<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Deforestazione Archivi - Italia nel futuro</title>
	<atom:link href="https://italianelfuturo.com/tag/deforestazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianelfuturo.com/tag/deforestazione/</link>
	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 May 2025 13:25:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/cropped-favicon-32x32.jpg</url>
	<title>Deforestazione Archivi - Italia nel futuro</title>
	<link>https://italianelfuturo.com/tag/deforestazione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>UE sotto pressione sulla legge anti-deforestazione: undici Paesi chiedono rinvii e modifiche strutturali</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/ue-sotto-pressione-sulla-legge-anti-deforestazione-undici-paesi-chiedono-rinvii-e-modifiche-strutturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 13:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?p=28348</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Deforestazione.png" type="image/jpeg" />Austria, Italia e altri nove Stati membri criticano la normativa europea contro la deforestazione per i suoi impatti su agricoltura, industria e export. Sul tavolo nuove deroghe, semplificazioni e una possibile revisione del calendario applicativo. L’Unione Europea si trova nuovamente al centro di un braccio di ferro politico interno a causa della sua pionieristica legislazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/ue-sotto-pressione-sulla-legge-anti-deforestazione-undici-paesi-chiedono-rinvii-e-modifiche-strutturali/">UE sotto pressione sulla legge anti-deforestazione: undici Paesi chiedono rinvii e modifiche strutturali</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Deforestazione.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Austria, Italia e altri nove Stati membri</strong> criticano la normativa europea contro la deforestazione per i suoi impatti su agricoltura, industria e export. Sul tavolo nuove deroghe, semplificazioni e una possibile revisione del calendario applicativo.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L<strong>’Unione Europea</strong> si trova nuovamente al centro di un braccio di ferro politico interno a causa della sua pionieristica legislazione contro la deforestazione globale. A pochi mesi dall’entrata in vigore del regolamento previsto per dicembre 2025, <strong>undici Stati membri</strong> — tra cui Austria, Italia, Finlandia e Repubblica Ceca — hanno avanzato richieste ufficiali alla Commissione Europea per posticiparne l&#8217;applicazione e rivedere in modo sostanziale alcuni dei suoi meccanismi operativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>regolamento UE sulla deforestazione</strong> mira a eliminare la quota — stimata attorno al 10% — di deforestazione globale causata dal consumo europeo di prodotti importati come soia, olio di palma, caffè, cacao e carne bovina. Tuttavia, nonostante l’obiettivo ambientale ambizioso e coerente con il Green Deal europeo, la sua implementazione si sta rivelando una sfida politica complessa, con impatti tangibili sulla competitività, sulle catene del valore agroalimentari e sulle relazioni commerciali internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una normativa già indebolita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione aveva già deciso nei mesi scorsi di rinviare l’entrata in vigore di un anno (dal 2024 al 2025) e di allentare alcuni obblighi di rendicontazione, a seguito delle forti pressioni ricevute da partner commerciali come Brasile, Indonesia e Stati Uniti, oltre che da numerose organizzazioni industriali europee. Tuttavia, le concessioni non sembrano essere bastate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel documento congiunto presentato al Consiglio Agricoltura dell’UE, i Paesi firmatari denunciano che gli obblighi di due diligence richiesti agli operatori — tra cui la tracciabilità dell’origine dei prodotti e la prova di non contribuzione alla deforestazione — risultano “eccessivamente onerosi, se non impossibili da attuare”, soprattutto per i piccoli produttori e per i sistemi agricoli frammentati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le richieste dei governi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le modifiche proposte al testo normativo si evidenziano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’introduzione di una nuova categoria di “Paesi a rischio molto basso”</strong>, i cui prodotti sarebbero esentati da controlli doganali e obblighi di tracciabilità</li>



<li><strong>Una nuova proroga dell’entrata in vigore del regolamento</strong>, oltre il dicembre 2025, per dare più tempo agli operatori economici di adeguarsi</li>



<li><strong>Semplificazioni procedurali</strong> per le imprese dell’UE, in particolare nel settore dell’export, che rischia di essere danneggiato da barriere burocratiche e da un effetto boomerang sulla competitività.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia, in particolare, ha espresso preoccupazione per l’impatto della normativa su alcune filiere strategiche come quella del <strong>caffè</strong> e dell’<strong>olio vegetale</strong>, oltre che per le possibili ripercussioni sulle relazioni commerciali con Paesi terzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatti giuridici e sanzionatori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento prevede sanzioni fino al 4% del fatturato annuale dell’impresa a livello UE in caso di mancata conformità e impone l’obbligo di fornire dichiarazioni di due diligence per ciascun lotto di prodotto immesso sul mercato europeo o esportato. Le imprese dovranno dimostrare che i beni non provengono da aree deforestate dopo il 31 dicembre 2020.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa impostazione ha suscitato forti critiche da parte dell’industria europea, che lamenta l’eccessiva onerosità del sistema e la mancanza di interoperabilità tra le banche dati catastali e geospaziali di diversi Paesi esportatori. In particolare, le PMI segnalano un rischio di esclusione dai mercati per l’impossibilità tecnica di garantire la conformità entro i termini previsti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi per la politica industriale e commerciale europea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta di revisione avanzata dai 11 Paesi membri evidenzia un punto critico nella strategia europea di transizione verde: il bilanciamento tra obiettivi ambientali e sostenibilità economica. In gioco vi è la coerenza del Green Deal, ma anche l’efficacia della politica industriale europea nel garantire condizioni competitive eque tra operatori interni e fornitori esterni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la rigidità normativa rischia di aprire contenziosi con Paesi partner che considerano il regolamento come una misura protezionistica mascherata da esigenza ambientale. Non a caso, alcune capitali extra-UE, come Jakarta e Brasilia, stanno valutando ricorsi in sede WTO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La legge europea sulla deforestazione rappresenta un banco di prova per l’autonomia strategica dell’UE in ambito commerciale e ambientale. Tuttavia, la crescente opposizione interna suggerisce che il successo della normativa dipenderà dalla capacità della Commissione di conciliare rigore e realismo, ambiente e impresa, sostenibilità e inclusività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito è aperto e riflette una delle più complesse sfide della governance europea contemporanea: <strong>scrivere regole globali, ma farle funzionare a livello locale.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/ue-sotto-pressione-sulla-legge-anti-deforestazione-undici-paesi-chiedono-rinvii-e-modifiche-strutturali/">UE sotto pressione sulla legge anti-deforestazione: undici Paesi chiedono rinvii e modifiche strutturali</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
