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	<title>Geopolitica e potere Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Jan 2026 09:56:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Geopolitica e potere Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Global Risks Report 2026: Insight Report</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/global-risks-report-2026-era-competizione-rischi-geopolitici-clima-ai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 14:54:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/01/global-risks-report-2026-era-competizione-rischi-geopolitici-clima-ai.jpg" type="image/jpeg" />Il Global Risks Report 2026 delinea l’ingresso nell’“era della competizione” con tensioni geopolitiche, fragilità economiche e trasformazioni tecnologiche in un sistema globale frammentato. Nel breve termine prevalgono competizione geoeconomica, conflitti armati e disinformazione, mentre nel lungo periodo emergono rischi ambientali come eventi meteorologici estremi e perdita biodiversità entro il 2036. L’analisi di oltre 1.300 esperti globali e 11.000 leader aziendali in 116 economie evidenzia quattro dinamiche strutturali: accelerazione tecnologica, spostamenti geostrategici, cambiamento climatico e biforcazione demografica. La cooperazione internazionale emerge come condizione necessaria per contenere rischi sistemici attraverso accordi mirati e strategie di resilienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/global-risks-report-2026-era-competizione-rischi-geopolitici-clima-ai/">Global Risks Report 2026: Insight Report</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/01/global-risks-report-2026-era-competizione-rischi-geopolitici-clima-ai.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il <em><strong>Global Risks Report 2026</strong></em> delinea un contesto internazionale segnato dall’ingresso in quella che viene definita “l’era della competizione”, una fase storica caratterizzata da crescenti tensioni geopolitiche, fragilità economiche e trasformazioni tecnologiche accelerate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro che emerge è quello di un sistema globale più frammentato e meno cooperativo, in cui i rischi non si presentano più come eventi isolati, ma come fenomeni interconnessi che si rafforzano a vicenda lungo diversi orizzonti temporali.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1-punti-principali">Punti principali</h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="2-il-panorama-dei-rischi-globali">Il panorama dei rischi globali</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi dei prossimi dieci anni evidenzia un diffuso pessimismo tra esperti e decisori. Nel breve termine prevalgono rischi legati alla competizione geoeconomica, ai conflitti armati tra Stati e alla disinformazione, mentre le vulnerabilità macroeconomiche, inflazione, rallentamento della crescita e instabilità finanziaria, guadagnano rapidamente posizioni tra le principali preoccupazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel lungo periodo, l’attenzione si sposta nuovamente sui rischi ambientali. Eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità e alterazioni irreversibili dei sistemi naturali vengono identificati come le minacce più severe entro il 2036, capaci di compromettere stabilità economica, sicurezza alimentare e coesione sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="3-forze-strutturali-di-trasformazione">Forze strutturali di trasformazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro dinamiche di fondo influenzano l’intero panorama dei rischi: l’accelerazione tecnologica, che amplifica velocità e portata delle crisi; gli spostamenti geostrategici, che ridisegnano equilibri di potere e alleanze; il cambiamento climatico, che agisce come moltiplicatore di instabilità; e la biforcazione demografica, con società che invecchiano rapidamente affiancate da regioni con popolazioni giovani e in crescita.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="4-temi-chiave-e-rischi-sistemici">Temi chiave e rischi sistemici</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto approfondisce sei aree critiche. La crescente multipolarità, non accompagnata da un rafforzamento del multilateralismo, indebolisce le istituzioni internazionali e favorisce l’uso di strumenti economici come leve di sicurezza nazionale. La polarizzazione sociale e la diffusione della disinformazione erodono la fiducia nelle istituzioni, rendendo più difficile affrontare sfide collettive come il clima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano economico, livelli di debito elevati e tassi di interesse persistenti aumentano il rischio di shock finanziari, mentre gli investimenti massicci nell’intelligenza artificiale alimentano timori di nuove bolle speculative. Le infrastrutture critiche risultano sempre più esposte sia a eventi climatici estremi sia a minacce cyber-fisiche. Le tecnologie quantistiche e l’AI diffusa aprono opportunità di progresso, ma introducono nuovi rischi per la sicurezza dei dati, il mercato del lavoro e la stabilità strategica.