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	<title>EPA Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<title>EPA Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>La nuova strategia ambientale degli Stati Uniti: l&#8217;EPA verso l&#8217;annullamento degli standard sulle emissioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 13:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[EPA]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/EPA.png" type="image/jpeg" />L&#8217;Agenzia per la Protezione dell&#8217;Ambiente statunitense prepara il ritiro degli standard sulle emissioni per tutti i veicoli, sollevando interrogativi su clima, economia e politica industriale. Rescindere l&#8217;endangerment finding: un&#8217;inversione di rotta normativa L&#8217;Environmental Protection Agency (EPA) degli Stati Uniti si prepara ad annullare completamente gli standard sulle emissioni di gas serra per veicoli leggeri, medi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>Agenzia per la Protezione dell&#8217;Ambiente statunitense</strong> prepara il <strong>ritiro degli standard sulle emissioni</strong> per tutti i <strong>veicoli</strong>, sollevando interrogativi su clima, economia e politica industriale.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Rescindere l&#8217;endangerment finding: un&#8217;inversione di rotta normativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>Environmental Protection Agency (EPA)</strong> degli <strong>Stati Uniti </strong>si prepara ad annullare completamente gli standard sulle emissioni di gas serra per veicoli leggeri, medi e pesanti. Alla base di questa decisione vi è la volontà di<strong> revocare il cosiddetto &#8220;endangerment finding&#8221; del 2009</strong>, una valutazione scientifica secondo la quale le emissioni di GHG dei veicoli nuovi costituiscono un pericolo per la salute e il benessere pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo orientamento dell&#8217;Agenzia, secondo un documento visionato da <em>Reuters</em>, afferma che il <strong>Clean Air Act non conferisce all&#8217;EPA l&#8217;autorità per regolamentare le emissioni</strong> con l&#8217;obiettivo di contrastare il cambiamento climatico. Inoltre, la proposta sottolinea che il precedente endangerment finding si basava su analisi scientifiche considerate oggi non più affidabili, aprendo a un cambio di paradigma normativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conseguenze legali e precedenti giurisprudenziali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La mossa rappresenta un potenziale scontro diretto con la giurisprudenza consolidata. La sentenza &#8220;<strong>Massachusetts v. EPA</strong>&#8221; della <strong>Corte Suprema del 2007</strong> stabiliva l&#8217;obbligo dell&#8217;Agenzia di valutare l&#8217;impatto delle emissioni sul clima e autorizzava la regolamentazione delle stesse ai sensi del Clean Air Act. Il ritiro dell&#8217;endangerment finding, quindi, potrebbe essere oggetto di ricorsi legali, con importanti implicazioni sul piano giuridico e amministrativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni economiche e industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le stime della stessa EPA, gli standard in vigore avrebbero consentito una riduzione del 49% delle emissioni entro il 2032, rispetto ai livelli del 2026. Il settore dei trasporti è responsabile di circa il 29% delle emissioni totali negli Stati Uniti. La rimozione delle norme rischia quindi di rallentare il percorso verso la decarbonizzazione e compromettere la competitività dell&#8217;industria automobilistica americana nel lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In parallelo, il Congresso ha recentemente approvato provvedimenti che eliminano multe per i produttori che non rispettano gli standard di efficienza a partire dal 2022. Questo comporta un risparmio immediato per aziende come Stellantis, GM e altri gruppi che negli anni scorsi hanno dovuto versare centinaia di milioni di dollari in sanzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi per la transizione energetica e la mobilità elettrica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;annullamento degli standard si inserisce in una strategia più ampia di smantellamento delle politiche a favore della mobilità elettrica. Oltre a porre fine agli incentivi fiscali federali per l&#8217;acquisto di veicoli elettrici (7.500 dollari per i nuovi, 4.000 per gli usati), l&#8217;amministrazione ha bloccato miliardi di dollari in fondi destinati alle infrastrutture di ricarica statali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò potrebbe scoraggiare sia l&#8217;acquisto da parte dei consumatori sia gli investimenti da parte delle aziende, con effetti sistemici sull&#8217;intera catena del valore della mobilità elettrica. Secondo le previsioni dell&#8217;EPA, tra il 35% e il 56% delle vendite di auto tra il 2030 e il 2032 dovrebbero essere costituite da EV per soddisfare gli obiettivi ambientali: un traguardo ora in discussione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Resistenze locali e contenziosi federali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche a livello statale la reazione non si è fatta attendere. La California, che aveva adottato obiettivi più ambiziosi con il divieto di vendita di veicoli esclusivamente a combustione interna entro il 2035, ha già annunciato azioni legali per contrastare l&#8217;abrogazione delle norme federali. La decisione potrebbe compromettere l&#8217;armonizzazione regolatoria tra stati e creare incertezza per produttori e investitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scelta strategica o un passo indietro?