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	<title>Eurostack Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Eurostack Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>L’illusione di EuroStack: una visione fallace della sovranità digitale europea</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/lillusione-di-eurostack-una-visione-fallace-della-sovranita-digitale-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Gambardella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 17:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica e potere]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostack]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Eurostack-1.png" type="image/jpeg" />Il White Paper recentemente pubblicato su EuroStack si propone come una strategia per raggiungere la sovranità digitale europea. Con slogan altisonanti come “Buy European”, “Sell European” e “Fund European”, il documento si presenta come un manifesto per l’emancipazione tecnologica dell’Europa. Ma a un esame attento rivela una miscela preoccupante di vaghezza, contraddizioni e opportunismo politico: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/lillusione-di-eurostack-una-visione-fallace-della-sovranita-digitale-europea/">L’illusione di EuroStack: una visione fallace della sovranità digitale europea</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p>Il <strong><a href="https://italianelfuturo.com/reports/deploying-the-eurostack-whats-needed-now/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">White Paper</a></strong> recentemente pubblicato su EuroStack si propone come una strategia per raggiungere la sovranità digitale europea. Con slogan altisonanti come “Buy European”, “Sell European” e “Fund European”, il documento si presenta come un manifesto per l’emancipazione tecnologica dell’Europa. Ma a un esame attento rivela una miscela preoccupante di vaghezza, contraddizioni e opportunismo politico: <strong>non una strategia, ma l’illusione di averne una.</strong></p>
</blockquote>



<p>Partiamo dalla contraddizione più evidente: mentre il rapporto denuncia la dipendenza europea dai servizi cloud e AI americani – citando una perdita di valore di 264 miliardi di euro – molte delle organizzazioni promotrici di EuroStack continuano a fare affidamento proprio su questi servizi. L’ironia non è solo evidente, è devastante. <strong>Non si può proclamare la sovranità con un megafono mentre si implementa con gli strumenti altrui.</strong></p>



<p>Ugualmente problematica è l’ambiguità al centro della proposta principale. <strong>Che cosa significa esattamente “Buy European”? Una società è considerata europea in base alla sede legale, alla struttura proprietaria o alla localizzazione dei dati? Senza una definizione chiara, il termine si riduce a uno slogan politico privo di fondamento operativo o legale. Ancora peggio: rischia di violare le regole del WTO e di compromettere la credibilità dell’Europa come partner commerciale trasparente e aperto.</strong></p>



<p>Il White Paper soffre inoltre di una grave carenza di dettagli attuativi. Invoca l’incentivazione della domanda, una maggiore visibilità per le soluzioni digitali europee e una nuova cultura negli appalti digitali pubblici, ma non offre meccanismi, tempistiche né soggetti responsabili. <strong>La governance è trattata come un dettaglio secondario, quando dovrebbe esserne il fondamento</strong>. Chi è responsabile dell’attuazione di EuroStack? Quali incentivi allineano azione pubblica e privata? Il silenzio su questi temi è rivelatore – e pericoloso.</p>



<p>Vi è poi una dimenticanza ancora più profonda, di natura etica e sociale: enfatizzando un’identità digitale europea definita in modo ristretto – come nel caso del portafoglio di identità digitale EUDI – si rischia di costruire infrastrutture che escludono migranti, popolazioni mobili e gruppi marginalizzati. <strong>La vera sovranità digitale è inclusiva, non esclusiva.</strong></p>



<p><strong>Se l’Europa vuole davvero conquistare l’indipendenza digitale, deve andare oltre gli slogan.</strong> <strong>Deve finanziare infrastrutture cloud e AI europee su larga scala, sostenere standard aperti che favoriscano l’interoperabilità tra paesi, e introdurre incentivi all’innovazione che non puniscano la cooperazione globale. Gli appalti pubblici devono premiare la trasparenza, l’affidabilità e il merito tecnico – non solo l’origine geografica.</strong></p>



<p>E diciamolo con chiarezza: <strong>la forza digitale dell’Europa non può nascere dall’isolamento</strong>. A differenza degli Stati Uniti, che beneficiano di un mercato linguistico e normativo omogeneo, capitali abbondanti e consolidamento delle piattaforme, l’Europa è frammentata per natura. Questa è una sfida, ma può anche diventare una forza, se gestita con intelligenza. <strong>Un’Europa digitale vincente emergerà non dalla chiusura, ma dalla collaborazione intelligente tra Stati membri, settori e partner internazionali.</strong></p>



