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	<title>Ambiente e territori Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Ambiente e territori Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<item>
		<title>Rapporto Rifiuti Speciali 2025</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/rapporto-ispra-2025-rifiuti-speciali-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 09:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/rapporto-ispra-2025-rifiuti-speciali-italia-e1760002480462.jpg" type="image/jpeg" />Il Rapporto Rifiuti Speciali 2025, pubblicato dal Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, analizza la produzione, gestione e flussi transfrontalieri dei rifiuti speciali in Italia riferiti all’anno 2023. Il documento fornisce un quadro aggiornato sull’andamento del settore, sul raggiungimento degli obiettivi europei e sulle dinamiche territoriali della gestione dei rifiuti industriali e di costruzione. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/rapporto-ispra-2025-rifiuti-speciali-italia/">Rapporto Rifiuti Speciali 2025</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/rapporto-ispra-2025-rifiuti-speciali-italia-e1760002480462.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il <em><strong>Rapporto Rifiuti Speciali 2025</strong></em>, pubblicato dal Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, analizza la produzione, gestione e flussi transfrontalieri dei rifiuti speciali in Italia riferiti all’anno 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento fornisce un quadro aggiornato sull’andamento del settore, sul raggiungimento degli obiettivi europei e sulle dinamiche territoriali della gestione dei rifiuti industriali e di costruzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Punti principali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il report affronta quattro aree tematiche centrali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Produzione dei rifiuti speciali</strong>&nbsp;– Nel 2023 l’Italia ha prodotto 164,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (+1,9% rispetto al 2022). La quota dominante è costituita dai rifiuti non pericolosi (93,8%), mentre i pericolosi rappresentano il 6,2%. I settori più impattanti sono costruzioni e demolizioni (50,6% del totale), trattamento rifiuti e risanamento ambientale (23,5%) e manifattura (16,8%). La produzione è concentrata nel Nord Italia, in particolare in Lombardia.</li>



<li><strong>Gestione dei rifiuti speciali</strong>&nbsp;– I quantitativi gestiti ammontano a 178,9 milioni di tonnellate (+1,3%). L’84,5% è avviato a recupero, soprattutto di materia (73,1%), mentre il 15,5% è destinato a smaltimento. Il riciclo di sostanze inorganiche (R5) è l’operazione più diffusa. La discarica registra un calo dell’11,2%.</li>



<li><strong>Monitoraggio dei flussi specifici</strong>&nbsp;– I rifiuti da costruzione e demolizione raggiungono un tasso di recupero dell’81%, superando l’obiettivo UE del 70%. Buone le performance anche per i veicoli fuori uso (85,8% di reimpiego e riciclaggio), mentre i fanghi da trattamento acque reflue e i rifiuti sanitari mostrano una gestione bilanciata tra recupero e smaltimento.</li>



