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	<title>Batterie LFP Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Batterie LFP Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Tesla sigla accordo da 4,3 miliardi con LG Energy Solution per batterie LFP prodotte negli Stati Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 13:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Batterie LFP]]></category>
		<category><![CDATA[LGES]]></category>
		<category><![CDATA[tesla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/LG.jpeg" type="image/jpeg" />Accordo tra LG Energy Solution e Tesla per 4,3 miliardi di dollari per batterie LFP made in USA, rafforzando la filiera energetica americana e riducendo la dipendenza dalla Cina. Tesla ha concluso un accordo da 4,3 miliardi di dollari con LG Energy Solution (LGES) per la fornitura di batterie al litio ferro fosfato (LFP) destinate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/tesla-sigla-accordo-da-43-miliardi-con-lg-energy-solution-per-batterie-lfp-prodotte-negli-stati-uniti/">Tesla sigla accordo da 4,3 miliardi con LG Energy Solution per batterie LFP prodotte negli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p>Accordo tra LG Energy Solution e Tesla per 4,3 miliardi di dollari per batterie LFP made in USA, rafforzando la filiera energetica americana e riducendo la dipendenza dalla Cina.</p>
</blockquote>



<p><strong>Tesla</strong> ha concluso un <strong>accordo da 4,3 miliardi di dollari</strong> con <strong>LG Energy Solution (LGES) </strong>per la fornitura di <strong>batterie al litio ferro fosfato (LFP)</strong> destinate ai sistemi di<strong> accumulo energetico</strong>. L&#8217;accordo, confermato da fonti vicine alla trattativa, prevede la fornitura da parte dello stabilimento statunitense di LGES in Michigan, rafforzando la strategia di Tesla di diversificare la propria supply chain al di fuori della Cina.</p>



<p>Il contratto copre un arco temporale di<strong> tre anni</strong>, con inizio ad agosto 2027 e termine a luglio 2030. Include inoltre un&#8217;opzione di estensione per ulteriori sette anni, oltre alla possibilità di aumentare i volumi di fornitura in base alle esigenze future.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riposizionamento industriale e geopolitica delle batterie </h2>



<p>Il contesto dell&#8217;accordo è segnato dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, con l&#8217;imposizione di tariffe elevate sulle importazioni cinesi. Tesla ha evidenziato come queste misure abbiano avuto un impatto significativo sul proprio business energetico, in particolare per le batterie LFP, fino a oggi approvvigionate principalmente dalla Cina.</p>



<p>La scelta di LGES, uno dei pochi produttori di LFP attivi su suolo americano, offre a Tesla una via alternativa per contenere i costi legati ai dazi e garantire una maggiore resilienza industriale. LGES ha iniziato la produzione di batterie LFP nel suo impianto di Michigan a maggio 2025, posizionandosi come first mover sul mercato statunitense, dove i principali concorrenti sudcoreani non hanno ancora avviato attività su larga scala.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Evoluzione del business energetico di Tesla </h2>



<p>Nonostante rappresenti solo il 10% del fatturato complessivo, il segmento &#8220;<strong>Energy Storage and Generation</strong>&#8221; di Tesla si sta dimostrando uno dei più dinamici in fase di rallentamento delle vendite di veicoli elettrici. La crescente domanda di sistemi di accumulo, alimentata dall&#8217;espansione dei data center e delle applicazioni AI, offre nuove opportunità di crescita.</p>



<p><strong>Elon Musk </strong>ha sottolineato, durante l&#8217;ultima earnings call, l&#8217;enorme potenziale di scala della domanda globale di batterie, dichiarando che il settore energetico è in rapida espansione nonostante le attuali difficoltà legate alla supply chain e ai dazi doganali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Competizione e leadership tecnologica </h2>



<p>L&#8217;accordo consente a LGES di consolidare il proprio vantaggio competitivo negli Stati Uniti, rafforzando la propria presenza in un mercato strategico ancora poco presidiato dai concorrenti. Secondo gli analisti di <em>Samsung Securities</em>, il posizionamento anticipato di LGES potrebbe tradursi in una leadership sostenuta nel settore LFP, specialmente se la domanda continuerà a migrare dai veicoli elettrici verso applicazioni energetiche stazionarie.</p>



<p>Tesla, dal canto suo, ha in programma l&#8217;apertura della sua prima fabbrica interna per la produzione di celle LFP entro la fine dell&#8217;anno in Nevada, ma si prevede che tale impianto soddisferà solo una parte limitata del fabbisogno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive industriali e commerciali </h2>



<p>L&#8217;accordo con LGES si inserisce in un quadro più ampio di rilocalizzazione della produzione e rafforzamento delle catene del valore negli Stati Uniti. Parallelamente, Tesla ha recentemente siglato un contratto da 16,5 miliardi di dollari con Samsung Electronics per la fornitura di chip prodotti in Texas.</p>