<p>L’Europa ha il talento, la competenza regolatoria e i valori democratici per diventare leader globale nell’innovazione digitale etica e sicura. Ma per realizzare questo potenziale serve una strategia fondata sul realismo, sulla trasparenza e sul coraggio. EuroStack, così com’è oggi, non offre nulla di tutto ciò. L’Europa merita una visione migliore, più audace e più onesta.</p>
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		<title>EuroStack, un piano sconnesso dalla realtà</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/eurostack-un-piano-sconnesso-dalla-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Gambardella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 18:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica e potere]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostack]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/Eurostackarticolo.png" type="image/jpeg" />Il documento che lo presenta, pubblicato dalla Bertelsmann Stiftung e supportato da diverse istituzioni europee, dipinge un futuro radioso in cui l’UE si affranca dalla tecnologia straniera e diventa protagonista dell’innovazione globale. Ma questa visione, seppur suggestiva, si scontra con una dura realtà: l’Europa non ha né le risorse, né l’industria, né il consenso politico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/Eurostackarticolo.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>L’Europa torna a parlare di sovranità digitale con il progetto <strong>EuroStack</strong> (il documento integrale e&#8217; scaricabile <strong><a href="https://italianelfuturo.com/reports/eurostack-a-european-alternative-for-digital-sovereignty/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></strong>): un’iniziativa ambiziosa che promette di ridurre la dipendenza dalle Big Tech americane e cinesi, costruendo un’infrastruttura digitale autonoma.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<p>Il documento che lo presenta, pubblicato dalla Bertelsmann Stiftung e supportato da diverse istituzioni europee, dipinge un futuro radioso in cui l’UE si affranca dalla tecnologia straniera e diventa protagonista dell’innovazione globale. Ma questa visione, seppur suggestiva, si scontra con una dura realtà: <strong>l’Europa non ha </strong>né le <strong>risorse, </strong>né<strong> </strong>l’<strong>industria, </strong>né<strong> </strong>il<strong> consenso politico </strong>per realizzarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sogno di una sovranità digitale… sulla carta</h2>



<p>EuroStack propone la creazione di un’infrastruttura digitale europea che comprenda semiconduttori, cloud, intelligenza artificiale, reti e software proprietari. Un progetto faraonico, che, per i suoi promotori, sarebbe la chiave per garantire l’autonomia tecnologica del continente. Il problema? <strong>Nulla di tutto ciò esiste oggi in Europa su una scala competitiva</strong>.</p>



<p>Attualmente, il 70% del mercato cloud europeo è controllato da tre colossi americani (Amazon, Microsoft e Google), mentre i fornitori europei rappresentano meno del 2%. L’Europa produce solo il 9% dei semiconduttori globali, contro il 56% di Taiwan. E nel campo dell’intelligenza artificiale, gli USA dominano con il 70% dei modelli fondamentali, mentre la Cina sta rapidamente recuperando terreno. <br>L’Europa, invece, è quasi irrilevante. Il documento riconosce queste criticità ma le affronta con una soluzione semplicistica: <strong>spendere 300 miliardi di euro in dieci anni per creare un’alternativa europea</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi paga per EuroStack?</h2>



<p>Il finanziamento del piano è un altro punto debole. L’idea di istituire un <strong>Fondo Sovrano Tecnologico Europeo</strong> da 300 miliardi di euro è suggestiva, ma non si capisce da dove dovrebbero arrivare questi soldi. <strong>Gli Stati membri non sembrano disposti a investire cifre così ingenti</strong>, soprattutto considerando che alcuni di loro hanno già stretto accordi strategici con partner americani o cinesi. E il settore privato? Difficile che investitori e imprese puntino su un’iniziativa guidata dall’UE quando possono ottenere tecnologie più avanzate e convenienti dai giganti americani e asiatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Protezionismo o innovazione?</h2>



<p>EuroStack propone un approccio “<strong>Europe first</strong>”, suggerendo che le istituzioni pubbliche e le aziende debbano acquistare tecnologia europea, anche quando questa è meno competitiva rispetto a quella estera. Ma <strong>questo protezionismo rischia di soffocare la competitività delle imprese</strong> e rallentare l’innovazione, anziché stimolarla. Creare un cloud sovrano o un sistema operativo europeo ha senso solo se questi prodotti possono competere in termini di qualità, efficienza e prezzo. Se invece si trasformano in progetti pubblici costosi e poco performanti, le aziende e i cittadini europei continueranno a preferire le soluzioni offerte dalle Big Tech.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Burocrazia e governance: il rischio di un altro fallimento</h2>



<p>Il documento parla di un <strong>modello di governance centralizzato</strong>, con regole rigide per garantire sicurezza, interoperabilità e sostenibilità. Ma l’Europa ha già dimostrato che progetti simili possono fallire miseramente. <strong>Gaia-X</strong>, l’iniziativa per un cloud europeo sovrano, è stata soffocata dalla burocrazia, dalla mancanza di coordinamento e dall’incapacità di attrarre partner privati. <strong>Cosa impedisce a EuroStack di fare la stessa fine?</strong></p>



