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	<title>Banda larga Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<title>Banda larga Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Banda Larga negli Stati Uniti: il piano da 42 miliardi e i timori di favoritismi a Elon Musk</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reti e infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Banda larga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/banda-larga.jpg" type="image/jpeg" />Arielle Roth, candidata dall&#8217;amministrazione Trump a guidare l&#8217;ente responsabile del piano banda larga da 42,5 miliardi di dollari, come riporta Reuters, nega favoritismi a Elon Musk. Al centro del dibattito, il ruolo di Starlink e il futuro della connettività nelle aree meno servite degli USA. Un fondo da 42 miliardi per portare internet ovunque Negli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/banda-larga-negli-stati-uniti-il-piano-da-42-miliardi-e-i-timori-di-favoritismi-a-elon-musk/">Banda Larga negli Stati Uniti: il piano da 42 miliardi e i timori di favoritismi a Elon Musk</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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<p><strong>Arielle Roth</strong>, candidata dall&#8217;amministrazione <strong>Trump</strong> a guidare l&#8217;ente responsabile del piano banda larga da 42,5 miliardi di dollari, come riporta <em>Reuters</em>, nega favoritismi a <strong>Elon Musk</strong>. Al centro del dibattito, il ruolo di <strong>Starlink </strong>e il futuro della <strong>connettività</strong> nelle <strong>aree meno servite</strong> degli USA.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Un fondo da 42 miliardi per portare internet ovunque</h2>



<p>Negli Stati Uniti è in corso una delle più grandi operazioni infrastrutturali digitali della storia: il programma <strong>BEAD (Broadband Equity, Access, and Deployment)</strong>, varato nel 2021 con una dotazione di <strong>42,5 miliardi di dollari</strong>, mira a garantire l’<strong>accesso universale alla banda larga</strong> nelle aree non servite o poco servite del Paese, entro il <strong>2030</strong>.</p>



<p>Il programma è gestito dalla <strong>National Telecommunications and Information Administration (NTIA)</strong>, un’agenzia del <strong>Dipartimento del Commercio</strong>. Tuttavia, ad oggi, l’implementazione procede lentamente: solo <strong>3 Stati</strong> hanno ricevuto l’approvazione finale delle loro proposte, <strong>4 hanno selezionato i fornitori</strong>, mentre ben <strong>30 sono ancora in fase di candidatura</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arielle Roth alla guida del programma: scatta l’allarme dei Democratici</h2>



<p>La recente nomina di <strong>Arielle Roth</strong> alla guida della NTIA da parte dell’amministrazione Trump ha sollevato interrogativi e tensioni politiche. Durante un’audizione al Senato, Roth ha <strong>negato qualsiasi intenzione di favorire Elon Musk</strong> e la sua azienda <strong>Starlink</strong>, attiva nella fornitura di internet via satellite.</p>



<p>“Gestirò il programma nell’interesse del popolo americano, non a vantaggio di un singolo individuo o azienda,” ha dichiarato Roth.</p>



<p>Ma la polemica non si è placata. Il senatore <strong>Ed Markey</strong> (Democratico, Massachusetts) ha lanciato l’allarme: se il programma dovesse abbandonare la sua <strong>preferenza per la fibra ottica</strong>, Musk potrebbe ottenere <strong>fino a 20 miliardi di dollari</strong>, favorendo le soluzioni satellitari di Starlink.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la fibra è (ancora) al centro del dibattito</h2>



<p>Il <strong>BEAD Act</strong> è stato concepito con una <strong>forte preferenza per la fibra ottica</strong>, considerata la tecnologia più affidabile, duratura ed economica nel lungo periodo. I servizi satellitari, come quelli offerti da Starlink, sono ammessi, ma <strong>solo nelle aree dove la fibra risulta eccessivamente costosa o tecnicamente non praticabile</strong>.</p>



<p>In passato, Roth ha criticato l’approccio eccessivamente &#8220;fiber-centric&#8221; del programma e ha sostenuto la necessità di una <strong>maggiore neutralità tecnologica</strong>, per includere soluzioni alternative, come la <strong>connettività satellitare</strong> o wireless.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rallentamento del programma sotto l’amministrazione Trump</h2>



<p>Un altro nodo della questione è l’effettiva attuazione del programma. Secondo i Democratici, da <strong>gennaio 2025</strong>, ovvero da quando <strong>l’amministrazione Trump è tornata alla Casa Bianca</strong>, <strong>nessun programma statale ha fatto progressi</strong>.</p>



<p>Il <strong>Segretario al Commercio</strong>, <strong>Howard Lutnick</strong>, ha recentemente annunciato una <strong>revisione dell’intero programma BEAD</strong>, con l’obiettivo di adottare un <strong>approccio tecnologicamente neutrale</strong>, ma “rigorosamente guidato dai risultati”, per garantire la <strong>massima efficienza economica</strong> e il miglior servizio possibile agli americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Starlink sotto i riflettori: tra tecnologia innovativa e rischio monopolio</h2>



<p>La rete satellitare <strong>Starlink</strong>, sviluppata da <strong>SpaceX</strong>, è in rapida espansione. Offre connessioni ad alta velocità in zone rurali e isolate, ed è stata fondamentale in contesti di emergenza e infrastrutture deboli. Tuttavia, l’eventualità che una singola azienda riceva una <strong>fetta consistente dei fondi pubblici</strong> ha sollevato preoccupazioni bipartisan.</p>



<p><strong>I Repubblicani</strong>, al contrario, criticano la lentezza del programma e sostengono che il rallentamento sia dovuto a una <strong>discriminazione politica contro Musk</strong>, accusato da molti di essere troppo vicino a Trump.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Connettività per tutti: tra strategia, trasparenza e scelte tecnologiche</h2>



<p>In sintesi, il programma BEAD rappresenta un investimento storico nella <strong>connettività nazionale americana</strong>. Ma la sua efficacia dipenderà dalle scelte politiche e tecnologiche prese nei prossimi mesi.</p>



<p>La nomina di Arielle Roth potrebbe segnare una <strong>svolta verso la neutralità tecnologica</strong>, ma resta da chiarire se questo cambiamento andrà davvero a <strong>vantaggio dei cittadini americani</strong> o solo di determinati interessi industriali.</p>
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