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="5-governance-e-resilienza">Governance e resilienza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante l’intensificarsi della competizione, la cooperazione emerge come condizione necessaria per contenere i rischi sistemici. Vengono evidenziate soluzioni che spaziano da accordi internazionali mirati a strategie aziendali per la resilienza delle catene di fornitura, fino a strumenti finanziari per la gestione del debito e dei rischi climatici. Un ruolo centrale è attribuito anche all’educazione e all’alfabetizzazione digitale come risposta alla polarizzazione e alla manipolazione informativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="6-metodologia">Metodologia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si basa principalmente sul Global Risks Perception Survey, che raccoglie le valutazioni di oltre 1.300 esperti a livello globale, integrato dall’Executive Opinion Survey condotto tra più di 11.000 leader aziendali in 116 economie. L’approccio combina percezioni qualitative e dati comparativi nazionali, consentendo una lettura multilivello dei rischi nel tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="7-obiettivi">Obiettivi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La report mira a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mappare i principali rischi globali su orizzonti temporali differenziati;</li>



<li>Individuare le forze strutturali che amplificano instabilità e incertezza;</li>



<li>Analizzare le interconnessioni tra rischi geopolitici, economici, tecnologici e ambientali;</li>



<li>Fornire indicazioni utili per rafforzare resilienza e capacità di risposta di governi e organizzazioni;</li>



<li>Supportare decisioni strategiche in un contesto di crescente competizione globale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo complessivo è offrire una chiave di lettura sistemica delle minacce che definiranno il prossimo decennio.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="8-conclusioni"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Global Risks Report 2026</em> descrive un mondo più esposto a shock simultanei e meno protetto da meccanismi di cooperazione efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel breve termine, competizione geoeconomica, conflitti e disinformazione dominano l’agenda del rischio; nel lungo periodo, le minacce ambientali riemergono come fattori destabilizzanti di primo piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione di accelerazione tecnologica, frammentazione geopolitica e vulnerabilità economiche impone un ripensamento delle strategie di governance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rafforzare resilienza, prevenzione e cooperazione mirata appare essenziale per evitare che la competizione si trasformi in instabilità sistemica e per garantire una gestione più sostenibile dei rischi globali nel decennio a venire.</p>
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		<item>
		<title>Eurozone: EU recovery spending should continue after 2026</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/research-briefing-eurozone-eu-recovery-spending-should-continue-after-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 14:00:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/research-briefing-eurozone-eu-recovery-spending-should-continue-after-2026-e1761834463719.jpg" type="image/jpeg" />Il Research Briefing &#8220;Eurozone&#8221;, analizza la prospettiva di una prosecuzione della spesa del programma Next Generation EU (NGEU) oltre la scadenza ufficiale del 2026. Gli economisti evidenziano come le economie dell’Europa meridionale — in particolare Italia, Spagna, Portogallo e Grecia — rischino di affrontare un “fiscal cliff” nel 2027, ovvero un calo improvviso della spesa pubblica e degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/research-briefing-eurozone-eu-recovery-spending-should-continue-after-2026-e1761834463719.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il Research Briefing &#8220;Eurozone&#8221;, analizza la prospettiva di una <strong>prosecuzione della spesa del programma Next Generation EU (NGEU)</strong> oltre la scadenza ufficiale del 2026. Gli economisti evidenziano come le economie dell’Europa meridionale — in particolare Italia, Spagna, Portogallo e Grecia — rischino di affrontare un <strong>“fiscal cliff” nel 2027</strong>, ovvero un calo improvviso della spesa pubblica e degli investimenti se i fondi di ripresa dovessero esaurirsi bruscamente. Il rapporto esplora quindi le cause dei ritardi, le misure correttive in corso e gli scenari economici alternativi per la regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Punti principali</h2>