<p>Inoltre, il riferimento alla creazione di un <strong>“EuroOS”</strong> – un sistema operativo europeo con digital ID e digital euro integrati – ricorda iniziative fallimentari come i tentativi di creare motori di ricerca o social network europei. Il rischio è quello di spendere miliardi per un progetto che nessuno vorrà utilizzare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa ha bisogno di realismo, non di utopie</h2>



<p>EuroStack è il classico esempio di un progetto che nasce con le migliori intenzioni ma che ignora la realtà dei fatti. Se l’Europa vuole rafforzare la propria posizione nel digitale, deve abbandonare <strong>l’illusione dell’autarchia tecnologica</strong> e puntare su strategie più concrete:</p>



<p>• <strong>Investire in settori di nicchia</strong> dove ha un vantaggio competitivo, come telecomunicazioni, 5G, semiconduttori specializzati e cybersecurity.</p>



<p>• <strong>Creare partnership strategiche</strong> con USA e Asia invece di isolarli, accedendo alle loro tecnologie e competenze per sviluppare ecosistemi più forti.</p>



<p>• <strong>Rendere l’Europa attraente per gli investitori</strong>, riducendo la burocrazia e facilitando la crescita delle startup innovative, evitando che migrino verso la Silicon Valley.</p>



<p>Senza un cambio di approccio, EuroStack rischia di diventare l’ennesimo progetto fallimentare dell’UE: <strong>ambizioso nei proclami, ma irrilevante nei risultati</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Eurostack, il Progetto UE che non decollerà. Cos&#8217;è e perché non è applicabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Barberio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 12:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica e potere]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostack]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Raffaele-2-e1737984640605.jpg" type="image/jpeg" />I costi insostenibili del progetto europeo, pensato in una logica top-down e la strada obbligata dei governi europei (compreso il nostro), che dovrebbero sostenere le iniziative dal basso, dai territori e dai poli di aggregazione. Cos&#8217;è l&#8217;Eurostack? L&#8217;Eurostack è una proposta di politica industriale finalizzata a creare un&#8217;infrastruttura tecnologica interamente europea, progettata per ridurre la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/eurostack-il-progetto-ue-che-non-decollera-cose-e-perche-non-e-applicabile/">Eurostack, il Progetto UE che non decollerà. Cos&#8217;è e perché non è applicabile</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Raffaele-2-e1737984640605.jpg" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>I costi insostenibili del progetto europeo, pensato in una logica top-down e la strada obbligata dei governi europei (compreso il nostro), che dovrebbero sostenere le iniziative dal basso, dai territori e dai poli di aggregazione.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è l&#8217;Eurostack?</h2>



<p>L&#8217;<strong><a href="http://www.euro-stack.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostack</a></strong> è una proposta di politica industriale finalizzata a creare un&#8217;infrastruttura tecnologica interamente europea, progettata per ridurre la dipendenza dell&#8217;Unione Europea da aziende tecnologiche statunitensi come <strong>Alphabet</strong>, <strong>Amazon</strong>, <strong>Apple</strong>, <strong>Microsoft</strong>, <strong>Meta</strong> e <strong>Nvidia</strong>. <br>L&#8217;idea nasce dall&#8217;esigenza di garantire maggiore autonomia digitale e sicurezza, attraverso la costruzione di tecnologie pubbliche, non profit e collettivamente gestite. <br>Questo ecosistema includerebbe piattaforme digitali, infrastrutture cloud, software e servizi che replicano le funzionalità offerte dai colossi statunitensi, ma sviluppati e controllati interamente in Europa.<br>L&#8217;obiettivo dichiarato è creare una tecnologia conforme ai valori europei, come la protezione dei dati personali, la sovranità digitale e il supporto alle imprese locali, eliminando la dipendenza da tecnologie estere che potrebbero rappresentare rischi economici o geopolitici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I punti critici dell&#8217;Eurostack</h2>



<p>E ora vediamo quali sono i punti critici dell&#8217;<strong>Eurostack</strong> e perché non è facilmente applicabile. In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Costi Insostenibili</em></strong>. Creare un ecosistema come l&#8217;<strong>Eurostack</strong> richiederebbe oltre <strong>5 trilioni di euro</strong>, una cifra superiore al PIL di molti Stati europei e <strong>25 volte</strong> il budget annuale dell&#8217;UE. Solo la componente di ricerca e sviluppo (R&amp;D) costerebbe oltre <strong>1,6 trilioni di euro</strong>, mentre la spesa per infrastrutture e attrezzature ammonterebbe a <strong>3,44 trilioni di euro</strong>. Questa scala di investimento sarebbe insostenibile per i governi europei, comportando un peso fiscale enorme e una possibile riduzione di risorse destinate a settori più strategici.</li>



