Negli ultimi anni il consumo di dati a livello mondiale è salito a ritmi sempre più vertiginosi. A contribuire a questo slancio l’intelligenza artificiale, con processi che diventano via via più energivori.
L’ascesa dell’intelligenza artificiale ha un costo. Al di là delle questioni etiche su cui si può dibattere all’infinito, restando su aspetti più pratici l’IA comporta un notevole dispendio energetico e di dati per poter svolgere i propri compiti sempre più sofisticati.
Il consumo dei dati da parte dell’intelligenza artificiale
Ciò significa che nei prossimi anni ci sarà una notevole generazione di dati che non avrà precedenti nella storia dell’umanità. Non è una esagerazione: se, come riporta il Sole 24 Ore i grandi modelli linguistici (LLM), programmi che riconoscono il testo e lo generano, stanno provando ad andare incontro ad uno snellimento per consumare meno energia (stiamo insomma già correndo ai ripari), oltre all’addestramento dell’IA abbiamo anche la generazione dell’output da parte degli utenti, ovvero quello che viene definito inferenza.
E sempre il Sole 24 Ore svela la stima energetica per addestrare alcuni modelli linguistici. GPT-3, ad esempio, consuma 1.300 MWh, “circa la stessa energia consumata annualmente da 130 case americane”, si legge nell’Infodata del quotidiano. E che aggiunge un paragone impressionante: lo streaming di un’ora di Netflix “richiede circa 0,8 kWh (0,0008 MWh) di elettricità”.
E parliamo solo dell’addestramento. La generazione delle immagini può richiedere 2.907 kWh. Per quanto riguarda invece il consumo totale dell’intelligenza artificiale, una ricerca della Vrije Universiteit Amsterdam condotta da Alex de Vries ha stimato un impiego annuale da 85 a 134 TWh da parte dei data center mondiali entro il 2027. Altre stime ipotizzano un consumo del 21% sul totale dell’energia elettrica planetaria entro il 2030.
La crescita dei dati in tutto il mondo espressa in zettabyte
Numeri che esplicano la natura notevolmente energivora dell’IA. La quale spinge in alto i consumi dei dati e la quantità utilizzata dei medesimi, come riporta la ricerca da parte della Hinrich Foundation in merito all’inarrestabile crescita nella creazione dei dati in tutto il mondo.
Una tendenza nata nel 2014 con il primo modello di IA generativa, come riporta Visual Capitalist. Che spiega come a livello globale i dati siano passati dai 41 zettabyte del 2019 ai 101 del 2022. Per capirci, lo zettabyte è preceduto dall’exabyte, petabyte e terabyte, quest’ultimo la massima dimensione di archiviazione che possiamo sfruttare per i nostri dispositivi. Lo zettabyte corrisponde a un triliardo di bye (1021 byte).
Proseguendo su questa strada, potrebbero essere creati in tutto il mondo dal 2024 al 2026 ben 552 zettabyte.