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	<title>FCC Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>FCC Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<item>
		<title>Sicurezza nazionale e tecnologia: la FCC vieta i test di certificazione ai laboratori cinesi legati al Partito Comunista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 15:51:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[FCC]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/FCC1.png" type="image/jpeg" />Con voto unanime, la Federal Communications Commission esclude i laboratori con legami strategici con Pechino dal processo di autorizzazione di dispositivi elettronici destinati al mercato USA. Una misura che amplia il perimetro della difesa digitale e rilancia la competizione tecnologica su scala globale. Con una decisione unanime, la Federal Communications Commission (FCC) ha approvato un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/sicurezza-nazionale-e-tecnologia-la-fcc-vieta-i-test-di-certificazione-ai-laboratori-cinesi-legati-al-partito-comunista/">Sicurezza nazionale e tecnologia: la FCC vieta i test di certificazione ai laboratori cinesi legati al Partito Comunista</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p>Con voto unanime, la Federal Communications Commission esclude i laboratori con legami strategici con Pechino dal processo di autorizzazione di dispositivi elettronici destinati al mercato USA. Una misura che amplia il perimetro della difesa digitale e rilancia la competizione tecnologica su scala globale.</p>
</blockquote>



<p>Con una decisione unanime, la <strong>Federal Communications Commission (FCC)</strong> ha approvato un pacchetto di regole che <strong>proibisce ai laboratori con sede in Cina e ritenuti rischiosi per la sicurezza nazionale</strong> di testare dispositivi elettronici destinati al mercato statunitense.</p>



<p>I prodotti coinvolti spaziano da <strong>smartphone, fotocamere e dispositivi di videosorveglianza, a computer e apparecchiature IoT</strong>, tutti soggetti al processo di autorizzazione tecnica obbligatorio della FCC per poter essere importati negli Stati Uniti.</p>



<p>Il presidente della FCC, <strong>Brendan Carr</strong>, ha dichiarato: “Questi laboratori rappresentano un punto d’accesso potenzialmente vulnerabile per l’infrastruttura delle telecomunicazioni statunitensi.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una mossa difensiva contro la penetrazione industriale strategica cinese</h2>



<p>Secondo i dati dell’agenzia, circa <strong>il 75% delle apparecchiature elettroniche testate per il mercato USA proviene da laboratori in Cina</strong>, molti dei quali avrebbero <strong>legami diretti o indiretti con il Partito Comunista Cinese (PCC)</strong>, aziende di proprietà statale o entità collegate al settore militare cinese.</p>



<p>Questi laboratori hanno <strong>certificato migliaia di dispositivi</strong> negli ultimi anni. In base alle nuove regole:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La FCC potrà <strong>revocare il riconoscimento dei laboratori</strong> legati a entità presenti nella sua “Covered List”</li>



<li>Le aziende con <strong>legami significativi con paesi avversari</strong> dovranno <strong>dichiarare pubblicamente ogni licenza o autorizzazione</strong> ottenuta dall’agenzia</li>



<li>È stato avviato un <strong>iter consultivo per estendere il divieto a tutti i laboratori in Cina e altri paesi classificati come “foreign adversaries.”</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Continuità strategica: Huawei, ZTE e il precedente del 2022</h2>



<p>Il provvedimento odierno si inserisce nel solco delle misure restrittive già attuate dalla FCC a partire da <strong>novembre 2022</strong>, quando fu vietata l’approvazione di nuovi dispositivi di telecomunicazione provenienti da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Huawei</strong></li>



<li><strong>ZTE</strong></li>



<li><strong>Hytera Communications</strong></li>



<li><strong>Hikvision</strong></li>



<li><strong>Dahua Technology</strong></li>
</ul>



<p>Tali aziende sono inserite nella lista delle entità ritenute una <strong>minaccia alla sicurezza nazionale</strong>, e sono già soggette a forti restrizioni in ambito infrastrutturale e governativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riflessi geopolitici e industriali: un atto che rafforza la “decoupling strategy” USA</h2>



<p>La decisione rappresenta un ulteriore passo nella <strong>strategia di decoupling tecnologico</strong> tra Stati Uniti e Cina, evidenziando:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il crescente controllo sui flussi di tecnologia e dispositivi “embedded” destinati al mercato americano</li>