<h3 class="wp-block-heading">1. La minaccia del “fiscal cliff”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il report avverte che il termine degli esborsi NGEU entro il 2026 potrebbe lasciare un vuoto di finanziamento significativo per i Paesi del Sud Europa, dove il programma ha rappresentato un pilastro della crescita e della convergenza economica. Gli autori segnalano la rigidità del calendario di spesa del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), che impone il completamento di tutti i progetti entro il 31 agosto 2026 e il saldo dei pagamenti entro fine anno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Stato di attuazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A quattro anni dall’avvio del NGEU, solo circa il&nbsp;<strong>40% dei fondi totali</strong>&nbsp;è stato speso dai principali beneficiari. L’Italia ha utilizzato il 45% delle risorse, il Portogallo il 40%, la Grecia poco meno della metà e la Spagna soltanto un terzo. Ciò significa che circa&nbsp;<strong>il 60% dei progetti è ancora in corso</strong>, con la Spagna in ritardo rispetto agli altri. In rapporto al PIL, la Grecia è il Paese con la quota maggiore di fondi ancora da spendere (8%), seguita da Spagna (7%) e da Italia e Portogallo (5%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Rischi e importanza del NGEU</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il NGEU si è dimostrato determinante per rilanciare gli investimenti pubblici in Europa meridionale e ridurre il divario con il resto dell’Eurozona. Un’interruzione improvvisa della spesa comprometterebbe i progressi raggiunti e potrebbe generare un contraccolpo sulla crescita economica e sull’occupazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Strategie di mitigazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento segnala che diversi governi stanno cercando&nbsp;<strong>soluzioni per estendere la vita utile dei fondi</strong>. Tra le opzioni: la riallocazione di risorse verso progetti più avanzati, l’integrazione con programmi come&nbsp;<strong>InvestEU</strong>, e la creazione di&nbsp;<strong>veicoli per scopi speciali (SPV)</strong>&nbsp;per proseguire gli investimenti anche dopo il 2026. L’Italia, ad esempio, ha già annunciato la revisione del proprio piano nazionale, redistribuendo circa&nbsp;<strong>15 miliardi di euro</strong>&nbsp;e incorporando progetti aggiuntivi finanziati da fondi di coesione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Scenario base e scenario negativo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il report presenta due possibili evoluzioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scenario base:</strong> la spesa NGEU prosegue anche dopo il 2026, consentendo un assorbimento quasi totale dei fondi in tutti i Paesi, tranne la Spagna, che arriverebbe solo al 70%.</li>



<li><strong>Scenario negativo:</strong> solo il 30% della spesa prevista dopo il 2026 viene effettivamente realizzato. In questo caso, la crescita del PIL dei quattro Paesi sarebbe <strong>inferiore di 0,5 punti percentuali</strong> rispetto allo scenario base, con la Grecia in stagnazione, e rallentamenti in Italia (+0,3%), Portogallo e Spagna (entrambi poco sopra l’1%). L’impatto complessivo sull’Eurozona sarebbe contenuto (-0,2 punti di PIL), mitigato dalla forte espansione fiscale tedesca.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Metodologia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si basa su&nbsp;<strong>dati di spesa ufficiali</strong>&nbsp;dei programmi nazionali NGEU e su simulazioni economiche condotte attraverso il&nbsp;<strong>Global Economic Model (GEM)</strong>, un modello macroeconomico utilizzato per valutare gli effetti di scenari alternativi sulla crescita e sui conti pubblici. Il documento integra inoltre informazioni provenienti da dichiarazioni ufficiali della Commissione Europea e da fonti governative dei Paesi analizzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il report mira a&nbsp;<strong>valutare la sostenibilità della ripresa europea</strong>&nbsp;una volta terminato il ciclo di finanziamenti straordinari del NGEU, stimando gli effetti di un’interruzione prematura sugli investimenti, sulla crescita e sulla convergenza