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	<title>Emissioni zero Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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		<title>Cina a emissioni zero? L’inizio della svolta</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/cina-emissioni-stabili-2025-transizione-rinnovabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 17:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[COP30]]></category>
		<category><![CDATA[Emissioni zero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/11/Cina.jpg" type="image/jpeg" />Per la prima volta in decenni, le emissioni cinesi restano stabili. Una rivoluzione discreta, fatta di energia pulita, calcoli geopolitici e nuove contraddizioni industriali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/cina-emissioni-stabili-2025-transizione-rinnovabili/">Cina a emissioni zero? L’inizio della svolta</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/11/Cina.jpg" type="image/jpeg" />
<p>Il colosso asiatico registra 18 mesi senza crescita di CO₂. Dietro i numeri, la scommessa di Pechino: conciliare crescita economica, leadership globale e sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1-un-silenzio-nel-cielo-di-pechino">Un silenzio nel cielo di Pechino</h2>



<p>Succede raramente che la Cina faccia notizia… per qualcosa che non cresce.<br>Eppure, da un anno e mezzo, le <strong>emissioni di CO₂ sono ferme</strong>. Né in aumento, né in calo deciso.</p>



<p>L’analisi arriva da <strong>Lauri Myllyvirta</strong>, del <em>Centre for Research on Energy and Clean Air</em> (CREA), pubblicata su <em>Carbon Brief</em>: nel terzo trimestre del 2025, le emissioni cinesi <strong>sono rimaste invariate</strong> rispetto all’anno precedente.<br>Un dettaglio che, nel contesto globale, ha il peso di un terremoto silenzioso.</p>



<p>Diciotto mesi di stabilità non sono casuali: raccontano un equilibrio fragile tra una <strong>crescita che cambia pelle</strong> e una <strong>politica climatica che inizia, forse, a funzionare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="2-una-promessa-e-una-prova">Una promessa e una prova</h2>



<p>Il governo cinese lo aveva detto: il <strong>picco delle emissioni</strong> arriverà entro il <strong>2030</strong>, con una riduzione del 7-10% entro il 2035.<br>Una promessa, certo. Ma in Cina le promesse non sono mai solo ambientali, sono politiche, economiche, perfino narrative.</p>



<p>È la prima volta che Pechino parla apertamente di tagliare le proprie emissioni, non solo di rallentarne la crescita.<br>Eppure, secondo Bruxelles, è “troppo poco”.<br>Il commissario europeo per il clima ha definito l’impegno “deludente”, ricordando che un gigante industriale di questa scala non può limitarsi a “non peggiorare”.</p>



<p>Ma mentre Washington si ritira dai tavoli climatici, complice la linea di <strong>Donald Trump</strong>, la Cina ha colto l’occasione.<br>Alla <strong>COP30 di Belém</strong>, si presenta non come allieva recalcitrante, ma come potenziale maestra: <strong>la nazione che cresce senza emettere</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="3-il-vento-cambia-davvero">Il vento cambia davvero</h2>



<p>I numeri lo dicono meglio delle parole.<br>Nel 2025 la domanda elettrica è cresciuta del <strong>6,1%</strong>, ma le <strong>emissioni del settore energetico non sono aumentate</strong>.<br>Un paradosso solo apparente: il <strong>90% della nuova domanda è coperto da fonti pulite</strong>: eolico, solare, idroelettrico, nucleare.</p>



<p>Un modello energetico che, sebbene ancora imperfetto, mostra una logica nuova: <strong>più potenza, meno carbone</strong>.<br>Il gas naturale, utilizzato come fonte di transizione, ha ulteriormente ridotto la quota del carbone nella produzione elettrica.</p>



<p>È il risultato di una politica aggressiva di investimenti pubblici: <strong>parchi eolici offshore, megafabbriche di pannelli solari, nuovi reattori nucleari di terza generazione</strong>.<br>Un piano che sembra uscito da una sceneggiatura di fantascienza e, invece, è già realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="4-la-contraddizione-della-plastica">La contraddizione della plastica</h2>



<p>Poi, il rovescio della medaglia.<br>Perché la transizione non è mai lineare e la Cina resta un Paese dalle mille contraddizioni.</p>



