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	<title>batteria Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>batteria Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>La nuova batteria cinese da 600Wh/kg triplica l’autonomia dei droni: rivoluzione per l’auto elettrica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2025 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[Droni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Super-batteria.png" type="image/jpeg" />Un’innovazione che supera Tesla e BYD e apre la strada a una nuova era per la mobilità elettrica e le supply chain globali. Una svolta tecnologica senza precedenti Il team della Tianjin University, guidato da Hu Wenbin, ha annunciato lo sviluppo di una batteria al litio capace di superare i 600 Wh/kg di densità energetica, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/la-nuova-batteria-cinese-da-600wh-kg-triplica-lautonomia-dei-droni-rivoluzione-per-lauto-elettrica/">La nuova batteria cinese da 600Wh/kg triplica l’autonomia dei droni: rivoluzione per l’auto elettrica?</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un’innovazione che supera Tesla e BYD e apre la strada a una nuova era per la mobilità elettrica e le supply chain globali.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Una svolta tecnologica senza precedenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il team della <strong>Tianjin University</strong>, guidato da <strong>Hu Wenbin</strong>, ha annunciato lo sviluppo di una batteria al litio capace di superare i <strong>600 Wh/kg di densità energetica</strong>, un risultato che va oltre gli standard mondiali attuali. Per comprendere la portata della scoperta, basti pensare che il riferimento di mercato, la <strong>Tesla 4680</strong>, arriva a circa <strong>300 Wh/kg</strong>, mentre la <strong>Blade Battery di BYD</strong>, pensata soprattutto per sicurezza e costi, si ferma a <strong>150 Wh/kg</strong>. Il superamento del target fissato dal piano industriale <strong>“Made in China 2025”</strong>, che puntava a 400 Wh/kg come obiettivo nazionale, dimostra come la Cina stia accelerando la corsa tecnologica. Il riconoscimento scientifico non è mancato: lo studio è stato pubblicato su <strong>Nature</strong>, una delle riviste più prestigiose al mondo, segnalando la credibilità della ricerca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impatto sulla mobilità elettrica: oltre la “range anxiety”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con un’energia specifica simile, le auto elettriche potrebbero raggiungere autonomie oggi impensabili: da <strong>600 a oltre 1.200 km con una singola carica</strong>, a seconda della configurazione del veicolo. Ciò spazzerebbe via la <strong>“range anxiety”</strong>, considerata il principale ostacolo psicologico e pratico alla diffusione di massa delle EV. Inoltre, l’innovazione aprirebbe scenari per settori diversi dall’automotive: i droni a lungo raggio potrebbero passare da poche ore di volo a missioni di un’intera giornata; i veicoli pesanti per il trasporto merci potrebbero sostituire progressivamente i motori diesel; persino l’aviazione elettrica regionale, oggi limitata da autonomie ridotte, diventerebbe più concreta. Per i consumatori, significherebbe non solo più autonomia, ma anche ricariche meno frequenti e veicoli con batterie più leggere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Resistenza e sicurezza: il fattore chiave per l’adozione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta avere più energia: le batterie devono essere sicure. Il nuovo prototipo ha superato prove di <strong>resistenza a fuoco, basse temperature e perfino perforazioni da chiodo</strong>, senza fenomeni di runaway termico, ossia incendi incontrollati. Questo elemento è decisivo: incidenti con batterie agli ioni di litio tradizionali hanno spesso rallentato la fiducia del pubblico. La combinazione tra <strong>alta densità energetica e stabilità termica</strong> potrebbe ridurre i costi di assicurazione, semplificare la logistica e permettere l’impiego della tecnologia anche in settori sensibili come il trasporto aereo e ferroviario. Alcuni analisti sottolineano che la vera “killer application” di questa batteria potrebbe arrivare prima nei droni militari e civili a lunga autonomia, dove sicurezza e leggerezza sono fattori determinanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni economiche e industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato globale delle batterie è stimato in <strong>150 miliardi di dollari oggi</strong> e potrebbe superare i <strong>400 miliardi entro il 2035</strong>. Con un’innovazione simile, la Cina consoliderebbe il suo controllo già dominante sulla <strong>supply chain mondiale</strong>, che oggi copre oltre il <strong>70% della produzione di litio raffinato e componenti per batterie</strong>. Per aziende come <strong>CATL</strong> e <strong>CALB</strong>, leader cinesi del settore, la nuova tecnologia rappresenta un vantaggio competitivo difficilmente colmabile da rivali occidentali. Negli Stati Uniti e