In tempi di incertezze globali, le banche degli Stati Uniti mantengono comunque una certa solidità: la classifica delle 25 più grandi in base all’attivo nel 2024, a cominciare dai quattro maggiori istituti bancari USA (che però hanno subito un calo di recente).
Dopo una serie di fusioni e acquisizioni, le decine di migliaia di banche negli Stati Uniti si sono ridotte alle attuali 4.000 circa. Ma sono nati degli autentici colossi, che operano nei settori del risparmio, gestiscono i depositi dei correntisti, elargiscono prestiti e si occupano di investimenti. Con dimensioni notevoli in termini di attivo, come dimostra la più aggiornata classifica riguardante l’attività delle banche statunitensi.
JP Morgan, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo: i colossi bancari USA
Questa classifica, fornita da S&P Global Market Intelligence, mette in fila i 25 maggiori istituti di credito americano, basandosi sugli attivi registrati al quarto trimestre del 2024. In cima abbiamo le quattro realtà bancarie più imponenti degli USA, nell’ordine JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo: insieme detengono un patrimonio di asset da oltre 11,5 trilioni di dollari. Vale a dire più del 50% del totale delle maggiori 25 banche statunitensi.
JPMorgan Chase svetta per dimensioni e per la portata in termini per capitalizzazione di mercato e per gli asset nazionali che detiene. Il patrimonio gestito ammonta a circa 3,3 trilioni di dollari, con un attivo di oltre 4 trilioni. 1,3 trilioni sono rappresentati dai prestiti a livello commerciale e immobiliare. A seguire i titoli e investimenti, che ammontano a 1,2 trilioni.
A seguire Bank of America, che copre dal normale cliente alle grandi multinazionali e governi, passando per circa 4 milioni di piccole imprese, fornendo svariati servizi e prodotti in oltre 35 Paesi del mondo. I suoi asset si aggirano sui 3,3 trilioni. Sul podio poi Citigroup, holding nata a New York di prodotti e servizi finanziari e con una vasta rete di assistenza clienti, mentre al quarto posto troviamo Wells Fargo, con un patrimonio di oltre 70 milioni di clienti in 35 Paesi. Uscita dallo scandalo del cross-selling del 2016, questa multinazionale bancaria ha asset al 2024 da 1,9 trilioni di dollari.
La riduzione degli asset dei grandi gruppi bancari
Eppure, le quattro grandi realtà bancarie statunitense hanno accusato un calo del 2,9% dei loro asset combinati nel quarto trimestre 2024, come riporta Visual Capitalist (anche se Wells Fargo ha avuto una performance positiva dello 0,4%). Una tendenza che ha comunque riguardato anche altri gruppi bancari americani, con una riduzione globale degli asset rispetto al precedente trimestre di 436,8 miliardi di dollari.
Le incertezze legate ai dazi
Gli analisti prevedono però che quest’anno ci sarà una crescita dei depositi e dei prestiti, con effetti sui bilanci bancari del prossimo anno. Va comunque detto che le maggiori banche d’affari temono gli effetti dei dazi imposti da Donald Trump, con l’economia americana che rischia la recessione. Sebbene il modus operandi del tycoon, come hanno confermato di recente il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Segretario di Stato Marco Rubio, è inasprire calcando la mano con le tariffe per poi portare gli USA in una posizione negoziale forte.
Goldman Sachs, presente al quinto posto della classifica in merito alle attività, ha sottolineato comunque non tanto il peso dei dazi in sé, quando l’incertezza che provocano nei commerci, tale da colpire sia la crescita economica che le intenzioni di investimento.