Le auto elettriche cinesi continuano ad avanzare nel mercato occidentale, conquistando quote all’interno dei mercati dei vari Paesi. Con alcuni casi limite e i dati dell’Italia.
Nel 2024 la Cina è stata la mattatrice del mercato delle auto elettriche, con il 62% delle vendite di EV in tutto il mondo rappresentate da veicoli prodotti nel Dragone. Non è un exploit isolato, essendo frutto di una rincorsa da molto lontano fatta da Pechino che, in tempi non sospetti (anni Zero di questo secolo), ha iniziato ad investire su una industria automobilistica basata sulla batteria e non sui motori termici, territorio dove non avrebbe potuto competere con i marchi occidentali forti della leadership ultradecennale nel settore.
L’avanzata della Cina nei mercati automobilistici
La Cina, invece, ha puntato sull’innovazione, non solo in termini di alternativa ai carburanti fossili, ma anche per quanto riguarda l’elevata tecnologia proposta nei suoi veicoli. In più, grazie anche alle sovvenzioni statali (di recente arrestatesi, ma che hanno comunque fatto saltare la mosca al naso al resto del mondo, UE in primis, accusando Pechino di concorrenza sleale ed effetti distorsivi nel mercato), ha potuto proporre auto a prezzi concorrenziali, adesso anche nel segmento premium e di lusso.
Questo grazie a marchi nuovi e meno nuovi, alcuni dei quali focalizzatisi prima sull’ibrido e poi sull’elettrico. Ma alcune case hanno subito colto l’opportunità delle BEV in tempi pionieristici, come BYD, che nasce a Shenzhen nel 2003 e che adesso, dazi permettendo, sta conquistando anche i nostri mercati con le proprie auto a batteria.
Ma a tal proposito, in quali Paesi è penetrata la Cina con i suoi veicoli e dove essi vengono venduti di più? A fornirci un quadro sono i dati di Rho Motion relativi al 2024, nel rapporto EV Sales Quarterly Outlook.
Nonostante i dazi le auto elettriche cinesi conquistano quote di mercato in Europa
Lo scorso anno sono state vendute 17 milioni di auto elettriche cinesi, nonostante comunque un inasprimento dei dazi in particolare in Europa. L’UE infatti nell’autunno 2024 ha dato il via libera alle “tariffe compensative” sui veicoli importati dalla Cina, con stangate variabili a seconda dei produttori. Si va da un sovraprezzo del 17% per le vetture BYD al 35,3% per quelle a marchio SAIC, a seconda comunque della collaborazione o meno delle società con l’indagine europea. Colpita anche Tesla per le auto prodotte in territorio cinese destinate all’esportazione, con un dazio del 7,8%.
Eppure, nonostante ciò, i Paesi europei hanno, comunque, accolto i veicoli EV da Pechino, a differenza di Stati Uniti e Canada che invece non hanno importato manco un fanale dalla Cina. Anche perché tra gli ultimi atti della presidenza Biden c’è stata l’approvazione di un dazio del 100% sulle BEV del Dragone importate (misura copiata dal Canada, tra l’altro), oltre ad una stretta sulle tecnologie di provenienza cinese nei veicoli elettrici circolanti sulle strade americane.

Il caso del Brasile
Ad avere, invece, la maggiore quota di auto cinesi sul totale di veicoli elettrici venduti nel 2024 è il Brasile, che rappresenta un caso particolare. Anzitutto parliamo di un Paese dove questo tipo di auto spopola: nei primi otto mesi del 2024 sono state vendute 41.000 elettriche, contro le 19.300 immatricolate nello stesso periodo del 2023. Inoltre lo scorso anno si è registrato il sorpasso delle BEV rispetto alle ibride, come riportano i dati forniti dall’Associazione nazionale costruttori autoveicoli brasiliana.
E qui si inserisce la Cina, che proprio in Sudamerica sta aprendo stabilimenti di produzione delle proprie auto elettriche, in una parte del Continente dove si trovano anche materie prime e terre rare utili per le batterie delle vetture. E il Brasile sta giovando degli investimenti di aziende come BYD che stanno dando un grande impulso al settore industriale del Paese.
La situazione dell’Italia (e BYD sbarca a Torino)
Infine, l’Italia. Nel 2024 sono state vendute quasi 122.000 vetture elettriche, il 6% delle quali cinesi. Ed è notizia di queste settimane il fatto che BYD sia presente a Torino in cerca di fornitori per il nostro Paese. Uno scouting di due giorni in cerca di commesse in cui l’azienda cinese ha incontrato le realtà italiane nella componentistica, con la partecipazione dell’Associazione della Filiera Automobilistica Italiana (ANFIA).