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	<title>ETS Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>ETS e cooperazione climatica: oltre 50 aziende chiedono il collegamento tra i mercati del carbonio di Regno Unito e Unione Europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 06:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territori]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione climatica]]></category>
		<category><![CDATA[ETS]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/ETS.png" type="image/jpeg" />Un gruppo composto da oltre 50 aziende e associazioni industriali attive in tutta Europa – tra cui Equinor, Orsted e RWE – ha chiesto ufficialmente a Regno Unito e Unione Europea di avviare negoziati per collegare i rispettivi mercati del carbonio (ETS). La richiesta arriva in vista del vertice bilaterale previsto per il 19 maggio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/ets-e-cooperazione-climatica-oltre-50-aziende-chiedono-il-collegamento-tra-i-mercati-del-carbonio-di-regno-unito-e-unione-europea/">ETS e cooperazione climatica: oltre 50 aziende chiedono il collegamento tra i mercati del carbonio di Regno Unito e Unione Europea</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/ETS.png" type="image/jpeg" />
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Verso il summit del 19 maggio cresce la pressione delle imprese per l’integrazione tra i sistemi <strong>ETS</strong>. Obiettivo: convergenza dei prezzi, riduzione dei costi e tutela dalla <strong>Carbon Border Tax europea.</strong></p>
</blockquote>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un gruppo composto da <strong>oltre 50 aziende e associazioni industriali</strong> attive in tutta Europa – tra cui <strong>Equinor</strong>, <strong>Orsted</strong> e <strong>RWE</strong> – ha chiesto ufficialmente a <strong>Regno Unito e Unione Europea</strong> di <strong>avviare negoziati per collegare i rispettivi mercati del carbonio (ETS)</strong>. La richiesta arriva in vista del vertice bilaterale previsto per il <strong>19 maggio</strong>, occasione strategica in cui Londra punta a ottenere nuove forme di cooperazione economica, doganale e in materia di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché un ETS congiunto? Equilibrio dei prezzi e prevenzione della fuga di carbonio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi <strong>Emission Trading System</strong> dell’UE e del Regno Unito prevedono l’acquisto di quote di emissione da parte di impianti industriali e centrali elettriche per ogni tonnellata di CO₂ rilasciata, in linea con gli obiettivi di riduzione climatica e decarbonizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente, il prezzo della CO₂ nel sistema britannico è inferiore di circa <strong>48 sterline (64 dollari)</strong> rispetto al benchmark europeo, che si attesta intorno ai <strong>66 euro (75 dollari)</strong> per tonnellata. Questa differenza sta creando <strong>distorsioni competitive</strong> tra le imprese dei due blocchi e rischia di generare una forma di <strong>“carbon leakage”</strong>: la rilocalizzazione della produzione verso giurisdizioni con minori oneri ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collegamento tra i due ETS, secondo le aziende firmatarie, favorirebbe:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>convergenza dei prezzi</strong> del carbonio tra i due mercati;</li>



<li><strong>riduzione dei costi sistemici per imprese e consumatori</strong>;</li>



<li><strong>eliminazione dei rischi legati alla doppia tassazione e agli oneri di frontiera</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">CBAM e impatti sui flussi energetici UK–UE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore incentivo alla convergenza normativa è rappresentato dal <strong>Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)</strong>, il nuovo sistema europeo che, dal 2026, applicherà una tariffa sulle emissioni incorporate nei beni importati nell’UE (tra cui acciaio, alluminio, fertilizzanti, idrogeno ed elettricità).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso in cui il Regno Unito non raggiunga un accordo di equivalenza ETS con Bruxelles, le <strong>esportazioni di energia elettrica rinnovabile britannica</strong> potrebbero essere soggette a costi aggiuntivi, con l’effetto paradossale di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aumentare i <strong>prezzi dell’energia nell’UE</strong>;</li>



<li>penalizzare <strong>fonti pulite</strong> rispetto a forniture fossili intra-UE;</li>



<li><strong>disincentivare l’integrazione delle reti</strong> elettriche europee.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Impatti economici e regolatori: breve sacrificio, lungo guadagno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo diversi analisti, un’integrazione dei due mercati ETS potrebbe inizialmente comportare un <strong>riallineamento dei prezzi</strong> del carbonio nel Regno Unito verso l’alto, con un aumento dei costi diretti per le imprese britanniche. Tuttavia, nel medio-lungo termine, il collegamento eliminerebbe:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’incertezza normativa sulle esportazioni</li>



<li>i costi indiretti legati alla compliance con la CBAM</li>



<li>le barriere commerciali non tariffarie tra due dei mercati più integrati al mondo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Strategia climatica e politica industriale europea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito sul collegamento ETS-ETS si inserisce in un più ampio contesto di <strong>rafforzamento della governance climatica europea</strong>, in cui il carbon pricing diventa <strong>strumento centrale di politica industriale</strong>. L’uniformazione delle regole per le emissioni rappresenta non solo un passo avanti in termini ambientali, ma anche un <strong>meccanismo di stabilizzazione per le catene del valore transfrontaliere</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa congiunta di oltre 50 realtà aziendali evidenzia la crescente consapevolezza del settore privato sull’urgenza di <strong>integrare le politiche ambientali con quelle commerciali</strong> per evitare frizioni, frammentazioni regolatorie e perdite di competitività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sfida tecnica e opportunita&#8217; politica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione tra i mercati ETS del Regno Unito e dell’Unione Europea rappresenta <strong>una sfida tecnica, ma anche un’opportunità politica</strong>. Una convergenza ben strutturata può favorire <strong>prevedibilità normativa, coerenza climatica e sostenibilità economica</strong> per entrambi i blocchi. Con l’avvicinarsi del vertice del 19 maggio sarà fondamentale comprendere se il tema del carbon pricing sarà incluso nell’agenda politica. Il rischio, in caso contrario, è quello di rafforzare le barriere interne all’Europa proprio nella fase in cui sarebbe più urgente abbatterle per accelerare la transizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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