<p>Nel 2025, le emissioni del settore chimico sono cresciute, <strong>spinte dalla produzione di plastica</strong>.<br>Nei primi nove mesi dell’anno, la produzione di polimeri è salita del <strong>12%</strong>.<br>Un boom legato alla domanda interna — packaging per il food delivery, logistica dell’e-commerce — ma anche alla <strong>strategia geopolitica</strong> di ridurre la dipendenza dalle importazioni statunitensi.</p>



<p>Il governo ha incoraggiato le raffinerie a <strong>convertirsi in impianti chimici</strong>, per compensare il calo della domanda di carburanti tradizionali.<br>In pratica, meno benzina, più polietilene.<br>Un passo avanti dal punto di vista energetico, due indietro da quello climatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="5-le-due-cine-una-che-cambia-una-che-resiste">Le due Cine: una che cambia, una che resiste</h2>



<p>C’è una Cina che corre e una che resta indietro.<br>Le province costiere, vetrina dell’innovazione e della green economy, stanno <strong>elettrificando l’industria</strong> e sperimentando città a emissioni zero.<br>Ma nell’interno, dove il carbone è ancora ricchezza, le miniere restano aperte.</p>



<p>Il <strong>settore dei trasporti</strong>, invece, è il vero vincitore di questa fase: le emissioni sono scese del <strong>5%</strong> nel terzo trimestre, grazie all’esplosione dei <strong>veicoli elettrici</strong> e alla rapida diffusione delle <strong>infrastrutture di ricarica</strong>.<br>Un dato che racconta una realtà diversa: la Cina non solo produce le auto del futuro, ma le guida già oggi.</p>



<p>Il problema è che il ritmo del cambiamento non è uniforme.<br>E in un Paese così vasto, <strong>le transizioni non avvengono all’unisono</strong>, scorrono a onde, si scontrano, si dissolvono.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="6-la-diplomazia-del-carbonio">La diplomazia del carbonio</h2>



<p>Oltre i numeri, questa è anche una storia di potere.<br>La Cina sa che il linguaggio del clima è, oggi, il nuovo linguaggio della <strong>legittimità globale</strong>.<br>E lo usa con precisione chirurgica.</p>



<p>Alla COP30, Pechino arriva con dati concreti e una narrativa studiata: “abbiamo fermato le emissioni, investiamo più di chiunque altro nelle rinnovabili”.<br>Non è solo green diplomacy, è geopolitica pura.</p>



<p>La strategia è duplice: <strong>mostrarsi come partner affidabile</strong> per i Paesi del Sud globale e <strong>contrastare l’influenza occidentale</strong> sui modelli di sviluppo sostenibile.<br>Non a caso, i colossi energetici statali cinesi stanno già esportando tecnologie solari e infrastrutture di rete in Africa e Sud America.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="7-una-stabilita-fragile">Una stabilità fragile</h2>



<p>Eppure, dietro l’immagine del “gigante verde”, si cela una verità più sfumata.<br>La stabilizzazione delle emissioni è fragile.<br>Basta un inverno rigido, una crisi industriale, un piano di stimolo economico per riaccendere le centrali a carbone.</p>



<p>Il Paese continua a <strong>costruire nuovi impianti a carbone</strong>, spesso giustificati come “riserve di sicurezza”.<br>Un ossimoro perfettamente cinese: <strong>prepararsi al futuro costruendo il passato.</strong></p>



<p>Il rischio è che la transizione resti un equilibrio instabile, più una pausa che una rivoluzione.<br>Ma in ogni equilibrio c’è un segnale: la consapevolezza che <strong>la crescita infinita, da sola, non basta più</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="8-il-respiro-del-pianeta">Il respiro del pianeta</h2>



<p>Forse è solo un momento.<br>Forse, invece, è <strong>l’inizio di un cambiamento irreversibile</strong>.<br>Diciotto mesi senza crescita delle emissioni: non un punto d’arrivo, ma un respiro profondo, necessario.</p>



<p>Se la Cina riuscirà a mantenere questo equilibrio, o meglio ancora, a trasformarlo in declino strutturale, potremmo dire che <strong>la storia del clima è cambiata davvero</strong>.<br>Perché quando il più grande inquinatore del mondo smette di crescere, l’intero pianeta per la prima volta ha una possibilità concreta di respirare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/cina-emissioni-stabili-2025-transizione-rinnovabili/">Cina a emissioni zero? L’inizio della svolta</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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