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione della nuova EPA rappresenta uno spartiacque nella politica ambientale e industriale americana. Se da un lato mira a ridurre oneri normativi e rilanciare l&#8217;industria tradizionale, dall&#8217;altro rischia di allontanare gli Stati Uniti dagli impegni climatici internazionali e dalla traiettoria di innovazione e sostenibilità che sta guidando le scelte strategiche in Europa e Asia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni geopolitiche, economiche e giuridiche di questo cambio di rotta saranno oggetto di attenta valutazione nei prossimi mesi, anche in vista delle elezioni presidenziali e del ruolo crescente del climate policy nel dibattito pubblico globale.</p>
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		<title>EPA invia alla Casa Bianca la proposta sui nuovi obblighi di miscelazione dei biocarburanti: in gioco il futuro della politica energetica americana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 05:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[biocaruranti]]></category>
		<category><![CDATA[EPA]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/EPA.png" type="image/jpeg" />La proposta della U.S. Environmental Protection Agency (EPA) per i volumi obbligatori di biocarburanti dal 2026 arriva alla Casa Bianca. Sul tavolo, la ridefinizione degli equilibri tra raffinatori e produttori agricoli, in un contesto di forte rilevanza economica, ambientale e politica. La U.S. Environmental Protection Agency (EPA) ha trasmesso alla Casa Bianca una proposta di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La proposta della U.S. Environmental Protection Agency (EPA) per i volumi obbligatori di biocarburanti dal 2026 arriva alla Casa Bianca. Sul tavolo, la ridefinizione degli equilibri tra raffinatori e produttori agricoli, in un contesto di forte rilevanza economica, ambientale e politica.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>U.S. Environmental Protection Agency (EPA)</strong> ha trasmesso alla Casa Bianca una proposta di regolamento cruciale per l’industria energetica americana: si tratta della nuova definizione dei <strong>Renewable Volume Obligations (RVO)</strong>, ossia gli obblighi federali di miscelazione dei biocarburanti nei combustibili fossili, a partire dal 2026. Il testo, attualmente in fase di revisione presso l’Office of Management and Budget (OMB), è il primo vero banco di prova per la <strong>nuova amministrazione repubblicana</strong> in tema di politiche energetiche alternative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">RVO: uno snodo tra Big Oil e Farm Belt</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Renewable Fuel Standard (RFS), introdotto nel 2005, impone ai raffinatori di petrolio di <strong>miscelare una quota di biocarburanti (principalmente etanolo e biodiesel)</strong> con i carburanti tradizionali, oppure acquistare crediti di conformità da chi lo fa. Questo meccanismo ha generato storicamente <strong>forti tensioni tra le lobby petrolifere e il settore agricolo</strong> – due degli attori più influenti nel panorama politico ed economico statunitense.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la nuova proposta dell’EPA, si attende un segnale chiaro sulla <strong>direzione della politica energetica</strong> dell’amministrazione Trump 2.0, che finora non ha ancora formalmente adottato un posizionamento sul tema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Volumi previsti: cifre e indiscrezioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo fonti Reuters, la proposta potrebbe coprire due anni, <strong>2026 e 2027</strong>, rappresentando così una svolta nella programmazione pluriennale del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>consorzio congiunto di produttori di biocarburanti e operatori petroliferi</strong> ha raccomandato all’EPA di fissare per il 2026 un <strong>obbligo di miscelazione per il biodiesel di 5,25 miliardi di galloni</strong>, segnando un forte incremento rispetto agli anni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, rumors di mercato suggeriscono che la soglia prevista dall’EPA potrebbe essere fissata a <strong>4,65 miliardi di galloni</strong>, generando <strong>una flessione dei futures sull’olio di soia del 5% alla Chicago Board of Trade</strong>, a testimonianza della sensibilità dei mercati agricoli alle dinamiche regolatorie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto normativo: precedenti e continuità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni precedenti, l’EPA aveva fissato i seguenti target complessivi per la miscelazione di biocarburanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>2023</strong>: 20,94 miliardi di galloni</li>



