L'”European Threat Landscape Report 2025” analizza l’evoluzione delle minacce informatiche in Europa nel 2025, evidenziando il ruolo centrale del continente nelle strategie offensive di gruppi criminali, attori statuali e collettivi hacktivisti.
L’area europea emerge come uno dei principali bersagli globali per valore economico, rilevanza geopolitica e struttura normativa, elementi che alimentano un contesto di rischio crescente.
Punti principali
1. Criminalità informatica (eCrime)
La criminalità informatica rappresenta il fronte più attivo, con l’Europa stabilmente tra le regioni più colpite. Il ransomware e i modelli di estorsione restano dominanti, sostenuti da tattiche raffinate e da un ecosistema clandestino sempre più organizzato.
- Big Game Hunting: Le organizzazioni europee sono bersagli privilegiati, non solo per l’alto potenziale di profitto, ma anche per l’effetto leva creato dal GDPR. Il settore manifatturiero, i servizi professionali, la tecnologia e il retail sono tra i più esposti. Alcune operazioni criminali hanno ridotto il tempo medio di permanenza a poche decine d’ore.
- Tecniche in evoluzione: Il vishing e i falsi CAPTCHA continuano a facilitare l’accesso iniziale. Gruppi come SCATTERED SPIDER mostrano una crescente abilità nell’adattamento linguistico e nel social engineering.
- Ecosistema sotterraneo: Forum russi ed inglesi restano crocevia fondamentali di servizi criminali, da Ransomware-as-a-Service a offerte di accesso iniziale. IAB, MaaS e modelli ibridi legati a interessi statali rendono il panorama sempre più opaco e complesso.
- Nuove frontiere criminali: Cresce il fenomeno del Violence-as-a-Service e dei furti fisici di criptovalute, con un’incidenza significativa in Francia.
- Attori ibridi: Figure come RENAISSANCE SPIDER operano con motivazioni economiche ma allineate a obiettivi statali russi.
2. Minacce Nation-State
Le operazioni degli attori legati agli stati sono influenzate dai conflitti in corso, in particolare in Ucraina e Medio Oriente.
- Russia: Le attività spaziano dalla raccolta informativa alle operazioni distruttive, con forte attenzione alle infrastrutture critiche ucraine e agli alleati europei di Kyiv. L’impiego di agenti “usa e getta” evidenzia una crescente ibridazione tra spionaggio e sabotaggio.
- Iran: Le tensioni in Medio Oriente spingono operazioni di spionaggio e hack-and-leak contro istituzioni occidentali e critiche europee.
- Cina: Le campagne privilegiano settori strategici come sanità, biotecnologie, difesa e industria avanzata, con obiettivo principale la sottrazione di proprietà intellettuale.
- Corea del Nord: Le attività mirano alla raccolta di intelligence militare e alla generazione di valuta tramite operazioni finanziarie e attacchi a infrastrutture fintech.
- Altri attori: Gruppi turchi e kazaki mantengono un ruolo marginale ma costante, soprattutto contro ministeri e settori tecnologici europei.
3. Hacktivismo e attori non statuali
Le dinamiche geopolitiche alimentano ondate di attacchi DDoS, defacement e campagne di leakage contro paesi europei coinvolti o associati ai principali conflitti attuali.
- Attacchi filorussi e filo-iraniani: Obiettivi frequenti sono istituzioni governative, infrastrutture critiche e servizi finanziari.
- Interesse per gli ICS: Diverse sigle rivendicano attacchi contro sistemi industriali e OT in vari paesi europei, spesso con finalità di visibilità più che di impatto operativo reale.
- Reazione alle forze dell’ordine: Gli arresti e le operazioni di polizia inducono contromisure da parte dei gruppi hacktivisti, che rafforzano la propria sicurezza operativa e avviano campagne di ritorsione.
Metodologia
L’analisi è basata sull’osservazione di attività informatiche rilevate su scala europea, integrate con valutazioni geopolitiche, trend di settore, infrastrutture criminali sotterranee e operazioni note di attori statuali e non statuali. Le evidenze derivano dal monitoraggio tecnico delle intrusioni, dall’intelligence sulle minacce e dal tracciamento delle operazioni pubbliche e clandestine.
Obiettivi
Il documento ha finalità informative e strategiche: delineare la situazione delle minacce digitali in Europa, identificare i gruppi e le tecniche emergenti, analizzare i legami con i conflitti globali e fornire alle organizzazioni europee indicazioni utili per orientare le decisioni di sicurezza. Risponde a domande chiave sulla natura degli aggressori, sui settori più esposti e sulle evoluzioni attese nel breve periodo.
Conclusioni
L’Europa si conferma un bersaglio ad alta priorità per gruppi criminali, attori statuali e collettivi hacktivisti. La criminalità informatica rappresenta la minaccia più pressante, sostenuta da ecosistemi resilienti e da tecniche di social engineering sempre più efficaci. Le attività nation-state restano concentrate sulla raccolta di intelligence e sull’indebolimento della stabilità regionale, mentre l’hacktivismo continua a fungere da amplificatore politico dei conflitti in corso.
Le raccomandazioni puntano a un rafforzamento complessivo delle difese: integrazione dell’IA agentica, protezione delle identità digitali, miglioramento della visibilità cross-domain, difesa rigorosa dei sistemi cloud, priorità alle vulnerabilità critiche e utilizzo costante dell’intelligence sulle minacce per anticipare tecniche e obiettivi degli avversari.
Dettagli del Report
- Autore: Crowdstrike
- Anno di Pubblicazione: 2025
- Numero di Pagine: 46
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