tra i Paesi dell’Eurozona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiarisce inoltre che la competitività futura dipenderà dalla capacità dei governi di&nbsp;<strong>mantenere continuità nella spesa pubblica</strong>&nbsp;e di completare i progetti già avviati attraverso meccanismi di flessibilità, rifinanziamento e cooperazione europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento conclude che la fine del NGEU nel 2026 rappresenta un rischio tangibile per la stabilità macroeconomica del Sud Europa. L’assorbimento dei fondi procede a rilento e, senza estensioni o strumenti alternativi, i Paesi interessati rischiano un calo degli investimenti pubblici e un rallentamento della crescita nel 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori prevedono che la&nbsp;<strong>Commissione Europea adotterà un approccio pragmatico</strong>, consentendo la prosecuzione dei progetti oltre le scadenze formali, come già avvenuto in passato con i fondi di coesione. Le misure correttive in corso — riallocazione delle risorse, creazione di SPV e cofinanziamenti nazionali — indicano che la spesa post-2026 è non solo probabile ma necessaria per evitare un nuovo divario economico nell’Eurozona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<em>Research Briefing</em>&nbsp;sottolinea infine che la gestione del dopo-NGEU sarà un&nbsp;<strong>test cruciale per la politica fiscale europea</strong>, determinante per mantenere la coesione economica e politica dell’Unione nei prossimi anni.</p>
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		<item>
		<title>Global Risks Report 2025</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/global-risks-report-2025-world-economic-forum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 16:08:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/global-risks-report-2025-world-economic-forum-e1760112786564.png" type="image/jpeg" />Il Global Risks Report 2025, pubblicato dal World Economic Forum in collaborazione con Marsh McLennan e Zurich Insurance Group, analizza le principali minacce globali a breve, medio e lungo termine. Basato sul Global Risks Perception Survey 2024-2025, che ha coinvolto oltre 900 esperti e leader internazionali, il report mette in luce un mondo caratterizzato da instabilità, frammentazione e sfide sistemiche interconnesse. Punti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/global-risks-report-2025-world-economic-forum-e1760112786564.png" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il <em><strong>Global Risks Report 2025</strong></em>, pubblicato dal <strong>World Economic Forum</strong> in collaborazione con <strong>Marsh McLennan</strong> e <strong>Zurich Insurance Group</strong>, analizza le principali minacce globali a breve, medio e lungo termine. Basato sul <strong>Global Risks Perception Survey 2024-2025</strong>, che ha coinvolto oltre 900 esperti e leader internazionali, il report mette in luce un mondo caratterizzato da instabilità, frammentazione e sfide sistemiche interconnesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Punti principali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto si articola in quattro macroaree:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La prima delinea il <strong>contesto strutturale</strong> in cui dominano quattro forze di lungo periodo: <strong>accelerazione tecnologica, cambiamento climatico, spostamenti geopolitici e invecchiamento demografico</strong>. Questi trend rendono il futuro percepito come sempre più incerto: oltre l’80% degli intervistati prevede un decennio “instabile o turbolento”, con un ordine mondiale multipolare e frammentato.</li>



<li>La seconda sezione esamina i <strong>rischi a breve e medio termine (2025-2027)</strong>. Tra i più urgenti emergono <strong>conflitti armati tra Stati</strong>, <strong>eventi meteorologici estremi</strong>, <strong>disinformazione</strong>, <strong>polarizzazione sociale</strong> e <strong>ciberguerra</strong>. La disinformazione, alimentata dall’uso crescente della <strong>intelligenza artificiale generativa</strong>, è considerata il rischio più pervasivo, capace di amplificare divisioni sociali e instabilità politica.</li>



<li>La terza parte guarda al&nbsp;<strong>lungo termine (fino al 2035)</strong>, dove a prevalere sono i&nbsp;<strong>rischi ambientali</strong>: eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità, carenza di risorse naturali e collasso degli ecosistemi. Seguono le conseguenze negative delle tecnologie emergenti, tra cui l’AI e la biotecnologia, e i rischi derivanti da una società sempre più anziana, con carenze di manodopera e crisi previdenziali.</li>



