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	<title>Elton John Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Regno Unito tra IA e diritto d’autore: Elton John guida la protesta contro la deregolamentazione del copyright per l’addestramento dei modelli AI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 11:12:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[diritto autore]]></category>
		<category><![CDATA[Elton John]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Elton-John.png" type="image/jpeg" />La tensione tra innovazione tecnologica e tutela della proprietà intellettuale si è acuita nel Regno Unito con le dure accuse mosse da Elton John nei confronti del governo britannico, reo – a suo dire – di voler legittimare un “furto legalizzato” della creatività artistica a beneficio dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il riferimento è alla proposta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/regno-unito-tra-ia-e-diritto-dautore-elton-john-guida-la-protesta-contro-la-deregolamentazione-del-copyright-per-laddestramento-dei-modelli-ai/">Regno Unito tra IA e diritto d’autore: Elton John guida la protesta contro la deregolamentazione del copyright per l’addestramento dei modelli AI</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Elton-John.png" type="image/jpeg" />
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<p>La proposta del Regno Unito di liberalizzare l’uso di contenuti protetti per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale solleva un conflitto aperto con il mondo della musica e delle arti. Al centro, la sostenibilità economica della creatività umana e il bilanciamento tra innovazione tecnologica e diritti d’autore.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<p>La tensione tra innovazione tecnologica e tutela della proprietà intellettuale si è acuita nel Regno Unito con le dure accuse mosse da <strong>Elton John</strong> nei confronti del governo britannico, reo – a suo dire – di voler legittimare un “<strong>furto legalizzato</strong>” della creatività artistica a beneficio dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il riferimento è alla proposta normativa che consentirebbe agli sviluppatori di AI di <strong>addestrare i propri modelli su contenuti creativi coperti da copyright</strong>, purché ne abbiano accesso legittimo, salvo opt-out esplicito da parte degli autori.</p>



<p>Un orientamento politico che, secondo John e altri protagonisti del settore – tra cui <strong>Paul McCartney</strong>, <strong>Andrew Lloyd Webber</strong> ed <strong>Ed Sheeran</strong> – metterebbe a rischio la sopravvivenza economica di migliaia di giovani artisti e creativi britannici. “<strong>Un’intelligenza artificiale non ha un’anima, non ha cuore, non ha passione. La creatività umana ha una funzione sociale ed emotiva che la tecnologia non potrà replicare</strong>”, ha dichiarato il cantante in un’intervista alla BBC.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo normativo: opt-out vs. licenza preventiva</h2>



<p>La proposta del governo guidato da <strong>Keir Starmer</strong>, che ambisce a fare del Regno Unito una <strong>“superpotenza dell’intelligenza artificiale”</strong>, prevede una <strong>revisione delle regole sul text and data mining</strong> per finalità di ricerca e sviluppo AI. In particolare, si ipotizza che <strong>qualsiasi contenuto digitalmente accessibile possa essere utilizzato per l’addestramento di modelli generativi</strong>, a meno che l’autore non eserciti un’esplicita volontà contraria (opt-out).</p>



<p>Una simile impostazione giuridica ribalta il tradizionale principio della <strong>licenza preventiva</strong>, secondo cui è necessaria un’autorizzazione esplicita dell’autore prima di ogni riutilizzo economico dell’opera, anche se automatizzato o massivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni economiche e industriali</h2>



<p>La posta in gioco è alta. Il Regno Unito è storicamente una <strong>potenza creativa globale</strong>, con oltre <strong>2 milioni di occupati</strong> nei settori di teatro, musica, editoria, cinema, pubblicità e design. Liberalizzare l’accesso a questi contenuti per finalità di addestramento AI potrebbe generare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>una perdita di valore contrattuale per gli autori e le loro opere</strong>, privandoli di un’adeguata remunerazione</li>



<li><strong>una concentrazione di valore economico nei grandi attori tech</strong>, spesso multinazionali non britanniche, capaci di capitalizzare contenuti locali senza equo compenso</li>



<li><strong>un indebolimento del mercato culturale interno</strong>, in particolare per i giovani professionisti, privi delle risorse per far valere i propri diritti contro attori industriali dominanti.</li>
</ul>



<p>Secondo Elton John, il problema riguarda soprattutto le nuove generazioni: “<strong>I giovani artisti non hanno gli strumenti per difendersi. Non possono permettersi di monitorare continuamente l’uso delle proprie opere o di avviare contenziosi legali</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risposte istituzionali e consultazioni pubbliche</h2>



<p>Il governo ha ribadito la volontà di <strong>trovare un equilibrio</strong> tra sviluppo dell’intelligenza artificiale e tutela dei diritti dei creatori. Una <strong>consultazione pubblica</strong> è attualmente in corso, con l’impegno dell’esecutivo a non procedere con alcuna riforma normativa definitiva prima di aver <strong>valutato gli impatti economici</strong> e raccolto il consenso delle parti interessate.</p>



<p>Tuttavia, il timore diffuso tra le industrie culturali è che il bilanciamento venga orientato più verso la <strong>promozione dell’AI come asset strategico nazionale</strong>, piuttosto che verso la protezione della <strong>proprietà intellettuale come patrimonio economico e simbolico del paese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica dell’AI e diritto dell’innovazione</h2>



<p>Il caso britannico si inserisce in un più ampio contesto internazionale in cui <strong>la regolazione dell’AI e dei dati di addestramento</strong> diventa una componente cruciale delle politiche industriali, della diplomazia tecnologica e del diritto dell’innovazione. Le <strong>divergenze tra Europa, Stati Uniti, Cina e Regno Unito</strong> in materia di copyright, responsabilità algoritmica e accesso ai dati rischiano di generare <strong>asimmetrie normative e concorrenziali</strong>.</p>



<p>In Europa, ad esempio, il <strong>Digital Services Act</strong> e il <strong>prossimo AI Act</strong> prevedono requisiti di trasparenza e rispetto dei diritti degli autori più stringenti rispetto alla posizione attualmente in discussione a Londra. Questo potrebbe <strong>generare attriti giuridici e svantaggi competitivi</strong> per i creatori britannici operanti su piattaforme internazionali.</p>



<p>La tensione tra <strong>innovazione tecnologica e sostenibilità della creatività umana</strong> è destinata ad aumentare. L’intervento pubblico di Elton John non è solo una protesta individuale: è il segnale di un <strong>conflitto strutturale</strong> tra due modelli economici, quello delle piattaforme algoritmiche e quello delle industrie culturali. Il futuro dell’intelligenza artificiale passerà anche dalla capacità dei governi di <strong>regolare questo conflitto</strong>, valorizzando l’innovazione senza svendere il patrimonio creativo di una nazione.</p>
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