Silicon Dragon: come Alibaba vuole spezzare la dipendenza dai chip USA

RedazioneRedazione
| 30/08/2025
Silicon Dragon: come Alibaba vuole spezzare la dipendenza dai chip USA

Con un investimento da 53 miliardi di dollari e lo sviluppo di un chip AI dedicato all’inferenza, il colosso cinese punta a rafforzare la propria autonomia tecnologica. Una mossa che si inserisce nella guerra dei semiconduttori tra Pechino e Washington, tra innovazione industriale, politica economica e competizione geopolitica.

Nel cuore della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, Alibaba svela la sua nuova arma: un chip di intelligenza artificiale dedicato all’inferenza. Con un piano da 53 miliardi di dollari in tre anni, il colosso di Hangzhou punta a ridurre la dipendenza dai semiconduttori americani e a rafforzare la sovranità digitale cinese. È una mossa che va oltre l’innovazione industriale: segna un nuovo capitolo nella guerra dei chip, dove economia, politica e tecnologia si intrecciano inestricabilmente.

Un chip progettato per l’inferenza: perché è strategico

La decisione di Alibaba di sviluppare un chip AI mirato all’inferenza riflette una strategia precisa. L’inferenza è la fase in cui modelli già addestrati vengono messi in funzione per analizzare dati, generare output e offrire servizi in tempo reale. È qui che l’intelligenza artificiale incontra la quotidianità: nei motori di ricerca, nei sistemi di raccomandazione, nei chatbot di assistenza, nella gestione della logistica o nei servizi finanziari. Se i chip per il training rimangono terreno dominato da Nvidia e AMD, l’inferenza rappresenta la sfida più immediata e redditizia. Creare soluzioni domestiche in questo segmento significa consolidare la capacità della Cina di sviluppare applicazioni AI senza dipendere totalmente da fornitori stranieri.

L’impegno finanziario senza precedenti

Alibaba ha annunciato un investimento di 380 miliardi di yuan (53,1 miliardi di dollari) in tre anni, destinati a potenziare infrastrutture, data center e ricerca avanzata. Una cifra paragonabile a quella messa in campo dai colossi americani come Microsoft e Google, che conferma come la partita globale sull’AI sia ormai un gioco da grandi capitali. Per Alibaba, l’obiettivo è duplice: da un lato ridurre la dipendenza tecnologica da chip statunitensi, dall’altro rafforzare la propria posizione nel mercato cloud, un settore che rappresenta il motore di crescita più promettente del gruppo. In questo senso, il chip AI non è solo un tassello tecnologico, ma parte integrante di un ecosistema industriale verticale, che spazia dall’e-commerce ai servizi finanziari digitali.

Autonomia tecnologica: una priorità nazionale

La spinta verso i chip proprietari non è un caso isolato, ma parte di una strategia nazionale più ampia. Negli ultimi anni, la Cina ha subito restrizioni crescenti da parte degli Stati Uniti sull’export di semiconduttori avanzati. Questo ha messo in luce la vulnerabilità di un Paese che, pur essendo il più grande consumatore mondiale di chip, dipende ancora da forniture estere per i componenti più sofisticati. Alibaba, insieme a Huawei, Baidu e Tencent, si inserisce nel progetto di autosufficienza tecnologica promosso da Pechino, che vede nei semiconduttori non solo un settore industriale strategico, ma una leva di potere politico ed economico.

La dimensione geopolitica della guerra dei chip

Il lancio del chip di Alibaba si colloca all’interno di una vera e propria guerra tecnologica globale. Washington considera i semiconduttori avanzati un asset di sicurezza nazionale e ha rafforzato i controlli sulle esportazioni verso la Cina. Pechino ha risposto con un’accelerazione sugli investimenti domestici e con programmi per sostituire la tecnologia occidentale con soluzioni locali. In questo contesto, il chip AI di Alibaba assume un significato che va oltre il business: è una dimostrazione di resilienza e di volontà di indipendenza. L’annuncio invia un messaggio chiaro: la Cina non resterà passiva davanti alle restrizioni americane, ma intende rilanciare con investimenti senza precedenti.

Le implicazioni economiche e industriali

La centralità dell’inferenza nella catena del valore AI rende la mossa di Alibaba particolarmente significativa. Ogni operazione, dall’analisi dei dati al riconoscimento vocale, passa da processi di inferenza. Creare un chip dedicato significa ottimizzare costi e prestazioni su larga scala. Per un colosso che gestisce milioni di transazioni quotidiane e vasti servizi cloud, ridurre la dipendenza da Nvidia non è solo una questione di autonomia politica, ma anche di redditività industriale. Integrare hardware proprietario con piattaforme software significa avere il controllo su margini, costi e standard, un vantaggio competitivo che può rafforzare la posizione di Alibaba sul mercato interno e potenzialmente in quello globale.

Le prospettive future: tra innovazione e sovranità

Guardando avanti, il chip AI di Alibaba rappresenta un tassello fondamentale nella trasformazione della Cina in un polo di innovazione autonomo. Se il progetto avrà successo, non solo rafforzerà la competitività del gruppo nel cloud e nell’e-commerce, ma contribuirà a costruire una filiera domestica dei semiconduttori in grado di ridurre la dipendenza da Stati Uniti e alleati. La sfida più difficile rimane quella dei chip per il training, dove Nvidia mantiene un vantaggio tecnologico difficilmente colmabile nel breve termine. Tuttavia, conquistare l’inferenza su larga scala significherebbe trasformare una vulnerabilità in un vantaggio strategico, aprendo la strada a una ridefinizione degli equilibri tecnologici globali.

Barberio & Partners s.r.l.

Via Donatello 67/D - 00196 Roma
P.IVA 16376771008

Policy
Privacy Policy
Cookie Policy
Termini e Condizioni
iscriviti alla nostra newsletter
Questo sito è protetto da reCAPTCHA e la Informativa sulla Privacy di Google, nonché i Termini di Servizio sono applicabili.