<li><strong>Trasporto transfrontaliero</strong>&nbsp;– L’Italia ha importato 6,8 milioni di tonnellate (prevalentemente rottami metallici) ed esportato 5,5 milioni di tonnellate, con la Germania come principale partner sia in entrata sia in uscita.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Metodologia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto si basa sui dati delle dichiarazioni MUD 2024, che documentano i flussi di rifiuti prodotti e gestiti nel 2023. L’analisi segue la classificazione ATECO per i settori produttivi e il sistema EER (Elenco Europeo dei Rifiuti) per la categorizzazione dei materiali, integrando informazioni statistiche sul PIL e sugli impianti di trattamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento mira a valutare l’efficacia delle politiche nazionali di prevenzione, verificare il raggiungimento degli obiettivi di riduzione e recupero fissati a livello europeo, e fornire una base conoscitiva per orientare le strategie di economia circolare e gestione sostenibile dei rifiuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;rapporto evidenzia una&nbsp;<strong>crescita moderata della produzione di rifiuti speciali</strong>&nbsp;in un contesto economico stabile, con un&nbsp;<strong>rafforzamento del recupero di materia</strong>&nbsp;e un&nbsp;<strong>calo dello smaltimento in discarica</strong>. Tuttavia,&nbsp;<strong>gli obiettivi di prevenzione</strong>&nbsp;fissati dal Programma Nazionale non sono stati raggiunti: la produzione di rifiuti per unità di PIL è aumentata del 22,17% per i non pericolosi e del 15,8% per i pericolosi rispetto al 2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia mostra comunque&nbsp;<strong>buoni progressi nel riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>una gestione efficiente dei flussi specifici</strong>, ma restano criticità nella riduzione assoluta dei quantitativi generati e nella gestione dei materiali pericolosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi il Rapporto Rifiuti Speciali 2025 delinea un settore in evoluzione, sempre più orientato al recupero, ma che necessita di politiche strutturali per disaccoppiare la crescita economica dalla produzione di rifiuti.</p>
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		<item>
		<title>Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/emissioni-gas-serra-italia-obiettivi-scenari-neutralita-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 09:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/09/le-emissioni-di-gas-serra-in-Italia-obiettivi-di-riduzione-e-scenari-emissivi-e1757669961934.jpg" type="image/jpeg" />Introduzione Il rapporto “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi” (Rapporti 414/2025), pubblicato da ISPRA e coordinato da Daria Mazzella con il contributo di autori come Marina Vitullo e Riccardo De Lauretis, analizza lo stato delle emissioni italiane, il quadro normativo europeo e internazionale e i percorsi possibili verso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/emissioni-gas-serra-italia-obiettivi-scenari-neutralita-climatica/">Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/09/le-emissioni-di-gas-serra-in-Italia-obiettivi-di-riduzione-e-scenari-emissivi-e1757669961934.jpg" type="image/jpeg" />
<h2 class="wp-block-heading">Introduzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi” (Rapporti 414/2025), pubblicato da ISPRA e coordinato da Daria Mazzella con il contributo di autori come Marina Vitullo e Riccardo De Lauretis, analizza lo stato delle emissioni italiane, il quadro normativo europeo e internazionale e i percorsi possibili verso la neutralità climatica. Il documento si pone come strumento di supporto per decisioni strategiche in linea con gli impegni globali contro la crisi climatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Punti principali</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Contesto normativo internazionale ed europeo</strong>: dall’Accordo di Parigi al pacchetto UE “Fit for 55”, passando per il Regolamento Effort Sharing e il sistema ETS, fino agli obiettivi nazionali fissati nel PNIEC aggiornato nel 2024.</li>



<li><strong>Inventario nazionale delle emissioni</strong>: monitoraggio costante di ISPRA che evidenzia un calo complessivo del 26,4% delle emissioni tra il 1990 e il 2023, con andamenti differenziati nei settori energia, industria, agricoltura, rifiuti e LULUCF.</li>



<li><strong>Obiettivi di riduzione</strong>: per l’Italia una riduzione del 43,7% entro il 2030 rispetto al 2005 per i settori non ETS, oltre ai target sugli assorbimenti forestali. Il Paese ha però superato le soglie annuali negli ultimi anni, con possibili penalizzazioni future.</li>



<li><strong>Scenari emissivi futuri</strong>: lo scenario “con misure” (WM) e quello “con misure aggiuntive” (WAM) mostrano proiezioni fino al 2055. Anche con politiche rafforzate, resta difficile il pieno rispetto degli obiettivi Effort Sharing, soprattutto per i trasporti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Metodologia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si basa su dati dell’inventario nazionale delle emissioni, elaborati secondo le linee guida IPCC, e su proiezioni modellistiche (modello TIMES) che integrano variabili macroeconomiche e demografiche. Le fonti comprendono anche i quadri normativi internazionali ed europei, oltre al PNIEC nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivi</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fornire un quadro aggiornato delle emissioni italiane e delle dinamiche settoriali;</li>



<li>Valutare la conformità dell’Italia agli impegni UE e internazionali;</li>



<li>Delineare scenari previsionali e verificare l’efficacia delle politiche esistenti e di quelle aggiuntive;</li>



