Bruxelles accusa il colosso tech di aver violato il Digital Markets Act, ma definisce "costruttivo" il dialogo con l'azienda e allontana l'ipotesi di nuove sanzioni
Alphabet, la società madre di Google, è stata multata giovedì dalla Commissione europea per un totale di 890 milioni di euro (circa 1 miliardo di dollari) per aver violato le norme dell’Unione europea volte a limitare il potere delle Big Tech.
Secondo la Commissione, tuttavia, il colosso tecnologico potrebbe evitare ulteriori sanzioni, poiché i regolatori europei hanno riconosciuto i progressi compiuti dall’azienda nel percorso di conformità alla normativa. Le multe confermano la determinazione dell’Unione europea a impedire che le grandi piattaforme tecnologiche ostacolino i concorrenti, nonostante le critiche degli Stati Uniti e le minacce di dazi commerciali. Una prima sanzione da 460 milioni di euro è stata inflitta ai sensi del Digital Markets Act (DMA) per aver favorito i propri servizi nei risultati di ricerca relativi a shopping, hotel, trasporti e sport. Una seconda multa da 430 milioni di euro riguarda invece le restrizioni imposte da Google Play, che impedivano agli sviluppatori di applicazioni di indirizzare gratuitamente gli utenti verso offerte più convenienti disponibili su app store concorrenti o sui propri siti web. Si tratta della quinta e della sesta sanzione inflitte a Google per pratiche anticoncorrenziali nell’Unione europea, ma delle prime adottate nell’ambito del Digital Markets Act. Complessivamente, le multe ricevute da Google in Europa negli ultimi vent’anni ammontano a 10,38 miliardi di euro.
«Il nostro dovere è garantire che le nostre leggi siano pienamente rispettate», ha dichiarato la responsabile europea per la concorrenza, Teresa Ribera, rispondendo alle critiche provenienti dagli Stati Uniti. Anche la commissaria europea per il Digitale, Henna Virkkunen, ha ribadito che «il Digital Markets Act serve a garantire condizioni di concorrenza eque. Con queste decisioni vogliamo assicurarci che vi sia concorrenza».
Google dispone ora di 60 giorni per conformarsi alle decisioni della Commissione, trattando i concorrenti in modo equo e non discriminatorio e consentendo agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso alternative esterne a Google Play. L’azienda ha contestato le conclusioni della Commissione e ha affermato che potrebbe impugnare la decisione davanti ai giudici. «Per conformarci, siamo costretti a rimuovere funzionalità di ricerca in tempo reale che gli utenti europei apprezzano, come i prezzi e la disponibilità immediata di hotel, voli e ristoranti, oltre a smantellare alcune protezioni di sicurezza di Google Play», ha dichiarato Kent Walker, presidente degli Affari Globali di Google. «Questa non è concorrenza leale, ma un peggioramento del prodotto imposto da un ristretto gruppo di ricorrenti mossi da interessi propri, a scapito delle imprese e dei consumatori europei», ha aggiunto.
Nuove multe improbabili grazie al “dialogo costruttivo”
L’azione dell’UE nei confronti delle Big Tech ha suscitato l’irritazione dell’amministrazione Trump, che ha minacciato di introdurre dazi come risposta a quelle che considera misure rivolte contro le aziende statunitensi. Il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha dichiarato che la multa e le altre iniziative dell’UE «stanno creando una forte incertezza per le esportazioni di beni e servizi statunitensi verso l’Europa». Greer ha inoltre affermato che, alla luce anche del recente prestito concesso dalla Banca europea per gli investimenti ad Airbus, «diventa evidente che l’UE continua a prendere di mira le aziende statunitensi più competitive». Nella sua dichiarazione non ha tuttavia menzionato eventuali contromisure da parte degli Stati Uniti.
La Commissione europea, che svolge il ruolo di autorità garante della concorrenza, ha evidenziato l’esistenza di un «dialogo costruttivo» con Google e i significativi progressi compiuti dall’azienda verso la conformità al DMA, lasciando intendere che l’ipotesi di sanzioni giornaliere per mancato adeguamento è al momento improbabile. Secondo Bruxelles, Google ha proposto e iniziato a testare modifiche al modo in cui presenta i propri servizi su Google Search per servizi gratuiti come shopping, hotel e voli. La Commissione ha definito questi cambiamenti un «progresso sostanziale». L’azienda ha inoltre avviato test relativi alla presentazione degli annunci commerciali e dei contenuti collegati, come quelli sportivi. La Commissione ha aggiunto che i principi della decisione potrebbero essere applicati anche ai riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale di Google, AI Overviews e AI Mode, precisando che il dialogo con l’azienda proseguirà anche su questo fronte.
Anche le modifiche proposte da Google alle condizioni di reindirizzamento degli utenti su Google Play hanno ricevuto una prima valutazione positiva. «Costituiscono buoni progressi verso la conformità e saranno valutate anche alla luce dell’ordine di cessazione delle pratiche adottato con la decisione odierna», ha affermato la Commissione. Le multe rappresentano il terzo intervento sanzionatorio adottato nell’ambito del Digital Markets Act, dopo quelle inflitte ad Apple e Metanell’aprile dello scorso anno.
(Reuters)