<li><strong><em>Duplicazione di Tecnologie Esistenti</em></strong>. Investire così massicciamente in un progetto che mira a replicare tecnologie già disponibili sul mercato (come motori di ricerca o social media) rischia di essere uno spreco di risorse. La domanda del mercato europeo per queste tecnologie alternative non è chiara e, nella maggior parte dei casi, i consumatori continuano a preferire i servizi già offerti dalle aziende americane.<br>L’Europa dovrebbe far pesare non tanto il principio della sovranità digitale, quanto quello della difesa strategica delle informazioni nazionali (che includono anche le informazioni relative ai cittadini e le informazioni delle pubbliche amministrazioni.</li>



<li><strong><em>Mancanza di Flessibilità e Innovazione</em></strong>. Progetti analoghi guidati da politiche governative, come <strong>Gaia-X</strong> (cloud europeo) o il progetto <strong>Human Brain</strong>, hanno mostrato che un approccio centralizzato e burocratico spesso manca di agilità e capacità di competere con attori privati. Inoltre, l&#8217;<strong>Eurostack</strong> rischierebbe di soffrire degli stessi problemi: ritardi, sovra-regolamentazione e mancanza di risultati tangibili a breve-medio termine.</li>



<li><strong><em>Risorse Umane Limitate</em></strong>. Le grandi aziende tecnologiche americane impiegano centinaia di migliaia di ingegneri per sviluppare e mantenere le loro piattaforme. Duplicare un simile ecosistema richiederebbe una forza lavoro qualificata che, in Europa, potrebbe essere più produttiva lavorando su tecnologie emergenti, piuttosto che su sistemi già esistenti.</li>



<li><strong><em>Rischi di Scarsa Adozione</em></strong>. La spinta per tecnologie dedicate a sistemi ed applicazioni già esistenti potrebbe non incontrare un&#8217;ampia domanda di mercato. Se i consumatori e le aziende non trovano valore aggiunto in queste soluzioni, l&#8217;<strong>Eurostack</strong> sarebbe insostenibile senza continui sussidi pubblici.</li>



<li><strong><em>Esperienze Passate Fallimentari</em></strong>. La storia europea è costellata di iniziative tecnologiche ambiziose che non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Progetti come <strong>Quero</strong> (motore di ricerca alternativo a <strong>Google</strong>) o <strong>Ariane</strong> (programma spaziale europeo) hanno dimostrato i limiti di approcci <em>top-down</em>, con costi elevati e risultati non competitivi rispetto ai concorrenti privati extraeuropei.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>Sebbene l&#8217;idea dell&#8217;<strong>Eurostack</strong> parta da un obiettivo ben condivisibile – garantire autonomia, indipendenza e sovranità digitale europea – il progetto appare poco realistico a causa dei costi enormi, delle difficoltà pratiche e della mancanza di una chiara domanda di mercato. Piuttosto che replicare tecnologie esistenti, l&#8217;Europa dovrebbe concentrarsi su aree emergenti come l&#8217;intelligenza artificiale, il calcolo quantistico e le tecnologie sostenibili, creando un ecosistema che favorisca l&#8217;innovazione e la crescita di nuove imprese.<br>Infine, sarebbe molto più utile che i singoli governi adottassero scelte di tutela e protezione delle imprese innovative nazionali, facilitando il loro rapporto con le università, perché è lì che si fa ricerca. <br>E questo è quello che dovrebbe fare anche il <strong>governo Meloni</strong>, considerando il numero sempre più ristretto di imprese innovative italiane e comunque il livello di buona qualità delle nostre università e centri di ricerca.<br>Se vogliamo usare le tecnologie in modo che esaltino valori europei come la protezione dei dati personali, la sovranità digitale e il supporto alle imprese locali, per ridurre la dipendenza da tecnologie estere che potrebbero rappresentare rischi economici o geopolitici, allora dovremo fare altro.<br>La sovranità digitale europea si ottiene investendo nelle tecnologie di domani e guardando al futuro, piuttosto che cercando di duplicare quelle di oggi.</p>



<p>E&#8217; possibile approfondire ulteriormente l&#8217;argomento leggendo il report <em><a href="https://italianelfuturo.com/reports/creating-a-european-tech-stack-could-cost-over-5-trillion-euros/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Creating a european Tech Stack could cost over 5 trillion Euros&#8221;</a></em></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/eurostack-il-progetto-ue-che-non-decollera-cose-e-perche-non-e-applicabile/">Eurostack, il Progetto UE che non decollerà. Cos&#8217;è e perché non è applicabile</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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