<li>Una maggiore enfasi sulla <strong>sovereign supply chain</strong> nel settore elettronico</li>



<li>L’obiettivo di <strong>creare un ecosistema di testing e certificazione indipendente da influenze esterne</strong>, in un momento di forte espansione dell’elettronica consumer e professionale legata a cloud, AI, 5G e sicurezza nazionale.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi normativi e implicazioni per le imprese</h2>



<p>La nuova regolamentazione solleva importanti implicazioni per aziende globali che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Affidano la certificazione dei loro dispositivi a laboratori con sede in Cina</li>



<li>Operano in mercati regolati dal <strong>Federal Information Security Management Act (FISMA)</strong> e da norme FCC</li>



<li>Fanno uso di piattaforme o componenti integrati con <strong>supply chain opache o miste</strong>.</li>
</ul>



<p>Il rischio per le imprese è di <strong>dover riconfigurare rapidamente la catena di certificazione</strong>, con impatti sui costi, sulla logistica e sul time-to-market.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza, innovazione e autonomia digitale</h2>



<p>Il provvedimento della FCC rappresenta un <strong>cambio di paradigma nella gestione dei rischi tecnologici internazionali</strong>, e segna un’evoluzione nella logica di autorizzazione elettronica da mera conformità tecnica a <strong>valutazione geopolitica integrata</strong>.</p>



<p>In un contesto di crescente rivalità tra Washington e Pechino, il controllo delle infrastrutture invisibili – <strong>testing, firmware, supply chain </strong>– diventa una nuova frontiera di potere tecnologico e regolatorio.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>FCC avvia revisione delle regole sullo spettro satellitare: nuove opportunità per Starlink, Amazon e il futuro della connettività globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 08:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reti e infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[FCC]]></category>
		<category><![CDATA[Spettro satellitare]]></category>
		<category><![CDATA[Starlink]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/FCC.png" type="image/jpeg" />La Commissione Federale delle Comunicazioni rivede le norme sulla potenza dei segnali satellitari: impatti su concorrenza, investimenti infrastrutturali e innovazione nello spazio. La Federal Communications Commission (FCC) ha ufficialmente avviato una revisione delle regole che governano la condivisione dello spettro radio tra i sistemi satellitari, risalenti agli anni ’90, con l&#8217;obiettivo di promuovere un utilizzo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/fcc-avvia-revisione-delle-regole-sullo-spettro-satellitare-nuove-opportunita-per-starlink-amazon-e-il-futuro-della-connettivita-globale/">FCC avvia revisione delle regole sullo spettro satellitare: nuove opportunità per Starlink, Amazon e il futuro della connettività globale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La <strong>Commissione Federale delle Comunicazioni </strong>rivede le norme sulla <strong>potenza</strong> dei <strong>segnali satellitari</strong>: impatti su concorrenza, investimenti infrastrutturali e innovazione nello spazio.</p>
</blockquote>



<p>La <strong>Federal Communications Commission (FCC)</strong> ha ufficialmente avviato una revisione delle regole che governano la condivisione dello <strong>spettro radio</strong> tra <strong>i sistemi satellitari,</strong> risalenti agli anni ’90, con l&#8217;obiettivo di promuovere un utilizzo più efficiente e intensivo delle risorse frequenziali per le attività spaziali. Il procedimento apre un nuovo fronte regolatorio negli Stati Uniti, in un momento cruciale per lo sviluppo delle costellazioni satellitari a bassa orbita, guidate da <strong>SpaceX (Starlink)</strong> e <strong>Amazon (Project Kuiper)</strong>.</p>



<p>Il nodo centrale riguarda le restrizioni sulla <strong>potenza equivalente irradiata</strong> (powerflux density) imposte dalle attuali normative, che limitano la copertura, la qualità del segnale e la capacità di condivisione dello spettro tra operatori. Queste limitazioni, secondo la FCC e i principali attori del settore, ostacolano il pieno potenziale dell’infrastruttura satellitare di nuova generazione, fondamentale per la connettività globale e la competitività industriale americana nello spazio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovo contesto tecnologico e pressione normativa</h2>



