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	<title>Commissione UE Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<title>Commissione UE Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Apple, Google e Microsoft nel mirino di Bruxelles: la guerra europea alle frodi digitali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 13:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersicurezza e difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione UE]]></category>
		<category><![CDATA[Frodi digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/09/Frodi-big-tech.png" type="image/jpeg" />Con il Digital Services Act, la Commissione UE chiede ai giganti della Silicon Valley di dimostrare come contrastano truffe e raggiri sulle loro piattaforme. In gioco ci sono miliardi di euro persi ogni anno dai consumatori e la credibilità della nuova governance digitale europea. Le truffe online non sono più episodi isolati, ma una piaga [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/apple-google-e-microsoft-nel-mirino-di-bruxelles-la-guerra-europea-alle-frodi-digitali/">Apple, Google e Microsoft nel mirino di Bruxelles: la guerra europea alle frodi digitali</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con il Digital Services Act, la Commissione UE chiede ai giganti della Silicon Valley di dimostrare come contrastano truffe e raggiri sulle loro piattaforme. In gioco ci sono miliardi di euro persi ogni anno dai consumatori e la credibilità della nuova governance digitale europea.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Le truffe online non sono più episodi isolati, ma una piaga da miliardi che colpisce milioni di cittadini europei. False app bancarie, annunci ingannevoli e deepfake di personaggi famosi hanno trasformato Internet in un terreno minato per i consumatori. Ora Bruxelles dice basta. Con il <strong>Digital Services Act</strong>, la Commissione ha chiesto formalmente ad <strong>Apple, Google, Microsoft</strong> e <strong>Booking.com</strong> di spiegare come intendono arginare il fenomeno. È il segnale di una nuova fase: l’Europa non vuole più essere spettatrice, ma arbitro di un gioco che fino a oggi è stato dominato da Big Tech.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frodi digitali: un fenomeno in crescita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le stime della Commissione europea, le truffe online causano perdite superiori ai <strong>4 miliardi di euro all’anno</strong>. Una cifra impressionante, che fotografa il costo reale di un problema spesso sottovalutato. Le vittime non sono solo gli utenti più inesperti: sempre più spesso, le frodi colpiscono consumatori consapevoli, attratti da link apparentemente legittimi o da investimenti promossi con tecniche sempre più sofisticate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ventaglio delle truffe è ampio. Si va dai <strong>falsi annunci di hotel</strong> su piattaforme di prenotazione, alle <strong>app bancarie fasulle</strong> caricate sugli app store, fino a <strong>deepfake di figure pubbliche</strong> usati per spingere schemi finanziari inesistenti. A rendere tutto più complesso è la natura stessa delle piattaforme digitali: luoghi di fiducia e convenienza che, proprio per questo, diventano terreno fertile per chi vuole ingannare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’effetto moltiplicatore dell’intelligenza artificiale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione guarda al presente, ma anche – e soprattutto – al futuro. L’avvento dell’<strong>intelligenza artificiale generativa</strong> ha aperto possibilità straordinarie, ma ha anche reso le truffe più credibili e difficili da riconoscere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi è possibile creare un video in cui un leader politico o un influencer apparentemente “in carne e ossa” invita a investire in una piattaforma fraudolenta. Oppure scrivere testi di phishing con uno stile impeccabile, in tutte le lingue, senza errori grammaticali o segnali sospetti. Quello che fino a ieri sembrava l’eccezione, oggi rischia di diventare la norma: una <strong>industria del crimine digitale potenziata dall’AI</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le autorità di vigilanza in tutto il mondo condividono le stesse paure: l’AI potrebbe trasformare truffe artigianali in <strong>frodi industriali</strong>, su scala globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Digital Services Act: la nuova architettura della responsabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Digital Services Act</strong> è la risposta europea a questo scenario, rappresentando il più ambizioso tentativo di regolamentazione dello spazio digitale mai realizzato in Europa. Il suo principio guida è semplice: <strong>piattaforme più grandi, responsabilità più