<li>Infine la quarta macroarea esplora le <strong>soluzioni di governance</strong>. Emerge la necessità di rafforzare i <strong>trattati internazionali</strong>, promuovere <strong>accordi multilaterali</strong> e coinvolgere attori pubblici e privati nella gestione dei rischi. Per contrastare disinformazione e polarizzazione, viene evidenziata l’urgenza di <strong>educazione e alfabetizzazione mediatica</strong>, mentre per l’inquinamento e il cambiamento climatico le priorità restano <strong>regolamentazione, innovazione tecnologica e ricerca scientifica</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Metodologia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si fonda sul <strong>Global Risks Perception Survey (GRPS)</strong>, condotto tra esperti, policymaker e leader di diversi settori, integrato con dati di scenario e analisi qualitative. L’approccio combina la percezione del rischio con l’analisi delle tendenze strutturali e dei fattori interdipendenti, offrendo un quadro multilivello delle minacce globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo del rapporto è fornire ai decisori politici e ai leader economici una <strong>mappa dei rischi emergenti</strong>, evidenziando le vulnerabilità del sistema globale e le aree in cui la cooperazione internazionale può mitigare gli impatti futuri. Il documento risponde a domande cruciali: quali rischi sono più probabili nel breve e lungo termine? Come possono interagire tra loro? Quali strumenti servono per prevenirli o contenerli?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Global Risks Report 2025</em> delinea un <strong>futuro dominato da instabilità e complessità crescente</strong>, dove crisi geopolitiche, emergenze climatiche e trasformazioni tecnologiche si intrecciano. La disinformazione emerge come minaccia trasversale, mentre i rischi ambientali si confermano come le sfide più gravi del prossimo decennio.<br>Il messaggio centrale è chiaro: <strong>nessun Paese o settore può affrontare da solo la portata dei rischi globali</strong>. Solo una <strong>cooperazione multilaterale rafforzata</strong>, basata su fiducia, trasparenza e innovazione, potrà ridurre la vulnerabilità collettiva e costruire una resilienza condivisa di fronte a un mondo sempre più imprevedibile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Understanding how China secured its chip stack</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/understanding-how-china-secured-its-chip-stack/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:59:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/cina-hin.jpg" type="image/jpeg" />Il posizionamento della Cina nel settore dei semiconduttori copre l’intera catena del valore. Pechino ha sviluppato capacità che vanno dall’estrema fase iniziale della produzione dei materiali fino alla fase finale delle applicazioni dei semiconduttori, assicurandosi così sia l’autosufficienza interna sia un potere di influenza a livello internazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/cina-hin.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il posizionamento della Cina nel settore dei semiconduttori copre l’intera catena del valore. Pechino ha sviluppato capacità che vanno dall’estrema fase iniziale della produzione dei materiali fino alla fase finale delle applicazioni dei semiconduttori, assicurandosi così sia l’autosufficienza interna sia un potere di influenza a livello internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/understanding-how-china-secured-its-chip-stack/">Understanding how China secured its chip stack</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Annual Threat Assessment of the U.S. Intelligence Community</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/annual-threat-assessment-of-the-u-s-intelligence-community/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 11:57:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/rapporto.png" type="image/jpeg" />Questo rapporto annuale sulle minacce globali alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti risponde alla Sezione 617 del FY21 Intelligence Authorization Act (Legge Pubblica n. 116-260). Il documento riflette le valutazioni congiunte della Comunità d’Intelligence (IC), che si impegna a fornire analisi sofisticate, indipendenti e prive di filtri, indispensabili per i decisori politici, i militari e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/rapporto.png" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Questo rapporto annuale sulle minacce globali alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti risponde alla <strong>Sezione 617 del FY21 Intelligence Authorization Act</strong> (Legge Pubblica n. 116-260). Il documento riflette le valutazioni