeNow?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se la vendita dovesse concretizzarsi, potrebbero emergere diversi potenziali acquirenti. Tra i candidati più probabili ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Uber, che potrebbe rafforzare la sua presenza in Europa consolidando il mercato.</li>



<li>Bolt, l’app estone che sta crescendo rapidamente grazie a una strategia aggressiva di prezzi e incentivi per i conducenti.</li>



<li>Didi, il colosso cinese del ride-hailing, che potrebbe vedere in FreeNow un’opportunità per entrare in forze nel mercato europeo.</li>



<li>Fondi di investimento o grandi gruppi tecnologici, interessati a diversificare nel settore della mobilità urbana.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un segnale di ritirata per l&#8217;automotive tedesco?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La possibile vendita di FreeNow potrebbe essere vista come un segnale del cambio di strategia di BMW e Mercedes, sempre più focalizzate sull&#8217;elettrificazione e sui software per i veicoli connessi. Dopo aver investito miliardi di euro per competere con le piattaforme di <strong>ride-hailing</strong>, ora le due case automobilistiche sembrano voler ricalibrare le loro priorità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo scenario suggerisce una progressiva ritirata dell’industria automobilistica tradizionale dal settore dei servizi digitali di mobilità. Mentre <strong>Tesla</strong> e le aziende tecnologiche puntano sull’innovazione nei trasporti con robotaxi e guida autonoma, BMW e Mercedes sembrano preferire tornare al loro core business: la produzione di veicoli premium.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Mercedes-Benz e BMW decideranno di vendere FreeNow sarà un&#8217;ulteriore conferma di quanto sia difficile per le case automobilistiche tradizionali competere con le big tech nei servizi di mobilità digitale. Il mercato europeo del ride-hailing resta frammentato e difficile da scalare e le grandi ambizioni di una piattaforma europea in grado di sfidare Uber sembrano ormai svanire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta ora da vedere chi sarà disposto a raccogliere il testimone e se FreeNow avrà un futuro sotto una nuova proprietà o se finirà per essere inglobata in un colosso del settore.<br></p>
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