in Europa, i governi stanno cercando di contrastare questo squilibrio con incentivi miliardari: l’<strong>Inflation Reduction Act</strong> americano destina oltre <strong>370 miliardi di dollari</strong> a transizione energetica e filiere strategiche, mentre l’Unione Europea ha avviato progetti comuni con la <strong>European Battery Alliance</strong>. Tuttavia, restare al passo con un’innovazione di questa portata appare complesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica dell’energia e nuove tensioni internazionali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le batterie non sono solo tecnologia: sono <strong>geopolitica pura</strong>. Una cella con queste caratteristiche potrebbe diventare l’equivalente dei <strong>microchip</strong> nelle dinamiche di potere globale. Gli Stati Uniti temono di trovarsi in una condizione di dipendenza tecnologica da Pechino, mentre la Cina vede in questa scoperta un’opportunità per rafforzare la propria posizione nei negoziati commerciali e geopolitici. Alcuni analisti paragonano la situazione alla corsa allo spazio degli anni ’60: chi controllerà la <strong>prossima generazione di batterie</strong> controllerà non solo l’industria automobilistica, ma l’intero futuro della mobilità, della difesa e dell’energia rinnovabile. Non sorprende che diversi Paesi, inclusi Giappone e Corea del Sud, stiano accelerando progetti paralleli, temendo di rimanere tagliati fuori da una tecnologia che può ridefinire equilibri economici e strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aspetti normativi e diritto dell’innovazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione di una batteria così avanzata solleva anche temi giuridici e regolatori. La <strong>sicurezza sul trasporto</strong>, la <strong>gestione del fine vita delle batterie</strong>, la <strong>sostenibilità delle materie prime</strong> e la protezione dei brevetti diventano nodi centrali. La Cina, negli ultimi anni, ha registrato migliaia di <strong>patent families</strong> nel settore, molte delle quali legate al riciclo avanzato e all’uso di nuovi elettroliti solidi. Questa strategia rischia di bloccare l’accesso al mercato per aziende straniere e di creare un contenzioso legale internazionale. A livello europeo, la nuova <strong>Battery Regulation</strong> entrerà in vigore pienamente entro il 2030 e imporrà standard molto stringenti su <strong>CO₂ footprint e tracciabilità delle materie prime</strong>. Questo potrebbe rallentare l’ingresso delle nuove celle cinesi nel mercato europeo, ma non ne fermerà la diffusione globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una potenziale rivoluzione industriale e geopolitica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La batteria da <strong>600 Wh/kg</strong> della Tianjin University non è solo una scoperta scientifica, ma una potenziale <strong>rivoluzione industriale e geopolitica</strong>. Se prodotta su larga scala, potrebbe portare l’auto elettrica a superare definitivamente i limiti tecnologici attuali, con ripercussioni su logistica, mobilità urbana, trasporto aereo e difesa. Tuttavia, restano domande cruciali: quale sarà la reale scalabilità industriale? Quanto costerà produrla? E soprattutto, come si bilanceranno <strong>innovazione, regolamentazione e potere geopolitico</strong> in un settore che vale centinaia di miliardi di dollari? Per ora, la certezza è una: gli occhi del mondo sono puntati sulla Cina, che con questa innovazione si candida a dettare le regole del gioco nella corsa globale all’energia del futuro.</p>
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		<title>Dall’Europa una batteria per auto elettriche che si ricarica in 12 minuti</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/dalleuropa-una-batteria-per-auto-elettriche-che-si-ricarica-in-12-minuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[EV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/06/Santoro-LFP.png" type="image/jpeg" />Mentre il settore automobilistico mondiale prosegue una delicata transizione verso l’elettrico, continuano gli studi e le ricerche per lanciare sul mercato batterie che possano essere efficienti e con un buon rapporto qualità/prezzo (il costo di questi dispositivi, ricordiamo, ha un discreto peso in quello finale delle vetture). ElevenEs e la Edge574, batteria litio ferro fosfato [&#8230;]</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La serba ElevenEs ha presentato una batteria litio ferro fosfato che si ricarica in 12 minuti e promette prestazioni notevoli e un’autonomia impressionante anche in condizioni estreme.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre il settore automobilistico mondiale prosegue una delicata transizione verso l’elettrico, continuano gli studi e le ricerche per lanciare sul mercato batterie che possano essere efficienti e con un buon rapporto qualità/prezzo (il costo di questi dispositivi, ricordiamo, ha un discreto peso in quello finale delle vetture).</p>