<li>Individuare i principali settori critici e le misure necessarie per raggiungere la neutralità climatica.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia mostra buone performance nel settore forestale e del LULUCF, con assorbimenti superiori agli obiettivi, ma fatica a centrare i target di riduzione nei settori non ETS, in particolare nei trasporti. La transizione energetica e le rinnovabili restano i principali driver positivi, ma lo scenario attuale evidenzia un gap significativo rispetto agli obiettivi al 2030. Secondo ISPRA, serviranno azioni più incisive e coordinate per trasformare gli impegni in risultati concreti, riducendo il divario tra obiettivi e realtà e assicurando un percorso credibile verso la neutralità climatica al 2050.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Poverty, Prosperity and Planet Report. Pathway out of the Polycrisis</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/poverty-prosperity-and-planet-report-pathway-out-of-the-polycrisis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 20:34:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/Untitled-98.jpg" type="image/jpeg" />Poverty, Prosperity and Planet sono i tre pilastri dello sviluppo economico. In un&#8217;era di populismo economico, debito crescente e invecchiamento della popolazione senza il giusto quadro politico è molto più probabile che i progressi su un fronte vadano a discapito di un altro.Questo report mira a gestire i compromessi e produrre i migliori risultati possibili [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/Untitled-98.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Poverty, Prosperity and Planet sono i tre pilastri dello sviluppo economico. In un&#8217;era di populismo economico, debito crescente e invecchiamento della popolazione senza il giusto quadro politico è molto più probabile che i progressi su un fronte vadano a discapito di un altro.<br>Questo report mira a gestire i compromessi e produrre i migliori risultati possibili su tutti e tre i fronti e offre ai governi un modo completo per monitorare i progressi, individuare nuove vie verso il successo e scegliere le giuste priorità politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Delivering on Draghi – How to finally get real about the EU’s clean industrial strategy</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/delivering-on-draghi-how-to-finally-get-real-about-the-eus-clean-industrial-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 09:56:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/Untitled-74.jpg" type="image/jpeg" />Con il Clean Industrial Deal (CID), la Commissione europea si è impegnata ad arrivare finalmente a una politica industriale comune e pulita. Sarebbe la prima volta.I tentativi precedenti hanno portato ad una politica industriale solo in nome. In pratica, essi hanno risentito di una mancanza di attenzione settoriale, di un coordinamento inadeguato tra i vari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/02/Untitled-74.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Con il <strong>Clean Industrial Deal (CID)</strong>, la <strong>Commissione europea</strong> si è impegnata ad arrivare finalmente a una politica industriale comune e pulita. Sarebbe la prima volta.<br>I tentativi precedenti hanno portato ad una politica industriale solo in nome. In pratica, essi hanno risentito di una mancanza di attenzione settoriale, di un coordinamento inadeguato tra i vari settori politici e di un sostegno finanziario insufficiente. <br>Nuovi dati provenienti da 280.000 aiuti di Stato concessi mostrano che, dei €353 miliardi concessi dal 2019 sul lato dell&#8217;offerta, solo il 12% ha puntato su settori identificati dall&#8217;UE come strategicamente importanti. <br>Per andare oltre le mezze misure, il CID dovrebbe ora agire rapidamente e pragmaticamente su tre fronti: in primo luogo, dovrebbe definire chiaramente quali settori specifici sostenere e perché. <br>In secondo luogo, anziché attendere nuovi quadri di coordinamento, dovrebbe utilizzare gli strumenti esistenti del l&#8217;UE, quali la politica commerciale, le norme sugli appalti e la regolamentazione, per sviluppare strategie specifiche per il settore. In terzo luogo, poiché i nostri nuovi dati indicano che i rischi di frammentazione nelle industrie pulite rimangono limitati, dovrebbe fare pieno uso degli strumenti di aiuto di Stato per indirizzare le sovvenzioni nazionali verso le industrie prioritarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/delivering-on-draghi-how-to-finally-get-real-about-the-eus-clean-industrial-strategy/">Delivering on Draghi – How to finally get real about the EU’s clean industrial strategy</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Efficiency and decarbonization indicators in Italy and in the biggest European Countries</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/efficiency-and-decarbonization-indicators-in-italy-and-in-the-biggest-european-countries/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 09:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-59-e1737036980126.jpg" type="image/jpeg" />Questa relazione non intende analizzare i sistemi energetici e di produzione, ma piuttosto gli indicatori di performance italiani e il confronto con i maggiori paesi europei in materia di consumo energetico ed emissioni che modificano il clima.L&#8217;analisi non si soffermerà sui fattori che determinano il fabbisogno energetico dei Paesi, come il fattore geografico-climatico o i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-59-e1737036980126.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Questa relazione non intende analizzare i sistemi energetici e di produzione, ma piuttosto gli indicatori di performance italiani e il confronto con i maggiori paesi europei in materia di consumo energetico ed emissioni che modificano il clima.<br>L&#8217;analisi non si soffermerà sui fattori che determinano il fabbisogno energetico dei Paesi, come il fattore geografico-climatico o i fattori demografici e sociali. Nessun indicatore è immune da critiche e debolezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Charting the Future of Earth Observation: Technology Innovation for Climate Intelligence</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/charting-the-futureof-earth-observation-technology-innovation-for-climate-intelligence/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 09:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-1.png" type="image/jpeg" />Il white paper &#8220;Charting the Future of Earth Observation: Technology Innovation for Climate Intelligence&#8221;, scritto in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT) Media Lab, evidenzia il potenziale di trasformazione dell&#8217;EO per l&#8217;intelligence e le previsioni climatiche. Combinando le capacità di ricerca del MIT Media Lab con la piattaforma globale del World Economic Forum, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/charting-the-futureof-earth-observation-technology-innovation-for-climate-intelligence/">Charting the Future of Earth Observation: Technology Innovation for Climate Intelligence</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/01/Untitled-1.png" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Il white paper &#8220;Charting the Future of Earth Observation: Technology Innovation for Climate Intelligence&#8221;,  scritto in collaborazione con il <strong>Massachusetts Institute of Technology (MIT) Media Lab</strong>, evidenzia il potenziale di trasformazione dell&#8217;EO per l&#8217;intelligence e le previsioni climatiche. <br>Combinando le capacità di ricerca del MIT Media Lab con la piattaforma globale del World Economic Forum, il documento individua i canali tecnologici che accelerano l&#8217;elaborazione e l&#8217;analisi dei dati satellitari di EO per fornire informazioni senza precedenti sui cambiamenti climatici.<br>Il documento evidenzia anche la necessità di informazioni accessibili e inclusive sul clima, soprattutto per le comunità più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ambiente in Italia: uno sguardo d&#8217;insieme</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/ambiente-in-italia-uno-sguardo-dinsieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 09:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-58-e1737037043474.jpg" type="image/jpeg" />Ambiente in Italia: uno sguardo d’insieme, Annuario dei dati ambientali 2023, è un rapporto statistico realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (ISPRA) in collaborazione con le Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e delle province autonome nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA).Le condizioni ambientali del nostro Paese sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-58-e1737037043474.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Ambiente in Italia: uno sguardo d’insieme, Annuario dei dati ambientali 2023, è un rapporto statistico realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (ISPRA) in collaborazione con le Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e delle province autonome nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA).<br>Le condizioni ambientali del nostro Paese sono restituite attraverso più di 300 indicatori che costituiscono l’ormai consolidato core set della Banca dati indicatori ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/ambiente-in-italia-uno-sguardo-dinsieme/">Ambiente in Italia: uno sguardo d&#8217;insieme</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile &#8211; Rapporto ASVIS 2023</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/i-territori-e-gli-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile-rapporto-asvis-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 16:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-57.jpg" type="image/jpeg" />Questo Rapporto, a disposizione dei decisori politici e della società civile, e&#8217; uno strumento che, attraverso indicatori statistici elementari e compositi, raccoglie e analizza il posizionamento di regioni, province, città metropolitane, aree urbane e comuni rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Questi sono corredati da proposte concrete per rispondere alle esigenze più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/i-territori-e-gli-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile-rapporto-asvis-2023/">I territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile &#8211; Rapporto ASVIS 2023</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-57.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Questo Rapporto, a disposizione dei decisori politici e della società civile, e&#8217; uno strumento che, attraverso indicatori statistici elementari e compositi, raccoglie e analizza il posizionamento di regioni, province, città metropolitane, aree urbane e comuni rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. <br>Questi sono corredati da proposte concrete per rispondere alle esigenze più urgenti.<br>L’importanza dei territori è evidente nell’ottica di sostenere dal basso la spinta verso la transizione di sostenibilità, come indicato in passato dalle Nazioni unite, dall’Unione europea e dall’Ocse. <br>Regioni, province e comuni rappresentano i livelli più vicini ai cittadini e sono responsabili dei servizi fondamentali offerti alle loro comunità.<br></p>



