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	<title>e-car Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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		<title>L’Europa ha bisogno delle sue “e-car”: la proposta di Stellantis per rilanciare l’auto urbana accessibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 09:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[e-car]]></category>
		<category><![CDATA[Stellantis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Kei-car-giappo.png" type="image/jpeg" />John Elkann rilancia un nuovo modello europeo ispirato alle kei car giapponesi, puntando su veicoli piccoli, leggeri e accessibili. Ma per farlo serve una revisione strutturale della regolazione UE e un cambio di paradigma nella politica industriale del continente. L’Europa deve riscoprire l’automobile compatta e accessibile. È questo il messaggio chiave lanciato da John Elkann, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/leuropa-ha-bisogno-delle-sue-e-car-la-proposta-di-stellantis-per-rilanciare-lauto-urbana-accessibile/">L’Europa ha bisogno delle sue “e-car”: la proposta di Stellantis per rilanciare l’auto urbana accessibile</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Kei-car-giappo.png" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>John Elkann</strong> rilancia un nuovo modello europeo ispirato alle <strong>kei car giapponesi</strong>, puntando su veicoli piccoli, leggeri e accessibili. Ma per farlo serve una revisione strutturale della regolazione UE e un cambio di paradigma nella politica industriale del continente.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa deve riscoprire l’automobile compatta e accessibile. È questo il messaggio chiave lanciato da <strong>John Elkann</strong>, presidente di <strong>Stellantis</strong>, nel corso della conferenza <em>Automotive News Europe</em> a Torino. L’obiettivo? Introdurre anche nel Vecchio Continente una categoria regolatoria ed economica simile alle celebri <strong>kei car giapponesi</strong>, veicoli urbani piccoli, leggeri, a basso costo e con vantaggi fiscali e assicurativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Elkann, l’Europa potrebbe sviluppare una versione locale di questi modelli, le cosiddette <strong>“e-car”</strong>, rendendole protagoniste di una nuova mobilità urbana sostenibile e inclusiva. Ma per realizzare questo scenario, serve un intervento sistemico sulle regole europee.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Regolazione, prezzi e domanda: un triangolo disfunzionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato europeo dell’auto a basso costo è oggi in forte contrazione. Nel 2019, i modelli sotto i 15.000 euro erano 49; oggi, è rimasto un solo modello disponibile a quel prezzo. Le vendite nella stessa fascia si sono ridotte da 1 milione a meno di 100.000 unità. Per Elkann, la causa principale di questa contrazione è <strong>l’aumento dei costi imposti dalla regolazione comunitaria</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Più del 25% dei nostri ingegneri lavora solo per assicurare la compliance normativa,” ha sottolineato. “Un lavoro senza valore aggiunto.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esempio più emblematico riguarda l’imposizione di tecnologie obbligatorie – come i sensori di stanchezza o i sistemi SOS – che hanno lo stesso impatto su un’utilitaria quanto su un SUV, rendendo insostenibile il costo per le auto più piccole, pensate per brevi tragitti urbani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le kei car giapponesi: un modello industriale da adattare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le kei car rappresentano circa il 40% del mercato giapponese. Sono definite da precise soglie dimensionali e di cilindrata e beneficiano di importanti agevolazioni fiscali e burocratiche. Il loro successo si fonda su una strategia pubblica coerente, un ecosistema industriale mirato e una regolazione differenziata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel proporre una versione europea – le <strong>e-car</strong> – Stellantis invita Bruxelles a <strong>differenziare il quadro regolatorio</strong> per tipologia di veicolo, superando l’attuale modello uniforme, che ignora le specificità d’uso e le reali esigenze degli utenti urbani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una questione di politica industriale europea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta di Elkann assume una valenza strategica più ampia. L’Europa, schiacciata tra la concorrenza industriale cinese (con i suoi modelli EV low-cost) e le pressioni normative interne, rischia di perdere il controllo sul segmento entry-level del mercato automobilistico. Segmento che, storicamente, è stato <strong>motore di democratizzazione della mobilità</strong>, ma che oggi è sempre più assente dai piani di sviluppo dei grandi gruppi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto attuale di <strong>transizione energetica e ristrutturazione delle filiere</strong>, la costruzione di una classe di veicoli “leggeri” regolatoriamente ed economicamente può rappresentare una <strong>nuova leva di sovranità industriale europea</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida multilivello: regolazione, innovazione e competitività</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per implementare una strategia “e-car”, l’Unione Europea dovrà affrontare una triplice sfida:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Giuridica</strong>: costruire un framework normativo differenziato, in grado di modulare obblighi e standard sulla base dell’uso previsto e delle dimensioni del veicolo</li>



<li><strong>Economica e industriale</strong>: incentivare la produzione di piccole auto elettriche, favorendo investimenti in piattaforme modulari, catene di fornitura regionali e tecnologie essenziali</li>



<li><strong>Geopolitica</strong>: fronteggiare la pressione delle importazioni asiatiche, evitando che l’intero segmento delle utilitarie elettriche low-cost venga colonizzato da produttori extraeuropei.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Una visione multipolare per l’industria automobilistica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel designare <strong>Antonio Filosa</strong> come nuovo CEO di Stellantis, Elkann sottolinea la necessità di una leadership “multiregionale”, capace di muoversi tra normative, dazi e interessi pubblici in mercati sempre più frammentati. L’esperienza di Filosa in Sud America e Nord America è vista come strategica per gestire un mondo in cui <strong>regolazione e industria sono sempre più interdipendenti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ripensare l’auto europea da zero</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta delle “e-car” non è solo una questione di prezzo o dimensioni. È un appello a ripensare <strong>l’intera architettura regolatoria dell’industria automobilistica europea</strong>, a partire dai suoi segmenti più vulnerabili e strategici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creare una categoria regolata e incentivata di veicoli urbani leggeri potrebbe restituire slancio all’innovazione accessibile, stimolare la domanda interna e difendere la centralità industriale del continente. Ma per farlo, serve una convergenza tra <strong>policy maker, industria e cittadini</strong>. Serve una nuova politica dell’auto. Europea.</p>
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