grandi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bruxelles non chiede più linee guida volontarie o codici etici, ma pretende <strong>prove concrete</strong> di come i giganti digitali identificano e gestiscono i rischi. Le aziende coinvolte devono fornire dati, procedure, risultati verificabili. In caso di inadempienza, sono previste sanzioni che possono arrivare fino al <strong>6% del fatturato globale annuo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Apple, Google e Microsoft significa affrontare un banco di prova senza precedenti: dimostrare di non essere solo infrastrutture neutrali, ma <strong>attori attivi nella protezione dei cittadini</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Big Tech tra difesa e reputazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per i colossi americani, la sfida non è solo economica. Essere accusati di non fare abbastanza contro le frodi significa minare la fiducia che milioni di utenti ripongono nei loro servizi. La reputazione, in questo caso, pesa quanto le sanzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende si trovano davanti a un dilemma: come garantire maggiore controllo senza compromettere l’apertura delle piattaforme e senza rallentare l’innovazione? Perché più controlli significa più costi, più burocrazia e, talvolta, meno libertà per sviluppatori e inserzionisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’UE spinge per un modello in cui la protezione dei consumatori venga prima del profitto. La Silicon Valley, al contrario, teme che un eccesso di vincoli possa ridurre la competitività globale delle aziende americane rispetto ai rivali cinesi, meno soggetti a regolamentazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa come laboratorio normativo globale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa mossa, Bruxelles non si limita a difendere i propri cittadini: si candida a diventare il <strong>laboratorio normativo del digitale globale</strong>. L’UE si propone come modello per altri Paesi che cercano di bilanciare innovazione e sicurezza, ponendo l’accento sulla <strong>sovranità digitale</strong> e sulla centralità del consumatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una strategia che ha anche una valenza politica. In un mondo dominato dalle logiche tecnologiche americane e cinesi, l’Europa vuole dimostrare di poter imporre le proprie regole, diventando <strong>norm-maker</strong> e non semplice norm-taker.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un futuro digitale da riscrivere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La battaglia europea contro le frodi online non è solo un capitolo nella lunga storia della regolamentazione di Big Tech. È il simbolo di un passaggio epocale: dal mito di Internet come spazio libero e incontrollato alla consapevolezza che senza regole, la libertà digitale diventa vulnerabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Bruxelles riuscirà nel suo intento, il continente potrà vantare un ecosistema digitale più sicuro e trasparente. Ma la sfida è complessa: imporre troppi vincoli rischia di soffocare l’innovazione; imporne troppo pochi significa lasciare i cittadini in balia delle frodi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera partita non è tra Europa e Big Tech, ma tra due visioni di futuro: un Internet governato da regole condivise o un Far West digitale dove la fiducia si dissolve. Ed è in questo bivio che si giocherà la credibilità stessa della trasformazione digitale europea.</p>
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		<title>L&#8217;Europa triplica il costo per l&#8217;ingresso: la nuova proposta della Commissione UE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 13:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione UE]]></category>
		<category><![CDATA[ETIAS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/A_photograph_captures_a_view_of_the_Eiffel_Tower_i.jpg" type="image/jpeg" />L’Unione Europea propone un adeguamento dei costi d’ingresso per i viaggiatori esenti da visto, puntando a rafforzare sicurezza, sostenibilità finanziaria e allineamento con gli standard globali. La Commissione Europea ha proposto un significativo aumento del costo per ottenere l&#8217;autorizzazione al viaggio nel quadro dell&#8217;European Travel Information and Authorisation System (ETIAS), che dovrebbe entrare in vigore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/leuropa-triplica-il-costo-per-lingresso-la-nuova-proposta-della-commissione-ue/">L&#8217;Europa triplica il costo per l&#8217;ingresso: la nuova proposta della Commissione UE</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Unione Europea propone un adeguamento dei costi d’ingresso per i viaggiatori esenti da visto, puntando a rafforzare sicurezza, sostenibilità finanziaria e allineamento con gli standard globali.