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	<title>Baidu Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Baidu Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Robotaxi in Europa: Lyft lancia l’offensiva con Baidu per battere Uber e Way</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 14:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Baidu]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/08/Lyft.png" type="image/jpeg" />Lyft sigla la partnership strategica con Baidu per introdurre il servizio robotaxi in Germania e Regno Unito dal 2026, sfruttando l’acquisizione di FreeNow e aprendo una nuova fase di competitività globale nel mobility tech. Lyft ha annunciato che collaborerà con la cinese Baidu per distribuire robotaxi elettrici RT6 di nuova generazione Apollo Go su diverse [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Lyft sigla la partnership strategica con Baidu per introdurre il servizio robotaxi in Germania e Regno Unito dal 2026, sfruttando l’acquisizione di FreeNow e aprendo una nuova fase di competitività globale nel mobility tech.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lyft</strong> ha annunciato che collaborerà con la cinese <strong>Baidu</strong> per distribuire <strong>robotaxi elettrici RT6 di nuova generazione Apollo Go</strong> su diverse città europee, a partire da <strong>Germania e Regno Unito nel 2026</strong>, previo via libera regolatorio. Si tratta della prima operazione commerciale di Baidu nel mercato europeo dei taxi autonomi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia si basa sull’acquisizione da parte di Lyft dell’app europea <strong>FreeNow</strong> per 200 milioni di dollari: FreeNow opera in <strong>oltre 180 città in nove Paesi</strong>, fornendo la piattaforma ideale per scalare rapidamente il servizio in tutto il continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Competenza e responsabilità: ruolo di Lyft e Baidu</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nuovo assetto, <strong>Lyft gestirà la piattaforma</strong>, il servizio clienti e la logistica operativa del fleet. Baidu, invece, fornirà <strong>tecnologia, veicoli autonomi e know-how tecnico</strong>. Jeremy Bird, EVP di Lyft, ha evidenziato l’importanza del rapporto consolidato di FreeNow con i regolatori europei, indispensabile per facilitare la sperimentazione e l’implementazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Timing regolatorio e contesto giurisprudenziale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Regno Unito il Governo ha accelerato i tempi per robotaxi commerciali senza conducente: i primi servizi a pagamento potrebbero partire <strong>entro la primavera 2026</strong>, grazie al nuovo <strong>Automated Vehicles Act</strong>, che mira a portare il settore dell’autonomia veicolare ad aggiungere <strong>38.000 posti di lavoro</strong> e <strong>42 miliardi di sterline</strong> all’economia entro il 2035.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche aziende come Uber e Wayve si preparano al lancio nel Regno Unito, creando un contesto competitivo regolato e regolamentato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressione competitiva e scenari finanziari globali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La mossa rafforza Lyft in un mercato europeo ancora inesplorato, favorendo la sfida aperta con <strong>Uber</strong>, che sta già espandendo i propri robotaxi attraverso alleanze con Waymo, Pony.ai, WeRide e Momenta, con lancio previsto anch’esso nel 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio ha avuto impatto positivo sui mercati: le azioni <strong>Lyft</strong> e <strong>Baidu</strong> hanno registrato rialzi fino al <strong>+4‑5 %</strong> nelle contrattazioni pre-market, segnalando un’elevata sensibilità degli investitori verso le opportunità nel mobility tech europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia, sostenibilità e sfide industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Baidu già opera con oltre <strong>1.000 veicoli autonomi in 15 città</strong>, con <strong>oltre 11 milioni di corse completate</strong> tramite <strong>Apollo Go.</strong> Il debutto in Europa segna quindi un punto di svolta per l’azienda nella competizione globale dei <strong>robotaxi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rollout europeo prevede di arrivare a migliaia di veicoli distribuiti nel medio-lungo termine, con una logica di <strong>industrializzazione asset-light</strong>, tipica delle partnership tecnologiche avanzate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni geopolitiche e normativo-industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa partnership ribadisce la centralità delle tecnologie autonome cinesi nei piani globali: Baidu si inserisce in un contesto dove la <strong>corsa tecnologica tra Cina e Occidente</strong> e le questioni di <strong>cybersecurity</strong> su software connessi ai veicoli diventano terreno di policy e posizionamento geopolitico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regolazione nei mercati europei sarà cruciale per stabilire standard di sicurezza, privacy e responsabilità legale nelle nuove forme di mobilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilità autonoma come leva industriale e competitiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La partnership Lyft‑Baidu costituisce un passaggio strategico e loch-in nella mobilità autonoma in Europa. Riflette la convergenza di dimensioni economiche, legali, tecnologiche e geopolitiche nel contesto della trasformazione digitale del settore auto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per stakeholder, policy maker, esperti di tecnologia e finanza, il progetto rappresenta un banco di prova sulle capacità di integrazione tra <strong>innovazione, regolazione e governance globale</strong>, all’alba di un’economia dei servizi altamente tecnologica.</p>