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		<title>Ambiente e Territorio &#8211; Strumenti e metodi per un&#8217;analisi del Consumo di Risorse e degli Ecosistemi</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/ambiente-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 15:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-56-e1732806741549.jpg" type="image/jpeg" />Con il presente volume si intende rappresentare una lettura del territorio sotto il profilo ambientale, fornendo alcuni strumenti per analizzare il consumo di risorse naturali delle regioni secondo gli standard statistici europei che discendono dallo standard internazionale SEEA-CF “System of Environmental-Economic Accounting – Central Framework”.Un lavoro di approfondimento e di analisi su diversi aspetti del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/ambiente-e-territorio/">Ambiente e Territorio &#8211; Strumenti e metodi per un&#8217;analisi del Consumo di Risorse e degli Ecosistemi</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/11/1-56-e1732806741549.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Con il presente volume si intende rappresentare una lettura del territorio sotto il profilo ambientale, fornendo alcuni strumenti per analizzare il consumo di risorse naturali delle regioni secondo gli standard statistici europei che discendono dallo standard internazionale SEEA-CF “System of Environmental-Economic Accounting – Central Framework”.<br>Un lavoro di approfondimento e di analisi su diversi aspetti del fenomeno ambientale in termini metodologici e di applicazione che arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat, mediante l’individuazione di indicatori, aggiornati annualmente, per la diffusione e comunicazione dell’informazione statistica in ambito ambientale, permettendo anche di<br>cogliere, sotto diversi profili, le differenze territoriali. <br>Si introducono, inoltre, i conti degli ecosistemi, relativi allo stato e all’evoluzione degli ecosistemi, nonché ai servizi da essi forniti al sistema socioeconomico.</p>