<p>Questi sviluppi evidenziano una strategia coerente di consolidamento industriale nazionale da parte delle grandi tech company, in risposta ai nuovi equilibri commerciali globali e all&#8217;urgenza di costruire supply chain più sicure e indipendenti. Il risultato è un rafforzamento dell&#8217;autonomia tecnologica statunitense e una maggiore cooperazione tra industria americana e operatori asiatici non cinesi.</p>
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		<title>Nissan cancella la gigafactory di batterie in Giappone e prepara tagli: ripensamento industriale in chiave globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 09:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Batterie LFP]]></category>
		<category><![CDATA[EV]]></category>
		<category><![CDATA[Nissan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Nissan-1.png" type="image/jpeg" />L’abbandono del progetto da 1,1 miliardi di dollari a Kitakyushu e la riduzione del personale segnalano una svolta drastica nella strategia del costruttore nipponico, tra crisi di performance, pressioni di mercato e riposizionamento tecnologico. Nissan Motor Co. ha annunciato l’abbandono del progetto per la costruzione di uno stabilimento da 1,1 miliardi di dollari destinato alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/nissan-cancella-la-gigafactory-di-batterie-in-giappone-e-prepara-tagli-ripensamento-industriale-in-chiave-globale/">Nissan cancella la gigafactory di batterie in Giappone e prepara tagli: ripensamento industriale in chiave globale</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p>L’abbandono del progetto da 1,1 miliardi di dollari a Kitakyushu e la riduzione del personale segnalano una svolta drastica nella strategia del costruttore nipponico, tra crisi di performance, pressioni di mercato e riposizionamento tecnologico.</p>
</blockquote>



<p><strong>Nissan Motor Co. </strong>ha annunciato l’abbandono del progetto per la costruzione di uno stabilimento da 1,1 miliardi di dollari destinato alla produzione di batterie per veicoli elettrici sull’isola di Kyushu, in Giappone. La decisione segna un punto di svolta significativo per il terzo costruttore automobilistico giapponese, che si trova ad affrontare una fase critica di ristrutturazione su scala globale.</p>



<p>La fabbrica, prevista nella città di Kitakyushu, avrebbe dovuto produrre <strong>batterie LFP (litio-ferro-fosfato) </strong>con una capacità annuale di 5 GWh e creare circa 500 posti di lavoro, supportata da un finanziamento statale fino a 55,7 miliardi di yen. L&#8217;inizio delle operazioni era fissato non prima di luglio 2028. Tuttavia, in una nota ufficiale, Nissan ha dichiarato: <em>“Dopo un&#8217;attenta valutazione dell&#8217;efficienza dell&#8217;investimento, abbiamo deciso di cancellare la costruzione dell&#8217;impianto.”</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Strategia difensiva e ricalibrazione industriale</h2>



<p>La rinuncia al progetto riflette una ridefinizione delle priorità industriali e un atteggiamento di maggiore cautela sul mercato domestico. L’attuale fase di transizione guidata dal nuovo CEO Ivan Espinosa – succeduto a Makoto Uchida – mira a ridurre le perdite e ristrutturare le operazioni globali attraverso il taglio di 9.000 posti di lavoro e la riduzione della capacità produttiva del 20%.</p>



<p>Secondo il quotidiano <em>Nikkei</em>, Nissan si appresta inoltre a offrire piani di prepensionamento volontario per alcune centinaia di dipendenti nelle divisioni amministrative giapponesi. Sarebbe il primo piano di questo tipo in patria dal 2007. La casa automobilistica non ha confermato ufficialmente la notizia, ma l’indiscrezione segnala un riadattamento strutturale volto a contenere i costi fissi e adeguare la forza lavoro a una nuova visione strategica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dinamiche giuridiche e implicazioni geopolitiche</h2>



<p>Dal punto di vista giuridico, la cancellazione dell’investimento apre interrogativi sul destino degli incentivi pubblici promessi dal governo giapponese e sui criteri di assegnazione delle sovvenzioni nell’ambito della transizione energetica. In un contesto globale dove i sussidi all’industria green sono strumento di politica industriale – come evidenziato dall’IRA statunitense e dai piani UE – la rinuncia di Nissan può influenzare le future strategie allocative del Giappone.</p>



<p>La scelta di ritirarsi da un progetto ad alto contenuto tecnologico in territorio nazionale potrebbe anche avere ripercussioni sull’autonomia strategica del Paese nell’ambito della catena del valore delle batterie, in un momento in cui la competizione con Cina, Corea del Sud e Stati Uniti è in pieno svolgimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Performance finanziaria sotto pressione</h2>



<p>Nissan ha previsto una perdita netta record tra i 700 e i 750 miliardi di yen (4,8-5,1 miliardi di dollari) per l’anno fiscale conclusosi a marzo, principalmente a causa di svalutazioni legate a investimenti preesistenti. Questo pesante risultato ha accelerato il bisogno di riforme strutturali e un drastico ridimensionamento di progetti considerati non strategici o a basso rendimento nel medio periodo.</p>



<p>Il prossimo martedì l’azienda presenterà i risultati annuali e fornirà nuove indicazioni sul piano di rilancio, delineando un possibile aggiornamento sulla strategia nel segmento dei veicoli elettrici, un settore chiave per il posizionamento futuro del marchio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una transizione ancora incompiuta</h2>



<p>La cancellazione della gigafactory rappresenta una battuta d’arresto significativa per l’espansione della capacità produttiva nazionale di Nissan nel settore delle batterie EV, ma al tempo stesso un segnale chiaro della volontà aziendale di evitare investimenti a rischio in un contesto industriale turbolento. La mossa evidenzia il difficile equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e adattamento regolatorio, elementi ormai centrali nel diritto dell’innovazione e nella geopolitica dell’industria automobilistica globale.</p>



<p></p>
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