Dopo HAL, il Webbolario del prof. Enrico Bisenzi fa un passo ulteriore e apre la I come Intelligenze Artificiali. Al plurale, non a caso. Perché dietro una sigla apparentemente unica si nasconde un ecosistema complesso fatto di modelli diversi, approcci differenti, promesse affascinanti e rischi molto concreti.
🤖 In questa puntata, il prof. Bisenzi smonta l’idea di un’IA “magica” o onnipotente e ci accompagna dentro ciò che le intelligenze artificiali sono davvero: sistemi statistici, addestrati su enormi quantità di dati, capaci di simulare competenze ma non di comprenderle nel senso umano del termine.
🧠 Si parla di linguaggi che sembrano pensare, immagini che sembrano creare, decisioni che sembrano autonome. Ma anche di addestramento, limiti, dipendenze dai dati, errori sistemici e illusioni di oggettività. Perché più l’IA appare intelligente, più diventa facile dimenticare che non lo è.
🌐 Dalle IA generative ai sistemi di raccomandazione, dagli assistenti virtuali agli algoritmi che selezionano, filtrano e valutano: capire le intelligenze artificiali significa capire il nuovo ambiente cognitivo in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno.
🎓 Un episodio che invita a distinguere tra automazione e intelligenza, tra supporto e delega, tra efficienza e responsabilità. Perché la vera competenza digitale oggi non è saper usare l’IA, ma saperle porre i limiti giusti.
Ogni mercoledì, una nuova lettera per imparare a convivere con il web. Anche quando sembra pensare al posto nostro.
Chi è il prof. Enrico Bisenzi
Esperto di comunicazione digitale e media education, Enrico Bisenzi è tra i più autorevoli divulgatori italiani nel campo dell’accessibilità, dell’usabilità e della comunicazione inclusiva online.
Docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma collabora con molte altre istituzioni accademiche tra cui ABA e Isia di Firenze, sua citta’ natale, e si occupa di alfabetizzazione digitale e cittadinanza consapevole.
Con uno stile lucido, ironico e interdisciplinare, il prof. Bisenzi esplora i meccanismi del web contemporaneo — dalle parole che usiamo agli strumenti che plasmano la nostra attenzione — con l’obiettivo di fornire chiavi di lettura critiche e operative per orientarsi nel mondo digitale.