Il valore delle aziende degli Stati Uniti surclassa il resto del mondo: ecco perché

| 28/03/2025

La capitalizzazione di mercato, quindi il valore delle azioni, delle maggiori aziende degli Stati Uniti batte le concorrenti europee e cinesi. Ma perché gli USA sono ritenuti così affidabili con le loro società, nonostante qualche assestamento in Borsa e negli investimenti?

Guardando all’ultimo decennio, abbiamo assistito a delle performance notevoli da parte del mercato azionario degli Stati Uniti. Come riporta un’analisi del fondo Comgest, l’indice S&P delle società americane a grande capitalizzazione ha registrato dei rendimenti su base annua del 12,5%, e solo nel 2024 c’è stato un balzo del 24,5%.

Gli Stati Uniti convincono gli investitori (ma ultimamente ci sono stati dei movimenti in uscita)

Detto in sintesi, gli USA godono di una certa considerazione sul mercato azionario. Sempre secondo Comgest, si tratta di un insieme di fattori che comprendono aspetti economici come lo spirito imprenditoriale che da sempre anima gli Stati Uniti. Ma anche gli investimenti in ricerca e innovazione, la presenza di risorse naturali nel suo territorio, e ancora aspetti politici come la stabilità dello Stato di diritto e il suo rispetto.

Eppure, da qualche settimana ci sono diversi movimenti in Borsa che sembrano delle avvisaglie di una inversione di tendenza. Sono frutto dei capitali in uscita e diretti verso investimenti fuori dagli Stati Uniti. Potremmo pensare ad una correlazione con i primi mesi dell’amministrazione Trump, soprattutto con i rischi di una recessione dovuta alle draconiane politiche sui dazi, che possono minare la fiducia negli investitori nel sistema USA.

Gli investimenti si spostano, ma gli USA mantengono una posizione predominante nei mercati finanziari

Tuttavia, come spiega Federico Rampini sul Corriere.it, in realtà i motivi esulano dalla contingenza politica. Secondo il giornalista, è come se ci fosse una piccola crisi di rigetto dopo che gli Stati Uniti avevano conquistato “un peso esagerato, troppo preponderante, nei portafogli di tutti gli investitori del pianeta”. Inoltre si è superato lo zenit della presenza delle Big Tech nelle Borse americana: il sistema, insomma, dovrebbe essere giunto ad un punto di saturazione e ora sta cercando il proprio equilibrio, a prescindere da ciò che dice o fa Trump.

Inoltre Rampini, citando un’analisi di Ruchir Sharma pubblicata sul Financial Times, sottolinea il peso che gli USA hanno nei mercati finanziari globali, con oltre il 60% della ricchezza mondiale che è andata in investimenti in titoli statunitensi. In buona sostanza, a prescindere da ciò che succede alla Casa Bianca, dalle congiunture geopolitiche, dalle crisi economiche e via dicendo, gli USA continuano ad essere visti dal punto di vista economico e finanziario sempre un porto sicuro.

Questa fiducia degli investitori si riflette anche sul valore delle società americane: sempre Rampini fa notare che esse valgono il 50% in più rispetto alle controparti nel resto del mondo (e come scopriremo dai dati a breve). Il fatto che attualmente ci sia un diverso orientamento nell’acquisto di titoli a dispetto di quelli USA rappresenta, quindi, un fisiologico assestamento. Anche se l’imprevedibilità della presidenza Trump, comunque, a lungo andare può generare i suoi effetti anche dal punto di vista finanziario, assieme ad un eventuale rallentamento tra i colossi tecnologici (sebbene meno esposti ai dazi che impatterebbero più sul commercio di beni di consumo, sull’industria classica, il manifatturiero e l’energia).

Il confronto del valore di mercato tra le aziende USA, europee e cinesi

In ogni caso, abbiamo capito che l’economia USA predomina a livello finanziario. Come riporta Visual Capitalist, stando ai dati di Companiesmarketcap.com e Yahoo Finance aggiornati al 10 febbraio 2025 le prime nove aziende statunitensi hanno un valore di capitalizzazione di mercato che supera i mille miliardi di dollari.

Per fare un confronto, Tencent è l’azienda con il valore più alto in Cina, superando i 500 miliardi di dollari (ricordiamo che non si parla di fatturati, ma del valore di tutte le azioni presenti sul mercato). Ma la decima realtà americana in classifica, Walmart, vale 300 miliardi in più del colosso tecnologico di Shenzhen. E allargando il confronto, la prima società europea per capitalizzazione di mercato, Novo Nordisk, si ferma (per così dire) a 389 miliardi. Apple, al primo posto negli Stati Uniti, ha un valore che invece supera i 3 trilioni di dollari, così come chi la precede in classifica, Nvidia.

L’articolo qui pubblicato rientra in una collaborazione tra IF-Italia nel Futuro e Visual Capitalist, che ci consente di attingere alle sue banche dati.
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