<h2 class="wp-block-heading">ElevenEs e la Edge574, batteria litio ferro fosfato per auto elettriche che si ricarica in 12 minuti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se nel campo delle batterie assistiamo al protagonismo della Cina, che detiene la leadership mondiale nel settore a partire dalle materie prime, il resto del mondo non si limita a fare da spettatore. Diverse aziende e start-up in Occidente, Europa inclusa, si stanno dando da fare. Come la serba <a href="https://elevenes.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ElevenEs</strong></a>, specializzata in particolare nelle versioni delle batterie a litio ferro fosfato (LFP).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società con sede a Subotica ha presentato una cella studiata per le auto elettriche. La <strong>Edge574 Blade Cell</strong>, questo il nome, ha la particolarità di poter effettuare una carica ottimale (quindi sino all’<strong>80%</strong>) in soli <strong>12 minuti</strong> (ad una temperatura di 25° C o superiori). Ma la cella permette delle prestazioni così efficienti anche in climi più rigidi, sino a -30°C. A 0°C i tempi di ricarica salgono a 25 minuti, con una potenza massima di <strong>415 kW</strong>. Le celle sono progettate inoltre per mantenere le proprie caratteristiche anche sino a 60°C.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo ElevenEs la batteria consente quindi un chilometro ad ogni secondo di ricarica, la cui potenza in condizioni ottimali è di <strong>650 kW</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ciclo di vita pari a 500.000 km</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, una ricarica ultrarapida, solitamente promessa dall’ulteriore passo in avanti della tecnologia delle batterie, ovvero <a href="https://www.mobilitafutura.eu/tecnologie/batteria-stato-solido/36146/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>lo stato solido</strong></a>. Anche se la tecnologia LFP è molto giovane, avendo debuttato da pochi anni grazie alla Cina, nonché ugualmente promettente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre ElevenEs promette una batteria con un ciclo di vita pari a <strong>500.000 km</strong>. Un prodotto “rivoluzionario”, come lo ha definito la stessa azienda. E se le cose stessero così, la definizione sarebbe di sicuro azzeccata: la mobilità elettrica per svoltare veramente necessita di veicoli con una autonomia che faccia tabula rasa delle preoccupazioni degli automobilisti riguardo <a href="https://www.mobilitafutura.eu/terra/auto/auto-elettriche-ecco-perche-non-pesa-piu-lansia-da-mancanza-di-colonnina-di-ricarica/26421/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>l’ansia da ricarica</strong></a>. E con batterie che non richiedano tempi biblici per una carica adatta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le altre caratteristiche della Edge574</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre la batteria di ElevenEs presenta un design “<em>ottimizzato per l&#8217;integrazione sia cell-to-pack (CTP) che cell-to-body (CTB)</em>”, spiegano dall’azienda. La Edge574 si distingue quindi per una notevole “<em>flessibilità nella sua progettazione</em>”, che “<em>massimizza l&#8217;utilizzo dello spazio all&#8217;interno del veicolo, determinando una maggiore densità energetica a livello di pacco e contribuendo in ultima analisi a una maggiore autonomia di guida. Il tutto ottenendo al contempo densità gravimetriche e volumetriche impressionanti di <strong>190 Wh/kg</strong> e <strong>420 Wh/l</strong> a livello di celle</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere questi obiettivi ElevenEs ha lavorato nella progettazione della batteria introducendo varie innovazioni, come la riduzione della resistenza interna per il <strong>15%</strong>. Inoltre le celle presentano una forma prismatica, con dimensioni pari a <strong>57,4 cm x 12 cm x 1,6 cm</strong>. Dall’azienda sottolineano come 210 celle possono toccare una potenza di ricarica massima pari a <strong>1 MW</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ElevenEs aveva ultimato i prototipi delle sue Edge nel 2022. E l’anno successivo ha aperto a Subotica un centro di produzione delle proprie batterie prismatiche LFP con tecnologia EDGE, che come abbiamo visto consentono prestazioni superiori alle altre batterie litio ferro fosfato in termini di densità energetica a livello di pacchetto.</p>
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		<item>