<li><strong>2024</strong>: 21,54 miliardi di galloni</li>



<li><strong>2025</strong>: 22,33 miliardi di galloni</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo schema regolatorio potrà incidere direttamente su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>gli investimenti nelle raffinerie</strong> e nelle infrastrutture di blending,</li>



<li>la <strong>redditività della filiera agricola</strong> (in particolare soia e mais),</li>



<li>la <strong>stabilità del mercato dei crediti RIN</strong> (Renewable Identification Numbers),</li>



<li>la <strong>competitività dei biocarburanti avanzati</strong> rispetto ai combustibili fossili.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Piccoli raffinatori e deroghe: nodo irrisolto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del dibattito rimangono anche le <strong>Small Refinery Exemptions (SREs)</strong>, ossia le esenzioni richieste dai piccoli raffinatori che dichiarano difficoltà economiche nel conformarsi agli obblighi di blending. Il nuovo amministratore dell’EPA, <strong>Lee Zeldin</strong>, ha dichiarato davanti alla Camera dei Rappresentanti che l’agenzia sta lavorando per <strong>sbloccare le decine di richieste pendenti</strong>, sottolineando una discontinuità rispetto alla precedente amministrazione:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Nessuna di queste esenzioni era stata approvata in passato. Ora vogliamo recuperare il ritardo”, ha affermato Zeldin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni economiche e geopolitiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione degli obblighi di miscelazione non è solo una questione tecnica, ma riflette <strong>equilibri complessi tra interessi agricoli, energetici e ambientali</strong>. In un momento in cui gli Stati Uniti cercano di rafforzare la propria <strong>indipendenza energetica</strong> e contemporaneamente rispondere alle pressioni internazionali per una maggiore sostenibilità, il ruolo dei biocarburanti diventa sempre più centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, le decisioni della EPA hanno <strong>effetti transfrontalieri</strong>, incidendo sull’export di olio vegetale, etanolo e biodiesel, sulla politica tariffaria, e sull’attrattività degli Stati Uniti come mercato di sbocco per tecnologie e materie prime legate all’economia bio-based.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scelta ad alto impatto sistemico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta dell’EPA sugli obblighi di blending 2026–2027 rappresenta una <strong>scelta strategica ad alto impatto politico, economico e ambientale</strong>, in grado di influenzare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la <strong>filiera energetica nazionale</strong></li>



<li>la <strong>politica agricola federale</strong></li>



<li>la <strong>governance ambientale</strong> e il ruolo degli Stati Uniti nei negoziati internazionali sul clima.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra la Casa Bianca, l’EPA, le lobby e il Congresso sarà determinante per stabilire se i biocarburanti continueranno a essere <strong>uno strumento di equilibrio tra decarbonizzazione e competitività</strong> o un terreno di scontro tra visioni divergenti di sostenibilità e politica industriale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/epa-invia-alla-casa-bianca-la-proposta-sui-nuovi-obblighi-di-miscelazione-dei-biocarburanti-in-gioco-il-futuro-della-politica-energetica-americana/">EPA invia alla Casa Bianca la proposta sui nuovi obblighi di miscelazione dei biocarburanti: in gioco il futuro della politica energetica americana</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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