Ecco la classifica di 20 economie mondiali in base alla crescita dei rispettivi PIL nel decennio 2015-2025. Quasi tutti a doppia cifra, Italia inclusa: solo due le eccezioni.
Abbiamo dato uno sguardo in precedenza alla classifica delle economie globali in base al PIL dei singoli Paesi. Prendendo sempre il Prodotto Interno Lordo come punto di riferimento possiamo ulteriormente classificare gli Stati del pianeta in merito alla crescita di questo indicatore.
In particolare, ci riferiamo al decennio tra il 2015 e il 2025, oggetto della ricerca del Fondo Monetario Internazionale che ha fornito i dati (al netto dell’inflazione e secondo il cambio attuale in dollari) che vi presentiamo.
India e Cina hanno avuto la crescita più importante del PIL negli ultimi dieci anni
La performance di crescita migliore nel periodo 2015-2025 tra i venti Paesi presi in esame l’ha messa a segno l’India, con un +77%: ciò significa che il suo PIL è passato da 2,4 a 4,3 trilioni di dollari. Anche la Cina ha fatto registrare un progresso simile (+74%), ma partendo nel 2015 da un PIL di 11,2 trilioni di dollari.
Non c’è stato il sorpasso atteso sugli Stati Uniti (cresciuti del 28% nel periodo preso in esame, ma con Prodotto Interno Lordo previsto per il 2025 di 30 trilioni contro i poco meno di 20 di Pechino), a causa degli eventi traumatici di questo decennio come la pandemia e poi la crisi del settore immobiliare cinese con il fallimento di Evergrande.
I casi del Giappone e del Brasile
Mentre anche la Turchia registra un’ottima prestazione (+59%), solo due Paesi sui venti presi in esame hanno avuto una crescita nel loro PIL nell’ultimo decennio ad una sola cifra. Parliamo del Giappone, a +6%, e del Brasile, +8%.
Nel primo caso parliamo di un Paese che arriva da decenni di stagnazione e che solo di recente sta avendo dei segnali di ripresa. Nel 2024 il PIL è, infatti, salito dello 0,9% contro lo 0,7% delle stime. Inoltre i salari reali sono cresciuti e la Banca Nazionale ha iniziato ad alzare i tassi dopo un’era in cui erano rimasti negativi.
Per quanto riguarda il Brasile, invece, nel decennio preso in esame si riverbera la recessione esplosa nel 2014, oltre ovviamente agli effetti della pandemia.

La situazione dell’Italia
Infine l’Italia, che nel 2015-2025 ha avuto una crescita del PIL dell’11%. Secondo le ultime proiezioni della Banca d’Italia il nostro Prodotto Interno Lordo è destinato a salire quest’anno dello 0,9%, meglio rispetto alle stime dello 0,7% fatte dal FMI. Una ripresa dovuta al calo dell’inflazione e al conseguente aumento del potere d’acquisto degli italiani, su cui aleggia, tuttavia, lo spettro delle tensioni geopolitiche a livello internazionale e dei dazi americani, che minacciano le nostre esportazioni. E, soprattutto, la spada di Damocle ormai strutturale dell’ingente debito pubblico che frena la nostra economia.