congiunte della <strong>Comunità d’Intelligence (IC)</strong>, che si impegna a fornire analisi sofisticate, indipendenti e prive di filtri, indispensabili per i decisori politici, i militari e le forze dell’ordine interne al fine di proteggere le vite degli americani e gli interessi degli Stati Uniti ovunque nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa valutazione si concentra sulle <strong>minacce più dirette e gravi</strong> agli Stati Uniti, principalmente nel corso del prossimo anno. Tutte queste minacce richiedono una risposta solida da parte dell’intelligence, comprese quelle per cui un&#8217;azione a breve termine potrebbe contribuire a prevenire pericoli maggiori in futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/annual-threat-assessment-of-the-u-s-intelligence-community/">Annual Threat Assessment of the U.S. Intelligence Community</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<title>Protecting competition in a changing world</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 15:15:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/Competition.png" type="image/jpeg" />La concorrenza tra le imprese si svolge in un contesto economico e politico in evoluzione.Questo studio intende valutare in che modo le condizioni di concorrenza sono cambiate nell&#8217;UE negli ultimi 25 anni e quali siano stati i principali fattori che hanno determinato tali cambiamenti.Si tratta anche di valutare in che misura la concorrenza effettiva o [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La concorrenza tra le imprese si svolge in un contesto economico e politico in evoluzione.<br>Questo studio intende valutare in che modo le condizioni di concorrenza sono cambiate nell&#8217;UE negli ultimi 25 anni e quali siano stati i principali fattori che hanno determinato tali cambiamenti.<br>Si tratta anche di valutare in che misura la concorrenza effettiva o debole incide sulla competitività e sulla crescita economica complessiva dell&#8217;UE. </p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/protecting-competition-in-a-changing-world/">Protecting competition in a changing world</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<title>The Global Risks Report 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 16:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Global-Risks.png" type="image/jpeg" />Il report mette in evidenza le ultime conclusioni dell&#8217;annuale Global Risks Perception Survey, che ha riunito 900 leader globali provenienti da università, imprese, governi, organizzazioni internazionali e società civile. Il documento si avvale anche delle conoscenze di circa 100 esperti tematici, tra cui gli specialisti del rischio che formano il Global Risks Report Advisory Board, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Global-Risks.png" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il report mette in evidenza le ultime conclusioni dell&#8217;annuale Global Risks Perception Survey, che ha riunito 900 leader globali provenienti da università, imprese, governi, organizzazioni internazionali e società civile. <br>Il documento si avvale anche delle conoscenze di circa 100 esperti tematici, tra cui gli specialisti del rischio che formano il Global Risks Report Advisory Board, il Global Future Council on Complex Risks e la Chief Risk Officers Community.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/the-global-risks-report-2025/">The Global Risks Report 2025</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<title>Which US Allies Are Most Likely to FaceTrump Tariffs and How Can They Avoid the Wrath of an “America First” Doctrine?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 17:22:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/Untitled-4.png" type="image/jpeg" />Il presidente eletto Trump ritiene che l&#8217;era della globalizzazione guidata dagli Stati Uniti sia stata dannosa per l&#8217;America.Un modo in cui intende cambiare rotta è quello di imporre tariffe alle nazioni che approfittano della buona volontà e della leadership degli USA. A rischio maggiore saranno le nazioni con bassi bilanci militari, elevati saldi commerciali, barriere [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/Untitled-4.png" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il presidente eletto Trump ritiene che l&#8217;era della globalizzazione guidata dagli Stati Uniti sia stata dannosa per l&#8217;America.<br>Un modo in cui intende cambiare rotta è quello di imporre tariffe alle nazioni che approfittano della buona volontà e della leadership degli USA. A rischio maggiore saranno le nazioni con bassi bilanci militari, elevati saldi commerciali, barriere politiche al commercio reciproco e posizioni morbide sulla Cina.