		<title>Il prezzo, ma non solo: le auto elettriche della Cina hanno un altro asso nella manica</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/il-prezzo-ma-non-solo-le-auto-elettriche-della-cina-hanno-un-altro-asso-nella-manica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[EV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Cina-Batterie.jpg" type="image/jpeg" />La Cina sta mettendo sempre più pressione all’industria globale delle auto con le sue vetture elettriche dal prezzo competitivo. Ma non è solo quello che dovrebbe far preoccupare la concorrenza: Pechino corre anche con le soluzioni tecnologiche. Il settore automobilistico europeo, americano e giapponese sta vivendo una situazione di crisi a dir poco clamorosa. Nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Cina-Batterie.jpg" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph">La Cina sta mettendo sempre più pressione all’industria globale delle auto con le sue vetture elettriche dal prezzo competitivo. Ma non è solo quello che dovrebbe far preoccupare la concorrenza: Pechino corre anche con le soluzioni tecnologiche.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore automobilistico europeo, americano e giapponese sta vivendo una situazione di crisi a dir poco clamorosa. Nel senso che posizioni che sembravano solide e acquisite si stanno dimostrando non più tali. Non basta il blasone di marchi storici: il mercato sa essere spietato, e non c’è tempo per adagiarsi sugli allori soprattutto quando non noti le grandi manovre dall’estremo oriente che si agitano da diversi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo dell’ascesa delle auto elettriche dalla Cina, che come sappiamo ha puntato in tempi non sospetti su questa tecnologia, giocando d’anticipo sapendo di non poter competere ad armi pari con i modelli dai motori tradizionali. E così eccoci arrivati ad una situazione in cui l’industria automotive sta vivendo una congiuntura difficile per una serie di eventi e <em>cigni neri</em> che hanno scombussolato il mercato. E in questo tourbillon ha avuto gioco facile Pechino e i suoi rampanti marchi automobilistici votati ai veicoli a batteria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina punta sulla tecnologia con le sue auto elettriche: le innovazioni nelle batterie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’analisi di Mark Rainford su <em>Car Magazine</em> ha sottolineato inoltre uno degli assi nella manica delle auto cinesi. E non è solo il prezzo, ma anche la proposta tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è la <strong>Golden Battery</strong> della <strong>Zeekr 007.</strong> Le batterie rappresentano l’aspetto vitale delle auto elettriche: da esse dipende larga parte del loro prezzo, oltre ovviamente le prestazioni e l’autonomia. La Cina ha il vantaggio di avere una posizione di leadership in merito alle materie prime alla base degli accumulatori e alla loro produzione. E quindi marchi come quelli appartenenti al gruppo Geely come Zeekr possono permettersi la produzione interna delle proprie batterie (anche <a href="https://www.mobilitafutura.eu/tecnologie/toyota-batterie-stato-solido/34800/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Toyota ci sta provando</strong></a>, a dire il vero).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, questa Golden Battery sviluppata dalla casa automobilistica è una litio-ferro-fosfato da <strong>75 kWh</strong> che permette una carica ottimale (quindi dal 10 all’80%) in poco più di <strong>10 minuti</strong>. Ovviamente sfruttando il caricabatterie adatto, ma questo dà l’idea di come stia correndo la Cina. Mentre noi dibattiamo di limiti alle emissioni, biocarburanti, e-Fuels e ci aggrappiamo agli investimenti promessi da Stellantis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito di batterie, <strong>NIO</strong> con la <strong>ET7</strong> ha proposto la prima vettura con batteria allo stato semisolido da <strong>150 kWh</strong>, con autonomia potenziale da un migliaio di chilometri. Non solo. L’auto è supportata da una rete di 2.500 stazioni (per ora in Cina) che effettuano la sostituzione della batteria in maniera automatizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E alcune vetture hanno sviluppato una guida autonoma sofisticata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Altri marchi cinesi come <strong>Avatr</strong> propongono per la loro <strong>12</strong> un sistema di guida autonoma grazie alla tecnologia di <strong>Huawei</strong> (sempre più <a href="https://www.mobilitafutura.eu/tecnologie/byd-huawei/36066/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>orientata a questo settore</strong></a>) <strong>Qiankun 3.0</strong>. La vettura pare possa percorrere alcuni tratti delle strade urbane cinesi senza ausilio del guidatore, oltre a parcheggiarsi in maniera autonoma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Z9 GT di Denza, berlina di 5 metri agile grazie alla tecnologia delle sue ruote sterzanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sorprende anche la <strong>Denza Z9 GT</strong>, berlina ammiraglia del marchio nato come joint venture tra BYD e Mercedes-Benz. La vettura dotata di tre motori elettrici è lunga <strong>5 metri</strong>, ma riesce a conservare una certa agilità grazie alla capacità delle ruote posteriori di “pattinare” tenendo l’anteriore fermo. Inoltre la Z9 GT riesce a ruotare tutte le sue ruote sterzanti nella medesima direzione, sino a 15°. In pratica, la berlinona riesce ad eseguire in scioltezza manovre anche in spazi angusti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, l’offerta cinese va temuta non solo per la leva prezzo (al netto dei dazi). Ma per il fatto che da Pechino stanno premendo sempre di più l’acceleratore sulla tecnologia, proponendo soluzioni d’avanguardia anche originali che non sono così frequenti nelle vetture della concorrenza occidentale. Che per il momento punta sulla riconoscibilità dei propri marchi, sull’affidabilità del loro nome e sull’efficienza. Basterà ancora?</p>