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		<title>Cina vs USA, la grande sfida tra i giganti dell’AI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 11:38:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Alibaba]]></category>
		<category><![CDATA[Baidu]]></category>
		<category><![CDATA[China]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/10/AI4.bmp" type="image/jpeg" />I giganti cinesi, da Alibaba a Tencent, hanno lanciato i propri modelli di intelligenza artificiale negli ultimi 18 mesi, cercando di capitalizzare l’hype intorno alla tecnologia.Questo sforzo corale ha consentito alla Cina di diventare un leader mondiale sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, confrontandosi ad armi pari con i colossi statunitensi. I giganti cinesi non stanno a [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I giganti cinesi, da Alibaba a Tencent, hanno lanciato i propri modelli di intelligenza artificiale negli ultimi 18 mesi, cercando di capitalizzare l’hype intorno alla tecnologia.<br><em>Questo sforzo corale ha consentito alla Cina di diventare un leader mondiale sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, confrontandosi ad armi pari con i colossi statunitensi.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I giganti cinesi non stanno a guardare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’attenzione globale è concentrata sugli sviluppi tecnologici di OpenAI, Alphabet di Google e Meta, i giganti tecnologici cinesi non stanno certo a guardare.<br>La Cina è in ritardo nei modelli fondamentali, che sono dominati da OpenAI e Gemini di Google, ma sta colmando il divario utilizzando l’open source di Meta, il modello di linguaggio di grandi dimensioni Llama 1.<br>Molti dei modelli cinesi sono effettivamente fork di Llama. Questo approccio fa sì che la Cina si trovi uno o due anni indietro rispetto alle principali società statunitensi.<br>La Cina, tuttavia, ha il talento tecnologico per fare la differenza nella rivalità dell’IA negli anni a venire.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si comportano i talenti dell&#8217;AI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio del think tank Marco Polo, gestito dal Paulson Institute, mostra che gli Stati Uniti ospitano il 60% delle migliori istituzioni di IA e rimangono di gran lunga la destinazione principale per i talenti dell’IA d’élite: 57% del totale rispetto alla Cina che si attesta al 12%.<br>La ricerca rileva che la Cina, però, supera gli Stati Uniti nella produzione di ricercatori di intelligenza artificiale di alto livello, sulla base di corsi di laurea, con la Cina al 47% e gli Stati Uniti in ritardo con il 18%.<br>Inoltre, tra i ricercatori di alto livello AI che lavorano presso le istituzioni statunitensi, il 38% ha la Cina come paese di origine, rispetto al 37% degli Stati Uniti.<br>L’obiettivo ufficialmente annunciato dal governo cinese, nel 2017, ha previsto che la Cina diventasse la Nazione leader nel campo dell’intelligenza artificiale entro il 2030.<br>Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono stati aumentati, a questo scopo, del 7% annuo.&nbsp;</p>



<div style="height:0px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Cyberspace Administration of China</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I modelli di intelligenza artificiale in Cina devono essere testati dal principale regolatore di Internet, Cyberspace Administration of China (CAC), per garantire che le risposte su argomenti sensibili rispettino i loro valori fondamentali.<br>La Cina si posiziona, inoltre, come una figura chiave nella regolamentazione dell&#8217;intelligenza artificiale (AI), con una serie di nuove regole e linee guida che mirano a standardizzare e controllare lo sviluppo e l&#8217;uso dell&#8217;AI nel paese.<br>Uno degli aspetti più rilevanti delle nuove regolamentazioni è il tentativo di creare oltre 50 standard nazionali e settoriali per l&#8217;AI entro il 2026, con l&#8217;obiettivo di partecipare anche alla formazione di oltre 20 standard internazionali per l&#8217;AI.<br>Nel 2023, la Cyberspace Administration of China (CAC), in collaborazione con altre sei agenzie regolatorie, ha introdotto le &#8220;Interim Measures on the Management of Generative Artificial Intelligence Services&#8221;, che non introducono obblighi sostanziali nuovi, ma si concentrano sull&#8217;applicazione di requisiti legali esistenti nell&#8217;ambito della tecnologia AI generativa, o modelli di linguaggio di grandi dimensioni.<br>L’obiettivo politico generale di promuovere lo sviluppo generale e l’applicazione dell’AI si rinviene, da una parte, nel riferimento esplicito che, nel contesto regolatorio, si fa alla &#8220;Legge sul Progresso della Scienza e della Tecnologia&#8221; come fonte legale superiore di queste misure, nonché si rinviene nell’approccio proattivo, sviluppando un quadro di governance completo che comprende politiche, leggi, regolamenti e standard tecnici.