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/which-us-allies-are-most-likely-to-facetrump-tariffs-and-how-can-they-avoidthe-wrath-of-an-america-first-doctrine/">Which US Allies Are Most Likely to FaceTrump Tariffs and How Can They Avoid the Wrath of an “America First” Doctrine?</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<title>Conflict and Change in the MENA Region</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/conflict-and-change-in-the-mena-region/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 09:25:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-7.png" type="image/jpeg" />Questo dossier speciale MED è organizzato in cinque capitoli: il primo e il secondo esaminano l&#8217;anno trascorso di guerra e le sue ramificazioni politiche, geopolitiche e geo-economiche; il terzo offre un&#8217;analisi dei cinque paesi del Nord Africa, raffigurando una subregione caratterizzata da &#8220;instabilità stabile.&#8221;Il quarto capitolo esplora l&#8217;influenza e le ambizioni internazionali delle monarchie del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/conflict-and-change-in-the-mena-region/">Conflict and Change in the MENA Region</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-7.png" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Questo dossier speciale MED è organizzato in cinque capitoli: il primo e il secondo esaminano l&#8217;anno trascorso di guerra e le sue ramificazioni politiche, geopolitiche e geo-economiche; il terzo offre un&#8217;analisi dei cinque paesi del Nord Africa, raffigurando una subregione caratterizzata da &#8220;instabilità stabile.&#8221;<br>Il quarto capitolo esplora l&#8217;influenza e le ambizioni internazionali delle monarchie del Golfo, mentre l&#8217;ultimo approfondisce le relazioni Nord-Sud, concentrandosi sugli approcci e sulle risposte del l&#8217;Unione europea alle crisi in Medio Oriente, Paesi dell&#8217;Africa settentrionale e del Consiglio di cooperazione del Golfo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/conflict-and-change-in-the-mena-region/">Conflict and Change in the MENA Region</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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		<title>Poverty, Prosperity and Planet Report 2024</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/poverty-prosperity-and-planet-report-2024/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 09:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-4-2-e1737040013872.png" type="image/jpeg" />Dopo il 2020, a partire dalla pandemia di COVID-19, è iniziata una grande inversione. La riduzione della povertà ha rallentato fino al minimo. Il conflitto in Europa e nel Medio Oriente ha interrotto le forniture di cereali alimentari e di combustibile. Due anni fa, il rapporto della Banca Mondiale sulla povertà e la prosperità condivisa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/poverty-prosperity-and-planet-report-2024/">Poverty, Prosperity and Planet Report 2024</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-4-2-e1737040013872.png" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Dopo il 2020, a partire dalla pandemia di COVID-19, è iniziata una grande inversione. La riduzione della povertà ha rallentato fino al minimo. <br>Il conflitto in Europa e nel Medio Oriente ha interrotto le forniture di cereali alimentari e di combustibile. Due anni fa, il rapporto della Banca Mondiale sulla povertà e la prosperità condivisa del 2022 ha fatto un bilancio e ha raggiunto una conclusione triste: la povertà era aumentata per la prima volta dopo decenni. L&#8217;obiettivo globale di ridurre il tasso di povertà estrema al 3% entro il 2030 era ormai fuori portata. Al ritmo attuale, non sarà raggiunto per tre decenni.<br>In breve, gli anni 2020 si stanno profilando come un decennio perduto non solo per una piccola parte dei paesi, ma per il mondo intero.<br>Questo minaccia impatta su altri due fronti: la lotta contro il cambiamento climatico e la lotta per espandere la classe media ovunque. <br>Povertà, prosperità e pianeta sono i tre angoli del triangolo di ferro dello sviluppo economico per raggiungere progressi durevoli.<br>Questo report offre ai governi un modo completo di monitorare i progressi, individuare nuovi percorsi verso il successo e scegliere le giuste priorità politiche.<br>Il Rapporto sulla povertà, la prosperità e il pianeta 2024 costituisce il primo rapporto integrato del World Bank Group e serve come strumento centrale negli sforzi per realizzare un mondo libero dalla povertà su un pianeta vivibile.</p>



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