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		<title>La batteria piccola come una moneta che dura 50 anni grazie all’energia nucleare</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/la-batteria-piccola-come-una-moneta-che-dura-50-anni-grazie-allenergia-nucleare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 17:27:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[moneta]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-26.png" type="image/jpeg" />La start-up cinese Betavolt ha sviluppato recentemente una batteria che miniaturizza l’energia atomica e può durare 50 anni con una singola ricarica. I potenziali usi. In un’epoca in cui si cercano nuove possibilità da fonti di energia più sostenibili, la Cina propone una innovazione che se riuscisse a conquistare la larga scala sarebbe a dir [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/la-batteria-piccola-come-una-moneta-che-dura-50-anni-grazie-allenergia-nucleare/">La batteria piccola come una moneta che dura 50 anni grazie all’energia nucleare</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-26.png" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph"><em>La start-up cinese Betavolt ha sviluppato recentemente una batteria che miniaturizza l’energia atomica e può durare 50 anni con una singola ricarica. I potenziali usi</em>.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In un’epoca in cui si cercano nuove possibilità da fonti di energia più sostenibili, la Cina propone una innovazione che se riuscisse a conquistare la larga scala sarebbe a dir poco rivoluzionaria. Nonché una manna dal cielo. Parliamo della batteria sviluppata dalla start-up cinese <strong>Betavolt</strong>, capace di durare per 50 anni con una singola ricarica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La miniaturizzazione dell’energia atomica nella batteria Betavolt</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’accumulatore studiato dalla realtà con sede a Pechino presenta delle dimensioni davvero ridotte per delle caratteristiche così notevoli, ovvero quelle di una piccola moneta (15x15x5 mm). La sua fonte è l’energia nucleare. All’interno della batteria, per la precisione, si sfrutta il decadimento radioattivo dell’isotopo 63 del nichel. Tramite due strati di semiconduttori al diamante l’energia elettrica viene quindi convertita in elettricità, garantendo una alimentazione decennale senza problemi per l’autonomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In buona sostanza, viene miniaturizzata l’energia atomica nello spazio di una moneta. E non ci sarebbero neppure i rischi che si potrebbero temere da fonti nucleari e da eventuali scorie, giacché il nichel-63 lungo il corso del ciclo di vita si trasforma in un isotopo stabile di rame. Una tecnologia oggi sostenibile che affonda le radici nel secolo scorso, in applicazioni spaziali o nei sottomarini ma con accumulatori decisamente ingombranti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli usi e i vantaggi della batteria Betavolt</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, la batteria di Betavolt riserva magnifiche sorti e progressive sulla carta. E potrebbe alimentare una vasta gamma di dispositivi, dai microprocessori ai droni, sino alle apparecchiature medicali ed essere finanche utilizzata nell’industria aerospaziale, come ha spiegato la start-up nel comunicato di presentazione della tecnologia. Pensiamo cosa potrebbe significare avere uno smartphone che non necessita di ricarica, strumenti di diagnosi sempre funzionanti, pacemaker che non hanno bisogno di manutenzione o droni che possono rimanere in aria per decenni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quest’anno la prima batteria da 1 W</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Va detto comunque che la batteria, ovviamente, non è al momento disponibile. Attualmente stanno procedendo i test pilota, alla fine dei quali potrà avvenire la produzione in serie per scopi commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prototipo, per la cronaca, eroga secondo Betavolt 100 μW di potenza. La sua tensione si attesterebbero sui 3 V, e quest’anno potrebbe essere prodotta la prima batteria con 1 W di potenza. L’azienda sottolinea poi la sicurezza della batteria, il cui particolare design permette la resistenza agli urti evitando conseguenze come esplosioni o fiamme. <br>Inoltre, dovrebbe funzionare con temperature anche estreme, dai -60°C ai 120°C.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Image credit: Betavolt</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/la-batteria-piccola-come-una-moneta-che-dura-50-anni-grazie-allenergia-nucleare/">La batteria piccola come una moneta che dura 50 anni grazie all’energia nucleare</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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