<br>Questi regolamenti enfatizzano la responsabilità e la trasparenza nello sviluppo dell&#8217;AI​​.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le societa’ cinesi impegnate nello sviluppo dell’AI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono le società cinesi impegnate nello sviluppo dell’AI?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Baidu e ERNIE</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Baidu e’ una delle più grandi società di Internet della Cina, tra le prime nel paese a lanciare applicazioni generative di IA.<br>Il suo modello alimenta Ernie Bot, una chatbot AI progettata per competere con ChatGPT di OpenAI.<br>La società cinese afferma di avere 300 milioni di utenti.<br>Ernie Bot mira a trarre profitto dalle potenzialità dell’intelligenza artificiale.<br>E’ la prima app di IA domestica ad essere completamente disponibile in Cina, ma non all’estero.<br>Baidu ha affermato che la versione Ernie 4.0 ha le stesse potenzialità di GPT-4 di OpenAI.<br>Ernie 4.0 Turbo, l’utlimo aggiornamento, vuole mantenere la sua posizione nel competitivo mercato cinese dell’AI.<br>Come altre società, Baidu sta vendendo la capacità di utilizzare il suo modello di intelligenza artificiale attraverso la sua divisione di cloud computing.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Alibaba e Tongyi Qianwen</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Alibaba ha lanciato la sua serie di modelli fondamentali, Tongyi Qianwen, l’anno scorso. Spesso abbreviato in Qwen.<br>Tongyi Qianwen consente la generazione di contenuti AI in inglese e cinese e ha diverse dimensioni di modelli, tra cui oltre sette miliardi di parametri.<br>Alibaba sarà open-sourcing per quello che attiene il modello Qwen-7B, ma vi e’ anche una versione progettata per le app conversazionali, chiamate Qwen-7B-Chat.<br>Alibaba ha dichiarato a maggio che i suoi modelli Qwen sono stati implementati da oltre 90.000 utenti aziendali.<br>Tongyi Wanxiang e’ l’ultima proposta di Alibaba. Si tratta di uno strumento di intelligenza artificiale in grado di generare immagini da prompt.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tencent e Hunyuan</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova intelligenza artificiale del gigante tecnologico di WeChat punta a concorrere con AI GPT-3 di OpenAI e Llama 2 di Meta sui modelli di intelligenza artificiale.<br>Il modello di intelligenza artificiale per le aziende si chiama “Hunyuan”, che può essere utilizzato dalle aziende nei settori del gioco ai social media e all&#8217;e-commerce.<br>Tencent ha affermato che Hunyuan si avvale di più di 100 miliardi di parametri ed è stata addestrata con più di 2 trilioni di token.<br>Hunyuan vuole concorrere anche con AI GPT-3 di OpenAI, che conteneva 175 miliardi di parametri nel 2020, e Llama 2 di Meta, che a inizio di quest’anno si avvaleva di 70 miliardi di parametri.<br>Tencent ha affermato che il suo modello riesce a comunicare sia in cinese che in inglese, anche nella stesura di testi lunghi con migliaia di parole e che è molto abile nella risoluzione di alcuni problemi di matematica.<br>Inoltre, secondo Tencent, Hunyuan avrebbe un margine di errore ridotto del 30% rispetto a Llama 2 di Meta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Huawei: Pangu</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Huawei ha adottato un approccio leggermente diverso con i suoi modelli Pangu AI.<br>Ha creato una serie di modelli di intelligenza artificiale rivolti a clienti in settori specifici, tra cui governo, finanza, produzione, estrazione mineraria e meteorologia.<br>Questi modelli, venduti attraverso il business del cloud computing dell’azienda, possono anche generare codici e avatar umani virtuali.<br>Il modello LLM di Huawei si baserebbe su 1,085 trilioni di parametri, al pari di GPT-4, e sarebbe alimentato da oltre 2.000 chip Huawei Ascend 910 e oltre 4.000 fra GPU e TPU, con costi che avrebbero raggiunto i 123 milioni di euro.<br>Pangu 3.0 consiste in una serie di modelli pre-addestrati che possono essere applicati alle app industriali se combinate con set di dati specifici per il settore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>ByteDance: Doubao</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il proprietario di TikTok ByteDance ha lanciato un modello di intelligenza artificiale, segnando un ingresso in ritardo nella gara contro concorrenti come Baidu e Alibaba.<br>Tuttavia, secondo i dati diffusi a maggio 2024, il chatbot AI di Bytedance, Doubao, è il più scaricato in Cina.<br>Doubao ha superato l&#8217;avversario Ernie Bot.<br>Come riporta <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-05-20/tiktok-parent-bytedance-now-has-china-s-most-popular-ai-chatbot?srnd=technology-vp&amp;sref=TBDibEcD" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bloomberg</a>, Doubao ha sorpassato il suo competitor sia in termini di download che di utenti attivi mensili.<br>Nel solo mese di aprile l&#8217;app del chatbot ha raggiunto i 9 milioni di download su iOS contro gli 8 milioni di Ernie Bot e superato gli oltre 4 milioni di utenti attivi al mese.<br>ByteDance ha immesso sul mercato il suo modello di intelligenza artificiale ad un prezzo molto più economico rispetto alle altre aziende.<br>Il modello Doubao ha la capacità di generare voci e generare codice per gli sviluppatori, tra le altre funzionalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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