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		<item>
		<title>Circular Claims Fall Flat: Comprehensive U.S. Survey of Plastics Recyclability</title>
		<link>https://italianelfuturo.com/reports/circular-claims-fall-flat-comprehensive-u-s-survey-of-plastics-recyclability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 14:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/Untitled-2-1-1.jpg" type="image/jpeg" />I risultati di questa survey riflettono le condizioni attuali all&#8217;inizio del 2020, ma potrebbero essere influenzati in futuro da cambiamenti nel valore materiale raccolto, l&#8217;accesso degli americani al riciclaggio e la capacità di ritrattamento della plastica nazionale. La raccolta, la selezione e il ritrattamento dei prodotti in plastica avranno probabilmente un impatto negativo sul l&#8217;economia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/circular-claims-fall-flat-comprehensive-u-s-survey-of-plastics-recyclability/">Circular Claims Fall Flat: Comprehensive U.S. Survey of Plastics Recyclability</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/Untitled-2-1-1.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">I risultati di questa survey riflettono le condizioni attuali all&#8217;inizio del 2020, ma potrebbero essere influenzati in futuro da cambiamenti nel valore materiale raccolto, l&#8217;accesso degli americani al riciclaggio e la capacità di ritrattamento della plastica nazionale. <br>La raccolta, la selezione e il ritrattamento dei prodotti in plastica avranno probabilmente un impatto negativo sul l&#8217;economia, poiché l&#8217;espansione della produzione di materie plastiche ridurrà i costi delle nuove resine plastiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://italianelfuturo.com/reports/circular-claims-fall-flat-comprehensive-u-s-survey-of-plastics-recyclability/">Circular Claims Fall Flat: Comprehensive U.S. Survey of Plastics Recyclability</a> proviene da <a href="https://italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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