<p>La presidente della FCC, Brendan Carr, ha dichiarato che gli attuali limiti &#8220;penalizzano la banda larga satellitare degradando la qualità del segnale, riducendo la copertura e la capacità, e complicando la condivisione dello spettro tra operatori&#8221;. In quest’ottica, l’obiettivo della Commissione è ridefinire un quadro regolatorio più aderente alla realtà tecnologica contemporanea, che include reti satellitari con migliaia di satelliti in orbita bassa e servizi diretti ai dispositivi mobili.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce in un contesto competitivo in rapida evoluzione. <strong>SpaceX</strong>, che ha già depositato una petizione nel 2023 per la modifica delle regole, ha denunciato una &#8220;artificiale scarsità di spettro&#8221; imposta ai consumatori statunitensi, ostacolo alla piena diffusione del servizio <strong>Starlink</strong>. Dall’altra parte, <strong>Amazon</strong> sostiene la necessità di un aggiornamento normativo, ma chiede tutele per garantire l’integrità operativa delle costellazioni esistenti e la non interferenza con servizi satellitari in Paesi limitrofi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le implicazioni per il mercato 5G e la politica industriale</h2>



<p>La proposta della FCC non è priva di opposizioni. La <strong>CTIA</strong>, che rappresenta l’industria delle telecomunicazioni terrestri (inclusi <strong>AT&amp;T</strong>, <strong>Verizon</strong> e <strong>T-Mobile</strong>), ha espresso preoccupazione per possibili interferenze con le reti 5G, sottolineando che &#8220;gli operatori mobili hanno investito somme record per ottenere licenze sullo spettro negli Stati Uniti&#8221;. Le telco chiedono che ogni modifica salvaguardi gli investimenti infrastrutturali esistenti e non comprometta la qualità del servizio mobile.</p>



<p>Nel marzo 2025, nonostante tali obiezioni, la FCC ha autorizzato <strong>Starlink a operare un servizio satellitare diretto ai dispositivi mobili in partnership con T-Mobile</strong>, permettendo potenze superiori per coprire aree geografiche inaccessibili con le torri terrestri. Un precedente normativo che ha già generato tensioni legali con AT&amp;T e Verizon, preoccupate per potenziali interferenze su alcune bande di spettro in uso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diritto dell’innovazione e governance dello spazio</h2>



<p>Il procedimento in corso riflette le crescenti sfide normative nell’ambito della <strong>governance dello spazio</strong> e della <strong>regolazione delle infrastrutture digitali</strong>, due ambiti sempre più interconnessi. Da un lato, l’incremento dell’attività spaziale privata richiede un aggiornamento costante dei quadri normativi per favorire la concorrenza e l’innovazione. Dall’altro, gli interessi geopolitici e industriali impongono una visione sistemica, che tenga conto della <strong>sicurezza delle infrastrutture critiche</strong>, della sovranità tecnologica e dell’interoperabilità internazionale.</p>



<p>La revisione dello spettro potrebbe rappresentare un cambio di paradigma nella gestione delle risorse radioelettriche, con impatti diretti sulla competitività globale degli Stati Uniti nel settore delle telecomunicazioni e dello spazio. Sarà essenziale comprendere come l’FCC intenderà bilanciare <strong>interessi pubblici, equilibri concorrenziali e tutela dell’innovazione</strong> in un mercato in cui lo spazio non è più solo un orizzonte scientifico, ma un terreno concreto di investimento, regolazione e politica industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Economia spaziale</h2>



<p>La mossa della FCC apre un nuovo capitolo nella regolamentazione dell’economia spaziale. Le prossime consultazioni pubbliche forniranno indicazioni cruciali su come evolverà il rapporto tra <strong>reti satellitari e terrestri</strong>, tra <strong>innovazione privata e regolazione pubblica</strong>, e su come gli Stati Uniti intendano posizionarsi nella nuova architettura globale della connettività. Il futuro dello spettro sarà decisivo per determinare chi controllerà la prossima generazione di infrastrutture digitali.</p>



<p></p>
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