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	<title>Commisione europea Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Amazon sfida la Commissione UE sulla designazione VLOP: il Digital Services Act sotto esame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 13:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Commisione europea]]></category>
		<category><![CDATA[DSA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Amazon-DSA.png" type="image/jpeg" />Il colosso dell’e-commerce ricorre alla Corte di Giustizia dell’UE per contestare la sua classificazione come piattaforma online di dimensioni molto grandi ai sensi del DSA. Al centro del dibattito: rischi sistemici, proporzionalità e sostenibilità regolatoria. Amazon contro l’Unione Europea: una battaglia strategica sul perimetro del Digital Services Act Amazon ha avviato un ricorso formale presso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/amazon-sfida-la-commissione-ue-sulla-designazione-vlop-il-digital-services-act-sotto-esame/">Amazon sfida la Commissione UE sulla designazione VLOP: il Digital Services Act sotto esame</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il colosso dell’e-commerce ricorre alla Corte di Giustizia dell’UE per <strong>contestare</strong> la sua <strong>classificazione</strong> come <strong>piattaforma online di dimensioni molto grandi</strong> ai sensi del DSA. Al centro del dibattito: rischi sistemici, proporzionalità e sostenibilità regolatoria.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Amazon contro l’Unione Europea: una battaglia strategica sul perimetro del Digital Services Act</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Amazon</strong> ha avviato un ricorso formale presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea per ottenere l’annullamento della propria classificazione come <strong>Very Large Online Platform (VLOP)</strong> da parte della Commissione Europea ai sensi del <strong>Digital Services Act (DSA)</strong>, la normativa entrata in vigore nel 2022 che mira a responsabilizzare le grandi piattaforme digitali nella gestione dei contenuti illeciti e nella tutela dello spazio digitale europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il procedimento – registrato come <strong>T-367/23 – Amazon EU v Commission</strong> – potrebbe segnare uno spartiacque per la governance europea delle piattaforme digitali, aprendo a una riflessione più ampia sull’equilibrio tra innovazione tecnologica, proporzionalità regolatoria e concorrenza digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tesi di Amazon: &#8220;Nessun rischio sistemico, designazione arbitraria&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’udienza, l’avvocato di Amazon, <strong>Robert Spano</strong>, ha sostenuto che la piattaforma non rappresenta un rischio sistemico per gli utenti, contestando così il presupposto fondamentale della designazione VLOP.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;I marketplace online come Amazon Store non pongono rischi sistemici. Le regole previste per i VLOP non sono né razionali, né efficaci nel prevenire la diffusione di prodotti illegali o contraffatti,&#8221;</em> ha dichiarato Spano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Amazon, le misure rafforzate imposte dal DSA – che includono obblighi di gestione del rischio, auditing indipendenti e condivisione dei dati con le autorità – <strong>sarebbero sproporzionate</strong> nel caso di una piattaforma che opera principalmente come intermediario per beni materiali regolati già da norme sulla sicurezza e conformità dei prodotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni giuridiche: DSA alla prova della proporzionalità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il contenzioso solleva <strong>questioni chiave di diritto dell’innovazione e proporzionalità normativa</strong>. In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La nozione di “rischio sistemico” è contestata in quanto non applicabile in modo uniforme tra social network, motori di ricerca e marketplace</li>



<li>La soglia dimensionale come criterio regolatorio è considerata da Amazon <strong>discriminatoria</strong> e <strong>inadeguata</strong> per riflettere il reale impatto delle diverse tipologie di piattaforme</li>



<li>Il principio di legalità e la certezza del diritto vengono messi in discussione quando la regolazione si basa su criteri generali non tarati su modelli di business differenziati.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Una questione industriale, geopolitica e finanziaria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al profilo giuridico, la disputa ha <strong>forti implicazioni industriali e geopolitiche</strong>. Il Digital Services Act è uno dei pilastri della strategia UE per affermare una “sovranità digitale” europea, riducendo la dipendenza da attori extraeuropei e aumentando la responsabilità delle big tech. Tuttavia, l’imposizione di oneri regolatori generalizzati potrebbe, secondo alcuni osservatori, <strong>disincentivare gli investimenti</strong>, aumentare i costi operativi e accentuare la tensione transatlantica tra Bruxelles e Washington.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul piano finanziario, le imprese soggette al DSA devono sostenere <strong>costi elevati per compliance, governance algoritmica e risk reporting</strong>, elementi che possono incidere sui margini e sulla competitività di mercato, in particolare per attori a struttura ibrida come i marketplace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un quadro normativo sotto pressione: altri ricorsi in arrivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Amazon non è l’unica ad aver contestato il perimetro applicativo del Digital Services Act. Anche <strong>Meta (Facebook e Instagram)</strong>, la cinese <strong>TikTok</strong> e la tedesca <strong>Zalando</strong> hanno presentato ricorsi distinti su varie basi giuridiche, segnalando un potenziale effetto domino che potrebbe rimettere in discussione alcuni aspetti del regime regolatorio europeo per le piattaforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In attesa della sentenza della Corte, nei prossimi mesi, il caso Amazon rappresenta <strong>una cartina di tornasole</strong> per valutare l’implementazione concreta del DSA e la capacità dell’Europa di mantenere un equilibrio tra controllo democratico, neutralità tecnologica e attrattività del proprio ecosistema digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dilemma regolatorio dell’Europa digitale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La controversia tra Amazon e la Commissione UE non è solo una questione tecnico-giuridica, ma un nodo cruciale nel percorso verso una <strong>politica industriale digitale europea efficace, proporzionata e competitiva</strong>. Il futuro del DSA dipenderà anche dalla capacità delle istituzioni europee di calibrare i propri strumenti regolatori in funzione delle specificità dei modelli di business, evitando approcci “taglia unica” e garantendo al contempo diritti fondamentali, sicurezza e innovazione.</p>
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