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Commissione Europea</strong> ha proposto un significativo aumento del costo per ottenere l&#8217;autorizzazione al viaggio nel quadro dell&#8217;European Travel Information and Authorisation System (ETIAS), che dovrebbe entrare in vigore nel <strong>quarto trimestre del 2026</strong>. <br>Secondo l&#8217;annuncio ufficiale, il prezzo per i viaggiatori esenti da visto salirebbe <strong>da 7 euro</strong> (circa 8 dollari) <strong>a 20 euro </strong>(circa 23 dollari), quasi triplicando l&#8217;onere economico per l&#8217;ingresso nell&#8217;area Schengen.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ragioni dell&#8217;aumento: inflazione, sostenibilità operativa e convergenza internazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le motivazioni indicate dalla Commissione figurano l&#8217;inflazione crescente, i maggiori costi operativi del sistema e la necessità di armonizzare l&#8217;ETIAS con sistemi equivalenti adottati da altri Paesi avanzati. <br>Viene, infatti, citato l&#8217;esempio del Regno Unito, dove l&#8217;ETA (Electronic Travel Authorisation) costa attualmente 16 sterline (circa 21,70 dollari), e degli <strong><a href="https://italianelfuturo.com/wp-admin/post.php?post=36928&amp;action=edit" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stati Uniti</a></strong>, il cui sistema ESTA ha un prezzo di 21 dollari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è soggetto al pagamento dell&#8217;ETIAS?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;autorizzazione ETIAS sarà obbligatoria per i viaggiatori provenienti da <strong>59 Paesi</strong> che attualmente non richiedono visto per entrare nei 30 Paesi europei aderenti, per soggiorni di breve durata (massimo 90 giorni su un periodo di 180 giorni). <br>Tra i Paesi interessati figurano Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Giappone, Singapore, Corea del Sud e Australia. Sono previsti esoneri per i minori di 18 anni, gli over 70 e i familiari di cittadini UE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il quadro normativo e il calendario dell&#8217;attuazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;introduzione dell&#8217;ETIAS, approvata nel 2018, è stata più volte rinviata a causa di complessità tecniche e difficoltà organizzative. Il nuovo avvio è previsto per la fine del 2026. La proposta di aumento della tariffa è ora soggetta a un periodo di revisione di due mesi da parte del Consiglio e del Parlamento europeo. Se approvata, rappresenterà un cambiamento sostanziale nella politica di accesso all&#8217;area Schengen.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatti geopolitici, economici e industriali del nuovo ETIAS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista geopolitico, l&#8217;adeguamento tariffario riflette un&#8217;esigenza strategica dell&#8217;UE di rafforzare il controllo alle frontiere esterne e di allinearsi agli standard internazionali in materia di sicurezza e gestione dei flussi migratori. <br>Sul piano economico, il maggior introito previsto dovrebbe contribuire a finanziare l&#8217;infrastruttura tecnologica e i costi amministrativi del sistema ETIAS, garantendo una gestione più efficiente e sicura dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il settore turistico e dei trasporti, l&#8217;impatto potrebbe essere ambivalente: da un lato, l&#8217;aumento della tariffa potrebbe disincentivare alcuni viaggiatori occasionali; dall&#8217;altro, la stabilità e prevedibilità del sistema potrebbero rafforzare la fiducia nei viaggi internazionali verso l&#8217;Europa. <br>Sarà fondamentale monitorare l&#8217;effetto dell&#8217;introduzione del nuovo sistema sull&#8217;afflusso turistico e sugli operatori economici legati all&#8217;accoglienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un nuovo equilibrio tra sicurezza, accessibilità e competitività</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo corso dell&#8217;ETIAS segna una svolta nella gestione delle frontiere europee, ispirato a principi di sicurezza, sostenibilità economica e convergenza normativa. Il bilanciamento tra le esigenze di protezione e quelle di apertura resterà cruciale per non compromettere la competitività internazionale del continente. <br>La revisione ora in corso presso le istituzioni europee sarà determinante per definire i contorni definitivi di un sistema destinato a incidere significativamente sul futuro della mobilità internazionale verso l&#8217;Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/leuropa-triplica-il-costo-per-lingresso-la-nuova-proposta-della-commissione-ue/">L&#8217;Europa triplica il costo per l&#8217;ingresso: la nuova proposta della Commissione UE</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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